<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI - Coordinamento Lombardia &#187; Milano</title>
	<atom:link href="http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/tag/milano/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com</link>
	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Jan 2010 22:40:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='ammazzatecituttilombardia.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/8cafa32327ec9ba06f6986d8f9f9395c?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI - Coordinamento Lombardia &#187; Milano</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/osd.xml" title="Movimento Antimafie Ammazzateci TUTTI &#8211; Coordinamento Lombardia" />
		<item>
		<title>Tutti gli affari dei Barbaro tra Platì, Milano e la Germania. Ecco che fine hanno fatto i soldi del sequestro di Alessandra Sgarella</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/04/tutti-gli-affari-dei-barbaro-tra-plati-milano-e-la-germania-ecco-che-fine-hanno-fatto-i-soldi-del-sequestro-di-alessandra-sgarella/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/04/tutti-gli-affari-dei-barbaro-tra-plati-milano-e-la-germania-ecco-che-fine-hanno-fatto-i-soldi-del-sequestro-di-alessandra-sgarella/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Sgarella]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Brizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Curro]]></category>
		<category><![CDATA[Bke tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Buccinasco]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Curro]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Perre]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Barbaro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Strangio]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Barbaro]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Natale Perre]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Pelle]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Pochì]]></category>
		<category><![CDATA[San Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Gareaffa]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Perre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=410</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

L&#8217;ipotesi investigativa è contenuta in un recente rapporto della Bke tedesca. Nel report si tratteggiano tutti gli affari del clan Barbaro in Germania. Tra questi anche i cinque miliardi del riscatto Sgarella
Il sequestro
Alessandra Sgarella viene rapita l&#8217;11 dicembre 1997 nella zona di San Siro. Il 22 dicembre il gip Guido Salvini dispone il sequestro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=410&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">L&#8217;ipotesi investigativa è contenuta in un recente rapporto della Bke tedesca. Nel report si tratteggiano tutti gli affari del clan Barbaro in Germania. Tra questi anche i cinque miliardi del riscatto Sgarella</span></span></h4>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>Il sequestro</em></span></span></h4>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Alessandra Sgarella</strong> viene rapita l&#8217;11 dicembre 1997 nella zona di San Siro. Il 22 dicembre il <strong>gip Guido Salvini</strong> dispone il sequestro dei beni alla famiglia. Il 21 gennaio 1998 arriva la richiesta di riscatto: 50 miliardi di lire. Sette giorni dopo viene chiesto il silenzio stampa. Il 4 settembre, dopo 266 giorni di prigionia, Alessandra Sgarealla viene liberata in Calabria.<br />
Il 7 febbraio 1999 vengono emessi otto ordini di custodia cautealre per altrettanti soggetti implicati nel sequestro. Si tratta di <strong>Saverio Gareaffa</strong>, <strong>Francesco Giorgi, Domenico Grillo, Domenico Perre, Antonio e Francesco Strangio</strong>.<br />
A questo gruppo, gli investigatori arrivano grazie ad alcune intercettazioni seguite all&#8217;arresto del gruppo Lumbaca nel 1998.<br />
Nei giorni seguenti alla liberazione della Sgarella più volte si sottolinea pubblicamente che si è trattato di una liberazione senza riscatto. E che tutto sia dovuto alla mediazione di un grande boss all&#8217;epoca in carcere che da questa liberazione avrebbe ottenuto sconti di pena</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1262601857779/home/sgarella/sequestro%20sgarella.jpg" alt="" width="160" height="105" />Milano, 4 gennaio 2010 -</strong> Platì, Milano, Germania. Questa la triangolazione per capire oggi, a distanza di 13 anni, dove sono andati a finire i soldi del sequestro di Alessandra Sgarella Vavassori, l’imprenditrice milanese rapita l’11 dicembre 1997 in zona San Siro e rilasciata in Calabria il 4 settembre 1998, dopo 266 giorni di prigionia (<em>nella foto il primo luogo dove è stata tenuta l&#8217;imprenditrice, si tratta di una buca nelle campagne attorno a <strong>Buccinasco</strong></em>). Un sequestro senza riscatto, si disse all’epoca. In realtà, secondo un rapporto della <strong>Bke tedesca</strong> reso noto pochi giorni fa, il denaro, circa 5 miliardi di lire, sarebbe finito in Germania nelle tasche dei referenti della cosca Barbaro.</p>
<p><strong>Ecco un primo appunto</strong> sottolineato più volte dagli investigatori tedeschi. “Pochi giorni prima del rilascio, il marito di Alessandra Sgarella si reca ad Hong Kong e qui movimenta sette miliardi, trasferendone cinque in Germania”. Secondo la Bke “fonti confidenziali confermerebbero che la famiglia Sgarella prima che la magistratura bloccasse i beni, avrebbe trasferito una cospicua somma di denaro in Germania”. Nel mirino degli investigatori ci sono poi nomi e luoghi precisi. Si tratta della paese di <strong>Lubecca</strong>, città dello Schleswig-Holstein, il land più a nord della Germania. Qui gli investigatori ricavano due indirizzi ben preciso: Klappenstrate 15b e 24, dove abitano <strong>Biagio Curro</strong> e <strong>Domenico Curro</strong>, entrambi originari di <strong>Scido</strong> in provincia di Reggio Calabria. Prosegue l’informativa tedesca: “Questi indirizzi sono stati trovati durante una perquisizione domiciliare. Ad oggi, i due non hanno precedenti di polizia, anche se il luogo di nascita si trova nella zona in cui opera la <strong>cosca Barbaro</strong>”.</p>
<p><strong>E proprio i Barbaro</strong> hanno un rapporto privilegiato con la Germania. “<strong>Giuseppe Barbaro</strong> nato a Platì il 24 maggio 1956, figlio del capobastone <strong>Francesco Barbaro</strong>, spesso si è recato in Germania per sfuggire alle ricerche della polizia italiana”. Prosegue la nota: “Dopo alcune ricerche al Registro centrale degli stranieri è emerso che suo cognato è residente a <strong>Krefeld</strong>. Il cognato, che si chiama come lui, <strong>Giuseppe Barbaro</strong>, è nato a Paltì il 16 febbraio 1959”. Di più: fino al 1996 sempre a Krefeld ha abitato <strong>Antonio Brizzi</strong>, calabrese incensurato, legato da vincoli familiari al latitante.</p>
<p><strong>Dopodiché, per puntellare ancora di più l’ipotesi </strong>del flusso di denaro dall’Italia alla Germania<strong>,</strong> passando per Hong Kong, la polizia tedesca ricostruisce in maniera minuziosa i rapporti familiari e d’affari tra i vari uomini del clan. E lo fa partendo da un dato: “La <strong>famiglia Papalia</strong> rappresenta il ramo milanese della cosca Barbaro”. E infatti: “Francesco Barbaro è spostato con <strong>Maria Papalia</strong> e di conseguenza è legato ai <strong>tre fratelli Papalia, Domenico, Rocco e Antonio</strong>”. Il breve albero genealogico tesse i legami anche con i <strong>clan di San Luca, i Pelle</strong> in particolare, coinvolti nella strage di Duisburg. Scrivono gli investigatori: “Nell’ambito della faida di San Luca, riaccesasi nel 2006, Barbaro ha tentato tramite suo genero di riappacificare i clan nemici. Scopo raggiunto solo dopo il massacro di Duisburg del 15 agosto 2007”. I tesori nascosti della ‘ndrangheta di Platì in Germania emergono poi in un altro passaggio dell’informativa in cui si parla del platiota <strong>Rocco Pochì</strong>, tra il 1976 e il 1999 residente in Germania. “Pochì, tra il 2002 e il 2003, si reca in Australia e da qui in Bolivia per organizzare traffici di droga. Per concludere gli affari però tornava in Germania”. E non a caso, visto che a Donaueschingen, piccolo centro della Renania, viene scoperto un laboratorio per raffinare la droga. Dopodiché la <strong>Procura di Cosatnza</strong>, nel settembre 2004, “ha emesso a carico di Pochì un mandato di accertamento della residenza”. Quindi nel 2005, il Goa di Catanzaro lo indaga per associazione mafiosa. Durante questa indagine, la finanza intercetta una telefonata che il cognato di Pochì fa in Germania. “L’utenza è intestata a <strong>Natale Perre</strong> nato il 25 dicembre 1958 a Platì”. Di più: “Secondo accertamenti risulta che Natale Perre era residente a <strong>Magdeburgo</strong>”. Il cognome, noto anche agli investigatori di Milano, segna un punto di svolta. I Perre, infatti, fin dagli anni Settanta, “vengono indagati dalla polizia tedesca per mafia, traffico di droga e armi, prostituzione, gioco d’azzardo e traffico di essere umani”. Di questa famiglia, fa parte anche <strong>Saverio Perre</strong>, nato a Platì il 4 giugno 1944 “viene considerato – si legge nel rapporto – capo del clan Perre in Germania”. Dove arriva negli anni Settanta. “Qui è stato residente a <strong>Hagen, Hannover, Gottingen e Magdeburgo</strong>”. Città, quest’ultima, dove ritorna nel 2007. Qui, per tutti gli anni Novanta, “ha gestito diversi locali notturni, sale da gioco e successivamente ristoranti”. Secondo la Dia, però, ad oggi non vi è certezza di un suo collegamento con la famiglia Perre di Platì, storica alleata dei Barbaro. (<em>dm</em>)</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/410/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=410&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/04/tutti-gli-affari-dei-barbaro-tra-plati-milano-e-la-germania-ecco-che-fine-hanno-fatto-i-soldi-del-sequestro-di-alessandra-sgarella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1262601857779/home/sgarella/sequestro%20sgarella.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Matranga arrestato al Corvetto da latitante. Con Luigi Bonanno aveva organizzato l&#8217;importanza di due tonnellate di cocaina dalla Colombia</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/01/matranga-arrestato-al-corvetto-da-latitante-con-luigi-bonanno-aveva-organizzato-limportanza-di-due-tonnellate-di-cocaina-dalla-colombia/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/01/matranga-arrestato-al-corvetto-da-latitante-con-luigi-bonanno-aveva-organizzato-limportanza-di-due-tonnellate-di-cocaina-dalla-colombia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 21:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Assago]]></category>
		<category><![CDATA[bar La rosa blu]]></category>
		<category><![CDATA[Corvetto]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Fidanzati]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino Matranga]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Madonia]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Porto]]></category>
		<category><![CDATA[Ilda Bocassini]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Bonanno]]></category>
		<category><![CDATA[Mancuso-Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Miami]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Natale Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[Piana degli Albanesi]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro D'Amico]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Matranga]]></category>
		<category><![CDATA[San Giuliano Milanese]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Polito]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Buscetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=408</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Gioacchino Matranga, detto il Gianni, è stato arrestato la sera di San Silvestro in piazzale Ferrara al Corvetto. Addosso aveva documenti falsi. Con lui in macchina, un uomo di origini colombiane. 
Il fratello
Pietro Matranga, fratello di Gioacchino, è latitante da ottobre. Pure lui, evaso dagli arresti domiciliari
Attualmente, Pietro Matranga, starebbe passando la latitanza in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=408&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Gioacchino Matranga, detto il Gianni, è stato arrestato la sera di San Silvestro in piazzale Ferrara al Corvetto. Addosso aveva documenti falsi. Con lui in macchina, un uomo di origini colombiane. </span></span></h4>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>Il fratello</em></span></span></h4>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Pietro Matranga</strong></em><em>, fratello di </em><em><strong>Gioacchino</strong></em><em>, è latitante da ottobre. Pure lui, evaso dagli arresti domiciliari<br />
Attualmente, Pietro Matranga, starebbe passando la latitanza in Spagna. Su di lui una condanna per </em><em><strong>traffico internazionale di droga</strong></em><em><br />
Nel 2000 viene arrestato dai carabinieri di Ventimiglia ad </em><em><strong>Assago</strong></em><em>. In macchina ha sei chili di cocaina.<br />
Nel 2005 viene coinvolto in un inchiesta della Dia sul riciclaggio. Il suo nome compare assieme a quello del calabrese </em><em><strong>Stefano Polito</strong></em><em>, boss della &#8216;ndrangheta legato al </em><em><strong>clan Mancuso-Pesce</strong></em><em>. Nel 1991 viene arrestato a </em><em><strong>Miami</strong></em><em>, pochi giorni prima di inviare in Italia un carico di 400 chili di cocaina</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1262354062274/home/il-gianni/Matranga%20Gioacchino.jpg?height=200&amp;width=173" alt="" width="173" height="199" />Milano, 1 gennaio 2010 &#8211; </strong> Una volta, anni fa, comparve nel corridoio del Tribunale di Milano in giacca verde, capelli biondo ossigenati e scarpe di pelle a punta. Il suo arrivo creò scompiglio, tanto che un altro processo venne sospeso. Lui, imputato per traffico internazionale di droga, ebbe la precedenza. Perché in quel campo <strong>Gioacchino Matranga</strong> (nella foto), per tutti il Gianni, un maestro lo è da sempre.</p>
<p><strong>Originiario di Piana degli Albanesi</strong>, sessantacinque anni da compiere il prossimo 23 settembre, Matranga è stato arrestato la sera dell’ultimo dell’anno in piazzale Ferrara al Corvetto. Era a bordo di una Panda con lui, alla guida, un uomo di origini colombiane. Il Gianni è stato bloccato da latitante, dopo che il 26 ottobre aveva lasciato gli arresti domiciliari della sua casa di <strong>via Repubblica 17/B a San Giuliano Milanese</strong>. Ancora uccel di bosco, invece, suo fratello Pietro, scomaparso anche lui, alla fine dello scorso ottobre.</p>
<p><strong>La vicenda di Matranga</strong> porta di nuovo al centro dell’attenzione il <strong>quartiere del Corvetto</strong>, luogo d’elezione per Cosa nostra. Da sempre regno dell’ex superlatitante <strong>Gaetano Fidanzati</strong> (arrestato il 5 dicembre 2009), in passato ospitò la latitanza di un corleonese doc come <strong>Giuseppe Piddu Madonia</strong>. Qui era di casa lo stesso Gianni. Quando ci arrivava da San Giuliano Milanese, aveva sempre un indirizzo fisso, il <strong>bar La rosa blu di via San Dionigi</strong>, a due passi da piazzale Ferrara. Il locale è di proprietà del palermitano <strong>Pietro D’Amico</strong>, arrestato l’aprile scorso in un’inchiesta di droga coordinata dall’allora <strong>pm Ilda Boccassini</strong>. Da sempre questo locale viene ritenuto dagli investigatori “il centro operativo del gruppo delinquenziale e punto di riferimento del gruppo malavitoso dei fratelli Matranga”. Non a caso, con Matranga costretto ai domiciliari, a quell’indirizzio si è fatta vedere quasi quotidianamente la moglie.</p>
<p><strong>Gioacchno Matranga</strong> arriva a Milano sul finire degli anni Settanta. Quasi subito viene coinvolto in diversi processi. Non è solo ma in compagnia del gotha mafiosa da <strong>Michele Greco</strong>, detto il Papa, fino a <strong>Tommaso Buscetta</strong>. Sarà proprio don Masino a fare il suo nome durante il maxiprocesso. In una vecchia nota della Squadra mobile si legge: “Gioacchino Matranga personaggio di elevato spessore criminale, inserito sin dagli anni ’80 negli ambienti mafiosi di cosa nostra”. Gioacchino Matranga, qui a Milano, è molto legato a <strong>Giuseppe Porto</strong>, detto il cinese, personaggio palermitano di cui Milanomafia.com ha già ampiamente parlato soprattutto per i suoi legami con le figlie di Vittorio Mangano. Secondo un pentito “Matranga è il padrino di Pino Porto”. Gli ultimi incontri risalgono al 2006. Porto assieme a <strong>Luigi Bonanno</strong> va a trovarlo nella sua casa di San Giuliano Milanese. In quell’ocasione, i tre parlano di un carico di 2000 chili di cocaina da importare dalla Colombia attraverso un container di 12 metri.</p>
<p><strong>Nel 1999</strong> viene arrestato dai carabinieri per aver importato in Italia 400 chili di cocaina. In carcere assieme al Gianni finisce anche l’avvocato <strong>Natale Montanari</strong>. Poi, nel 2005 il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli concede i domiciliari nella sua casa di San Giuliano Milanese. Poi nel 2006, l’ordinanza del Tribunale lo riporta in carcere. Prima a Lodi e poi a Opera. Un ulteriore aggravamento della sua situazione di saluta gli ridà i domiciliari. Da oggi, però, il Gianni ritorna in prigione. Per lui il fine pena è 2027. (dm)</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/408/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=408&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2010/01/01/matranga-arrestato-al-corvetto-da-latitante-con-luigi-bonanno-aveva-organizzato-limportanza-di-due-tonnellate-di-cocaina-dalla-colombia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1262354062274/home/il-gianni/Matranga%20Gioacchino.jpg?height=200&#38;width=173" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Corso Lodi, confiscati tre appartamenti a trafficante legato al clan Morabito. Beni e conti bancari per un milione e mezzo di euro</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/30/corso-lodi-confiscati-tre-appartamenti-a-trafficante-legato-al-clan-morabito-beni-e-conti-bancari-per-un-milione-e-mezzo-di-euro/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/30/corso-lodi-confiscati-tre-appartamenti-a-trafficante-legato-al-clan-morabito-beni-e-conti-bancari-per-un-milione-e-mezzo-di-euro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 22:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Africo]]></category>
		<category><![CDATA[Casimiro Silvera Darnich]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Gelsomina Maddalena T.]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Morabito]]></category>
		<category><![CDATA[Golden bar]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=412</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Le abitazioni, in un palazzo residenziale, erano il covo del traffico di cocaina. Erano intestati a Casimiro Silvera Darnich, uruguaiano condannato a 7 anni e 4 mesi per l&#8217;operazione Ciaramella della Dda di Reggio Calabria
Chi è?
Casimiro Silvera Darnich, soprannominato Cacho, è nato il 9 dicembre del 1946 a Montevideo in Uruguay. L&#8217;ultima residenza prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=412&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Le abitazioni, in un palazzo residenziale, erano il covo del traffico di cocaina. Erano intestati a Casimiro Silvera Darnich, uruguaiano condannato a 7 anni e 4 mesi per l&#8217;operazione Ciaramella della Dda di Reggio Calabria</span></span></h4>
<h3><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>Chi è?</em></span></span></h3>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Casimiro Silvera Darnich</strong>, soprannominato Cacho, è nato il 9 dicembre del 1946 a Montevideo in <strong>Uruguay</strong>. L&#8217;ultima residenza prima dell&#8217;arresto era a <strong>Milano in corso Lodi. 59</strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>I primi problemi con la giustizia risalgono al 1981 (decreto di espulsione), poi varie denunce per porto abusivo d&#8217;armi, ricettazione e danneggiamento</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>Nel 2005 il 63enne è stato arrestato nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>operazione Ciaramella</strong> della <strong>Dda di Catanzaro</strong> e condannato a 7 anni e 4 mesi</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1262193051404/home/silvera/Silvera%20Darnich%20Casimiro%20%2746.jpg?height=196&amp;width=200" alt="" width="200" height="196" />Milano, 30 dicembre 2009 &#8211; </strong>Tre appartamenti al civico 59 di corso Lodi, tre box, una Bmw X3, una lunga serie di conti bancari e assicurazioni personali. In totale beni per un milione e mezzo di euro sequestrati stamani dalla Dia di Reggio Calabria, su mandato della Seconda sezione della Corte d&#8217;appello del Tribunale di Reggio Calabria. I beni sono stati confiscati al 63 enne uruguaiano Casimiro Silvera Darnich (<em>nella foto</em>) da tempo però residente a Milano proprio in corso Lodi, 59. Il provvedimento è stato disposto dopo la scarcerazione di <strong>Silvera Darnich</strong>, pochi giorni fa, dopo una condanna a 7 anni e 4 mesi (sentenza diventata definitiva nell&#8217;aprile 2008). Secondo i giudici, &#8220;Silvera Darnich era uno dei principali responsabili dell’organizzazione al cui interno spiccavano elementi organici alla cosca capeggiata dal <strong>boss di Africo Giuseppe Morabito</strong>, u tiradrittu&#8221;. Per gli investigatori, &#8220;era proprio Darnich che si adoperava per contattare sia i narcotrafficanti sudamericani e spagnoli sia i responsabili della cosca mafiosa&#8221; per rifornire il mercato reggino e, al dettaglio, quello milanese attraverso una fitta schiera di fiancheggiatori&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Parte dei beni è intestata</strong> alla moglie <strong>Gelsomina Maddalena T.</strong> 39 enne di origini napoletane. Il palazzo di corso Lodi, 59 è stato per lungo tempo uno dei punti cardine dell&#8217;inchiesta delle forze dell&#8217;ordine che hanno eseguito lunghi pedinamenti agli uomini dei Morabito proprio nella zona di corso Lodi. In particolare, gli inquirenti hanno filmato i traffici di Silvera Darnich che venivano gestiti nell&#8217;appartamento di corso Lodi, 59, ma anche il via vai continuo dal <strong>Golden bar</strong>, sempre in corso Lodi e da un negozio di maglieria intima, allo stesso civico, intestato alla ex moglie di Silvera Darnich, una calabrese già conosciuta dagli uomini di Giuseppe Morabito. (<em>cg</em>)</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/412/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=412&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/30/corso-lodi-confiscati-tre-appartamenti-a-trafficante-legato-al-clan-morabito-beni-e-conti-bancari-per-un-milione-e-mezzo-di-euro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1262193051404/home/silvera/Silvera%20Darnich%20Casimiro%20%2746.jpg?height=196&#38;width=200" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Parco sud, stop a nove aziende legate alla famiglia Barbaro-Papalia. &#8220;Hanno dato soldi al clan per mantenere le famiglie dopo gli arresti&#8221;</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/22/parco-sud-stop-a-nove-aziende-legate-alla-famiglia-barbaro-papalia-hanno-dato-soldi-al-clan-per-mantenere-le-famiglie-dopo-gli-arresti/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/22/parco-sud-stop-a-nove-aziende-legate-alla-famiglia-barbaro-papalia-hanno-dato-soldi-al-clan-per-mantenere-le-famiglie-dopo-gli-arresti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 12:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Iorio]]></category>
		<category><![CDATA[Assago]]></category>
		<category><![CDATA[Barbaro]]></category>
		<category><![CDATA[Buccinasco]]></category>
		<category><![CDATA[Cesano Boscone]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilda Bocassini]]></category>
		<category><![CDATA[Immobiliare Kreiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Madaffari Andrea]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Sergi]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Storari]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Perre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=405</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Nuova operazione della Dia e del Gico dopo l&#8217;inchiesta Parco sud. Congelate le amministrazioni delle imprese legate alla Kreiamo immobiliare di Cesano Boscone. Intanto i padrini Papalia e Perre restano latitanti
L&#8217;inchiesta
L&#8217;inchiesta Parco Sud ha preso le mosse dalla precedente indagine Cerberus che nel luglio del 2008 aveva portato in cella Mico l&#8217;australiano e i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=405&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4>Nuova operazione della Dia e del Gico dopo l&#8217;inchiesta Parco sud. Congelate le amministrazioni delle imprese legate alla Kreiamo immobiliare di Cesano Boscone. Intanto i padrini Papalia e Perre restano latitanti</h4>
<h3><span style="color:#333333;"><span style="font-family:georgia;">L&#8217;inchiesta</span></span></h3>
<p><em>L&#8217;inchiesta Parco Sud ha preso le mosse dalla precedente indagine Cerberus che nel luglio del 2008 aveva portato in cella Mico l&#8217;australiano e i figli <strong>Rosario e Salvatore Barbaro</strong></em></p>
<p><em>Scoperto un arsenale in un box di <strong>Assago</strong> e arrestato il latitante <strong>Paolo Sergi</strong>. Nel mirino gli interessi immobiliari del clan e <strong>Immobiliare Kreiamo</strong> di <strong>Cesano Boscone</strong> intestata a <strong>Madaffari Andrea e Alfredo Iorio</strong>, figlio dell&#8217;ex consigliere comunale di Forza Italia Achille Iorio</em></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257877714798/home/Barbaro2.jpg" alt="" width="100" height="77" />Milano, 22 dicembre 2009 -</strong> Un impero che si sgretola. Ma sempre un impero. Sono passati quasi due mesi dall&#8217;<strong>inchiesta Parco sud</strong> che ha portato in carcere i fiancheggiatori della <strong>cosca Barbaro-Papalia di Buccinasco</strong>. Un&#8217;operazione che aveva riguardato in particolare l&#8217;aspetto economico (ma anche quello militare) della cosca. E che ancora vede due pericolosi latitanti: <strong>Totò &#8216;u cainu Perre</strong> e <strong>Domenico Papalia</strong>. Oggi la Direzione investigativa antimafia e gli uomini del Gico della guardia di Finanza, sono tornati in azione con l&#8217;esecuzione di 9 decreti di sospensione dell&#8217;amministrazione a società satellite dell&#8217;universo Barbaro. In particolare si tratta delle imprese legate al gruppo Kreiamo immobiliare di Cesano Boscone, di Alfredo Iorio e Andrea Madaffari. Imprese di fatto gestite dal gruppo legato a Salvatore, Rosario e Mico Barbaro. I provvedimenti riguardano 9 aziende e sono stati emessi dalla “sezione autonoma misure di prevenzione” del Tribunale di milano sulla base dell&#8217;ex-art 3 quater della legge 575/65, che prevede la sospensione temporanea dall&#8217;amministrazione dei beni per un periodo di sei mesi.</p>
<p><strong>Dopo gli arresti,</strong> le indagini coordinate dalla Dda di Milano e dai <strong>pm Ilda Boccassini, Alessandra Dolci, Mario Venditti e Paolo Storari</strong>, hanno evidenziato come le nove aziende &#8220;congelate&#8221; abbiano dato appoggio alla cosca &#8220;consentendo la partecipazione occulta e il perseguimento di interessi economici agli appartenenti del pericoloso sodalizio criminale, aiutato anche grazie a versamenti di somme di denaro ai familiari degli arrestati, per sostenerli dopo gli arresti dei capi clan&#8221;. In pratica le aziende hanno &#8220;girato&#8221; denaro alle famiglie Barbaro e Papalia per sostenerle economicamente dopo gli arresti di Salvatore, Rosario e Mico Barbaro. Si tratta della prima volta che una misura simile viene applicata dal Tribunale di Milano &#8220;tale misura di prevenzione patrimoniale tipica nel caso in cui l’autorita’ giudiziaria ritenga che il libero esercizio dell’attivita’ economica sia condizionato da intimidazioni mafiose o miri ad agevolare soggetti nei cui confronti sia stata proposta o applicata una misura di prevenzione personale o che siano indagate, ad esempio, per associazione mafiosa&#8221;. (<em>cg</em>)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/405/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=405&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/22/parco-sud-stop-a-nove-aziende-legate-alla-famiglia-barbaro-papalia-hanno-dato-soldi-al-clan-per-mantenere-le-famiglie-dopo-gli-arresti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1257877714798/home/Barbaro2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Quarto Oggiaro, la mamma pentita che incastra i Tatone: &#8220;Ero in difficoltà economiche, mi diedero 1.500 euro per tenere la coca&#8221;</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/18/quarto-oggiaro-la-mamma-pentita-che-incastra-i-tatone-ero-in-difficolta-economiche-mi-diedero-1-500-euro-per-tenere-la-coca/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/18/quarto-oggiaro-la-mamma-pentita-che-incastra-i-tatone-ero-in-difficolta-economiche-mi-diedero-1-500-euro-per-tenere-la-coca/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bressi]]></category>
		<category><![CDATA[Azzedine El Idrissi]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Turiello]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Zaccaro]]></category>
		<category><![CDATA[Girolamo Mustazzu]]></category>
		<category><![CDATA[Jonathan Leonard Camassa]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Sabatino]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Tatone]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver Belotti]]></category>
		<category><![CDATA[Palmieri Alessandro]]></category>
		<category><![CDATA[Quarto Oggiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Tatone]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Forgione]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Basso]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Pistillo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=399</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Quindici arresti nel quartiere. In manette Lele Tatone, 22 anni, e guai anche per lo zio Nicola già in cella per l&#8217;operazione Pavone. A svelare la rete dello spaccio una collaboratrice di giustizia, madre di due bambine
Operazione Smart
Quindici ordinanze di custodia cautelare in carcere a Quarto Oggiaro per associazione per delinquere finalizzata al traffico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=399&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fonte: www.milanomafia.com</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } 		H3 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Quindici arresti nel quartiere. In manette Lele Tatone, 22 anni, e guai anche per lo zio Nicola già in cella per l&#8217;operazione Pavone. A svelare la rete dello spaccio una collaboratrice di giustizia, madre di due bambine</span></span></h4>
<h3><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Operazione Smart</span></span></h3>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><em>Quindici ordinanze di custodia cautelare in carcere a Quarto Oggiaro per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. Ecco l&#8217;elenco degli arrestati</em></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><em><strong>Nicola Tatone</strong> nato a Casaluce (Ce) il 16 febbraio 1968; <strong>Raffaele Tatone</strong> nato a Milano il 22 settembre 1987; <strong>Palmieri Alessandro</strong> nato a Milano il 5 giugno 1974; <strong>Thomas Pistillo</strong> nato a Milano il 4 ottobre 1986; <strong>Oliver Belotti</strong> nato a Milano il 16 dicembre 1987; <strong>Francesco Zaccaro</strong> nato a Milano il 6 febbraio 1976; <strong>Roberto Forgione</strong> nato a Milano l&#8217;8 novembre 1971; <strong>Jonathan Leonard Camassa</strong> nato a Milano il 19 settembre 1989; <strong>Andrea Bressi</strong> nato a Milano il 29 novembre 1987; <strong>Rosario Basso</strong> nato a Palermo il 14 giugno 1973; <strong>Massimo Sabatino</strong> nato a Pagani (Sa) il 6 novembre 1963; <strong>Ciro Turiello</strong> nato a Milano il 24 ottobre 1983; <strong>Girolamo Mustazzu</strong> nato a Napoli il 23 settembre 1976; <strong>Azzedine El Idrissi</strong> nato a Beni Amir Ovest (Marocco) il 28 luglio 1982</em></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1261135196836/home/smart/arresti%20quarto.jpg?height=200&amp;width=138" alt="" width="138" height="200" />Milano, 18 dicembre 2009 -</strong> “Da qualche tempo, mi trovo in difficoltà economiche, in quanto ho due figlie di 9 e 12 anni e sono separata. Nel quartiere dove abito e precisamente in <strong>via Pascarella</strong>, tanta gente conosce la mia situazione familiare, cioè le mie difficoltà economiche, pertanto più volte mi sono stati proposti affari illeciti, da persone che conosco, ma ho sempre rifiutato. Ultimamente la mia situazione economica si è ulteriormente aggravata e nei primi mesi del 2007, ho accettato uno di questi incarichi illeciti”. Inizia così il racconto di <strong>Sonia, 38 anni</strong>, dipendente comunale, separata, madre di due bambine, la mamma pentita che con il suo racconto ha incastrato gli uomini del <strong>clan Tatone</strong>. Un racconto lucido e a tratti drammatico, nel quale la giovane mamma racconta delle minacce subite, delle intimidazioni e le giornate dei soldati del clan Tatone. I poliziotti del commissariato di Quarto Oggiaro la arrestano nel maggio del 2007 dopo una segnalazione anonima. In casa aveva due chili di cocaina. La donna di fronte alla possibilità di perdere l’affidamento delle figlie decide di collaborare. Ecco le sue parole riportate nell’ordinanza firmata dal gip <strong>Fabrizio D’Arcangelo</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Quando è stata contattata e per quale motivo?</strong><br />
Dopo le feste natalizie, e precisamente verso la metà del mese di gennaio 2007, sono stata contattata da uno dei <strong>fratelli Tatone</strong>, <strong>Emanuele</strong> ed in particolare <strong>Nicola</strong>, il quale venne a casa mia in compagnia di un ragazzo, nell’occasione, facendo leva sulle mie precarie condizioni economiche, mi propose di tenergli della roba e in cambio di denaro. Dopo le festività natalizie si è presentato presso il mio appartamento un uomo che conosco come Tatone Emanuele, non so altri dati di costui, ma posso dire che ha circa 45 anni ed abita nel quartiere Quarto Oggiaro, tutti lo consideriamo una persona pericolosa e dedita allo smercio di sostanze stupefacenti.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Da quando conosce Tatone Emanuele?</strong><br />
Conosco Tatone Emanuele da quando ero bambina, ho sempre saputo che lui ed i suoi fratelli sono considerati persone pericolose e spacciatori di droga. Ricordo che Tatone venne a trovarmi nel mio appartamento in via Pascarella, in quell’occasione mi ha proposto di tenergli a casa mia un grosso quantitativo di droga, in cambio mi ha promesso un compenso mensile di 1.500 euro. Mi disse che gli avrei dovuto custodire la droga e poi ci saremmo accordati meglio. Verso la fine del mese di gennaio sempre Tatone venne a casa mia con una borsa e mi disse ‘tieni questa borsa che all’interno c‘è la droga’. In quell ‘occasione ho ritirato la borsa e l’ho nascosta nella cameretta dei bambini”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Quali istruzioni le sono state impartite?</strong><br />
Quando mi ha consegnato la borsa, mi disse: ‘Da ora in poi, verranno i miei ragazzi a ritirare la droga’<br />
<strong>Come e quando è stata ritirata quella partita di droga?</strong><br />
Quel chilogrammo è stato ritirato in più occasioni da ragazzi del quartiere che io conosco solo di vista. Ricordo che i ragazzi venivano a casa, entravano dentro la cameretta, si chiudevano all’interno per uscire dopo qualche minuto. Non so chi erano i ragazzi che venivano nel primo periodo, posso solo riferire che si presentavano alla porta e dopo aver suonato il campanello dicevano che dovevano ritirare dello stupefacente.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>E’ mai stata ricontattata da Tatone?</strong><br />
Verso la fine del mese di gennaio, Tatone è venuto a casa e mi ha consegnato la somma di euro 1.500 come pattuito e cioè il compenso di tenere la droga. In quell’occasione mi disse “fra qualche giorno ti porto dell’altro stupefacente da tenere”.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Quando è avvenuta la successiva consegna</strong>?</span><span style="font-size:small;">Dopo qualche giorno dall’avvenuta riconsegna della borsa effettivamente si è presentato con la stessa borsa di colore blue e me l’ha consegnata all‘ingresso di casa mia. Io ritiravo la borsa e la nascondevo sempre nell’armadio della cameretta dei bambini. In questa occasione, erano i primi giorni del mese di febbraio 2007 e la borsa poteva contenere circa due o tre chilogrammi di droga, dico questo in quanto dopo aver ritirato la borsa la aprivo e notavo che all’interno c‘erano delle confezioni da circa 50 e cento grammi confezionati con del cellophane.<br />
<strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Chi e come ha ritirato questa partita di stupefacente?</strong><br />
Per lo smercio di quella partita di droga, ci hanno pensato sempre gli stessi giovani erano in tre, r questi li conosco solo di vista, che in diverse occasioni si presentavano alla porta e mi dicevano ci venivano a nome di Emanuele, quindi li facevo entrare in cameretta, penso prelevassero per il fabbisogno e uscivano. Questa partita di droga ricordo che è durata circa venti giorni, dopodiché è passato qualche tempo ed alla fine del mese di febbraio, sempre Emanuele si è presentato e mi ha pagato la somma di 1.500 euro. (…)</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Quando avvenne la successiva consegna?</strong><br />
Dopo qualche giorno, sempre lo stesso giovane trafficante mi ha portato un altro quantitativo sempre con lo stesso borsone. In questa occasioni dopo che il giovane mi ha consegnato la borsa ed è uscito, l’ho aperta ed ho notato che all’interno della borsa c’erano due panetti che presumo contenessero cocaina da un chilogrammo cadauno ed alcuni pacchetti in cellophane contenenti 50 o 100 g. Voglio ora riferire che qualche volta i giovani sono venuti a casa e si sono chiusi in cameretta ed hanno utilizzato un frullatore che gli stessi mi hanno chiesto, suppongo che in quelle occasioni hanno tagliato e confezionato lo stupefacente anche per il tempo che si sono trattenuti circa un’ora.<br />
(&#8230;) Verso la metà di febbraio venne a casa mia Pasquale Tatone lo stesso venne da me all’incirca alle 18.00 del pomeriggio. Pasquale Tatone mi chiese se era tutto a posto ed alla mia risposta affermativa mi chiese dove stava lo stupefacente. Io gli indicai la cameretta dei bambini dove avevo occultato lo stupefacente e lo stesso vi si recò a controllare. Prima di uscire mi disse ‘mi raccomando di non dir niente a nessuno’ ricordo che me lo disse in tono minaccioso. Preciso che i fratelli Tatone venivano sempre all‘improvviso a casa mia per effettuare il loro controllo, non mi hanno mai anticipato la loro visita. Anche gli spacciatori che venivano a ritirare le singole dosi da spacciare sono sempre venuti senza anticipo, ero io che mi premuravo di avvisarli il giorno prima se il successivo avevo qualche ritardo e non potevo essere a casa alla solita ora. Quando mi si presentavano alla porta i fratelli Tatone io ero molto spaventata, loro si presentavano con atteggiamenti duri e spadroneggianti ed io so che nel quartiere hanno fama di essere persone potenti e cattive. Anche <strong>Nicola Tatone</strong>, il quarto fratello, è venuto una volta a casa mia a controllare lo stupefacente che io detenevo, era circa la fine di marzo, in quella occasione Nicola mi disse ‘ricordati che non ci hai mai visto’. Io ho sempre avuto paura dei fratelli Tatone e ne ho tutt‘ora, ma quando sono stata arrestata ho deciso di collaborare con la giustizia perché ho paura di perdere le mie figlie e non vederle per molti anni. (<em>cg</em>)</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/399/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=399&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/18/quarto-oggiaro-la-mamma-pentita-che-incastra-i-tatone-ero-in-difficolta-economiche-mi-diedero-1-500-euro-per-tenere-la-coca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1261135196836/home/smart/arresti%20quarto.jpg?height=200&#38;width=138" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Quindici anni al professore. Condannato per estorisione Ugo Martello</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/18/quindici-anni-al-professore-condannato-per-estorisione-ugo-martello/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/18/quindici-anni-al-professore-condannato-per-estorisione-ugo-martello/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 12:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ausilio]]></category>
		<category><![CDATA[Celestina Gravina]]></category>
		<category><![CDATA[Ebony bar]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Piazzese]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Gennari]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Liria]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Cicalese]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Spinella]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Pepè Onorato]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Martello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=401</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Sentenza del gup Giuseppe Gennari. Nel processo per l&#8217;inchiesta Metallica condannati anche il pentito Luigi Cicalese (20 anni) per l&#8217;omicidio dell&#8217;avvocatessa Spinella e a trent&#8217;anni Emanuele Piazzese e Giuseppe Liria
La condanna
Ugo Vittorio Benito Martello è nato a Ustica (Pa) il 24 febbraio del 1940, dal padre Giuseppe Martello e dalla madre Marianna Ciulla. Detto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=401&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4>Sentenza del gup Giuseppe Gennari. Nel processo per l&#8217;inchiesta Metallica condannati anche il pentito Luigi Cicalese (20 anni) per l&#8217;omicidio dell&#8217;avvocatessa Spinella e a trent&#8217;anni Emanuele Piazzese e Giuseppe Liria</h4>
<h4>La condanna</h4>
<p><em><strong>Ugo Vittorio Benito Martello</strong> è nato a Ustica (Pa) il 24 febbraio del 1940, dal padre Giuseppe Martello e dalla madre Marianna Ciulla. Detto il professore, è ritenuto il referente di Cosa nostra a Milano<br />
Il <strong>gup Giuseppe Gennari</strong> lo ha condannato con rito abbreviato a <strong>15 anni di carcere</strong> per l&#8217;estorsione all&#8217;imprenditore bergamasco Ongis<br />
Con lui sono stati condannati anche il pentito <strong>Luigi Cicalese</strong>, detto Befana, a <strong>vent&#8217;anni</strong> per l&#8217;omicidio dell&#8217;avvocatessa <strong>maria Spinella e Giuseppe Liria</strong> ed <strong>Emanuele Piazzese</strong> a <strong>trent&#8217;anni</strong> per il delitto della prima moglie di Cicalese avvenuto nel 1992</em></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1261609537817/home/martello-1/Martello%20Ugo%202009%20singola.jpg" alt="" width="135" height="184" />Milano, 18 dicembre 2009 &#8211; </strong>Quindici anni bastano per cambiarti la vita. Bastano, a 69 anni, per farti capire che gli anni d&#8217;oro sono alle spalle. Gli anni dell&#8217;ufficio di via Larga, 13 dove passava il ghota e il tesoro di Cosa nostra a Milano. E 15 anni peraltro con rito abbreviato sono pure troppi per chi, solo per aver speso il proprio nome deve rispondere di estorsione. Ma il nome non è quello di un uomo qualsiasi, perché <em>il professore</em> Ugo Martello (<em>nella foto</em>) è entrato nella storia di 40 anni di mafia a Milano. Una storia vissuta da protagonista come referente delle cosche palermitane a Milano. E dalla quale il professore ha sempre saputo uscire con poche cicatrici. E&#8217; stato il gup Giuseppe Gennari a decretare oggi la condanna in abbreviato a 15 anni per l&#8217;estorsione all&#8217;imprenditore Ongis. Una storia, quella della maxi estorsione al re dell&#8217;acciaio, che ha visto protagonisti tanti nomi noti della malavita milanese. A partire dal padrino <strong>Pepé Onorato</strong>, il grande vecchio dell&#8217;<strong>Ebony bar</strong>. Per Martello il <strong>pubblico ministero</strong> della Direzione distrettuale antimafia <strong>Celestina Gravina</strong> aveva chiesto 16 anni. Il gup Gennari di fatto ha riconosciuto la sua tesi accusatoria.</p>
<p><strong>Con Martello però sono arrivate altre condanne</strong> sempre nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>inchiesta Metallica</strong> portata a termine dalla Direzione investigativa antimafia nell&#8217;estate del 2008. Vent&#8217;anni sono andati al soldato della ndrangheta oggi pentito Luigi Cicalese, ritenuto l&#8217;esecutore materiale del delitto dell&#8217;avvocatessa di Segrate Maria Spinella, uccisa a fine 2006. Il ruolo del collaboratore di giustizia Cicalese è stato tuttavia decisivo per arrivare ad altre condanne, quelle di Giuseppe Liria ed Emanuele Piazzese, ritenuti i responsabili dell&#8217;assassinio di Moira Piazzola, la prima moglie di Cicalese, nel 1992. Proprio i due presunti killer, condannati a trent&#8217;anni, sono stati arrestati subito dopo la lettura della sentenza su mandato del pm Gravina. Per il delitto Spinella sono invece ancora in attesa di giudizio in corte d&#8217;Assise altre due persone, tra cui <strong>Antonio Ausilio</strong>, ex cliente dell&#8217;avvocato e ritenuto il mandante dell&#8217;omicidio. In rito abbreviato, insieme a Martello, Liria e Piazzola, sono state condannate altre 21 persone con pene fino a 15 anni e 4 mesi per associazione mafiosa, estorsione e riciclaggio. Altri 39 imputati sono invece in attesa del giudizio con rito ordinario. (<em>cg</em>)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/401/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=401&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/18/quindici-anni-al-professore-condannato-per-estorisione-ugo-martello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1261609537817/home/martello-1/Martello%20Ugo%202009%20singola.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Appalti, in un anno 17 ispezioni della Prefettura nei cantieri. Allontanate 24 imprese mafiose</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/16/appalti-in-un-anno-17-ispezioni-della-prefettura-nei-cantieri-allontanate-24-imprese-mafiose/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/16/appalti-in-un-anno-17-ispezioni-della-prefettura-nei-cantieri-allontanate-24-imprese-mafiose/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 15:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Pavone]]></category>
		<category><![CDATA[Expo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=393</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

Più di un&#8217;azienda a rischio per ogni cantiere setacciato dagli uomini della Direzione investigativa antimafia. Così dal movimento terra al cemento la ndrangheta fa affari d&#8217;oro
I controlli

Quest&#8217;anno secondo i numeri forniti dall&#8217;ufficio antimafia della Prefettura di Milano sono state 24 le imprese mafiose allontanate dai cantieri delle opere pubbliche a MilanoIn totale le ispezioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=393&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">Più di un&#8217;azienda a rischio per ogni cantiere setacciato dagli uomini della Direzione investigativa antimafia. Così dal movimento terra al cemento la ndrangheta fa affari d&#8217;oro</span></span></h4>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">I controlli<br />
</span></span></h4>
<p><em>Quest&#8217;anno secondo i numeri forniti dall&#8217;ufficio antimafia della Prefettura di Milano sono state <strong>24 le imprese mafiose</strong> allontanate dai cantieri delle opere pubbliche a MilanoIn totale le ispezioni degli uomini della Direzione investigativa antimafia, della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, dell&#8217;ispettorato del lavoro e dell&#8217;Asl sono state 17</em></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1261002802590/home/prefettura/cantieri%20assago%202.jpg" alt="" width="167" height="125" />Milano, 16 dicembre 2009 &#8211; </strong>Ad ogni ispezione, ad ogni controllo nei cantieri delle opere pubbliche milanesi gli uomini della Direzione investigativa antimafia hanno riscontrato irregolarità. Per la precisione su 17 interventi in cantiere nel 2009 sono state allontanate su ordine della Prefettura ben 24 imprese, quasi tutte calabresi. Il motivo? Chiare, decisive, comprovate attinenze con il mondo mafioso. In particolare, secondo i dati forniti dalla Prefettura di Milano, le aziende finite nel mirino sono state soprattutto società che si occupano di movimento terra e di bonifica.</span></span></p>
<p><strong>&#8220;Non</strong> <strong>se ne capisce il motivo</strong>, e anzi a pensarci bene la cosa è assolutamente folle, ma in Lombardia il movimento terra è per il <strong>90 per cento legato ai calabresi</strong>. Chissà perché gli imprenditori milanesi non vogliono fare il trasporto della terra?&#8221;. Questa domanda, sarcastica e allo stesso tempo inquietante, l&#8217;ha posta alla platea del convegno su Mafia ed Expo organizzato dalla Cgil e da Libera, oggi alla Camera del lavoro di Milano, la responsabile dell&#8217;ufficio antimafia della Prefettura, <strong>Anna Pavone</strong>. E&#8217; stata lei a rendere nota l&#8217;attività degli ispettori antimafia nei cantieri. Ma se è vero che il numero delle ispezioni è stato limitato (meno di 2 al mese) è anche vero che ad ogni ispezione sono state riscontrate irregolarità, in particolare per subappalti e noli a freddo. &#8220;<strong>La normativa sul certificato antimafia è facilmente aggirabile</strong> &#8211; ha spiegato la dottoressa Pavone -. Basta che un imprenditore mafioso sostituisca i membri del consiglio d&#8217;amministrazione della società per eludere le normative&#8221;. (<em>cg</em>)</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/393/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=393&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/16/appalti-in-un-anno-17-ispezioni-della-prefettura-nei-cantieri-allontanate-24-imprese-mafiose/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1261002802590/home/prefettura/cantieri%20assago%202.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Omicidi di mafia. Liscate, 1987. Ecco come fu ucciso il boss Gaetano Carollo. &#8220;Riina voleva riportare Cosa nostra a Milano come ai tempi di Luciano Liggio&#8221;</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/15/omicidi-di-mafia-liscate-1987-ecco-come-fu-ucciso-il-boss-gaetano-carollo-riina-voleva-riportare-cosa-nostra-a-milano-come-ai-tempi-di-luciano-liggio/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/15/omicidi-di-mafia-liscate-1987-ecco-come-fu-ucciso-il-boss-gaetano-carollo-riina-voleva-riportare-cosa-nostra-a-milano-come-ai-tempi-di-luciano-liggio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 14:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Alfio Trovato]]></category>
		<category><![CDATA[Antnonino Giuffrè]]></category>
		<category><![CDATA[Antonina Ciulla]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Ciulla]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Rinzivillo]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Bonanno]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardo Provenzano]]></category>
		<category><![CDATA[Calogero Pulci]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Tosto]]></category>
		<category><![CDATA[Cataldo Terminio]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Vara]]></category>
		<category><![CDATA[Cristoforo Verderame]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Basile]]></category>
		<category><![CDATA[Francersco Onorato]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Bonanno]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Carollo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Brusca]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Calò]]></category>
		<category><![CDATA[Liscate]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Musso]]></category>
		<category><![CDATA[Marino Mannoia]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Tartaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Nello Pernice]]></category>
		<category><![CDATA[Piddu Madonia]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Carollo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Cancemi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Faccella]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Riina]]></category>
		<category><![CDATA[Scerra Carmelo]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Domenico Coraglia]]></category>
		<category><![CDATA[Trezzano sul Naviglio]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Di Benedetto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=390</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: www.milanomafia.com

In 700 pagine il pm Marcello Musso racconta mandanti e killer di sei omicidi di mafia avvenuti a Milano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Milanomafia ve li racconta. Si inizia con il boss Gaetano Carollo
L&#8217;indagine
Il sostituto procuratore Marcello Musso chiude in 700 pagine di richiesta cautelare la storia di dieci anni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=390&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Fonte: www.milanomafia.com</em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H4 { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;">In 700 pagine il pm Marcello Musso racconta mandanti e killer di sei omicidi di mafia avvenuti a Milano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. <em>Milanomafia</em> ve li racconta. Si inizia con il boss Gaetano Carollo</span></span></h4>
<h4><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>L&#8217;indagine</em></span></span></h4>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><em>Il sostituto procuratore Marcello Musso chiude in 700 pagine di richiesta cautelare la storia di dieci anni di mafia a Milano. Una storia scandita da sei omicidi fino ad oggi ancora priva di colpevoli.<br />
Attraverso le testimonianze di pentit: da <strong>Giovanni Brusca</strong> ad <strong>Antonino Giuffrè</strong>, Musso dà nomi e volti ai killer di <strong>Gaetano Carollo</strong> (6 giugno 1987), di <strong>Vincenzo Di Benedetto</strong> (20 novembre 1987), di <strong>Cristoforo Verderame</strong> (30 ottobre 1988), si <strong>Scerra Carmelo</strong> (15 giugno 1989), di <strong>Carmelo Tosto</strong> (3 ottobre 1990) e di <strong>Alfio Trovato</strong> (2 maggio 1992)<br />
L&#8217;ordinanza del Gip Mariolina Panasiti, datata 7 maggio 2009, ha però respinto in toto le richieste cautelari del pm per 22 indagati<br />
Intanto, il 15 dicembre, in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio, si è svolto l&#8217;udienza preliminare nell&#8217;aula bunker di san Vittore. In videoconferenza anche <strong>Salvatore Riina</strong> che ha scelto il rito ordinario. Altri 18 indagati hanno preferito l&#8217;abbreviato. Il tutto, intanto, è stato rinviato al 19 gennaio prossimo</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1260924852798/home/omicidi/Liggio.jpg?height=137&amp;width=200" alt="" width="200" height="137" />Milano, 15 dicembre 2009 -</strong> “Quando sono salita nella macchina di mio marito per soccorrerlo, sanguinava dalla testa e non rispondeva alle mie domande, né dava segni di vita. Non so immaginare chi gli abbia sparato. Sino a due anni fa mio marito era costruttore edile e aveva dei dipendenti. Ha costruito a <strong>Trezzano sul Naviglio</strong> e anche in altri paesi. Da due anni, invece, si è dato alla latitanza”. Proprio per questo. “Non so dove vivesse, però ogni tanto veniva a prendermi e mi portava in un paesino che voi mi dite chiamarsi <strong>Liscate</strong>, dove aveva un appartamento del quale non so l’indirizzo”. Questa donna piccola piccola dagli occhi scuri scolpiti dentro a un volto incartapecorito parla un italiano stentato. I carabinieri di Pioltello fanno fatica a decifrare quelle parole declinate in un siciliano strettissimo. Sì, perché <strong>Antonina Ciulla</strong> è nata a Palermo nel 1938. Al nord ci è arrivata agli inzi degli anni Settanta seguendo le vicende giudiziarie del marito già sottocapo della <strong>famiglia di Resuttana</strong>, capeggiata da <strong>Piddu Madonia</strong>, uno dei più fedeli luogotenenti di <strong>Salvatore Riina</strong> e <strong>Bernardo Provenzano</strong>. Quello è l’uomo che ama e dal quale ha avuto due figli, Pietro e Antonio detto Tony. Con lui ha condiviso anni di vita, gli ultimi 15 qui a Milano, forse disapprovando, ma certamente non ostacolando i traffici del marito. Quel marito che ha appena visto morire sul sedile di una Talbot Samba. E’ il <strong>primo giugno del 1987</strong>. E’ da poco passato mezzogiorno. Due ore prima a Liscate viene ucciso <strong>Gaetano Carollo</strong>, trafficante di eroina, ambasciatore di Cosa nostra a Milano e amico rispettato dagli uomini della ‘ndrangheta.</p>
<p><strong>Un omicidio di mafia</strong> , il primo di una lunga serie che in quegli anni insanguina Milano. In totale saranno sei. Sono boss, luogotenti e semplici comparse che animano la scena mafiosa sotto la Madonnina. La macabra partitura, rimasta oscura per oltre vent’anni, oggi sembra poter essere svelata dal lavoro di Marcello Musso, magistrato tenace e caparbio della Dda milanese. Fatti e personaggi stanno tutti nelle 700 pagine della sua richiesta di applicazioni di misure cautelari. Un documento complesso, che pur avendo avuto un giudizio negativo davanti al Gip con il rigetto delle misure cautelari per tutti e 22 gli indagati, questa mattina è approdato nell’aula bunker di via Filangieri dove si è svolta l’udienza preliminare. Udienza interlocutoria, in cui 18 indagati hanno chiesto il rito abbreviato, mentre per gli altri c’è stato il rinvio al prossimo 19 gennaio. Intanto, <strong>il 20 aprile 2005</strong> è diventata definitiva la sentenza sui mandanti dell’omicidio Carollo con nomi e cognomi che compongono il gotha di Cosa nostra. Tra questi <strong>Salvatore Riina, Giovanni Brusca, Giuseppe Calò, Bernardo Provenzano</strong> condannati perché “componenti della Commissione provinciale di Palermo di Cosa Nostra e, pertanto, quali mandanti in concorso con <strong>Salvatore Cancemi</strong> e ignoti esecutori, cagionavano con premeditazione la morte di Gaetano Carollo contro il quale erano esplosi più colpi d’arma da fuoco”. Sotto il titolo “Omicidio Carollo”, la sentenza di Palermo fa convergere anche gli omicidi di <strong>Antonino Ciulla</strong> (suocero di Gaetano e fratello di Antonina Ciulla, ndr), <strong>Armando Bonanno, Pietro Carollo</strong> (figlio di Gaetano, ndr) e <strong>Francesco Bonanno</strong>. Tutte persone uccise nello stesso giorno e in quelli successivi alla morte di Carollo, “perché &#8211; dice il pentito <strong>Marino Mannoia</strong>, già uomo d’onore della <strong>famiglia di Santa Maria del Gesù</strong> comandata, fino alla sua morte, dal Principe di Villagrazia, ovvero Stefano Bontate &#8211; volevano dei chiarimenti sulla morte di Carollo”. Omicidio, quello di Liscate maturato, sempre per Mannoia, “per motivi interni alla famiglia di Resuttana” e in particolare perchè “Carollo scalpitava troppo e questo nonostante la sua alta posizione di sottocapo”.</p>
<p><strong>Eppure, quando i carabinieri di Pioltello intervengono</strong> in via Cazzaniga a Liscate, i residenti della zona raccontano che a essere ucciso è un tale ingegnere <strong>Michele Tartaglia</strong>, un tipo taciturno, ma cortese. E in effetti i documenti che la vittima tiene in tasca sono quelli di Michele Tartaglia nato a Serracapriola il 9 luglio1940. Quindi, il nome Carollo, vine storpiato in Carolla come testimonia il verbale dell’autopsia. “Tre proiettili, molto probabilmente per pistola 38 o 7,65, oltre che alcuni capelli che il Carolla stringeva col pollice indice della mano destra”. Dopodiché <strong>Davide Basile</strong>, un ragazzo di 15 anni, vede l’omicidio in diretta. In via Cazzaniga sta portando a spasso il cane. “Ho sentito tre spari provenire da via Cazzaniga, ho visto che vi erano due persone, sparavano contro un uomo che era alla guida di una vettura Talbot Samba. Subito dopo ho visto che i due salivano a bordo di una Fiat Regata grigio metallizzato. Alla guida, vi era un’altra persona. La vettura ha fatto manovra e poi sono fuggiti a forte velocità verso via Aldo Moro. Ho visto che uno dei due killer impugnava l’arma con due mani rivolta verso l’interno dell’autovettura. I killer li ho visti di spalle”. Davide Basile nel 2007 davanti al pm Musso conferma l’identica sequenza. Nei giorni successivi all’omicidio, gli investigatori scoprono che l’appartamento di Liscate, intestato a Tartaglia, è di proprietà della <strong>Monti Immobiliare</strong>, il cui titolare è <strong>Sergio Domenico Coraglia</strong>, imprenditore piemontese, che nel 1989 verrà coinvolto nell’inchiesta Duomo Connection, indagine di mafia e politica in cui l’imputato principale è proprio Tony Carollo, il figlio di don Gaetano.</p>
<p><strong>L’omicidio di Liscate</strong>, al di là dei mandanti, resta un mistero fino al 2007, quando il pentito <strong>Ciro Vara</strong> mette sul tavolo nomi, fatti, circostanza. Lui, uomo d’onore della famiglia di Vallelunga legato a Piddu Madonia, reo confesso del sequestro del piccolo Di Matteo, il figlio di un collaboratore di giustizia sciolto nell’acido per ordine dei corleonesi, inizia il suo racconto il 27 luglio 2006. “Piddu Madonia mi riferì che Provenzano &#8211; con il quale, quando si trovava a Milano, aveva dei contatti anche epistolari -, gli aveva dato mandato di uccidere Ciulla o un parente di questi, poiché era inviso ai corleonesi”. E ancora: “Madonia ebbe effettivamente ad organizzare l’omicidio, come lui stesso mi riferì. Per realizzarlo aveva fatto salire dalla Sicilia <strong>Cataldo Terminio</strong>, uomo d’onore della famiglia di San Cataldo e rappresentante della stessa. Terminio era stato accompagnato da <strong>Antonio Rinzivillo</strong>, uomo di spicco della famiglia mafiosa di Gela, nonché consigliere provinciale di Cosa Nostra di Caltanissetta. Sia Piddu Madonia sia Antonio Rinzivillo mi riferirono che la vittima era stata chiamata per nome e poi inseguita mentre cercava di scappare. In altre parole, si esaltavano le capacità del Terminio. So che, quindi, l’omicidio effettivamente è stato commesso”.</p>
<p><strong>In sintesi:</strong> Piddu Madonia, raccogliendo l’invito della Commissione, pianifica l’omicidio, facendo salire apositamente un killer. Fatto, quest’ultimo, confermato da <strong>Calogero Pulci</strong>, già membro della commisisione provinciale di Caltanissetta. “Riferisco di un omicidio commesso nel 1987 ai danni di un palermitano che abitava a Milano. In quell’occasione Piddu Madonia mi disse di andare a prendere suo figlioccio, Cataldo Terminio, perché doveva ammazzare un palermitano a Milano. Effettivamente lo accompagnai a Milano, dove lo lasciai in compagnia di Madonia, in una casa in via San Gregorio che era stata affittata da Antonio Rinzivillo. Dopo qualche settimana, in Sicilia, il Terminio mi disse di aver fatto il lavoro. Successivamente, a Milano, Madonia e Rinzivillo mi parlarono di quell’omicidio, e del favore che, nel commetterlo, avevano fatto a Provenzano e Riina”. Dopodiché Pulci racconta la fase operativa: “Terminio e Rinzivillo mi confidarono che i pedinamenti e comunque il precedente controllo della zona dove meglio poteva essere realizzato l’omicidio erano stati fatti dallo stesso Rinzivillo”.</p>
<p><strong>La regia di Piddu Madonia</strong> viene confermata, oltre che dal pentito <strong>Francesco Onorato</strong> (“Lui qui al nord aveva l’appoggio dei gelesi&#8221;), anche da Giovanni Brusca. “Parlai – dice Brusca – dell’omicidio Carollo con Salvatore Riina”, dopodiché conferma che gli altri quattro omicidi che fanno da corollario all’esecuzione di Liscate sono avvenuti “perché questi avevano preteso spiegazioni”. Chiude il cerchio delle dichiarazioni attraverso le quali il pm ricostruisce l’omicidio, il pentito Antonino Giuffrè. L’ex braccio destro di Binnu Provenzano alza il velo sul potenziale militare degli uomini di Piddu Madonia. “Giuseppe Madonia è importante perché è a capo dell’esercito di Gela, che sono tutti sparatori, persone che andavano sparando in tutti i posti dove c’era bisogno in Sicilia e nel Nord Italia. Questi avevano fatto due guerre, la guerra con gli stiddari prima e poi successivamente una guerra interna fra di loro, erano degli sparatori eccellenti, dei guerrieri eccellenti, e dove c’era di bisogno, in modo particolare quando il signor Provenzano, ecco perché le dicevo &#8216;un tutt’uno&#8217;. La stessa forza di Provenzano veniva indirettamente da Madonia”.</p>
<p><strong>Dopo Carollo</strong>, in quello stesso anno, toccherà a <strong>Vincenzo Di Benedetto</strong>, ucciso per ordine di Madonia che lo ritiene il killer di un suo compare: il catanese <strong>Nello Pernice</strong>. Siamo solo all’inizio. Perché, come racconta <strong>Salvatore Faccella</strong>, killer di Cosa nostra, “quello che voleva rifare Riina era riportare Milano sotto Cosa Nostra, come era una volta quando c’era Luciano Liggio qua, perché Riina diceva: <strong>“Milano è nostra, non è di Jimmy Miano o di Coco Trovato o dei calabresi o dei catanesi, è nostra, non è degli altri”</strong>. (dm)</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/390/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=390&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/15/omicidi-di-mafia-liscate-1987-ecco-come-fu-ucciso-il-boss-gaetano-carollo-riina-voleva-riportare-cosa-nostra-a-milano-come-ai-tempi-di-luciano-liggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1260924852798/home/omicidi/Liggio.jpg?height=137&#38;width=200" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Il cadavere bruciato con la pallottola in testa. Natalino Rappocciolo, ammazzato (nel silenzio) il soldato di Pepè Onorato</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/13/il-cadavere-bruciato-con-la-pallottola-in-testa-natalino-rappocciolo-ammazzato-nel-silenzio-il-soldato-di-pepe-onorato/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/13/il-cadavere-bruciato-con-la-pallottola-in-testa-natalino-rappocciolo-ammazzato-nel-silenzio-il-soldato-di-pepe-onorato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 14:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA['Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Novella]]></category>
		<category><![CDATA[Cataldo Aloisio]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni di Muro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Onorato]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Natale Rappocciolo]]></category>
		<category><![CDATA[Pioltello]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Cristello]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Morabito]]></category>
		<category><![CDATA[Segrate]]></category>
		<category><![CDATA[Trimboli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=382</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: http://www.milanomafia.com
L&#8217;uomo è stato ucciso e bruciato a Pioltello lo scorso giugno. Un omicidio dimenticato, tutti pensavano fosse un immigrato. Invece Rappocciolo, affiliato alle cosche, è il quinto assassinio di mafia in meno di due anni a Milano
Chi è?
Natale Rappocciolo, è nato a Melito Porto Salvo nel 1959. Subito si trasferisce a Milano e in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=382&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fonte: http://www.milanomafia.com</p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>L&#8217;uomo è stato ucciso e bruciato a Pioltello lo scorso giugno. Un omicidio dimenticato, tutti pensavano fosse un immigrato. Invece Rappocciolo, affiliato alle cosche, è il quinto assassinio di mafia in meno di due anni a Milano</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Chi è?</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Natale Rappocciolo</strong>, è nato a Melito Porto Salvo nel 1959. Subito si trasferisce a Milano e in particolare nella zona di <strong>corso Buenos Aires</strong>. Si lega al <strong>clan di Giuseppe Pepè Onorato<br />
</strong>Suo padre Antonio viene ucciso nel 1981 nel carcere di San Vittore dove è rinchiuso</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Nel <strong>2002</strong> Natalino Rappocciolo viene coinvolto in una vicenda di traffico di droga dalla quale esce dopo aver fatto alcune ammissioni in aula. Ma non chiede lo status di <strong>collaboratore di giustizia</strong>. Per lui una lieve condanna che lascia molti dubbi nella banda</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Nel pomeriggio di <strong>sabato 27 giugno 2009</strong> il suo <strong>corpo carbonizzato</strong> viene trovato nelle campagne di <strong>Pioltello</strong>. La vittima però viene identificata solo dopo diversi giorni. Durante l&#8217;autopsia viene scoperto un <strong>foro di pallottola alla nuca</strong>: è stata un&#8217;esecuzione</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Il quinto omicidio di mafia a Milano dal marzo del 2008 quando viene ucciso </em><em><strong>Rocco Cristello</strong></em><em> a Verano Brianza. Poi toccherà a </em><em><strong>Carmelo Novella, Cataldo Aloisio e Giovanni Di Muro</strong></em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Ci sono storie di cadaveri </strong>lasciati a marcire nei campi. Storie di corpi bruciati nel fuoco. Ci sono storie di agguati e omicidi di rabbia. Di morti ammazzati. Ci sono storie di mafia. Storie che mettono i brividi. E poi c’è la storia di Natale Rappocciolo, il quinto morto ammazzato di mafia a Milano in meno di due anni. Una storia maledetta, che nessuno vi ha ancora raccontato.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>E’ pomeriggio a Pioltello</strong></span><span style="color:#000000;">. Il pomeriggio di sabato </span><span style="color:#000000;"><strong>27 giugno 2009</strong></span><span style="color:#000000;">. Il quartiere artigianale a due passi dalla statale Rivoltana lo chiamano Seggiano, Seggiano di Pioltello, come quando in questi campi trasformati in terreni edificabili e fabbriche ci piantavano solo il grano, quando c’erano le cascine. Seggiano, frazione di Pioltello, dunque. La </span><span style="color:#000000;"><strong>via Piemonte</strong></span><span style="color:#000000;"> è una strada che cinge le fabbriche, che attraversa una grande rotonda, che porta a un campo di pallone, un campo con la pista d’atletica e l’erba ancora verde. Davanti al campo un parco con i giochi gonfiabili per i bambini, dall’altro un parcheggio e poi altri campi, incolti o coltivati controvoglia. A volte, spesse volte, qui ci finiscono le famiglie sudamericane, con i loro weekend chiassosi, con le loro birre, con la musica dalle autoradio. Magari gli stessi sudamericani del quartiere Satellite, l’enorme complesso popolare dove convivono solo stranieri.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Di sicuro, nel pomeriggio di sabato 27 giugno 2009</strong></span><span style="color:#000000;">, a Seggiano c’è un cadavere. Lo trovano lungo una stradina, tra gli alberi. Il cadavere è un ammasso raggrinzito e carbonizzato. Bruciato e ormai consumato anche dalla decomposizione che ha sbranato le ossa, e quel poco rimasto dei tessuti. Arrivano i carabinieri. Li chiama un contadino, il proprietario del terreno. E’ lui che ha scoperto il cadavere: c’è stata una grandinata venerdì, e lui il giorno dopo ha controllato i campi uno per uno, e tra due alberi ha visto il corpo bruciato. E lì vicino c’è anche una macchina, una </span><span style="color:#000000;"><strong>Volkswagen Polo</strong></span><span style="color:#000000;">. E’ ferma, nessuno sa cosa possa centrare con quel corpo carbonizzato, si aspetta sera ma la macchina resta lì. Il cadavere è irriconoscibile, non ci sono documenti, niente di niente. E se è per questo non c’è neppure una coltellata, non una bastonata, non una ferita. Che si tratti di omicidio lo dice solo il fatto che i corpi, da soli, non bruciano. I carabinieri non parlano. Sui giornali, solo su quelli locali, si dice che il morto di via Piemonte potrebbe essere uno di quei sudamericani che qui si ubriacano dal sabato alla domenica, magari ucciso per una donna o per una parola di troppo. Passano i giorni a Pioltello. E l’uomo carbonizzato sparisce dalla memoria.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Natale Rappocciolo è nato</strong></span><span style="color:#000000;"> a Melito Porto Salvo il 9 giugno del 1959. L’ultima residenza a </span><span style="color:#000000;"><strong>Segrate</strong></span><span style="color:#000000;">, a due passi da Milano 2. La moglie ne ha denunciato la scomparsa ai carabinieri il 10 di giugno. Era uscito di casa, non è rientrato. Il 9 giugno del 2009, avrebbe festeggiato il suo cinquantesimo compleanno. L’ultimo. Sono i primi di luglio quando viene eseguita l’autopsia sul cadavere di via Piemonte, si prendono le impronte, il dna. Il corpo è quello di Rappocciolo. In testa, sul retro, tra il collo e l’attaccatura dei capelli, nel centro della nuca il medico legale scova il foro di un proiettile: </span><span style="color:#000000;"><strong>Natale Rappocciolo è stato ammazzato</strong></span><span style="color:#000000;">. Intorno i segni quasi carbonizzati della polvere da sparo, segno di un colpo sparato da vicino: un’esecuzione. La storia si fa tremendamente complicata. Anche perché la storia di Natale Rappocciolo non è una storia qualunque. </span><span style="color:#000000;"><strong>Suo padre</strong></span><span style="color:#000000;"> Antonio nel primo pomeriggio del </span><span style="color:#000000;"><strong>19 giugno del 1981 viene accoltellato</strong></span><span style="color:#000000;"> nel sesto raggio del carcere di San Vittore. Muore la sera stessa al Policlinico. Negli anni Novanta invece di Rappocciolo, di Natale, di suo fratello Domenico e di sua sorella Caterina, parla il pentito </span><span style="color:#000000;"><strong>Saverio Morabito</strong></span><span style="color:#000000;">. Dice che loro, insieme, gestivano un giro di cocaina dice che </span><span style="color:#000000;"><strong>Natalino è un uomo di Pepé Onorato, temuto boss della ‘ndrangheta a Milano</strong></span><span style="color:#000000;">.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Da queste accuse</strong></span><span style="color:#000000;"> Rappocciolo viene prosciolto, ma solo anni più tardi. Quando invece viene provata un’altra storia, un traffico di droga curato in nome e per conto di Pepè, che lo porterà in carcere il 23 dicembre del 2002, quando i carabinieri di Verona in trasferta a Genova sequestrano </span><span style="color:#000000;"><strong>125 chili di cocaina</strong></span><span style="color:#000000;"> arrivata via mare. In galera finiscono 5 persone, tra loro c’è Rappocciolo, che vive nella zona di corso Buenos Aires e nel frattempo è diventato un nome molto noto negli ambienti della criminalità calabrese. Lui doveva piazzare la droga nel Nord Italia. Rappocciolo finisce in carcere, con lui anche un uomo legato ai </span><span style="color:#000000;"><strong>Trimboli</strong></span><span style="color:#000000;">. Poi Rappocciolo parla con il magistrato, fa alcune ammissioni e le sue parole (ma non solo) portano alle condanne del gruppo intero. Lui, che non chiede lo status di collaboratore di giustizia, nel 2006 ripete le stesse dichiarazioni in aula e da quell’inchiesta esce con pochi anni di carcere grazie al rito abbreviato. La decisione dei giudici non piace agli altri calabresi coinvolti nell’inchiesta e neppure al temuto don Pepè Onorato. Qualche mese di carcere, poi Natale Rappocciolo viene liberato. Fino al 9 giugno del 2009, quando sparisce di primo pomeriggio, per ricomparire da morto ammazzato. Quando tutti pensano che quel corpo bruciato e senza volto sia solo il resto della vita malandata di un immigrato qualunque. Invece Natale Rappocciolo è un soldato della ‘ndrangheta. Un uomo d’onore. Il quinto morto ammazzato di mafia in un anno e mezzo a Milano. (</span><span style="color:#000000;"><em>cg, dm</em></span><span style="color:#000000;">)</span></span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/382/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=382&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/12/13/il-cadavere-bruciato-con-la-pallottola-in-testa-natalino-rappocciolo-ammazzato-nel-silenzio-il-soldato-di-pepe-onorato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Domenico Papalia e Antonio Perre. Ecco i volti dei giovani superlatitanti della &#8216;ndrangheta milanese</title>
		<link>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/11/20/domenico-papalia-e-antonio-perre-ecco-i-volti-dei-giovani-superlatitanti-della-ndrangheta-milanese/</link>
		<comments>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/11/20/domenico-papalia-e-antonio-perre-ecco-i-volti-dei-giovani-superlatitanti-della-ndrangheta-milanese/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimobrugnone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AT Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Perre]]></category>
		<category><![CDATA[Bubbiano]]></category>
		<category><![CDATA[Buccinasco]]></category>
		<category><![CDATA[Casorate Primo]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pangallo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Violi]]></category>
		<category><![CDATA[Platì]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Rosanna Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[San Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Trimboli]]></category>
		<category><![CDATA[Zelo Surrigone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/?p=376</guid>
		<description><![CDATA[Fonte: http://milanomafia.com
I due sono latitanti dal 3 novembre, quando sono sfuggiti al blitz della Dia. Ora le indagini sono passate alla sezione catturandi dei carabinieri. Da Milano a Locri è caccia ai due rampolli della &#8216;ndrangheta
L&#8217;indagine


Domenico Papalia e Antonio Perre sono coinvolti nell&#8217;indagine Parco sud. A carico dei due c&#8217;è un mandato di cattura per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=376&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fonte: http://milanomafia.com</p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>I due sono latitanti dal 3 novembre, quando sono sfuggiti al blitz della Dia. Ora le indagini sono passate alla sezione catturandi dei carabinieri. Da Milano a Locri è caccia ai due rampolli della &#8216;ndrangheta</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color:#262626;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>L&#8217;indagine</strong></em></span></span></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1258679038432/home/foto-latitanti/Papalia%20Domenico.JPG?height=200&amp;width=149" alt="" width="149" height="200" /><br />
<img class="alignleft" src="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1258679124278/home/foto-latitanti/Antonio%20Perre.JPG?height=200&amp;width=158" alt="" width="158" height="199" /></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Domenico Papalia</strong> e <strong>Antonio Perre</strong> sono coinvolti nell&#8217;indagine Parco sud. A carico dei due c&#8217;è un mandato di cattura per associazione mafiosa<br />
</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Assieme al <strong>clan Barbaro</strong> avrebbero gestito, in regime di monopolio, gli affari del movimento terra nel Milanese</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Dalla carte dell&#8217;inchiesta, coordinata dal pm Alessandra Dolci, Domenico Papalia emerge come capo indiscusso dell&#8217;organizzazione. Lui, pur giovanissimo, sarebbe il refernte della &#8216;ndrangheta per il nord Italia</em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><em>Nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare emerge, infine, l&#8217;intento del clan di fare un salto di qualità ed entrare nel circuito delle </em><em><strong>agenzie immobiliari</strong></em><em>. Una di queste, la </em><em><strong>Kreiamo</strong></em><em> con sede in via Montenapoleone, avrebbe funzionato come lavatrice del denaro della cosca<span style="font-family:Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;font-style:normal;font-size:13px;"> </span></em></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><strong>19 novembre 2009 -</strong> Li hanno cercati ovunque, setacciando palmo a palmo l’intero territorio di <strong>Buccinasco</strong>. Hanno provato nei paesini che si allungano verso Pavia. Ma nulla. Domenico Papalia e Antonio Perre si sono trasformati in fantasmi. Di loro <strong>non si hanno tracce dal 3 novembre</strong> scorso quando sono sfuggiti al blitz degli investigatori. Quella notte gli uomini della Dia hanno bussato alle loro case con in mano l’ordinanza d’arresto per associazione mafiosa. “Ma Papalia – confida un ispettore – era già tre giorni che non si vedeva a casa”. Diversa la situazione di Perre, detto Toto &#8216;u cainu. “Ci è sfuggito da davanti al naso – dice il pm Alessandro Dolci, titolare dell’indagine Parco sud &#8211; . Perre è riuscito a scendere in garage, qui ha preso l’auto ed è scappato, quasi travolgeva un investigatore”. E così a 16 giorni di distanza le ricerche stanno a zero. Intanto, l’indagine è passata dagli uomini della Dia alla sezione catturandi dei carabinieri. In mano, i militari hanno solo due immagini che Milanomafia.com è in grado di pubblicare in anteprima. Si tratta di foto tratte dai documenti di identità dei due latitanti.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Altro non si sa</strong></span><span style="color:#000000;">. Nulla è emerso dalle perquisizioni effettuate negli appartamenti di parenti e amici. Decine di persone, legate ai due giovani boss. “Non abbiamo trovato nulla che assomigli a un bunker”, ci dice un investigatore. Ora il dubbio è che i rampolli della ‘ndrangheta milanese siano scesi in Calabria. Domenico Papalia, ad esempio, oltre che a </span><span style="color:#000000;"><strong>Platì</strong></span><span style="color:#000000;">, dove è nato il padre Antonio (oggi al 41 bis), potrebbe aver trovato rifugio in qualche masseria attorno a </span><span style="color:#000000;"><strong>San Luca</strong></span><span style="color:#000000;">. La sua giovane moglie, infatti, è originaria di questo paese, i cui clan, storicamente, sono tra i più potenti della mafia calabrese. Stesso discorso vale per Antonio Perre. E’ chiaro che a entrambi, visti soprattutto i loro legami familiari, non mancherebbero appoggi e fiancheggiatori.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;"><strong>Eppure, fonti molto qualificate della squadra Mobile</strong></span><span style="color:#000000;"> sostengono la tesi di una latitanza tutta milanese. Scenario più che ragionevole, visto che sia Papalia che Perre da sempre vivono qua al nord ed è qua che hanno interessi e amicizie. L’influenza del clan Papalia, infatti, non è limitata al solo territorio di Buccinasco e Corsico. Uomini legati alla cosca sono presenti a </span><span style="color:#000000;"><strong>Zelo Surrigone</strong></span><span style="color:#000000;">, paesone satellite che si affaccia sulla statale 30 in direzione Vigevano. Qui abita </span><span style="color:#000000;"><strong>Pasquale Violi</strong></span><span style="color:#000000;">, detto </span><span style="color:#000000;"><em>lucifero</em></span><span style="color:#000000;">, originario di Platì con diversi precedenti penali. Ancora più in là, a </span><span style="color:#000000;"><strong>Bubbiano</strong></span><span style="color:#000000;">, vivono elementi di spicco della </span><span style="color:#000000;"><strong>famiglia Trimboli</strong></span><span style="color:#000000;">. Un nome che si allunga fino a </span><span style="color:#000000;"><strong>Casorate Primo</strong></span><span style="color:#000000;">. Qui, prima di essere arrestato, aveva la sua residenza </span><span style="color:#000000;"><strong>Giuseppe Pangallo</strong></span><span style="color:#000000;">, classe ’80 di Platì, sposato con </span><span style="color:#000000;"><strong>Rosanna Papalia</strong></span><span style="color:#000000;"> figlia del boss </span><span style="color:#000000;"><strong>Rocco</strong></span><span style="color:#000000;"> Papalia. Si tratta di un territorio molto vasto dove tutti questi paesi degradono in una campagna punteggiata di cascine abbandonate, luoghi ideali per trascorrere una latitanza, tanto più che si trovano in spazi aperti e facilmente controllabili. (</span><span style="color:#000000;"><em>cg, dm</em></span><span style="color:#000000;">)</span></span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/376/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ammazzatecituttilombardia.wordpress.com&blog=3694281&post=376&subd=ammazzatecituttilombardia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ammazzatecituttilombardia.wordpress.com/2009/11/20/domenico-papalia-e-antonio-perre-ecco-i-volti-dei-giovani-superlatitanti-della-ndrangheta-milanese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">massimobrugnone</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1258679038432/home/foto-latitanti/Papalia%20Domenico.JPG?height=200&#38;width=149" medium="image" />

		<media:content url="http://www.milanomafia.com/_/rsrc/1258679124278/home/foto-latitanti/Antonio%20Perre.JPG?height=200&#38;width=158" medium="image" />
	</item>
	</channel>
</rss>