• Archivi

  • Foto Ammazzatecitutti Lombardia

Inferno notte

Tratto da http://espresso.repubblica.it

di Riccardo Bocca

Da Torino a Bari, da Padova a Napoli. In viaggio sulle Volanti della polizia. Tra insicurezza e impunità, esasperazione e ferocia, violenza e droga. Mentre l’immigrazione crea allarme anche nei centri di provincia. E il lavoro delle forze dell’ordine procede tra ostacoli e sfiducia

Torino, “Tossic Park”

Quello che rantola a quattro zampe nel fango non è più un uomo. È un ammasso di stracci fradici che lotta per non morire. Piove come non pioveva da anni, a Torino. Sono le quattro di notte del 29 maggio. Valanghe di acqua gonfiano il Po e la Dora. La città è occupata dalla Protezione civile. Giornali e televisioni hanno lanciato l’allarme esondazione, ma l’eroinomane che striscia tra le siringhe usate non si accorge di niente. Piange a testa bassa; trema carponi puntando i pugni contro la terra zuppa. Biascica con la voce roca di essere brasiliano, di venire da Belo Horizonte. Dice di essersi infilato in vena roba tagliata con chissà cosa: “Faccio schifo!”, urla. “Andate via!”. Poi torna a piangere, a singhiozzare, nell’indifferenza degli altri disperati. Fusi come lui, cadaveri come lui: ma non per questo amici.

“Siamo al famoso parco Stura, quello che chiamano Tossic Park“, dice un agente di Polizia. È appena sceso dalla Volante e punta la torcia su questo immenso outlet dello spaccio. La scena è lugubre. Decine di fantasmi vagano sui sentieri impantanati in cerca di cocaina ed eroina. Una dose costa cinque, massimo dieci euro. La vendono branchi di spacciatori neri, spesso nigeriani, padroni arroganti del territorio. A chi disturba lanciano insulti, pietre. Coltelli e liti sono abitudini, il resto è disperazione diffusa. Dei tossici, in fila ventiquattr’ore su ventiquattro per la dose. Ma anche dei residenti, che oppongono sbarre e cancellate all’invasione delle palazzine. “Siamo il simbolo dello sfascio”, si lamenta un signore in pigiama e ombrello: “Abbiamo fatto il pieno di extracomunitari. Tossici e pusher ci assediano, ogni notte scende il terrore. Questo è un Paese che sta perdendo la sua dignità!”.

Non è soltanto rabbia, lo sfogo di un momento. È la frontiera estrema di un’esasperazione collettiva. Un sentimento insidioso che si è diffuso nell’Italia del 2008. Per viverlo in presa diretta, abbiamo chiesto al ministero dell’Interno di salire la notte sulle Volanti della Polizia.

Da Torino a Napoli, da Milano a Rimini, da Padova a Bari. Un modo per affrontare quella che politica e mass media hanno battezzato ‘emergenza sicurezza’. Uno slogan legato solo in parte all’ultimo rapporto sulla criminalità del Viminale. Veri sono i 330 reati commessi ogni ora nel 2007, circa 143 mila in più rispetto al 2006. Innegabili sono i furti in casa aumentati del 17,2 per cento. Gli scippi saliti del 6,4. Le rapine cresciute dell’1,4, il più 9 per cento dei denunciati e il più 11,4 degli arrestati. Ma altrettanto vero è che, rispetto al 2006, il rapporto complessivo tra reati e cittadini è salito appena di un paio di decimi. Dunque, concordano i sociologi, non è il numero dei delitti a scatenare la grande allerta nazionale, quanto l’incapacità di risolvere i problemi sottintesi. Dal flusso dei clandestini alla violenza sulle donne, dalla questione rom alla micro criminalità. Propellente ideale per ronde e giustizia fai-da-te. ‘BASTA!’, hanno scritto su un muretto a Tossic Park. “E li capisco”, dice un ispettore della Polizia: “Anche noi siamo stanchi. È uno spettacolo mesto, quello che vediamo dal tramonto all’alba. Non solo per clandestini e tossici. Il sistema sociale è al collasso e vengono travolti tutti, italiani e non”.

MILANO
Battaglia all’Old Fashion

Casomai, sta iniziando a dire, ci vorrebbe la certezza della pena, la garanzia che chi finisce in manette non torni subito libero… La solita frustrazione, interrotta da una chiamata della Centrale. Parla di una lite in corso dentro una casa popolare di via Padova, periferia oltre piazzale Loreto. È venerdì sera, manca un quarto alla mezzanotte e le strade sono cariche di traffico, ma la Volante corre a sirena accesa. In via Palmanova il tachimetro segna i 180. Poi un paio di sterzate ed ecco il portone indicato. Davanti ci sono altre Volanti, gli abitanti del quartiere chiedono cosa succede. Sulle scale, invece, il delirio. Un italiano sui 40, palestrato e tatuato, strilla in faccia agli agenti. Dice chei peruviani dell’ultimo piano gli hanno rotto i coglioni. Che è tornato da poco con il figlio piccolo e ha sentito un gran rumore: musica ad alto volume, urla… “Allora sono salito e gli ho detto che la dovevano smettere, a quei peruviani bastardi. Ma loro mi hanno risposto male. Mi hanno detto che non erano fatti miei. A me!… Io li spezzo! Io li distruggo, quelli!“. Gli agenti cercano di placarlo, ma lui non li ascolta. Pesta con impressionante violenza la mano destra sulla balaustra: una, due, tre volte. La massacra, quella mano, a furia di pestarla. E non conta che la moglie, una ragazza minuta, lo tiri per un braccio, lo preghi di calmarsi. C’è un rancore che va oltre il caos dei peruviani. C’è la rabbia della periferia, dei posti dove troppi lottano per tirare avanti.

“Dovessi focalizzare quello che mi colpisce di più, nella Milano di oggi, è la quantità di risse”, commenta un agente. “Il tasso di litigiosità è assurdo: la gente si mena per niente e ovunque“. Parla in generale, costeggiando i travestiti che battono seminudi davanti al cimitero Monumentale. Ma la notte dopo, alle 4 e un quarto, arriva la conferma di questa voglia di scontro. Capita alla discoteca Old Fashion, un locale elegante con ristorante affacciato su parco Sempione. Non proprio l’esempio della marginalità urbana, ma fa lo stesso. Mentre i poliziotti cercano di individuare chi ha partecipato a una rissa già conclusa, se ne scatena un’altra. Una quindicina di giovani si tempestano di calci e pugni. Gli agenti ne bloccano due, ma un terzo li attacca: “Poliziotti del cazzo”, urla, “lasciate stare il mio amico! Siete dei coglioni di merda!…”. Poi aizza altri ragazzi fuori dalla discoteca: “Aiutatemi a liberare il mio amico, non ha fatto niente!”. Il problema è che qualcuno lo ascolta. In breve gli agenti vengono assaliti e strattonati per i cinturoni. Un paio di giovani prova ad aprire una portiera della Volante per liberare i fermati, ma non ci riesce. Sono minuti di tensione, di paura. Finché arrivano i classici rinforzi, e il discorso passa in Questura.

Allucinante, come scena, ma non straordinaria. Dalle dieci di sera alle cinque del mattino, dicono in Centrale, è una continua chiamata. C’è, alle due di notte, il balordo dello Sri Lanka che vaga per piazzale Lotto con un taglio sanguinante sulla fronte, risultato di una discussione con i viados. C’è, alle tre, il carabiniere fuori servizio che chiama il 113 perché i buttafuori di una discoteca non lo fanno entrare con 12 amici, malgrado abbiano prenotato. C’è il sudamericano ubriaco che con una vecchia Lancia non si ferma al segnale della Volante, e fugge fino a schiantarsi contro un marciapiede. C’è un imbecille italiano che prende a calci le macchine parcheggiate. E c’è il titolare di un locale gay dietro alla stazione Centrale, furente con un marocchino che gli ha sfondato la vetrata a colpi di estintore. Non si fa mancare niente, Milano. Neanche due ventenni che sbandano su uno scooter T-Max , e frenano mansueti quando la Volante li affianca. Gli agenti fanno le verifiche e inquadrano i ragazzi: uno ha precedenti per droga; l’altro, quello alla guida, non sa dov’è la patente. Per giunta nessuno dei due ha la carta d’identità, ma pazienza. I poliziotti lasciano correre; come genitori esausti gli dicono di andare a casa, di non fare casini. Poi ripartono: “In fondo non hanno fatto niente…”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: