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Quarto Oggiaro: NO alle minacce alla polizia!

Una cartuccia calibro 12, marca Winchester, ed un foglio in cui vi era scritto soltanto “timer”: questo era il contenuto di una lettera fermata al deposito di Peschiera Borromeo ed indirizzata al Commissario di Quarto Oggiaro (MI) ed il suo Commissario Capo, Angelo De Simone.
Una pallottola per un fucile a canne mozze, di non facile reperibilità sul mercato, secondo gli inquirenti, e quindi, probabilmente, legata alla criminalità organizzata, vista anche la recente attività dei due esponenti delle forze dell’ordine.

E’ del 26 giugno scorso l’operazione firmata dal Commissario Capo, insieme al commissariato, che ha portato all’arresto di quasi una trentina di persone per spaccio di cocaina. Spaccio che fruttava 800mila euro al mese. Soldi che finivano molto probabilmente nelle mani dell’ Ndrangheta, visto l’esponente arrestato durante il blitz, il capo della banda: Mario Carvelli, 43 anni.
Quella mattina di giugno, all’alba, Quarto Oggiaro sembrava il set di un film di mafia di altri tempi. Trecento poliziotti, l’elicottero, i passamontagna ed i mitra. Invece era tutto reale. Reali i poliziotti, reali gli arrestati e reali i danni inflitti alla criminalità organizzata a causa di quegli arresti. Forse, proprio per questo è stata mandata questa lettera: una minaccia ed una richiesta di far cessare le indagini ancora in corso su ciò che è stato reperito quel 26 giugno.

Non si tratta di edilizia questa volta, non di riciclaggio del denaro sporco, e neanche di appalti per l’imminente arrivo dell’Expo. E’ puro e semplice controllo del territorio. Uno scontro diretto fra chi difende i cittadini e chi li minaccia imponendo la propria presenza; ed è per questo che i cittadini devono far sentire la propria volontà nel rimanere accanto alle forze dell’ordine in questa lunga battaglia, ma non infinita, in cui dovrà essere vittoriosa la giustizia sull’ombra della mafia che ormai da anni si abbatte anche sul nord Italia.

In questa, altra, brutta occasione, il movimento Ammazzatecitutti esprime la propria vicinanza e solidarietà al Commissario Capo ed al suo Vice, sicuro di rappresentare la voce di molti dei cittadini di Quarto Oggiaro che stanno vedendo un miglioramento nell’intenso lavoro delle forze dell’ordine. Lavoro che non deve assolutamente diminuire e non deve essere scalfito da simili minacce, che altro non devono provocare se non una riflessione su quanto la mafia pensi di poter esercitare il suo potere su un territorio che i cittadini vogliono invece libero da ogni forma di costrizione; a Quarto Oggiaro, come in tutta Italia.

 

Massimo Brugnone

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