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NERVIANO Sei colpi di pistola sono stati sparati contro un negozio di via Ticino

Proiettili di avvertimento?
I proprietari negano di aver subito minacce: in corso le indagini dell’Arma

NERVIANO (lue) Colpi di pistola nella notte e una vetrina di un negozio crivellata di colpi di pistola. Sei per l’esattezza. E’ successo nella notte tra domenica 30 e lunedì 1 dicembre, in via Ticino: vittima il negozio Punto Camino, aperto da 9 anni da una famiglia di origine calabrese da tempo attiva nel campo dell’edilizia, che vende pavimenti, caminetti, rivestimenti e barbecues. Ancora misteriosa la mano che ha esploso i proiettili, alcuni dei quali oltre a trapassare il vetro hanno anche danneggiato dei pannelli esposti all’interno del locale. Sull’accaduto è già stata avviata un’inchiesta della magistratura che dovrà cercare di far luce sui motivi e sui responsabili dell’accaduto. Intanto, i non stanno certo trascorrendo giornate felici: e si interrogano su chi, e perché, sia arrivato a un gesto del genere. Interpellati sull’accaduto hanno negato di aver mai ricevuto minacce né di aver mai fatto del male a nessuno né di averne ricevuto. Un vero fulmine a ciel sereno che ha di fatto sconvolto la vita dei proprietari del negozio. Ma torniamo ai fatti: quella notte alcuni nervianesi quei colpi li hanno sentiti, pare che li abbiano uditi fino al quartiere Gescal più lontano. Ma nessuno ha chiamato i carabinieri ed è stato solo col sorgere del sole che i proprietari del negozio si sono accorti di quanto successo: dall’interno del locale si sono avvicinati alla vetrata e quei sei fori nel vetro hanno gelato loro il sangue nelle vene. In via Ticino sono arrivati un gran numero di carabinieri, quelli di Parabiago e quelli di Legnano, che hanno setacciato la via raccogliendo testimonianze e quanto di utile per le indagini. Ovvio che un tale gesto rievoca alla mente scenari di criminalità organizzata: forse un avvertimento per i titolari? Non si può ancora dirlo. E al momento, come dichiarato dai carabinieri, pare che non ci siano collegamenti coi fatti successi recentemente sul territorio. Territorio che dal mese da questa estate ha visto casi di sangue legati alla malavita: il 14 luglio, a San Vittore Olona, è stato freddato con 2 colpi al viso, Carmelo Novella, 58 anni e boss della ‘Ndrangheta mentre il 27 settembre è stato ritrovato il corpo di Cataldo Aloisio, 38 anni e genero del boss Giuseppe Farao della ‘Ndrangheta, ucciso con un colpo di pistola alla nuca e deposto all’esterno del cimitero di San Giorgio su Legnano, luogo proprio dove è stato sepolto novella. Parabiaghese e Legnanese alle prese con fatti dei quali finora si è parlato pochissimo e che si è sempre pensato accedessero solo al sud.

 Settegiorni 5 dicembre 2008

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