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	<title>Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI - Coordinamento Lombardia &#187; Barbaro</title>
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		<title>Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI - Coordinamento Lombardia &#187; Barbaro</title>
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		<title>Parco sud, stop a nove aziende legate alla famiglia Barbaro-Papalia. &#8220;Hanno dato soldi al clan per mantenere le famiglie dopo gli arresti&#8221;</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/22/parco-sud-stop-a-nove-aziende-legate-alla-famiglia-barbaro-papalia-hanno-dato-soldi-al-clan-per-mantenere-le-famiglie-dopo-gli-arresti/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 12:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Nuova operazione della Dia e del Gico dopo l&#8217;inchiesta Parco sud. Congelate le amministrazioni delle imprese legate alla Kreiamo immobiliare di Cesano Boscone. Intanto i padrini Papalia e Perre restano latitanti
L&#8217;inchiesta
L&#8217;inchiesta Parco Sud ha preso le mosse dalla precedente indagine Cerberus che nel luglio del 2008 aveva portato in cella Mico l&#8217;australiano e i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=405&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4>Nuova operazione della Dia e del Gico dopo l&#8217;inchiesta Parco sud. Congelate le amministrazioni delle imprese legate alla Kreiamo immobiliare di Cesano Boscone. Intanto i padrini Papalia e Perre restano latitanti</h4>
<h3><span style="color:#333333;"><span style="font-family:georgia;">L&#8217;inchiesta</span></span></h3>
<p><em>L&#8217;inchiesta Parco Sud ha preso le mosse dalla precedente indagine Cerberus che nel luglio del 2008 aveva portato in cella Mico l&#8217;australiano e i figli <strong>Rosario e Salvatore Barbaro</strong></em></p>
<p><em>Scoperto un arsenale in un box di <strong>Assago</strong> e arrestato il latitante <strong>Paolo Sergi</strong>. Nel mirino gli interessi immobiliari del clan e <strong>Immobiliare Kreiamo</strong> di <strong>Cesano Boscone</strong> intestata a <strong>Madaffari Andrea e Alfredo Iorio</strong>, figlio dell&#8217;ex consigliere comunale di Forza Italia Achille Iorio</em></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257877714798/home/Barbaro2.jpg" alt="" width="100" height="77" />Milano, 22 dicembre 2009 -</strong> Un impero che si sgretola. Ma sempre un impero. Sono passati quasi due mesi dall&#8217;<strong>inchiesta Parco sud</strong> che ha portato in carcere i fiancheggiatori della <strong>cosca Barbaro-Papalia di Buccinasco</strong>. Un&#8217;operazione che aveva riguardato in particolare l&#8217;aspetto economico (ma anche quello militare) della cosca. E che ancora vede due pericolosi latitanti: <strong>Totò &#8216;u cainu Perre</strong> e <strong>Domenico Papalia</strong>. Oggi la Direzione investigativa antimafia e gli uomini del Gico della guardia di Finanza, sono tornati in azione con l&#8217;esecuzione di 9 decreti di sospensione dell&#8217;amministrazione a società satellite dell&#8217;universo Barbaro. In particolare si tratta delle imprese legate al gruppo Kreiamo immobiliare di Cesano Boscone, di Alfredo Iorio e Andrea Madaffari. Imprese di fatto gestite dal gruppo legato a Salvatore, Rosario e Mico Barbaro. I provvedimenti riguardano 9 aziende e sono stati emessi dalla “sezione autonoma misure di prevenzione” del Tribunale di milano sulla base dell&#8217;ex-art 3 quater della legge 575/65, che prevede la sospensione temporanea dall&#8217;amministrazione dei beni per un periodo di sei mesi.</p>
<p><strong>Dopo gli arresti,</strong> le indagini coordinate dalla Dda di Milano e dai <strong>pm Ilda Boccassini, Alessandra Dolci, Mario Venditti e Paolo Storari</strong>, hanno evidenziato come le nove aziende &#8220;congelate&#8221; abbiano dato appoggio alla cosca &#8220;consentendo la partecipazione occulta e il perseguimento di interessi economici agli appartenenti del pericoloso sodalizio criminale, aiutato anche grazie a versamenti di somme di denaro ai familiari degli arrestati, per sostenerli dopo gli arresti dei capi clan&#8221;. In pratica le aziende hanno &#8220;girato&#8221; denaro alle famiglie Barbaro e Papalia per sostenerle economicamente dopo gli arresti di Salvatore, Rosario e Mico Barbaro. Si tratta della prima volta che una misura simile viene applicata dal Tribunale di Milano &#8220;tale misura di prevenzione patrimoniale tipica nel caso in cui l’autorita’ giudiziaria ritenga che il libero esercizio dell’attivita’ economica sia condizionato da intimidazioni mafiose o miri ad agevolare soggetti nei cui confronti sia stata proposta o applicata una misura di prevenzione personale o che siano indagate, ad esempio, per associazione mafiosa&#8221;. (<em>cg</em>)</p>
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		<title>La faccia di Milano</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/11/09/la-faccia-di-milano/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 15:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I soliti turisti popolano piazza del Duomo la mattina. Una fila di studenti che si dirige verso l’università ed altra gente sparsa che cammina frettolosamente per raggiungere chi il posto di lavoro, chi la banca, chi la metro. E’ benestante Milano: corso Vittorio Emanuele è uno sfarzo unico con i suoi tavolini davanti ai quali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=360&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I soliti turisti popolano piazza del Duomo la mattina. Una fila di studenti che si dirige verso l’università ed altra gente sparsa che cammina frettolosamente per raggiungere chi il posto di lavoro, chi la banca, chi la metro. <strong>E’ benestante Milano</strong>: corso Vittorio Emanuele è uno sfarzo unico con i suoi tavolini davanti ai quali sei passato mille volte e non ti sei mai fermato per la paura di chiedere anche solo un caffè in questi posti di lusso. <strong>E’ viva Milano</strong>: c’è sempre gente, ovunque. All’aperitivo le colonne di San Lorenzo sono piene di ragazzi che si incontrano per cacciare via i pensieri di una giornata intera fatta di preoccupazioni e troppe responsabilità. La sera i navigli uniscono e raccolgono la bella gente che vuole solo divertirsi e ridere in compagnia. <strong>E’</strong> proprio <strong>bella Milano</strong>: questa Milano!</p>
<p>Ma Milano è troppo per fermarsi solo a questo, e allora ecco che è capace anche di superare sé stessa e senza mostrarsi vivere un’altra esistenza. La gente è sempre tanta, però fa le code in pieno giorno a <strong>Quarto Oggiaro</strong> per comprarsi la dose quotidiana di cocaina. La <strong>‘Ndrangheta</strong> ha il monopolio assoluto e nel vecchio e malfamato quartiere del capoluogo ha soltanto le radici di un albero che si fa sempre più potente e maestoso e con i propri rami impone la propria ombra su tutta la provincia, ed oltre.<br />
La neve non è solo un problema meteorologico, è un problema sociale. Con oltre <strong>20mila cocainomani</strong> Milano rifornisce le casse della mafia fruttando milioni. Milioni che poi reinveste aggiudicandosi i migliori appalti e controllando completamente il mercato dell’edilizia. <strong>Barbaro-Papalia</strong> la cosca che controlla interi paesi come <strong>Corsico, Assago e Buccinasco</strong>. Ti sposti più a nord e la famiglia <strong>Condello</strong> si spartisce il territorio insieme ai <strong>Novella</strong> nel gestire le zone che vedranno ospite l’<strong>Expo2015</strong>. Non bastasse, i <strong>Coco-Trovato</strong> hanno consolidato la loro egemonia in nella nuova provincia di <strong>Monza e Brianza</strong>.</p>
<p><strong>Stupefacenti, prostituzione</strong> e <strong>racket</strong> portano soldi, a volte anche troppi. Ed ecco che la mafia è costretta a ripulire il denaro sporco. Le intimidazioni e le estorsioni ai danni di imprenditori sembrano quasi storia antica. Oggi, a Milano, sono gli imprenditori a sfruttare la mafia per fare ancora più soldi. Rimane solo da trovare qualche perito di Tribunale compiacente, un amministratore comunale che chiude un occhio, qualche addetto al rilascio pratiche edilizie ed ecco che il piano è servito: riciclaggio, arricchimento e controllo del territorio assicurati.</p>
<p>Almeno una cosa è certa: a Milano non ci si ammazza, si va d’accordo. Il business prima di tutto è la parola d’ordine fra i boss. E allora si organizzano grandi cene dove <strong>Cosa Nostra, Camorra ed ‘Ndrangheta stringono sempre più alleanze</strong> per non pestarsi i piedi a vicenda. Poi magari capita che nello stesso periodo ci siano le elezioni, ed allora a cena perché non invitare qualche politico? Magari capita che ad organizzarla sia <strong>Salvatore Morabito</strong>, e che questa sia in onore di <strong>Alessandro Colucci</strong>, e che lo stesso Colucci divenga Consigliere Regionale; oppure che <strong>Giovanni</strong> <strong>Cinque</strong>, esponente degli <strong>Arena</strong>, si trovi in qualche modo a contatto <strong>Vincenzo Giudice</strong>, che casualmente è sia Consigliere Comunale che Presidente di una società partecipata dal capoluogo lombardo.<br />
Ma a Milano, appunto, almeno non si ammazza. Non si ammazza finchè non riesci a ricollegare proprio quel corpo a quell’esatto avvenimento, risalendo a quella data causa per cui <strong>Giovanni Di Muro</strong>, ucciso in pieno centro in zona San Siro, muore ed era casualmente legato al <strong>boss Pepè Onorato</strong>.</p>
<p>Tutto questo, purtroppo, non è frutto di una doppia faccia. Milano di <strong>faccia</strong> ne ha una sola: quella<strong> buona che nasconde quella cattiva</strong>.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Massimo Brugnone</em></p>
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		<title>Buccinasco, ancora arresti per associazione mafiosa. Ma il boss Domenico Papalia è ancora latitante</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/11/05/buccinasco-ancora-arresti-per-associazione-mafiosa-ma-il-boss-domenico-papalia-e-ancora-latitante/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://www.milanomafia.com/
Colpo al clan Barbaro-Papalia. Eseguiti 14 arresti, ordinanze in carcere anche per Domenico, Rosario e Salvatore Barbaro. In fuga invece tre persone: tra loro il figlio di Antonio Papalia e Toto u&#8217;cainu, Antonio Perre
L&#8217;inchiesta
L&#8217;inchiesta Parco Sud ha preso le mosse dalla precedente indagine Cerberus che nel luglio del 2008 aveva portato in cella Mico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=338&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fonte: http://www.milanomafia.com/</p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Colpo al clan Barbaro-Papalia. Eseguiti 14 arresti, ordinanze in carcere anche per Domenico, Rosario e Salvatore Barbaro. In fuga invece tre persone: tra loro il figlio di Antonio Papalia e Toto u&#8217;cainu, Antonio Perre</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>L&#8217;inchiesta</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>L&#8217;inchiesta Parco Sud ha preso le mosse dalla precedente indagine Cerberus che nel luglio del 2008 aveva portato in cella <strong>Mico l&#8217;australiano</strong> e i figli <strong>Rosario e Salvatore Barbaro</strong></em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Scoperto un arsenale in un box di Assago e arrestato il latitante </em><em><strong>Paolo Sergi</strong></em><em>. Nel mirino gli interessi immobiliari del clan e </em><em><strong>Immobiliare Kreiamo</strong></em><em> di Cesano Boscone intestata a </em><em><strong>Madaffari Andrea e Alfredo Iorio</strong></em><em>, figlio dell&#8217;ex consigliere comunale di Forza Italia Achille Iorio</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><em>GLI ARRESTATI:</em></strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257268768553/home/parcosud/Domenico%20Barbaro.jpg?height=96&amp;width=69" alt="" width="69" height="96" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Domenico Barbaro</strong></span><span style="color:#000000;">, nato a Platì il 5-5 1937 detto </span><span style="color:#000000;"><em>Mico l&#8217;australiano</em></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257268854848/home/parcosud/Rosario%20Barbaro.jpg?height=96&amp;width=73" alt="" width="73" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Rosario Barbaro</strong>, nato a Platì il 19-7-1972</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257268900038/home/parcosud/Salvatore%20Barbaro.jpg?height=96&amp;width=94" alt="" width="94" height="96" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Salvatore Barbaro</strong>, nato a Locri il 15.8.1974</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269064479/home/parcosud/Francesco%20Barbaro.jpg?height=96&amp;width=85" alt="" width="85" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Francesco Barbaro</strong>, nato a Platì il 31-10-1976</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269173912/home/parcosud/Andrea%20Madaffari.jpg?height=96&amp;width=82" alt="" width="82" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Andrea Madaffari</strong>, nato a Milano il 1-7-1973</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269221951/home/parcosud/Franco%20Mazzone.jpg?height=88&amp;width=96" alt="" width="95" height="88" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Franco Michele Mazzone</strong>, nato a Milano il 24-3-1975</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269300545/home/parcosud/Nicola%20Carbone.jpg?height=96&amp;width=72" alt="" width="72" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Nicola Carbone</strong>, nato a Milano il 10-4-1965</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269338117/home/parcosud/Giuseppe%20D%27Aloja.jpg?height=96&amp;width=71" alt="" width="71" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Giuseppe D&#8217;Aloja</strong>, nato a Minervino Murge (Ba) 7-5-1956</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269388861/home/parcosud/Achille%20Frontini.jpg?height=96&amp;width=70" alt="" width="70" height="96" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Achille Frontini</strong>, nato a Milano il 26-7-1943</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269438833/home/parcosud/Alfredo%20Iorio.jpg?height=96&amp;width=94" alt="" width="94" height="96" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Alfredo Iorio</strong>, nato a Cosenza il 18-7-1970</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269471490/home/parcosud/Giuseppe%20Luini.jpg?height=96&amp;width=81" alt="" width="81" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Giuseppe Liuni</strong>, nato a Canosa di Puglia il 23-10-1957</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269648084/home/parcosud/Paolo%20Salvaggio.jpg?height=96&amp;width=85" alt="" width="85" height="96" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Paolo Salvaggio</strong>, nato a Pietraperzia (En) il 29-1-1957</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269745329/home/parcosud/Fortunato%20Statari.jpg?height=96&amp;width=93" alt="" width="93" height="96" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Fortunato Startari</strong>, nato a Melito porto Salvo (Rc) il 5-6-1974</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257269819064/home/parcosud/Claudio%20Triglione.jpg?height=96&amp;width=61" alt="" width="61" height="95" /></strong></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Claudio Triglione</strong>, nato a Milano il 1-3-1982</span></span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/338/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=338&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Azienda parte civile contro la &#8216;ndrangheta il pm: caso raro in Italia, a Milano è il primo</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/11/04/azienda-parte-civile-contro-la-ndrangheta%e2%80%a8il-pm-caso-raro-in-italia-a-milano-e-il-primo/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[fonte: http://milano.repubblica.it
E&#8217; raro, ha spiegato il pm, che i rappresentanti legali di una società, così come le vittime più in generale dei metodi mafiosi, si costituiscano parti civili in un procedimento per associazione mafiosa. L&#8217;azienda è la Sma di Segrate
Un&#8217;azienda milanese si è costituita parte civile nei confronti di un presunto boss della &#8216;ndrangheta, lamentando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=328&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;font-size:small;color:#022455;">fonte: http://milano.repubblica.it</span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>E&#8217; raro, ha spiegato il pm, che i rappresentanti legali di una società, così come le vittime più in generale dei metodi mafiosi, si costituiscano parti civili in un procedimento per associazione mafiosa. L&#8217;azienda è la Sma di Segrate</strong></em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Un&#8217;azienda milanese si è costituita parte civile nei confronti di un presunto boss della &#8216;ndrangheta, lamentando di aver subito un danno economico&#8221; in un procedimento per associazione mafiosa a carico di una trentina di persone accusate di far parte di una cosca legata ai Barbaro di Platì, che si era infiltrata nel sistema degli appalti, e anche in quelli dell&#8217;alta velocità ferroviaria, nella zona nord di Milano. Come ha fatto notare il pm della Dda milanese Mario Venditti, anche in sede di udienza preliminare, è la prima volta che accade a Milano. Ed è un fatto rarissimo a livello nazionale.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">E&#8217; raro, ha spiegato il pm, che i rappresentanti legali di una società, così come le vittime più in generale dei metodi mafiosi, si costituiscano parti civili in un procedimento per associazione mafiosa. In particolare, l&#8217;azienda di grande distribuzione Sma di Segrate (Milano), rappresentata dall&#8217;avvocato Daniele Ripamonti, si è costituita parte civile nei confronti del presunto boss della &#8216;ndrangheta Marcello Paparo davanti al gup Giuseppe Vanore.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Paparo, secondo l&#8217;accusa, gestiva di fatto nel 2006 le attività di facchinaggio di una cooperativa che lavorava per conto della Sma. L&#8217;azienda di Segrate, quando era venuta a conoscenza delle indagini a carico di Paparo, aveva deciso di rescindere il contratto che la legava alla cooperativa, contattando un&#8217;altra impresa che avrebbe dovuto cominciare i lavori. Paparo, però, per giorni, assieme ad alcuni dipendenti della cooperativa, aveva impedito all&#8217;azienda di lavorare bloccando l&#8217;ingresso ai magazzini.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#262626;">Nei capi di imputazione poi a Paparo viene contestato anche di essere il mandante di un pestaggio ai danni di un dipendente della Sma che portava avanti ragioni sindacali assieme ad altri lavoratori. La costituzione di parte civile, come ha spiegato l&#8217;avvocato Ripamonti, riguarda proprio &#8220;il blocco forzato dell&#8217;attività e i danni economici conseguiti&#8221;.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#262626;">(4 novembre 2009)</span></span></span></p>
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		<title>Milano, le mani dei boss su politica e affari indagati anche un perito e un cancelliere</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://milano.repubblica.it
Fra i soggetti arrestati ci sono imprenditori edili e immobiliari che hanno accettato le logiche mafiose e un perito arrestato di corruzione dopo aver accettato una mazzetta per agevolare un operazione economica della cosca. Tra gli indagati anche personale di amministrazioni comunali, addetti al rilascio di pratiche edilizie e un cancelliere del tribunale
I volti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=330&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Fonte: http://milano.repubblica.it</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Fra i soggetti arrestati ci sono imprenditori edili e immobiliari che hanno accettato le logiche mafiose e un perito arrestato di corruzione dopo aver accettato una mazzetta per agevolare un operazione economica della cosca. Tra gli indagati anche personale di amministrazioni comunali, addetti al rilascio di pratiche edilizie e un cancelliere del tribunale</strong></em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">I volti puliti degli imprenditori lombardi con un fitto reticolo di società con sede anche in via Montenapoleone e i <strong>boss della &#8216;ndrangheta</strong> di Platì, le famiglie <strong>Barbaro e Papalia</strong> arrivate ormai alla terza generazione di affari criminali e di monopolio nel movimento terra. Con le <strong>17 ordinanze emesse dalla Dia</strong> e firmate dal gip Giuseppe Gennari &#8211; su richiesta dei pm Ilda Boccassini, Mario Venditti, Alessandra Dolci e Paolo Storari della Dda &#8211; viene disarticolato un gruppo criminale ramificato con agganci anche nella pubblica amministrazione: tra gli arrestati, anche un <strong>perito del Tribunale al servizio dei boss</strong>, mentre sono <strong>58 le persone perquisite, 48 indagate, e oltre 5 milioni di euro il valore dei beni sequestrati</strong> dal Gico della Guardia di finanza.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">L&#8217;organizzazione aveva il monopolio del movimento terra e dello smaltimento rifiuti, anche in cantieri come il raddoppio della <strong>Milano-Mortara e la Tav</strong>. &#8220;Tu sai meglio di me, nell’edilizia bisogna spesso rispettare degli equilibri&#8230; a volte devi dare la possibilità di fare delle demolizioni a qualcuno, altre volte la costruzione all’altro… è un discorso di reciproche soddisfazioni&#8230; — dice l’imprenditore <strong>Andrea Madaffari</strong>, in una intercettazione — La comunità calabrese è assolutamente ben radicata e quindi siamo circondati, a parte che siamo noi tutti calabresi.. quelli che fanno gli scavi è gente di Platì&#8221;. Madaffari e il socio <strong>Alfredo Iorio</strong>, quest’ultimo presidente del Cusago calcio, puntavano all’acquisto e alla <strong>ristrutturazione del castello di Cusago</strong>, dove riciclare milioni di euro.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">Ed è così che sulla capitale del Nord torna l’ombra delle infiltrazioni mafiose negli appalti dell’<strong>Expo 2015</strong>. &#8220;Certamente c’è un interesse — dice il procuratore capo Manlio Minale — . L’e sclusione del movimento terra dai contratti rimane una porta aperta per le cosche&#8221;. Netto l’appello lanciato da Ilda Boccassini: &#8220;Gli imprenditori devono capire che devono stare con lo Stato o contro lo Stato&#8221;.</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>(3 novembre 2009) </strong></span></span></span></p>
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		<title>Buccinasco, il cromo inquina. Le cosche fanno affari</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 22:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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fonte: http://www.milanocronaca.com/
Rifiuti tossici nel terreno di viale Resistenza. Il boss in una lettera chiede il conto al Comune. E spunta un nuovo caso alla Barona

Chi è?
Rosario Barbaro è il fratello maggiore di Salvatore Barbaro finito nei guai dopo l&#8217;inchiesta Cerberus delle Fiamme gialle. Entrambi sono figli di Domenico Barbaro, Mico l&#8217;australiano.
Rosario Barbaro era titolare di un&#8217;azienda di movimento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=306&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="margin-bottom:0;"><em>fonte: http://www.milanocronaca.com/</em></p>
<p style="margin-bottom:0;">Rifiuti tossici nel terreno di viale Resistenza. Il boss in una lettera chiede il conto al Comune. E spunta un nuovo caso alla Barona</p>
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<h4>Chi è?</h4>
<p><em>Rosario Barbaro è il fratello maggiore di Salvatore Barbaro finito nei guai dopo l&#8217;inchiesta Cerberus delle Fiamme gialle. Entrambi sono figli di Domenico Barbaro, Mico l&#8217;australiano.</em><em><br />
Rosario Barbaro era titolare di un&#8217;azienda di movimento terra con sede in via Cadorna, 126 a Buccinasco.<br />
Secondo l&#8217;antimafia i Barbaro e i Papalia sono le famiglie che controllano i vertici della &#8216;ndrangheta a Milano</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p align="left"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;"><strong>Sul sito dell’Istituto superiore di sanità</strong> si legge: «Il cromo esavalente o cromo VI è un pericolo per la salute umana». E ancora: «Il cromo può produrre vari effetti: danni al fegato e ai polmoni, alterazione del materiale genetico, cancro ai polmoni, morte». Ricordate il film <em>Erin Brockovich</em> con Julia Roberts, in cui una multinazionale è costretta a pagare milioni di dollari di risarcimento per aver avvelenato la falda con il cromo, provocando tumori e decessi? Bene, nel 2003 il cromo viene trovato in un terreno comunale di Buccinasco. L’area è quella di via Resistenza, un pratone di oltre 7 mila metri quadrati. Da allora è bloccata, in </span></span></p>
<p style="margin-right:.26cm;margin-top:.13cm;"><a href="http://www.milanocronaca.com/home/cromo/Buccinasco2?attredirects=0"><img class="alignleft" style="border:0 none;" src="http://www.milanocronaca.com/_/rsrc/1253043625329/home/cromo/Buccinasco2?height=150&amp;width=200" border="0" alt="" width="200" height="150" align="bottom" /></a></p>
<p align="left">attesa di bonifica. Recintata, ma non certo isolata, visto che attorno ci sono palazzi residenziali, supermercati, autosaloni. «Sul terreno di via Resistenza», scrivono i tecnici dall’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia), «sono stati individuati due focolai di contaminazione diffusa. Le specie chimiche identificate in concentrazione superiore ai valori soglia sono idrocarburi pesanti e cromo VI». Un mix di veleni che penetra nel terreno e finisce nella falda acquifera.</p>
<p align="left">
<p align="left"><strong>Chi li ha scaricati </strong>nel pratone di via Resistenza? L&#8217;allora sindaco di Buccinasco, Maurizio Carbonera, ha qualche sospetto. Appena ha la certezza che il terreno è inquinato, manda un esposto contro ignoti alla Procura di Milano. I magistrati tengono aperta l’inchiesta pochi mesi, ma poi archiviano. Resta senza risposte anche l’interrogazione parlamentare che alcuni deputati del centrosinistra rivolgono al ministro dell’Ambiente.</p>
<p align="left"><strong>Dopo cinque anni</strong>, nel 2008, viene ritrovata una lettera che prova le responsabilità dell’inquinamento: la scrive al Comune Rosario Barbaro, il fratello maggiore di Salvatore Barbaro, boss della &#8216;ndrangheta. La lettera è su carta intestata dell’impresa Barbaro Rosario, movimento terra, sede in via Cadorna 126, Buccinasco. È datata 8 maggio 2003, appena un mese e mezzo dopo le analisi dell’Arpa. È una richiesta di soldi: «Durante i mesi estivi dello scorso anno, la mia ditta ha cominciato a trasportare a discarica vari materiali di risulta e poi ha immesso nell’area di via Resistenza 5 centimetri di terra di coltivo». Dunque Barbaro Rosario pretende il pagamento di «26.339.000 euro, pari a 170 viaggi di camion». I viaggi sono avvenuti, ammette la lettera, nell’estate 2002, quindi prima della scoperta dell’inquinamento da cromo. È la prova che sono stati i Barbaro ad avvelenare l’area. Lo conferma anche la funzionaria comunale Gregoria Stano: «Barbaro ha lavorato in via Resistenza. Tutti lo sanno, ma nessuno parla o prende provvedimenti». Eppure tutto resta come prima: l’inchiesta giudiziaria è già stata frettolosamente archiviata.</p>
<p align="left"><strong>Rosario Barbaro</strong>, del resto, non è nuovo a questo metodo. Già in passato ha avuto a che fare con la giustizia per fatti simili: nel settembre 2003 i vigili urbani avevano scoperto una discarica abusiva, inquinata soprattutto da amianto, in via Trecastelli, zona Barona, periferia sud di Milano, dentro il perimetro del Parco sud Milano, area strettamente vincolata. Il terreno era di proprietà della ditta Coci srl, con sede in via Ludovico il Moro. Titolare un certo Mario Ripepi, nato a Oppido Mamertina, provincia di Reggio Calabria, ma residente a Buccinasco. Sul posto era stato fermato un camion. Il conducente aveva detto di essere solo un operaio, ma pochi minuti dopo era intervenuto il titolare dell’impresa. L’impresa era la Mobar, il titolare era Rosario Barbaro. Sul verbale di polizia giudiziaria stilato in quell’occasione, un’osservazione inquietante: «L’episodio rilevato deve essere inquadrato in un piano sistematico e organizzato di realizzazione di una discarica abusiva». Il tutto aggravato perché realizzato dentro i confini di un parco. E perché gli investigatori sospettano i Barbaro «di voler così cambiare la destinazione d’uso dell’area». I rilevamenti successivi, infatti, provano che «i ripetuti scarichi e successivi livellamenti hanno prodotto un innalzamento del piano campagna, considerato dalla legge un manufatto». Lo stato originario dei luoghi è dunque risultato alterato. Non solo. I continui passaggi di camion hanno sbriciolato le piastre di amianto Eternit facendolo penetrare a fondo nel terreno. Il dato sta nelle analisi dell’Asl. Nel fascicolo processuale affidato al pm Paola Pirrotta è contenuto anche un album fotografico che non lascia adito a dubbi. Anche in questo caso, però, il pubblico ministero fa richiesta di archiviazione. Sembra la fotocopia del caso di via Resistenza. In realtà, Rosario Barbaro viene riconosciuto colpevole di aver creato una discarica abusiva, reato che però può essere estinto pagando un’ammenda. E, infatti, il 16 marzo 2004, lo studio legale Passarella, che difende Barbaro, invia al tribunale di Milano una domanda di oblazione. Il 25 maggio, lo stesso tribunale attesta il pagamento di 13 mila euro da parte di Rosario Barbaro. Il caso è chiuso. <em>(dm)</em></p>
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		<title>Expo, nuovo business della &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 21:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[fonte: www.corriere.it
Milano e la Lombardia crocevie della criminalità organizzata
Expo, nuovo business della &#8216;ndrangheta
La Dia ha controllato una cinquantina di imprese.
Il sindaco di Buccinasco: non siamo in mano alle mafie
MILANO &#8211; I miliardi, quelli veri, passa­no nelle telefonate intercettate. Nei dialoghi in calabrese stret­to sulle forniture di cemento della nuova metropolitana, sui carichi di terra da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=284&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>fonte: www.corriere.it</p>
<h3>Milano e la Lombardia crocevie della criminalità organizzata</h3>
<h1>Expo, nuovo business della &#8216;ndrangheta</h1>
<h2>La Dia ha controllato una cinquantina di imprese.<br />
Il sindaco di Buccinasco: non siamo in mano alle mafie</h2>
<p><strong>MILANO</strong> &#8211; I miliardi, quelli veri, passa­no nelle telefonate intercettate. Nei dialoghi in calabrese stret­to sulle forniture di cemento della nuova metropolitana, sui carichi di terra da muovere da una parte dall’altra di Milano. L&#8217;inchiesta sull’Expo, sulla gran­de esposizione del 2015 è un fi­lo sottile tracciato tra la Lom­bardia e Reggio Calabria. Si par­la di grandi opere, di appalti e subappalti. Studiano, le cosche della &#8216;n­drangheta, le nuove strade per aggirare la rete dei controlli. Una rete a maglie larghe nono­stante il Comitato per la legali­tà voluto dal governatore Ro­berto Formigoni (con il genera­le Mori e il prefetto De Donno), e nonostante la lente d’ingran­dimento sulle opere pubbliche della Direzione investigativa an­timafia. Proprio la Dia quest’an­no ha controllato una cinquanti­na d’imprese sospette e ritirato ventina di certificati antimafia.</p>
<p><strong>A ridosso di Ferragosto</strong>, men­tre lo scrittore britannico Frede­rick Forsyth arrivava a Milano e Buccinasco per «studiare le co­sche» su consiglio dell’Fbi, a Reggio Calabria è accaduto un mezzo terremoto. Secondo le ri­velazioni del settimanale <em>Pano­rama</em>, una talpa alla Dda avreb­be «soffiato» informazioni ad alcuni indagati proprio per l’in­chiesta sull’Expo. Cimici spari­te, e appartamenti e uffici «bo­nificati» dai boss. Un’indagine silenziosa e mol­to delicata. A Milano se ne occu­pa un pool di tre magistrati. «Non si può fingere, le cosche sono attive ovunque ci siano af­fari, i nuovi cantieri sono un’oc­casione d’oro: bisogna interve­nire subito». Le ’ndrine si muo­vono su due piani comunican­ti: il traffico di cocaina e gli affa­ri leciti con imprese legate a prestanome. E l’edilizia resta il mercato preferito: pochi con­trolli, molti cantieri. Così, per polizia e carabinieri, il 70% del movimento terra a Milano fini­sce tra subappalti e «noli a fred­do» (commesse che non richie­dono certificazioni antimafia) per cadere &#8211; anche inconsape­volmente &#8211; nelle mani del­le cosche. E capita allora che imprese legate agli Strangio, la stessa famiglia della strage di Duisburg (6 morti il 15 agosto 2007), fini­scano poche settimane fa a «fare qualche carico di terra» al «Cantiere del nuovo» della Provincia in via Soderini.</p>
<p><strong>La rete delle cosche a Mila­no</strong>, dicono gli inquirenti, passa dalle temute famiglie Barbaro e Papalia di Buccinasco. Una pre­senza assodata da vecchie in­chieste e nuovi riscontri. Tanto che il figlio di Antonio Papalia, padrino all’ergastolo, il 26enne Domenico, viene indicato nei rapporti dell&#8217;Antimafia come il «nuovo referente» per i clan: «Un elemento autorevole capa­ce di aggregare gruppi di giova­ni provenienti da Platì (Rc) par­ticolarmente attivi nel traffico di droga». Gli stessi ragazzi, sta­volta legati al clan Pangallo, che nelle intercettazioni parla­no di playstation per nasconde­re fiumi di cocaina. Buccinasco, proprio come in­dicato dall’Fbi è finita per di­ventare un simbolo della pre­senza mafiosa, in realtà estesa da Milano al Lecchese. Il sinda­co Loris Cereda, difende la città e garantisce il massimo impe­gno: «C’è un passato pesante, ma Buccinasco non è in mano alle cosche». Tre mesi fa il con­sigliere comunale del Pdl Luigi Iocca è finito in un’inchiesta per riciclaggio. La casa perquisi­ta, poi la sua posizione è stata stralciata. Ancora il sindaco: «La città è sempre nel mirino mediatico e per questo è in pri­ma linea per la legalità. Siamo sicuri che altrove ci sia la stessa attenzione?».</p>
<p><!-- google_ad_section_end --><em>Cesare Giuzzi<br />
<strong>21 agosto 2009</strong></em></p>
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		<title>Adesso il padrino parla milanese</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 09:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[fonte: http://espresso.repubblica.it

di Paolo Biondani e Mario Portanova
Imprenditori del Nord che entrano nelle cosche: non più vittime ma veri mafiosi. Pronti a eliminare la concorrenza e sfruttare la crisi.
È il nuovo volto dei clan dove la violenza è al servizio degli affari


Anche il Nord sta imparando a convivere con la mafia. Dopo decenni di infiltrazione nei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=246&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;"><em>fonte: http://espresso.repubblica.it<br />
</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>di Paolo Biondani e Mario Portanova</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><strong>Imprenditori del Nord che entrano nelle cosche: non più vittime ma veri mafiosi. Pronti a eliminare la concorrenza e sfruttare la crisi.<br />
È il nuovo volto dei clan dove la violenza è al servizio degli affari</strong></em></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:.08cm;"><img class="alignleft" style="border:0 none;" src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm2/eol/2009/04/23/794230.pjpeg" border="0" alt="" width="250" height="180" align="bottom" /></p>
<p style="margin-bottom:0;">Anche il Nord sta imparando a convivere con la mafia. Dopo decenni di infiltrazione nei traffici illeciti e nel reimpiego dei capitali, le nuove inchieste svelano i sintomi di una malattia più profonda: decine di imprenditori e professionisti scendono a patti con i clan. E ne &#8220;strumentalizzano i vantaggi competitivi&#8221;: si finanziano con capitali sporchi; ottengono protezione criminale; si prestano a dividere e reinvestire i profitti di droga ed estorsioni; affidano alla violenza dei clan il recupero dei crediti; ordinano attentati contro i concorrenti. Fino a diventare, come avvertono i magistrati più esperti, &#8220;imprenditori organici alle più pericolose cosche del sud&#8221;. Un&#8217;escalation che la crisi economica sta amplificando.</p>
<p>Nell&#8217;ultima relazione annuale al Parlamento, il <strong>pm Ferdinando Pomarici, capo dell&#8217;Antimafia a Milano</strong>, ha denunciato &#8220;l&#8217;occupazione criminosa di interi settori economici caratterizzati da difficoltà finanziarie&#8221;. Già negli anni Novanta le società della <strong>&#8216;ndrangheta</strong> si erano impadronite di luoghi simbolo come la <strong>Torre Velasca</strong> e la <strong>Galleria Vittorio Emanuele</strong>. Ora il procuratore stila un impressionante elenco di &#8220;imprese mafiose&#8221; che puntano a un &#8220;sostanziale monopolio&#8221; in mezza Lombardia: le attività a rischio sono, nell&#8217;ordine, &#8220;edilizia, immobiliare, centri commerciali, alimentari, sicurezza, discoteche, appalti, garage, bar e ristoranti, sale da gioco, distributori, cooperative di servizi, trasporti&#8221;.</p>
<p>Nel marzo scorso un&#8217;inchiesta ha dimostrato per la prima volta la partecipazione diretta di un cartello di cosche calabresi nelle grandi opere pubbliche come l&#8217;<strong>alta velocità ferroviaria</strong> e l&#8217;<strong>ampliamento dell&#8217;autostrada A4</strong>. In cella sono finiti i <strong>boss-imprenditori del clan Paparo</strong>, che da <strong>Cologno Monzese</strong>, tra un affare e l&#8217;altro, spedivano bazooka in Calabria. Il problema è che le loro aziende in teoria non avrebbero potuto comparire. Per aiutarle si sono mosse, secondo carabinieri e magistrati, <strong>imprese del Nord pronte ad affidare &#8220;subappalti totalmente in nero&#8221;</strong>. La <strong>Locatelli spa</strong> è un&#8217;azienda che gestisce 160 cantieri tra Milano e Bergamo. Le Ferrovie dello Stato pretendono il rispetto delle norme antimafia: vietato subappaltare più del 2 per cento dei lavori. A quel punto un manager rigorosamente lombardo suggerisce ai calabresi come nascondere le insegne del clan: &#8220;Sui camion schiaffaci due targhette Locatelli, così le Ferrovie non dicono niente&#8221;. I colletti bianchi del Nord arrivano a fabbricare &#8220;un falso contratto retrodatato&#8221; per occultare l&#8217;esistenza stessa del subappalto: &#8220;Abbiamo superato il 2 per cento, capisci&#8230; Sono cose serie, perché qui diventa la famosa legge antimafia, è un casino&#8230; Adesso sentirò l&#8217;avvocato, io direi che tutte quelle bolle le facciamo sparire&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il capo della contabilità di tutte le imprese del clan Paparo si chiama <strong>Mirko Sala</strong>, ha 36 anni, è nato a Vimercate e abita a Concorezzo, eppure è stato arrestato come presunto &#8220;associato alla &#8216;ndrangheta&#8221;. Il <strong>pm Mario Venditti</strong> aveva chiesto il carcere anche per il manager bergamasco della Locatelli. Il <strong>gip Caterina Interlandi</strong> lo ha negato con questa illuminante motivazione: l&#8217;impresa lombarda falsifica le carte &#8220;non per favorire il clan, ma per tutelare se stessa e continuare a lavorare in nero&#8221;. Quanto al manager, ha &#8220;innegabilmente&#8221; aiutato i Paparo a &#8220;eludere le norme antimafia&#8221;, ma questa &#8220;è solo una contravvenzione per cui l&#8217;attuale legge non consente l&#8217;arresto&#8221;.</p>
<p>In attesa che la classe politica rattoppi questo e altri strappi nei codici, le imprese mafiose diventano sempre più competitive. Le banche strozzano il credito? Ci si finanzia con la cocaina. I rifiuti tossici costano? C&#8217;è l&#8217;<strong>imprenditore di Desio che offre una discarica abusiva</strong>. Un sindacalista dei facchini disturba le cooperative calabresi alla Sma-Auchan di Segrate? I mafiosi gli fanno &#8220;spaccare la testa&#8221;.</p>
<p>Al Nord le cosche cominciano a trovare anche complici a pieno titolo. <strong>Maurizio Luraghi</strong>, nato a Rho 55 anni fa, e sua moglie, <strong>Giuliana Persegoni</strong>, sono stati arrestati in luglio come &#8216;teste di legno&#8217; del <strong>clan Barbaro-Papalia</strong>, il più potente del Nord. Con la sua società <strong>Lavori stradali srl</strong>, Luraghi acquisiva commesse edilizie e le spartiva tra i membri del clan. Intercettato mentre nomina Domenico Barbaro e Rocco Papalia, l&#8217;imprenditore di Rho è commosso: &#8220;Tutti questi capannoni li abbiamo fatti noi&#8230; Tutto Buccinasco, il centro commerciale, li abbiam fatti io, Domenico e Rocco&#8230; Una città, abbiamo fatto&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Almeno per ora, le voci dei mafiosi continuano a restare incise nelle intercettazioni della Dia. &#8220;Facciamo saltare te e il tuo capannone&#8221;. Con questa minaccia, seguita dal pestaggio di un agente immobiliare, un imprenditore di Gorgonzola viene costretto a &#8220;svendere a costo zero&#8221; tutto il suo patrimonio: capannoni, uffici, abitazione, seconda casa e villa all&#8217;isola d&#8217;Elba. L&#8217;estorsione è gestita dagli scagnozzi di <strong>Pepè Onorato</strong>, boss della &#8216;ndrangheta a Milano. Ma i<strong>l vero mandante</strong>, secondo l&#8217;antimafia, <strong>è un lombardo doc: Marino Bonalumi</strong>, ricco stampatore con aziende tra Milano e Bergamo. La sua è una storia simbolo di vittima dei mafiosi che ne diventa complice. All&#8217;inizio i calabresi gli bruciano un capannone a Gessate. Ma lui non li denuncia, perché sotto c&#8217;è una storia inconfessabile di usure ed estorsioni, da cui Bonalumi si emancipa alleandosi ai boss. Un editore di La Spezia, suo debitore, è costretto a caricare tutti i suoi libri su 30 Tir, prima di fallire. Per almeno tre anni, Bonalumi e altri fiduciari lombardi tra cui <strong>Gianfranco Montali</strong>, <strong>ex presidente dell&#8217;Imperia calcio</strong>, avrebbero reinvestito il fiume di soldi incassati dai calabresi con la cocaina. E il canale più sicuro sono le <strong>&#8216;cartiere&#8217;</strong>: società-schermo che producono solo fatture false, aiutando decine di imprenditori del Nord a evadere le tasse. In cambio ai boss resta dal 30 al 50 per cento. Chi non paga salta in aria, ma non denuncia, perché il nero capovolge i ruoli: i lombardi &#8220;sono costretti all&#8217;omertà&#8221;, annotano sconsolati i pm, mentre &#8220;sono i boss a minacciare di avvisare la Finanza&#8221;.</p>
<p>Una storia di &#8216;cartiere&#8217;, secondo l&#8217;accusa, spiega anche il massacro dell&#8217;imprenditore bresciano <strong>Angelo Cottarelli</strong>, ucciso con la moglie e il figlio 17enne nell&#8217;agosto 2006. <strong>Il procuratore</strong> di Brescia, <strong>Fabio Salamone</strong>, da quella e altre indagini ha ricavato una convinzione: &#8220;Al Sud c&#8217;è omertà per paura, al Nord comincia a esserci omertà per interesse&#8221;. Interesse che può valere decine di milioni lungo i canali del grande riciclaggio: a Milano hanno fatto scalpore i recenti arresti di avvocati rispettati come <strong>Giuseppe Melzi</strong> e <strong>Paolo Sciumè</strong>.</p>
<p>La droga garantisce capitali enormi. E i colletti bianchi, all&#8217;occorrenza, si sporcano le mani. Un solo esempio. Secondo la squadra mobile di Milano, l&#8217;ufficio di <strong>Ivano Mondini</strong>, 48 anni, di Cremona, era diventato la base del narcotraffico dalla Colombia organizzato dal <strong>clan Morabito-Palamara</strong>, infiltrato nell&#8217;<strong>Ortomercato di Milano</strong>. Una microspia lo ha intercettato mentre spiega come trasportare la droga: &#8220;Su una macchina più di 50 chili non puoi mettere, meglio un camper&#8221;. Mondini è stato arrestato nel 2007, quando la polizia ha fermato il suddetto camper con 206 chili di coca pura.</p>
<p>Cosa nostra e &#8216;ndrangheta ormai si spartiscono intere province anche al Nord. &#8220;<strong>I gelesi controllano estorsioni e spaccio nella zona est, tra Busto e la statale varesina</strong>&#8220;, scrive il procuratore Pomarici: &#8220;<strong>Ai calabresi tocca la parte ovest fino a Malpensa</strong>. Dalle indagini dei carabinieri sembra che nella zona non vi sia un cantiere edile che non paghi il pizzo, come numerosi esercizi commerciali&#8221;. A confermarlo è &#8220;un&#8217;escalation di attentati incendiari, sparatorie, ferimenti e omicidi&#8221; in tutti i paesi attorno all&#8217;aeroporto.</p>
<p>In questo nuovo quadro, i fondi miliardari annunciati per l&#8217;Expo 2015 stanno già mobilitando la &#8216;ndrangheta. Nei comuni destinati a ospitare i maxi-cantieri stanno rinascendo le cellule dei clan (in gergo, &#8216;locali&#8217;), favorite anche da scarcerazioni di vecchi boss e matrimoni combinati. I finanzieri dello Scico segnalano già dal novembre 2008 un vero boom di &#8220;prestiti a strozzo strumentali all&#8217;acquisizione di imprese sane&#8221;, facilitata dallo &#8220;sfavorevole andamento dell&#8217;economia e sovraindebitamento di famiglie e aziende&#8221;. Secondo lo Scico, sarebbero <strong>&#8220;oltre 150 mila i piccoli imprenditori coinvolti in rapporti usurari-estorsivi&#8221;, di cui &#8220;almeno 50 mila con clan mafiosi&#8221;</strong>.</p>
<p>Questa &#8220;eversione del mercato&#8221;, come la definisce il <strong>pm Vincenzo Macrì</strong>, è &#8220;ormai diffusa a livello nazionale&#8221;. In Piemonte e Lombardia la &#8216;ndrangheta ha creato una sorta di <strong>&#8216;cupola del Nord&#8217;</strong>. Il nuovo modello di mafia economica diffusa sta influenzando anche Cosa Nostra. A Modena, segnalano i pm, &#8220;è emersa la presenza di famiglie mafiose siciliane&#8221;, che utilizzano &#8220;soggetti formalmente estranei come intestari fittizi di beni e imprese anche negli appalti&#8221;. In Liguria, dove nel dicembre 2008 risultano attivi 15 clan calabresi, &#8220;la &#8216;ndrangheta di Ventimiglia ha una funzione di regia&#8221;. Mentre <strong>Cosa Nostra ora punta al controllo del porto di La Spezia</strong>: un &#8220;ingente riciclaggio&#8221; che segue il modello dell&#8217;&#8221;infiltrazione nei cantieri navali di Palermo&#8221;. Una vera tradizione è anche l&#8217;infiltrazione nei casinò: un cambiavalute di Sanremo, Luigi Raiteri, è l&#8217;ultimo arrestato come presunto riciclatore della &#8216;ndrangheta.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Anche la camorra ha trovato soci al Nord, in particolare in Emilia. Per misurare pregi e difetti di certe alleanze, è emblematica una telefonata di <strong>Aldo Bazzini</strong>, immobiliarista di Solignano (Parma) condannato in primo grado per riciclaggio a favore dei casalesi. Una sua figlia acquisita è la moglie di <strong>Pasquale Zagaria, fratello del superlatitante Michele</strong>. Bazzini lo conferma a un avvocato: &#8220;Ha sposato un grosso boss&#8230; Fa la vita da ricchissima, da arabi: tutti ai suoi piedi. Certo non può uscire dalla villa, però quando vanno in giro, stanno nei migliori alberghi del mondo&#8230;&#8221;. Il legale domanda: &#8220;Ma lui la rispetta?&#8221;. E Bazzini risponde: &#8220;Sì, sì. Per la famiglia quelli lì sono meglio di noi!&#8221;</p>
<p style="margin-bottom:0;">(23 aprile 2009)</p>
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		<title>Nella relazione della DNA per il 2008, il magistrato Vincenzo Macrì fa il punto sull’espansione della ‘ndrangheta al Nord. Riflettore puntato anche su Buccinasco, Brescia e Torino.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 13:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ammazzatecituttilombardia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[qui la relazione integrale: relazione-annuale-dna. 2008
Pubblichiamo integralmente il brano della relazione dedicato alla ‘ndrangheta al Nord.
A differenza di altre organizzazioni mafiose (Cosa Nostra, ad esempio, è sicuramente Palermo-centrica), la ‘ndrangheta è policentrica, nel senso che non ha una sola capitale, ma una serie di capitali, in Italia e all’estero, collocate laddove la sua presenza assume [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=227&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h4 style="margin-top:0;margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;">qui la relazione integrale: <a href="http://www.omicronweb.it/wp-content/uploads/2009/03/relazione-annuale-dia.%202008">relazione-annuale-dna. 2008</a></span></h4>
<h4 style="margin-top:0;margin-bottom:0;"><em><span style="font-size:small;">Pubblichiamo integralmente il brano della relazione dedicato alla ‘ndrangheta al Nord.</span></em></h4>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;">A differenza di altre organizzazioni mafiose (Cosa Nostra, ad esempio, è sicuramente Palermo-centrica), la ‘ndrangheta è policentrica, nel senso che non ha una sola capitale, ma una serie di capitali, in Italia e all’estero, collocate laddove la sua presenza assume aspetti più estesi per numero<br />
di affiliati, per numero di cosche operanti, per rilevanza degli interessi economici in esse presenti. E’ il caso di <strong>Milano</strong>, capitale della <strong>Lombardia</strong>, regione che, tradizionalmente, ha visto la presenza della ‘ndrangheta in misura ampia e pervasiva, seconda solo al territorio calabrese. E non è una presenza che risale a questi anni. Si dimentica che <strong>negli anni ’70 e ’80, la Lombardia è stata al centro dei sequestri di persona</strong>, cioè dell’attività criminale più odiosa e feroce messa in atto della ‘ndrangheta, al fine di realizzare quella accumulazione di capitale che le avrebbe consentito di entrare, negli anni ’90, da protagonista nel mercato internazionale della droga. L’elevatissimo numero dei sequestri consumati dalla ‘ndrangheta in Lombardia è la dimostrazione di come la sua operatività su quel territorio fosse elevatissima sin da allora, non potendosi compiere altrimenti quel genere di reati senza una conoscenza approfondita del territorio, delle risorse in esso presenti, delle occasioni di profitto offerte. L’affermazione dunque che Milano sia la capitale della ‘ndrangheta, quanto meno sotto il profilo economico finanziario, non deve destare stupore, né dare scandalo, quasi che si fosse con tale definizione, imbrattato un territorio immune da questo tipo di contaminazioni. Non è così, come sa bene la DDA di Milano, che, nel corso di tutti gli anni ’90, si è occupata quasi esclusivamente del fenomeno ‘ndrangheta in Lombardia, grazie anche ad una lunga e qualificata serie di collaboratori, che hanno consentito di disvelare i suoi organigrammi, gli insediamenti, le attività, gli interessi, la rete di copertura anche istituzionale di cui essa godeva. Accanto alle indagini giudiziarie, vi è poi l’attività, preziosa, delle Commissioni parlamentari d’inchiesta, che hanno dedicato alle infiltrazioni delle mafie nel Nord un’attenzione particolare, le cui relazioni andrebbero forse rilette per cogliere i dati di una realtà criminale, a lungo sottovalutata.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;"><br />
Ancora, nella relazione per l’anno in corso sulla DDA di Milano, vengono segnalate non solo le consuete attività di traffico internazionale di droga, con al centro le altrettanto consuete cosche ioniche operative nel settore, ma anche fenomeni di tipo diverso, come ad esempio, quelle di cui al proc. pen. n. 30500/04 R.G.N.R., della ordinanza di custodia cautelare in carcere del GIP di Milano per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., in data 10.07.2008. Nell’ordinanza di misura cautelare, ai principali indagati appartenenti alla articolazione lombarda delle <strong>famiglie BARBARO-PAPALIA</strong> di <strong>Platì</strong> (tra loro legate anche da vincoli parentali), si addebita che, sotto l’egida di <strong>BARBARO Salvatore</strong> (genero del noto <strong>PAPALIA Rocco</strong>, in atto detenuto), e strettamente collaborato da <strong>PAPALIA Pasquale</strong> (figlio di <strong>PAPALIA Antonio</strong>, fratello di Rocco ed anch’egli detenuto), avrebbero acquisito “il <strong>controllo della attività di movimento terra nell’ambito territoriale della<br />
zona sud ovest dell’interland milanese</strong>”, in particolare “nel territorio del <strong>Comune di Buccinasco</strong>”, imponendo “agli operatori economici la loro necessaria presenza negli interventi immobiliari”. Il tutto <strong>attraverso intimidazioni</strong> consistite in “danneggiamenti e incendi sui cantieri, esplosioni di colpi d’arma da fuoco contro beni di altri imprenditori, incendi di vetture in uso a concorrenti o a pubblici amministratori, minacce a mano armata, imposizione di un sovrapprezzo nei lavoratori di scavo”. Una attività del genere lascia intendere, a coloro che conoscono il tipico modo di procedere delle cosche calabresi, che è in atto una vera e propria conquista del territorio, al fine di sfruttarne tutte le potenzialità economiche (assai maggiori, si converrà, rispetto a quelle offerte nei territori di origine), attraverso i tipici metodi di intimidazione, dissuasione violenta, nei confronti degli operatori economici locali, che, è prevedibile, nel giro di alcuni anni, si vedranno<br />
soppiantati ed estromessi, almeno per quanto attiene il settore dell’edilizia pubblica e privata. </span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;">La circostanza che l’area di Milano ospiterà l’Expo 2015, con il giro di opere pubbliche e dei conseguenti interventi finanziari ed investimenti immobiliari che ruotano intorno all’evento, dimostra a sufficienza quali siano gli interessi in gioco, maggiori persino ipotizzabili dalla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, e quali gli appetiti mafiosi che si scateneranno, con il corollario di violenza verso i concorrenti esterni, regolamenti interni, e quant’altro accompagna di solito tali realizzazioni.<br />
Gli esperti sanno bene che prospettive di tale portata comportano anche un riassetto, un riposizionamento organizzativo delle cosche sul territorio, in modo da adattare le strutture ai nuovi impegni imprenditoriali. Come ricorda la relazione sulla DDA di Milano, una delle più significative indagini svolte dalla DDA di Milano in tema di associazione per delinquere di tipo mafioso, quella recante il n. 43733/06 R.G.N.R., “ha proprio per oggetto la <strong>individuazione e neutralizzazione di aggregazioni in territorio lombardo di formazioni di tipo ‘ndranghetistico, costituenti veri e propri “locali” , la cui esistenza pone in serio pericolo il tranquillo svolgersi della vita della collettività interessata da tali presenze</strong>, che non sono puramente formali, ma incidono sostanzialmente sul tessuto sociale anche attraverso la esecuzione di gravi azioni delittuose che quella collettività turbano notevolmente. E grave sarebbe se in essa si determinasse una sorta di assuefazione che sarebbe l’anticamera della predisposizione alla convivenza col fenomeno mafioso, in termini di sua accettazione e, peggio ancora, sfruttamento a scopi utilitaristici, come si è già notato in alcuni settori e puntualmente segnalato con la precedente relazione.<br />
L’aspetto di tale importantissima indagine che desta maggiore preoccupazione è quello, illustrato nella citata relazione, secondo il quale “L’indagine in questione, altresì, consente di confermare una realtà che da un po’ di tempo si constata in territorio lombardo, e cioè quella del <strong>progressivo affrancamento delle formazioni criminali mafiose di matrice calabrese dalla “madrepatria” calabra, in termini di sostanziale autonomia delle associazioni per delinquere di tipo mafioso<br />
che si sono costituite</strong>, o vanno costituendosi, resa anche evidente dal fatto che le aggregazioni lombarde non ripetono la rigida ripartizione territoriale di quelle calabresi.”…E ancora “In altri termini, il fenomeno che in passato si era constatato, dell’occasionale coagularsi nel territorio in questione di gruppi di ‘ndrangheta di matrice diversa ed anche contrapposta in Calabria in alcuni momenti storici, oggi appare “istituzionalizzarsi” in forma stabile ed organica, pur <strong>permanendo sempre i rapporti con le zone d’origine, non in termini di dipendenza funzionale, bensì di interscambio operativo</strong> all’occorrenza e di riconoscimento da parte delle strutture lombarde della “primogenitura” di quelle calabresi”.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;">Par di capire, insomma, che si è alla vigilia di una vera e propria rivoluzione copernicana. Non vi sono più tanti satelliti che ruotano ad un unico sole (la ‘ndrangheta di San Luca), ma una <strong>struttura federata, disposta a dialogare con la vecchia casa-madre</strong>, ma non più a dipendere da essa, sia quanto alla nomina dei responsabili della periferia dell’impero, sia quanto all’adozione delle<br />
nuove strategie e alla condivisione dei profitti. La ‘ndrangheta avrà, in tal modo, completato il suo lungo percorso di occupazione della più ricca e produttiva regione del paese. Non più un’occupazione precaria, ma definitiva, con strutture permanenti di direzione, con il territorio rigidamente suddiviso. “In pratica- secondo la relazione della DDA &#8211; corpi separati ma provenienti dal medesimo ceppo, e viventi nell’ambito di quella che può definirsi una “coesistenza autonoma<br />
ma interattiva”. Quando l’indagine sarà conclusa sarà possibile trarre ulteriori elementi di conoscenza, ma se il quadro prospettato dai magistrati di questo Ufficio dovesse essere confermato, non sarà difficile comprendere, a chiunque, che nel giro di pochi anni, i rapporti di forza potrebbero rovesciarsi e, davvero, i centri decisionali potrebbero spostarsi dalla Calabria alla Lombardia.<br />
Non è un caso, se esponenti della ‘ndrangheta calabrese, quali <strong>SERGI Paolo</strong> e <strong>PIROMALLI Antonio</strong>, siano stati <strong>catturati</strong> proprio <strong>a Milano</strong>, da dove dirigevano il primo traffici di droga transnazionali, il secondo lucrosi affari e collegamenti con esponenti della politica e delle istituzioni.<br />
Non dissimile appare la situazione nel <strong>territorio di Brescia</strong>, stando alla relazione sulla DDA di quel distretto, stante la segnalata presenza di <strong>organizzazioni facenti capo a ‘ndrangheta e camorra nell’area del basso lago di Garda</strong> che “condizionava e condiziona tuttora il tessuto sociale e le iniziative di intrapresa finanziaria”. D’altra parte – prosegue la relazione – “è ben nota la massiccia presenza, da decenni, della ‘ndrangheta calabrese, nell’area lombarda.<br />
L’intensa operatività e pericolosità di sodalizi di matrice ‘ndranghetista si è delineata concretamente a più riprese sul territorio bresciano, alla luce delle tante investigazioni sviluppate e condotte a termine”. Tra le cosche di cui viene segnalata la presenza vi sono quelle <strong>BELLOCCO</strong>, nell’ambito dell’<strong>operazione Narcos</strong>, quelle originarie di <strong>Fabrizia</strong> di cui all’<strong>operazione Cometa</strong>, oltre ai risultati dell’<strong>operazione Esodo</strong>. Degna di segnalazione è la sinergia che si sarebbe realizzata tra ‘ndrangheta e mafie estere, e alla luce di una indagine dalla quale “è emerso l’interesse di facoltosi soggetti russi, che intendono “investire” in Italia &#8211; sia tramite l’acquisto di beni immobili sia tramite l’acquisizione di complessi aziendali &#8211; capitali plurimilionari, che sono risultati pervenire da società off shore, operanti in paesi noti come paradisi fiscali. Nell’ambito di tale procedimento è altresì emersa l’esistenza di contatti fra gli investitori esteri e soggetti di origine calabrese, in parte già oggetto d’indagine della DDA bresciana ed in parte di interesse investigativo per la DDA di Reggio Calabria, con la quale è stata avviata collaborazione investigativa al riguardo: in particolare, <strong>i calabresi appaiono svolgere il ruolo di “procacciatori di affari” per i soggetti stranieri</strong> ed in siffatto contesto si è rilevato l’interessamento per l’acquisizione di una raffineria”.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;">La ‘ndrangheta è presente anche in <strong>Piemonte,</strong> tradizionale territorio di insediamento di numerose cosche calabresi, e talmente aggressive da potere ideare e realizzare, in passato, l’<strong>omicidio del Procuratore della Repubblica di Torino, Bruno Caccia</strong>. Fatta eccezione per la mafia catanese, è la ‘ndrangheta la protagonista della scena criminale piemontese, tanto sul versante del traffico di<br />
droga, quanto su quello più propriamente definibile di controllo del territorio, quest’ultimo in fase di sicuro rafforzamento. Secondo la relazione sulla DDA di Torino la ‘ndrangheta calabrese, che in Piemonte ha una sua tradizionale e consolidata roccaforte, seconda, fuori dalla Calabria, solo a quella realizzata in Lombardia. “Essa è presente in tutto il Piemonte, è dedita ancora al traffico di<br />
sostanze stupefacenti, sia pure limitato alla fase organizzativa, i contrasti interni sono ridotti e solo raramente risolti con la violenza, le estorsioni sono realizzate attraverso il condizionamento e l’intimidazione ambientale, più che con l’esercizio di pratiche di violenza esplicita, mentre la ripartizione delle zone e dei settori di influenza tra cosche è regolata da rigorosi criteri di suddivisione territoriale.<br />
Le attività di interesse continuano ad essere quelle del traffico di droga, anche se l’uccisione di <strong>MARANDO Pasquale</strong>, l’arresto del fratello <strong>Domenico</strong>, e la sostanziale perdita di influenza della famiglia omonima, ha sicuramente determinato l’ascesa di nuovi gruppi dirigenti in tale genere di attività. Permangono le attività di controllo del territorio nella sua accezione più vasta, che va dalle<br />
estorsioni, al controllo, se non totale, di appalti e subappalti di lavori pubblici e privati, al riciclaggio, alle attività illegali secondarie, quali il controllo delle bische clandestine. Anche la ‘ndrangheta, seguendo in qualche modo un processo che interessa l’intero territorio nazionale, ha in corso, in Piemonte, un processo di trasformazione, di riorganizzazione, di redistribuzione di incarichi e ruoli all’interno dei “locali”. Tale processo può trovare spiegazione nella circostanza<br />
che si stanno allentando, per varie ragioni che non è qui il caso di analizzare, i legami con i territori di origine, essendo maturate, nel corso degli anni, nuove esperienze, nuove esigenze, nuove forme di presenza, non necessariamente legate ai vecchi moduli del passato.<br />
Occorre ancora tenere presente che negli ultimi due anni sono avvenute le scarcerazioni per espiazione pena di alcuni elementi di vertice della ‘ndrangheta calabrese, che, o hanno ripreso il loro ruolo di direzione, ovvero stanno tentando di farlo, riannodando vecchie alleanze e reinserendosi in alcune delle attività più lucrose”.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Consigliere Vincenzo Macrì</strong><br />
Dalla relazione annuale della Direzione nazionale antimafia<br />
1° luglio 2007 – 30 giugno 2008</em></span></p>
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