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Dalla Calabria alla Lombardia, le radici dell’omicidio Novella.

fonte: http://www.omicronweb.it

Il 14 luglio 2008 a San Vittore Olona, un paesino a pochi chilometri da Legnano, viene ucciso Carmelo Novella. L’uomo, 58 anni, viene colpito intorno alle 18.30 in un agguato in stile mafioso. Si trova in compagnia di alcuni amici all’interno di un bar. Alzatosi da tavola, è affrontato da due uomini a volto scoperto, con giubbotti da motociclisti, che gli sparano alcuni colpi al volto e al torace. I killer scappano poi dal locale, allontanandosi su un’automobile. Per comprendere questo omicidio commesso in Lombardia è necessario trasferirsi sulla costa ionica della Calabria.

Guardavalle è un paesino di circa 6 mila abitanti posto al confine meridionale della provincia di Catanzaro. A Guardavalle sono nati Carmelo Novella, detto compare Nuzzo, e Vincenzo Gallace, il capobastone, capi un’organizzazione criminale che negli anni ha sviluppato il proprio potere nella zona del Basso Jonio soveratese, allungando i tentacoli nel Lazio e in Lombardia.

LE ATTIVITA’ – Nel settembre del 2004 il clan viene coinvolto nell’operazione “Mythos”, frutto di un’indagine durata tre anni, mirata a ricostruire nei dettagli le attività della criminalità organizzata nel Soveratese (in particolare Guardavalle, Badolato e Santa Caterina dello Jonio) e firmata dal sostituto procuratore della Repubblica Gerardo Dominijanni. L’operazione porta a 81 ordinanze di custodia cautelare, emesse dall’allora Gip Antonio Baudi. Agli arrestati vengono contestati 278 reati. Queste le accuse: associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, rapina, traffico internazionale d’armi e di sostanze stupefacenti, danneggiamento e violazione in materia di aggiudicazione ed esecuzione di appalti pubblici. Tutti reati commessi tra il 1998 e il 2004. Secondo gli inquirenti, gli esponenti del clan si sarebbero inseriti nelle amministrazione locali di Guardavalle (comune sciolto per mafia nel 2003) e di Santa Caterina dello Jonio. In questo modo riuscivano a gestire direttamente le concessioni degli appalti pubblici. Non solo. Il controllo era capillare e totalizzante: l’organizzazione si era inserita anche nei campionati dilettantistici di calcio, riuscendo a pilotare perfino le partite delle squadre locali. Una dimostrazione di forza esemplare. Ma la vera specializzazione degli uomini del clan era l’estorsione: il pizzo veniva chiesto agli imprenditori del basso ionio catanzarese e di alcuni centri della provincia di Reggio Calabria. Non mancavano poi le rapine, molte delle quali ai danni di anziani che spesso preferivano non denunciare l’accaduto. E il traffico di armi, acquistate quasi sempre in Svizzera. La droga – soprattutto cocaina e hashish – veniva invece importata direttamente dalla Siria e dalla Turchia.

Al vertice dell’organizzazione c’era proprio Carmelo Novella, insieme a Vincenzo Gallace. Emessa l’ordinanza di custodia cautelare, il boss si dà alla macchia ma la sua latitanza dura solo cinque mesi: viene stanato in un appartamento di Verzino, nel Crotonese, dai carabinieri di Cirò Marina. Novella viene quindi rinviato a giudizio, ma il processo viene trasferito a Roma per volere del tribunale di Catanzaro, perché la maggior parte dei reati contestati agli indagati sono stati commessi nel Lazio.

Il Gip di Roma il 20 marzo 2006 emette 18 ordinanze di custodia cautelare, una di queste per Carmelo Novella. Dal 2006, per tre anni, il boss è sorvegliato speciale, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.

NON SOLO CALABRIA – Le mani del clan di Guardavalle erano giunte oltre i confini calabresi. Ad Anzio e Nettuno, sul litorale laziale, era stata creata una sezione separata, una cosiddetta “ndrina”: come in una normale rete di franchising, la cellula laziale gestiva autonomamente il traffico di cocaina. La droga veniva acquistata in Colombia e giungeva in Italia attraverso Germania, Spagna e Svizzera. E proprio nel Lazio, secondo gli inquirenti, si sarebbero rifugiati diversi latitanti calabresi per sfuggire alle manette. Tra questi Cosmo Leotta, 48 anni, e Domenico Origlia, 46, considerati gli esponenti di spicco della cosca sul litorale laziale. Leotta e Origlia, sfuggiti inizialmente all’arresto nell’ambito dell’operazione Mythos, sono stati catturati a Monasterace, centro del litorale jonico reggino, nel gennaio del 2005. Il comune di Nettuno verrà sciolto nel novembre del 2005 per infiltrazione mafiosa. Ma il clan di Guardavalle si era spinto anche più a nord, in Lombardia, mettendo radici tra Rho e Legnano. E proprio a San Vittore Olona, paese di circa 6 mila abitanti della provincia di Milano a pochi chilometri da Legnano, si era trasferito Carmelo Novella, dopo la scarcerazione che era seguita all’arresto avvenuto a Verzino. A San Vittore Olona aveva l’obbligo di dimora. Lì è stato ucciso, intorno alle 18.30 di lunedì 14 luglio 2008. Nella zona di Legnano Novella aveva stretto rapporti con il clan di Giuseppe Rispoli, residente a San Giorgio su Legnano. Ma è con Domenico Barbaro, detto l’Australiano, e il clan Papalia (quello dei sequestri Sgarella e Casella) che Novella aveva avviato i business più importanti: trasporto merci, droga ed edilizia. Qualche mese prima, precisamente il 23 aprile 2008, il clan dei Novella aveva subito un duro colpo: la sezione operativa della Dia di Catanzaro aveva sequestrato alla ‘ndrina beni mobili e immobili per un valore complessivo di 5 milioni di euro. L’ordine di sequestro, emesso dal Tribunale di Catanzaro, ha riguardato case, magazzini, terreni, conti correnti bancari, auto e moto aziendali e perfino una chiesa sconsacrata di epoca bizantina. Due le imprese sequestrate: la “Trans Ven srl” che svolge attività di autotrasporto merci in Italia e all’estero, e la “Roberta sas di Novella Edoardo & C.” che gestisce il Ritual Bar di Legnano. Il provvedimento è stato eseguito in Calabria e Lombardia, con la collaborazione del Dia di Milano. Con la morte di Novella il clan di Guardavalle perde uno dei suoi due capi.L’altro, Vincenzo Gallace, arrestato il 22 settembre del 2004 nel corso dell’operazione Mythos, è attualmente sottoposto all’obbligo di dimora a Guardavalle.

L’ULTIMO OMICIDIO – Chi ha ucciso Carmelo Novella? La risposta per ora non c’è. Ciò che è certo è che poco più di due mesi dopo l’omicidio del boss del clan di Guardavalle, il 27 settembre di quest’anno, nella zona di Legnano è stato trovato morto un altro uomo. È Cataldo Aloisio, 34 anni, nato a Cirò Marina, un piccolo comune della provincia di Crotone. Il cadavere di Aloisio è stato trovato vicino all’ingresso del cimitero di San Giorgio su Legnano: il camposanto in cui è sepolto Carmelo Novella. Da qui l’ipotesi che i due omicidi possano essere collegati. Novella era infatti in affari con la famiglia Rispoli, residente a San Giorgio su Legnano. E pare che proprio i Rispoli abbiano insistito per seppellire nel camposanto di San Giorgio le sue spoglie. Caso vuole che la famiglia di Vincenzo Rispoli sia originaria di Cirò Marina, lo stesso paese da cui proviene Cataldo Aloisio, che ha sposato una delle figlie del presunto boss di Cirò, Giuseppe Farao, attualmente in carcere. L’omicidio di Aloiso e di Novella, a poca distanza l’uno dall’altro, hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle amministrazioni locali sui legami tra ‘ndrangheta e zona del Legnanese. Il Partito democratico locale ha presentato, pochi giorni dopo l’assassinio di Aloisio, un’interrogazione al consiglio comunale in cui chiedeva se la giunta fosse consapevole della situazione e quali azioni di contrasto alla criminalità avesse in programma. A tale proposito, il comitato provinciale per la sicurezza si era riunito proprio nei giorni dopo l’omicidio a Legnano. Presenti il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il questore del capoluogo Vincenzo Indolfi, gli alti comandanti provinciali e locali di Guardia di frinanza e Carabinieri, i sindaci di dieci Comuni del Legnanese, fra cui naturalmente Lorenzo Vitali con l’intera giunta e vari rappresentanti delle polizie locali dei comuni interessati.

I NOMI – Eccoli, uno per uno, gli 81 incriminati dell’operazione Mythos: Aloi Cosimo, 55 anni di Guardavalle, Aloi Francesco, 41, di Guardavalle; Andreacchio Andrea, 32, di Badolato; Andreacchio Raffaele, 36, di Guardavalle; Aouab Lyubov, 33, ucraina residente a Guardavalle; Barletta Raffaele, 52, di Guardavalle; Bonelli Luciano, 33, di Isca sullo Jonio; Campagna Giuseppe Antonio, 49, di Isca sullo Jonio; Carioti Salvatore, 32, di Guardavalle; Carioti Antonio, 31 di Guardavalle; Carioti Alfonso, 34, di Guardavalle; Chiefari Pietro, 51, di Torre Ruggiero; Cicino Francesco, 75, di Guardavalle; Cicino Francesco, 38, di Guardavalle; Codispoti Eliseo Andrea, 57, nato a S. Andrea Apostolo dello Jonio ma residente a Torino; Codispoti Roberto Salvatore, 41, di S. Andrea Apostolo dello Jonio; Colubriale Francesco Antonio, 70, di S. Caterina; Colubriale Rocco, 35, di S. Caterina Jonio; Colubriale Rosario, 28, di Badolato; Comito Domenico, 27 di Badolato; Coniglio Benito Giuseppe, 72, di Guardavalle; Costantino Enzo, 37, di Catanzaro; Emanuele Damiano, 31, di Guardavalle; Fazzalaro Domenico, 36, di S. Caterina; Fiorenza Adriano, 34, di a S. Caterina Jonio; Fiorenza Antonio, 31, di Santa Caterina; Fiorenza Pasquale, 60, di S. Caterina dello Jonio; Frustagli Giuseppe, 32 di S. Sostene Marina; Galati Francesco, 31, di Guardavalle; Gallace Agazio, 54, di Nettuno; Gallace Angelo, 42 di Anzio; Gallace Bruno, 36, di Guardavalle; Gallace Rocco, 24, di Guardavalle; Gallace Vincenzo, 61, di Guardavalle; Gallelli Maurizio, 34, di Badolato; Gallelli Pasquale, 52, di Badolato; Gallelli Patrizio, 25, di Badolato; Gallelli Vincenzo, 62, di Badolato; Giannini Antonio, 35, di Santa Caterina; Maria Wioletta Kovvalezuk, 30, polacca residente a S. Caterina; Latassa Fabrizio, 31, di S. Caterina Jonio; Lazzaro Francesco Antonio, 55, di S. Caterina Jonio; Leotta Cosimo, 48, di Monasterace; Leto Saverio, 23, di S. Caterina Jonio; Mauro Francesco, 37, di Catanzaro; Menna Vincenzo, 39, di Catanzaro; Mirante Giuseppe, 41, di Catanzaro; Origlia Agazio, 57, di Roma; Notaro Michele, 45, di Satriano; Novella Carmelo, 58, di Guardavalle; Novella Vincenzo Alessio, 31, di Guardavalle; Origlia Domenico, 47, di Guardavalle; Papaleo Salvatore, 37, di Monasterace; Paparo Angelo Domenico, 28, di Badolato; Paparo Luigi, 34 di Guardavalle; Perronace Nicola, 65, di Anzio; Procopio Saverio, 54 di Soverato; Pultrone Vittorio, 50, di Badolato; Purri Antonio, 54, di Guardavalle; Riitano Nicola, 46, di Guardavalle; Riitano Paolo, 32, di Anzio; Scarano Cosimo Andrea, 36 di Monasterace; Scicchitano Sergio, 29, di Davoli; Siciliano Antonio, 73, di Antonimina; Squillace Giuseppe, 31, di Isca sullo Jonio; Taverniti Francesco, 34, di Guardavalle; Tedesco Amedeo Giuseppe, 25, di Anzio; Tedesco Cosimo, 25, di S. Caterina; Tedesco Liberato, 66, di Guardavalle; Tedesco Raffaele, 28, di Anzio; Todaro Domenico, 47, di Soverato; Todaro Giuseppe, 27, di Montauro Scalo; Tolone Vito, 54, di Vallefiorita; Tripodi Maurizio, 49 di Soverato; Vallelunga Damiano, 51, di Serra San Bruno; Vitale Carmelo, 47, di Guardavalle; Vitale Giuseppe, 31, di Guardavalle; Vitale Nicola, 39, di Guardavalle; Zangari Domenico, 27, di Davoli Marina.

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