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	<title>Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI - Coordinamento Lombardia &#187; Legnano</title>
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		<title>Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI - Coordinamento Lombardia &#187; Legnano</title>
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		<title>Gli affari d&#8217;oro dei Farao-Marincola. E i regali agli amici delle banche</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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fonte: http://www.milanocronaca.com

Usura e racket per strappare negozi e imprese. Così si muovevano gli uomini della cosca. E con loro la complicità degli  istituti di credito






Chi è?
Vincenzo Rispoli, 42 anni era il capo lombardo della &#8216;ndrina crotonese Farao-Marincola
Imprenditore attivo nel commercio ortofrutticolo è stato arrestato su mandato della Dda di Milano
I suoi uomini nelle intercettazioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=301&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div dir="ltr"><em>fonte: http://www.milanocronaca.com</em></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Usura e racket per strappare negozi e imprese. Così si muovevano gli uomini della cosca. E con loro la complicità degli  istituti di credito</div>
</div>
<table border="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div dir="ltr">
<h3 style="margin:auto 0;"><a name="TOC-Chi-"></a>Chi è?</h3>
<div style="margin:auto 0;">Vincenzo Rispoli, 42 anni era il capo lombardo della &#8216;ndrina crotonese Farao-Marincola</div>
<div style="margin:auto 0;">Imprenditore attivo nel commercio ortofrutticolo è stato arrestato su mandato della Dda di Milano</div>
<div style="margin:auto 0;">I suoi uomini nelle intercettazioni vantavano contatti con alcuni funzionari di banca. E anche con agenti delle forze dell&#8217;ordine</div>
</div>
</td>
<td>
<div dir="ltr">
<p style="margin:0;"><span style="font-family:Georgia;color:black;"><strong>Notizie bancarie riservate</strong> su privati risparmiatori per scegliere i più solvibili, quelli con i conti più corposi e altri che versano in condizioni economiche critiche. Obiettivo: da un lato estorcere quanto più denaro possibile e dall’altro iniziare una manovra di accerchiamento che attraverso l’usura permette di impadronirsi delle stesse attività commerciali. Agiva così la ‘Ndrangheta che da sempre comanda nel Varesotto tra Legnano e Lonate Pozzolo. E lo faceva grazie all’attiva complicità di funzionari di banca, quelli, </span></p>
<div style="display:inline;float:left;margin:5px 10px 0 0;"><a href="http://www.milanocronaca.com/home/insider/soldi.jpg?attredirects=0"><img src="http://www.milanocronaca.com/_/rsrc/1253046564805/home/insider/soldi.jpg?height=139&amp;width=200" border="0" alt="" width="200" height="139" /></a></div>
<p>per intenderci, cui si va a chiedere il mutuo, o un prestito, insomma del denaro e che spesso ti chiudono le porte in faccia. Bene, gli stessi facevano affari con la mafia calabrese. Sta scritto nero su bianco nelle carte della procura di Milano.</p>
<div style="margin:0;"><span style="font-family:Georgia;color:#333333;"><strong>L’inchiesta</strong> ha messo fine, per ora, al distaccamento lombardo della cosca crotonese Farao-Marincola che aveva nel 42enne Vincenzo Rispoli il capo supremo. Uno che qui al Nord “è una potenza” e quando “schiocca le dita si muovono duemila persone”: semplici picciotti, ma anche impiegati di istituti di credito e uomini delle forze dell’ordine, tutti a busta paga del boss, tanto da permettere al clan il controllo assoluto sulla zona carico-scarico dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa. Parola, d’onore, di Fabio Zocchi, battezzato ”mafioso” da uno dei luogotenenti del capo.</span></div>
<div style="margin:0;"><span style="font-family:Georgia;color:#333333;"><strong>Dopo gli arresti</strong> degli uomini della cosca, ora l’inchiesta della procura di Milano prosegue nell’accertare le reali responsabilità degli istituti di credito. Il sostituto procuratore Mario Venditti di Milano così segnala “un rapporto privilegiato con le banche”, descrivendo una vera e propria attività di insider trading mafioso. Cosa capita? Le notizie riservate vengono spifferate in cambio di banali regalie come cesti natalizi, orologi, vestiti. “Gli faccio vedere l&#8217;orologio, che glielo avevo promesso, che cazzo me ne frega, a me basta che mi fa i favori”, dice Zocchi a Nicodemo Filippelli, detto il cinese, braccio destro di Rispoli. Zocchi parla di un funzionario di banca. A questo punto l’impiegato di turno fornisce le informazioni. Dice Salvatore Pagliarulo, funzionario della Banca di Legnano: “E’ affidato gestore unico. Aspetta, vediamo&#8230; Tienitela per te l&#8217;informazione, ha ottantamila euro di fido di cassa e centomila euro di anticipo”.</span></div>
<p><span style="font-family:Georgia;color:#333333;"> </span></p>
<div style="margin:0;"><strong>Raccolta la notizia</strong> si procede nell’attività estorsiva. Sulla loro agendina, oltre alla Banca di Legnano, i luogotenenti di Rispoli annotano anche Banca Intesa-San Paolo filiale di Lonate Pozzolo e la Banca Popolare di Intra sempre a Lonate. In altri casi, poi, i funzionari di banca conniventi con il clan prendono informazioni su clienti che hanno conti correnti in altri istituti di credito. E’ il caso di Mario Fornaro, impiegato della Banca di Legnano che, scrive il pm, “riferisce a Zocchi quanto è riuscito ad apprendere dal collega dell&#8217;altra banca sul conto da lui richiesto”. Dice Fornaro: “Senti li ho sentiti mi hanno detto che attualmente se gli porti gli assegni lui li manda all&#8217;incasso”.</div>
<div style="margin:0;"><strong>La ‘ndrangheta</strong> vanta anche conoscenze con alcuni direttori di filiale. Gli stessi che non si fanno scrupoli nell’elargire consigli ai mafiosi nella movimentazione dei conti correnti per evitare i controlli della magistratura. Ne parla Nicodemo Filippelli al telefono. Scrive il pm: “Filippelli dice che dei direttori di banca con i quali è in buoni rapporti, gli hanno detto che ogni due anni è meglio cambiare i conti correnti per evitare i controlli. E infatti lui sta facendo così e se non vanno con il controllo proprio sullo specifico, non troveranno nulla. Nicodemo afferma che lui sul vecchio conto ha passato 10.000.000 in assegni”. Grazie, poi, alla compiacenza di questi solerti funzionari, gli uomini della ‘ndrangheta sono in grado di riciclare il denaro “accendendo mutui o finanziamenti a favore di ditte o persone a loro riconducibili o che comunque gravitano nella loro sfera d&#8217;interesse”. Annotazioni precise quelle del pm Venditti.</div>
<div style="margin:0;"><strong>C’è di più</strong>: in questi istituti di credito, i boss possono incassare gli assegni frutto di usura, nonostante non abbiano un conto personale. Come? Lo racconta lo stesso Zocchi: Le banche hanno i cosiddetti conti diversi e tu praticamente negozi l&#8217;assegno. Loro ti prendono i dati poi ti dicono di venire dopo dieci giorni per ritirare i contanti”. Dopodiché, fuori dalle banche, l’attività estorsiva segue i canali classici delle minacce. “Ti ammazzo come un cane, poi vado da tuo padre, lo prendo e lo cucino”. E ancora: “Te lo dico: non sono i soldi che mi cambiano la vita: 10.000 euro in più o in meno, però la soddisfazione di strapparti un braccio”. I nastri delle intercettazioni telefoniche sono pieni di queste telefonate, tutte annotate sotto la voce estorsione. Solo uno dei tanti “rami d’azienda” messi in piedi dal clan di don Vincenzo Rispoli. <em><span style="font-family:Georgia;">(dm)</span></em></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>&#8220;Non spegnete i riflettori sulla malavita al nord&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 18:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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Greganti e Abati, autori di &#8220;Polo Nord&#8221; alla libreria Boragno con i ragazzi di &#8220;Ammazzateci Tutti&#8221; per raccontare come vivono e prosperano sotto traccia i mafiosi che stanno al nord



Ad alcuni mesi dal clamore suscitato dall&#8217;operazione Bad Boys, nella quale vennero arrestate 39 persone tra Legnano e Lonate Pozzolo, mafia e &#8216;ndrangheta nella zona [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=295&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><em>fonte: http://www3.varesenews.it</em></div>
<div>
<h4><em>Greganti e Abati, autori di &#8220;Polo Nord&#8221; alla libreria Boragno con i ragazzi di &#8220;Ammazzateci Tutti&#8221; per raccontare come vivono e prosperano sotto traccia i mafiosi che stanno al nord</em></h4>
</div>
<div><img src="http://www3.varesenews.it/images_2009/pixel_trasparente.gif" alt="immagine di separazione" width="100%" height="2" /></div>
<div id="cont_ArtDettaglio">
<div id="testo"><img src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200910/dsc_0443.jpg" border="1" alt="" hspace="5" vspace="5" width="300" height="202" align="left" />Ad alcuni mesi dal clamore suscitato dall&#8217;<a href="http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=139093">operazione Bad Boys</a>, nella quale vennero arrestate 39 persone tra Legnano e Lonate Pozzolo, mafia e &#8216;ndrangheta nella zona nord di Milano sembra siano tornati di nuovo in immersione. Ciò non vuol dire che siano ancora operanti attraverso la loro galassia di società fittizie o con prestanome, colletti bianchi che prosperano nei sub-appalti e nell&#8217;usura. <strong>Igor Greganti e Fabio Abati</strong>, i due giornalisti autori di <strong>Polo Nord</strong> (edizioni Selene) e autori del documentario &#8220;La Leonessa e la Piovra&#8221; hanno tracciato la situazione in tutto il nord-Italia a partire dal suo centro nevralgico tra Milano e Brescia, fino al Varesotto e l&#8217;Emilia Romagna. I due autori sono stati ospiti alla serata organizzata venerdì scorso dal movimento<strong> &#8220;Ammazzateci tutti&#8221; e da &#8220;Liberi di Pensare&#8221; </strong>nella sala delle presentazioni della <strong>Libreria Boragno</strong> di via Milano a Busto Arsizio e hanno raccontato le dinamiche di camorra, mafia e ndrangheta quando tutto tace e non ci sono i morti ammazzati per strada.</p>
<p>«Vogliono farci credere che la mafia sia solo coppola e lupara &#8211; spiegano i due autori &#8211; in realtà sono colletti bianchi che vivono nel portone di fianco al nostro». La <strong>pax mafiosa,</strong> infatti, qui è molto più conveniente, spiegano ancora, perchè le tre organizzazioni sanno bene che meno rumore si fa e più si può accrescere la propria presenza e il proprio potere, poi qualcuno esagera e «finisce dentro insieme a decine di persone perchè si fa vedere con una Ferrari all&#8217;ortomercato di Milano per andare a fare il facchino &#8211; e conclude Greganti &#8211; oppure ci scappa il morto, come Carmine Novella, Cataldo Alosio o i due <a href="http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=44344" target="_blank">Murano</a>». Insomma la guardia va tenuta sempre alta e solo la capacità di creare anticorpi validi pu<img src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200910/dsc_0450.jpg" border="1" alt="" hspace="5" vspace="5" width="219" height="300" align="right" />ò non far cadere queste terre in mano ad organizzazioni senza scrupoli.</p>
<p>Ci prova anche il presidente di &#8220;Sos Usura&#8221; <strong>Frediano Manzi,</strong> presente alla serata e vittima solo alcuni giorni prima di un <a href="http://www3.varesenews.it/altomilanese/articolo.php?id=152140" target="_blank">gesto intimidatorio ai danni del suo negozio </a>a Parabiago. <strong>Massimo Brugnone</strong> gli ha dedicato un applauso per la costanza nella sua attività anti-denuncia che lo ha portato a scoperchiare il racket delle occupazioni abusive al Comune di Milano: la magistratura sta indagando su una specie di lista parallela per l&#8217;accesso alle case di ediliza convenzionata, si tratterebbe di una lista concordata da alcuni dipendneti del Comune con alcune famiglie malavitose che gestiscono chi ha diritto e chi non lo ha di acceddere nelle abitazioni a canone calmierato. Lo stesso esponente del Pdl in consiglio comunale Aldo Brandirali, ne avrebbe parlato pubblicamente in commissione sicurezza a Palazzo Marino. Durante la serata è stato anche proiettato il documentario girato dai due giornalisti davanti ad un nutrito pubblico composto da molti giovani.</div>
</div>
<div style="text-transform:none;"><em><br />
</em></div>
<div style="text-transform:none;"><em>5/10/200<br />
</em></div>
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<div style="text-transform:none;font-size:14px;color:#000000;"><em>Orlando Mastrillo<span style="margin-left:20px;color:#000000;"><a style="color:#000000;" title="Scrivi una email  a Orlando Mastrillo" href="mailto:orlando@varesenews.it">orlando@varesenews.it</a></span></em></div>
</div>
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	</item>
		<item>
		<title>N&#8217;drangheta nel Varesotto, decapitata una cosca calabrese</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/04/23/ndrangheta-nel-varesotto-decapitata-una-cosca-calabrese/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 16:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
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fonte: www.varesenews.it
N&#8217;drangheta tra Legnano e Lonate Pozzolo
Le immagini fornite dai carabinieri mostrano le sequenze dell&#8217;agguato costato la vita a Giuseppe Russo nel novembre del 2005. Un uomo con casco in testa entra e spara causando il panico generale. L&#8217;uomo che cade a terra è Giuseppe Russo, morirà poco dopo. Nella seconda parte un video che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=238&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>
<h3><strong><em>fonte: www.varesenews.it</em></strong></h3>
<p><strong>N&#8217;drangheta tra Legnano e Lonate Pozzolo</strong></p>
<p><a href="http://www3.varesenews.it/tv/index.php?vid=648" target="_blank">Le immagini fornite dai carabinieri mostrano le sequenze dell&#8217;agguato costato la vita a Giuseppe Russo nel novembre del 2005. Un uomo con casco in testa entra e spara causando il panico generale. L&#8217;uomo che cade a terra è Giuseppe Russo, morirà poco dopo. Nella seconda parte un video che riprende una riunione tra boss della cosca all&#8217;esterno di un locale</a></p>
<h4><em>Operazione dei carabinieri all&#8217;alba. Trentanove arresti per diversi reati che vanno da estorsione, usura, incendi, tentato omicidio e traffico di armi e esplosivi</em></h4>
<div>Gli allarmi lanciati ad ogni inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario dal Procuratore Generale della Repubblica di Busto Arsizio <strong>Francesco Dettori</strong> hanno trovato finalmente uno sbocco. La n&#8217;drangheta ha stretto nella sua morsa una importante fetta del territorio provinciale e l&#8217;operazione che ha portato all&#8217;arresto di  39 persone, in <strong>una maxi operazione condotta contro i presunti appartenenti a un&#8217;associazione mafiosa affiliata alla cosca crotonese Farao-Marincola, ne è la prova.  La cosca</strong> poneva la propria base in Lombardia, tra il Milanese e il Varesotto, nella zona tra Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Legnano e Gallarate. L&#8217;organizzazione criminale aveva radici profonde nel tessuto produttivo del Nord estorcendo denaro a diverse decine di imprese commerciali, edili e immobiliari. La banda aveva creato un vero e proprio &#8220;locale&#8221;, che nel gergo criminale delle &#8216;ndrine equivale ad una vera e propria base operativa così come ne esistono molte in Calabria. Quella del Varesotto è stata denominata «<strong>Locale di Legnano &#8211; Lonate Pozzolo</strong>».</div>
<div><strong>Le indagini sono iniziate nel 2005</strong>, all&#8217;associazione sarebbero riconducibili un tentato omicidio (a <a href="http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=69204"><span style="color:#800080;">Busto Arsizio</span></a>), estorsioni contro numerose imprese tra Varese e Legnano, rapine, incendi, e diversi episodi di usura e di riciclaggio. L&#8217;operazione dei carabinieri ha interessato in particolare le città di Lonate Pozzolo, Busto Arsizio, Gallarate, Malpensa e Legnano, ma alcuni arresti sono stati eseguiti anche nel Novarese, nella provincia di Forlì-Cesena, a Roma, nel Casertano, nel Potentino e nel Crotonese. L&#8217;operazione è stata diretta dal comando provinciale di Varese, in concerto con il Terzo battaglione Lombardia e il nucleo elicotteri di Orio al Serio.</div>
<div><strong>Capo dell’organizzazione è stato individuato Vincenzo Rispoli</strong>, nato nel 1962 a Cirò Marina e residente a Legnano, nipote di Giuseppe Farao-Marincola, capo della cosca della n’drangheta di <strong>Cirò Marina</strong>. Il secondo livello dell’organizzazione era invece gestito da <strong>Mario Filippelli</strong>, classe ’73, residente a Lonate Pozzolo, che aveva il compito di organizzare e coordinare usure e rapine (ben 11 a banche e Poste nel 2007 nel territorio tra Legnano e Lonate). <strong>Undici le ordinanze di custodia cautelare in carcere per l’articolo 416 bis del codice penale </strong>(associazione mafiosa), 28 per associazione a delinquere, estorsione, usura, incendio, riciclaggio, rapina, sfruttamento della prostituzione ed altro. Dell&#8217;organizzazione mafiosa facevano parte personaggi già noti alle cronache locali e non: oltre a <strong>Vincenzo Rispoli</strong> e <strong>Mario Filippelli</strong> sono stati arrestati <strong>Emanuele De Castro</strong>, classe &#8216;68, <strong>Nicodemo Filippelli</strong> di 38 anni, <strong>Antonio Esposito</strong>, accusato di aver gambizzato Barbara Viadana nel 2007, <strong>Antonio Benevento </strong>del &#8216;67, <strong>Santino Longobuco</strong>, <strong>Luigi Mancuso</strong>, <strong>Pasquale Rienzi</strong>, <strong>Ernestino Rocca</strong> e <strong>Fabio Zocchi</strong>.</div>
<p>L’indagine ha evidenziato l’evoluzione della compagine criminale denominata “Locale di Legnano &#8211; Lonate Pozzolo” a partire dall’anno 2000, riconducendo a conflittualità sorte all’interno dell’organizzazione delinquenziale <strong>anche gli omicidi di affiliati perpetrati a colpi d’arma da fuoco </strong>ai danni di <a href="http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=15898">Cataldo Murano</a>, trovato carbonizzato nella sua auto in zona boschiva di Lonate Pozzolo il 6 gennaio 2005; <a href="http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=32418">Giuseppe Russo</a>, avvenuto il 27 novembre 2005 all’interno di un bar di Lonate Pozzolo e <a href="http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=44344">Alfonso Murano</a>, avvenuto a Ferno il 27 febbraio 2006. Per questi omicidi, però, non sono ancora stati individuati mandanti ed esecutori.</p>
<h2><a title="Tutti pagavano e nessuno denunciava. Questo il quadro allarmante che sta dietro l'operazione di carabinieri e Procura di Milano. La cosca ordinava e il gruppo di fuoco seminava il terrore" href="http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=139124">Tra Lonate e Legnano un sistema potente e ramificato</a></h2>
<h4><em>Tutti pagavano e nessuno denunciava. Questo il quadro allarmante che sta dietro l&#8217;operazione di carabinieri e Procura di Milano. La cosca ordinava e il gruppo di fuoco seminava il terrore</em></h4>
<p><img src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200904/dsc_0146.jpg" border="1" alt="" hspace="5" vspace="5" width="300" height="197" align="left" />«<strong>A Lonate Pozzolo in molti pagavano il pizzo e nessuno ha denunciato</strong>, la cosca aveva instauratoun vero e proprio regime di paura». Parole di <strong>Manlio Minale (al centro nella foto), Procuratore generale della Repubblica di Milano. </strong>Incendi, estorsioni, usura, metodi della vecchia n&#8217;drangheta che fanno tornare al passato anche gli investigatori, abituati a dare la caccia ai malavitosi in colletto bianco della terza generazione, quelli nati negli anni &#8216;80. Comincia così la conferenza stampa che apre uno squarcio sulle infiltrazioni (e anche qualcosa di più) della n&#8217;drangheta in provincia di Varese. Due i tipi di reati che venivano commessi e due le organizzazioni che mettevano in atto i piani criminali: la &#8220;Locale&#8221;, formata dagli uomini legati alle cosche di Cirò Marina e capeggiata da Vincenzo Rispoli, e il braccio operativo, capeggiato da Mario Filippelli e incaricato di fare il lavoro sporco: omicidi, estorsioni, rapine, usura, sfruttamento della prostituzione.</p>
<p><strong>La &#8220;Locale Legnano-Lonate Pozzolo&#8221; </strong>era <strong>direttamente collegata a Giuseppe Farao,</strong> zio di Vincenzo Rispoli e boss di spicco del Crotonese. L&#8217;organizzazione era strutturata esattamente come una &#8216;ndrina calabrese con la &#8220;bacinella&#8221; che raccoglieva i soldi per mantenere le famiglie degli affiliati in carcere e tutti i rituali annessi e connessi ad un&#8217;organizzazione di questo tipo. La cosca decideva come e dove colpire mentre il braccio operativo eseguiva gli ordini tramite <strong>Mario Filippelli,</strong> uomo della cosca a capo del gruppo di fuoco. Tale gruppo godeva di completa autonomia da parte del capobastone Farao il quale aveva delegato al nipote un vero e proprio <strong>mandato di fiducia</strong>. Proprio per creare uno schermo protettivo la &#8220;Locale&#8221; aveva creato un gruppo di fuoco al quale commissionare le azioni più spregiudicate delle quali solitamente non si incaricano uomini della &#8220;famiglia&#8221; ma banditi semplici, arruolati in varie zone della Lombardia (Alto Milanese) e del resto d&#8217;Italia (Campania, Basilicata).</p>
<p><strong>Il gruppo di fuoco</strong> era ben nutrito di componenti ed è accusato di aver commesso <strong>almeno 11 rapine</strong> ad uffici postali e banche solo nel 2007 ma si sospetta che gli episodi siano molti di più. Le rapine, metodo usato per raccogliere soldi in fretta, non erano l&#8217;unica fonte di reddito dell&#8217;organizzazione. Anche lo sfruttamento della prostituzione rientra nei capi d&#8217;accusa: i componenti entravano nei night come v eri e propri padroni, non pagavano le consumazioni e avevano diritto di prelazione sulle donne, pretendevano di essere definiti i padroni. Altra attività era l&#8217;usura: molti <strong>imprenditori, strozzati da tassi d&#8217;interesse che toccavano il 300%</strong>, erano costretti a cedere per intero le attività ai malavitosi. Attività principale era l&#8217;usura: decine e decine gli esercizi commerciali e le imprese taglieggiate dagli uomini del gruppo. Chi non pagava subiva <strong>atti intimidatori come incendi di macchinari o degli ingressi delle attività</strong>. In alcuni casi <strong>la banda introduceva di forza un proprio uomo</strong> nelle attività costringendo l&#8217;impresa ad assumerlo e a mostrargli regolarmente i conti in modo da ottimizzare l&#8217;estorsione. nessuna delle vittime, però, ha mai denunciato il racket. Importanti da questo punto di vista le parole pronunciate dal Procuratore della Repubblica di Varese Maurizio Grigio, insieme al comandante provinciale dei carabinieri di varese Delli Santi: «Con questa operazione vogliamo convincere chi non ha denunciato a farlo &#8211; hanno detto a margine della conferenza stampa &#8211; lo Stato c&#8217;è ed è pronto ad aiutare chi, fino ad oggi, ha dovuto subire il giogo criminale». Di questa seconda organizzazione facevano parte 28 dei 39 arrestati. Tra di loro figurano anche agenti immobiliari, imprenditori e muratori.</p>
<div id="cont_ArtDettaglio">
<div id="testo" class="testo">
<div><strong>Tutti gli arrestati dell’operazione</strong></div>
<div>Soggetti tratti in arresto per violazione art. 416bis c.p. (Associazione per delinquere di stampo mafioso):</div>
<div>1.<span> <strong>Rispoli Vincenzo</strong>, classe 1962, ristoratore, <strong>arrestato in Legnano</strong> </span></div>
<div>2.<span> <strong>De Castro Emanuele</strong>, classe 1968, muratore, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo </strong></span></div>
<div>3.<span> <strong>Filippelli Nicodemo</strong>, classe 1971, imprenditore edile, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo </strong></span></div>
<div>4.<span> <strong>Filippelli Mario</strong>, classe 1973, nullafacente, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo </strong></span></div>
<div>5.<span> <strong>Esposito Antonio</strong>, classe 1967, nullafacente, <strong>già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio</strong></span></div>
<div>6.<span> <strong>Benevento Antonio</strong>, classe 1974, muratore, <strong>arrestato a Legnano</strong> </span></div>
<div>7.<span> <strong>Longobucco Santino</strong>, classe 1970, imprenditore edile, <strong>arrestato a Legnano</strong> </span></div>
<div>8.<span> <strong> Mancuso Luigi</strong>, classe 1977, commerciante, arrestato a Saint Vincent </span></div>
<div>9.<span> <strong>Rienzi Pasquale</strong>, classe 1968, immobiliarista, <strong>arrestato a Legnano </strong></span></div>
<div>10.<span> <strong>Rocca Ernestino</strong>, classe 1974, muratore, <strong>arrestato a Dairago</strong> </span></div>
<div>11.<span> <strong>Zocchi Fabio</strong>, classe 1962, residente a Gallarate, immobiliarista, arrestato a Saint Vincent </span></div>
<div>Soggetti tratti in arresto a vario titolo per i reati di associazione per delinquere, rapina, estorsione, usura, riciclaggio, ricettazione, incendio, detenzione e porto abusivo di armi ed altro:</div>
<div>12.<span> <strong>Avallone Carlo</strong>, classe 1955, immobiliarista, <strong>arrestato a Gerenzano</strong> </span></div>
<div>13.<span> <strong>Baracchi Giulio</strong>, classe 1966, commercialista,<strong> arrestato a Gallarate</strong> </span></div>
<div>14.<span> <strong>Bonvissuto Rosario</strong>, classe 1973, muratore, <strong>già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio</strong></span></div>
<div>15.<span> <strong>Casoppero Cataldo</strong>, classe 1951, imprenditore edile, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo</strong> </span></div>
<div>16.<span> <strong>Castellotti Mauro</strong>, classe 1966, esercente,<strong> arrestato a Legnano</strong> </span></div>
<div>17.<span> <strong>Ciancio Nicola</strong>, classe 1967, operaio, arrestato a Senise </span></div>
<div>18.<span> <strong>Cusinati Fabrizio</strong>, classe 1947, imprenditore edile, <strong>arrestato a Samarate</strong> </span></div>
<div>19.<span> <strong>Dati Agostino</strong>, classe 1967, muratore, <strong>arrestato a Novara </strong></span></div>
<div>20.<span> <strong>D’Apote Daniele</strong>, classe 1962, immobiliarista, <strong>arrestato a Bertonico </strong></span></div>
<div>21.<span> <strong>De Masi Savina</strong>, classe 1968, esercente, <strong>arrestata a Legnano </strong></span></div>
<div>22.<span> <strong>Di Giulio Moris</strong>, classe 1980, nullafacente, <strong>arrestato a Forlì</strong></span></div>
<div>23.<span> <strong>Donato Orazio</strong>, classe 1973, nullafacente, già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia</span></div>
<div>24.<span> <strong>Filippelli Domenico</strong>, classe 1977, imprenditore edile, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo</strong></span></div>
<div>25.<span> <strong>Filippelli Pietro</strong>, classe 1962, nullafacente, <strong>arrestato a Oleggio</strong></span></div>
<div>26.<span> <strong>Giordano Stefano</strong>, classe 1967, operatore del 118, <strong>arrestato a Busto Arsizio </strong></span></div>
<div>27.<span> <strong>Lento Michele</strong>, classe 1983, nullafacente, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo</strong> </span></div>
<div>28.<span> <strong>Leto Russo Antonella</strong>, classe 1977, commerciante, arrestata a Cirò Marina </span></div>
<div>29.<span> <strong>Lettieri Olindo</strong>, classe 1969, operaio, arrestato a<strong> Lonate Pozzolo</strong> </span></div>
<div>30.<span> <strong>Lomuscio Roberto</strong>, classe 1968, autista,<strong> arrestato a Corbetta </strong></span></div>
<div>31.<span> <strong>Malena Michele</strong>, classe 1980, operaio, arrestato a Cirò Marina </span></div>
<div>32.<span> <strong>Marino Carmine</strong>, classe 1943, muratore, arrestato a Frignano </span></div>
<div>33.<span> <strong>Martines Angelo</strong>, classe 1976, operaio, <strong>arrestato a Ferno </strong></span></div>
<div>34.<span> <strong>Molfese Giovanni</strong>, classe 1975, muratore, <strong>arrestato a Lonate Pozzolo </strong></span></div>
<div>35.<span> <strong>Nardo Giovanni Battista</strong>, classe 1973, operaio,<strong> arrestato a Cassano Magnano</strong> </span></div>
<div>36.<span> <strong>Palamara Rocco</strong>, classe 1958, imprenditore edile, <strong>arrestato a Nova Milanese</strong> </span></div>
<div>37.<span> <strong>Pecora Mario</strong>, classe 1938, imprenditore edile, <strong>arrestato a Solbiate Olona </strong></span></div>
<div>38.<span> <strong> Silvestre Giuseppe</strong>, classe 1986, nullafacente, arrestato a Cirò Marina </span></div>
<div>39.<span> <strong>Sozzo Giuseppe</strong>, classe 1975, nullafacente, arrestato a Cirò Marina </span></div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Minacciato con la pistola e sequestrato per il suo impegno contro l&#8217;usura</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 20:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ammazzatecituttilombardia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[Zavattieri]]></category>

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Vittima Guido Gallo Stampino che alla fine degli anni &#8216;90 contribuì a far condannare 4 persone della &#8216;ndrangheta
CERRO MAGGIORE 28/02/2009 - Guido Gallo Stampino, vicepresidente dell&#8217;associazione Sos Italia Libera, ha subito ieri sera l&#8217;annesimo atto intimidatorio collegato al suo impegno contro l&#8217;usura. È rimasto legato e imbavagliato con del nastro adesivo fino a quando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=128&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3><em>fonte: <a href="http://milano.cronacaqui.it/news-minacciato-con-la-pistola-e-sequestrato-per-il-suo-impegno-contro-lusura_19581.html">http://milano.cronacaqui.it/news-minacciato-con-la-pistola-e-sequestrato-per-il-suo-impegno-contro-lusura_19581.html</a></em></h3>
<h3><em>Vittima Guido Gallo Stampino che alla fine degli anni &#8216;90 contribuì a far condannare 4 persone della &#8216;ndrangheta</em></h3>
<p><strong><img class="alignleft" title="http://milano.cronacaqui.it/images_db/376/0037502.jpg" src="http://milano.cronacaqui.it/images_db/376/0037502.jpg" alt="" width="257" height="193" />CERRO MAGGIORE 28/02/2009 -</strong> Guido Gallo Stampino, vicepresidente dell&#8217;associazione Sos Italia Libera, ha subito ieri sera l&#8217;annesimo atto intimidatorio collegato al suo impegno contro l&#8217;usura. È rimasto legato e imbavagliato con del nastro adesivo fino a quando una pattuglia dei Carabinieri non ha notato la sua macchina con le quattro frecce azionate sul lato di una strada a Uboldo in provincia di Varese.</p>
<p> L&#8217;imprenditore lombardo, 70 anni, ha chiuso il suo negozio di abbigliamento a Cantalupo, frazione di Cerro Maggiore, e stava rientrando a casa quando una macchina con il lampeggiante lo ha affiancato. Gallo Stampino ha quindi accostato ed è stato subito minacciato con una pistola da un uomo che lo ha poi legato e imbavagliato al sedile, minacciandolo ripetutamente per la sua attività contro l&#8217;usura. È stato liberato attorno alle 20.30 da una pattuglia dei Carabinieri ed è stato poi portato in ospedale per un controllo.</p>
<p>Guido Gallo Stampini, tra il 1997 ed il 1998, con le sue denunce contribuì a far condannare quattro persone della &#8216;ndrangheta appartenenti alla <strong>famiglia Sergi Zavattieri</strong> che agivano tra <strong>Legnano e Busto Arsizio</strong>. Per questo, è considerato vittima di mafia ed è sottoposto a un programma di vigilanza generica da parte delle forze dell&#8217;ordine. &#8220;Questo gravissimo episodio di intimidazione mafiosa è molto preoccupante &#8211; ha detto Frediano Manzi, presidente di Sos Racket e usura &#8211; e ci auguriamo che lo Stato tuteli in maniera adeguata il nostro amico Guido che ha settant&#8217;anni ed ha subito due infarti a causa delle sue vicende processuali&#8221;.</p>
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