“La mafia la nord non esiste”: è questo il pensiero che pervade la mente della maggior parte delle persone. La mafia al nord, invece, esiste e sta facendo sentire sempre di più la sua presenza sul territorio.
E’ di ieri la notizia della morte di un boss della ‘ndrangheta, Carmelo Novella, ucciso in un agguato in puro stile mafioso a San Vittore Olona (MI), raggiunto da una pioggia di proiettili al volto e al torace. Meno di tre mesi fa, la Dia di Catanzaro gli aveva confiscato beni mobili per un valore di 5 milioni di euro.
La regione Lombardia era ormai da tempo, nelle istituzioni competenti, considerata semplicemente infiltrata dalla criminalità organizzata, ma ritenuta comunque sana, ove gli episodi di presenza mafiosa erano solo sporadici. Ma le cose, oggi, sembrano cambiare.
Almeno venti comuni, sparsi tra le province di Milano, Varese, Como e Bergamo, sarebbero completamente in mano alla ‘ndrangheta, la quale detiene il controllo del territorio. Interi settori economici ed intere aree geografiche sono in mano ai padrini di Buccinasco (MI), città madre dell’infiltrazione mafiosa nei paesi alle porte di Milano.
Auto che bruciano, capannoni in fiamme, lettere con proiettili e minacce di morte. La macchina mafiosa dimostra di utilizzare gli stessi mezzi al sud come nella regione più industrializzata del nord Italia, nella quale esiste un vero e proprio patto tra ‘ndrangheta e cosa nostra per la spartizione del territorio.Riciclaggio di denaro sporco, traffico di stupefacenti e di armi sono i reati maggiori che fanno girare l’economia mafiosa in Lombardia, ma sono sempre più frequenti le intimidazioni e le estorsioni che fanno capire come certi affari sono e devono rimanere in mano a certe persone.
E’ di settimana scorsa la notizia dell’arresto di nuove leve del clan Papalia-Barbaro, dopo un inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di alcune imprese del settore scavi e movimento terra nella quale appare chiaro cosa accade a chi tenta di sconfinare le proprie zone di competenza. Il titolare di una ditta, calabrese, ma attivo a Buccinasco, prova ad affacciarsi verso Rho e Pero: ecco che puntualmente prende fuoco una delle sue pale meccaniche. Avvertimento del fatto che nella zona della nuova fiera, l’area che ospiterà l’EXPO 2015, c’è già un’altra famiglia che non vuole intrusi.
Sono molti i fatti emersi dalle indagini della DDA e dall’ultima relazione della DIA sul presenza sempre maggiore di clan mafiosi in Lombardia. Ma se la mafia avanza così veloce, l’antimafia deve fare altrettanto.
E’ davvero preoccupante l’appello di aiuto, rivolto alla magistratura, lanciato la scorsa domenica dai primi cittadini dei Comuni di Cesano Boscone, Vincenzo D’Avanzo, Corsico, Sergio Graffeo, e Trezzano sul Naviglio, Liana Scundi: ‘Gli sforzi che portiamo avanti’, sia con la Gdf che con i Cc, non sono ’sufficienti per contrastare la criminalita’ organizzata‘.
Preoccupante, perchè è la prima volta che, non uno, ma addirittura tre Sindaci, di altrettanti comuni del nord Italia si espongono per chiedere un intervento più duro nei confronti delle organizzazioni mafiose. Un forte segnale di allarme, ma anche un forte segnale che la volontà di combattere c’è e, se la richiesta arriva direttamente dalle amministrazioni comunali, oltre che la magistratura, deve essere la cittadinanza a rispondere a questo appello, lasciando allontanare l’indifferenza che regna nei confronti del fenomeno mafioso e prendendo in mano di prima persona una posizione netta e forte al fianco di chi, la mafia, la vuole davvero combattere e distruggere.
E’ doveroso, per il coordinamento lombardo del movimento “Ammazzateci Tutti”, unirsi all’appello lanciato dai tre sindaci e rendersi disponibili per far sentire la voce della società civile nel gridare e manifestare il dissenso al dilagare della mafia, non solo in Lombardia, ma in tutta Italia.
Se al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura si unirà la partecipazione dei cittadini, sarà molto più duro il muro che si scaglierà contro chi vuole ad ogni costo, e già è riuscito, accrescere maggiormente lo strapotere mafioso.
Massimo Brugnone
Coordinamento Lombardo Ammazzateci Tutti
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24 rose all’albero falcone borsellino di milano oggi 19 luglio 2008 ore 16,58 aniversario della strage di Via D’Amelio
Ammiro sinceramente quello che fate… però devo dire che, a parte un manifesto, in giro non ho visto proprio niente; eppure giro parecchio. Nemmeno al Teatro sociale non ci sono locandine o cartelloni che dicano dell’incontro. Ma lo sapete che proprio le zone di Luino, Marchirolo, Ponte Tresa, sono stracolme di pregiudicati mandati al confino? Gente che ha avuto a che fare più volte con la giustizia per reati di ogni tipo e che è stata allontanata dai propri paesi d’origine, facendosi poi seguire da amici e parenti (ovviamente quasi tutti dello stesso stampo). Per non parlare poi del fatto che proprio a Luino di fronte quasi a dove si svolgerà l’incontro c’è la sede di un importante gruppo immobiliare che, se non erro, è di proprietà di LUI… quello là… quello che ce l’hanno sempre tutti con LUI…quel tale BERLUS… Nella stessa villa risiede un ex frontaliere il quale , pochissimi anni dopo essere venuto qui per lavorare in Svizzera, all’improvviso, dette l’impressione di avere il portafogli bello gonfio ed entrò così nel mercato immobiliare. Lo stesso teatro sociale, già Teatro Della Società Operaia di Luino, è divenuto oggi sala 5, tanto per farci capire chi oggi comanda a Luino: Sempre Lui… quello là…
A proposito, visto che c’è in ballo l’EX teatro Sociale; di solito la stella del teatro è considerato l’ultimo illustre Luinese (che poi tanto Luinese non è visto che è di Maccagno…) il caro EX COMPAGNO Enzo Iacchetti… che se ne esce folleggiando cavolate del tipo: Pietro Leccese santo subito al concorso canoro per bambini “Cuoricino d’Oro” senza ricordasi che proprio chi lui vorrebbe santo ha l’agenzia Gabetti immobiliare (vedi sopra, Storie di frontalieri fortunati…). SI DICE che lo stesso inneggiato a santo sia un prestanome di… ma sì… quello là, sempre…
Io come molti di Luino Rimpiango la presenza di un vecchio amico di mio padre, tale Piero Chiara… Il Chiara amava esporre nei suoi racconti ciò che accadeva nella mia piccola città e chissà con le mille e mille porcherie che si vedono oggi qui che fine farebbe raccontandole! Tra doganieri nel traffico della droga tanto a Luino come a Ponte Tresa… privatizzazioni dell’acquedotto con i consiglieri di sinistra che invece di votare contro vanno in bagno… poliziotti e carabinieri sfruttatori di prostituzione quando non spacciatori( e per questo beccati anche e quasi premiati, visto che stanno ancora al loro posto)…fabbriche che vengono liquidate sbattendo un sacco di gente in mezzo alla strada per fare spazio a grandi alberghi ed aree residenziali forse sempre costruiti da imprenditori santi (e in questo caso sono stato presente, con testimoni ad un colloquio, in cui ,gli imprenditori, manifestavano la volontà di vendere degli stabilimenti sani solo per realizzare un ottimo guadagno. loro non lo sapevano ma stavano parlando ad un funerale con i miei parenti, e quando ho avvisato i sindacati a Varese… beh… spallucce).
Sarò presente all’incontro. Voglio proprio sentirVi.