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Imprenditore ucciso a coltellate nel comasco

Un uomo ha citofonato per farlo scendere poi lo ha colpito

(ANSA) – COMO, 22 AGO – Un imprenditore di 69 anni, e’ stato ucciso a coltellate davanti al residence in cui viveva con la moglie, a Carate Urio, sul Lago di Como. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, che indagano sull’episodio, un uomo ha citofonato e ha fatto uscire l’imprenditore. Quindi l’ha colpito con svariate coltellate, prima di fuggire in moto in direzione di Como.

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fonte: http://www.repubblica.it

Como, imprenditore ucciso a coltellate
E’ caccia all’omicida scappato in moto

Antonio Dubini, 67 anni, colpito davanti al residence in cui viveva con la moglie.

I carabinieri indagano sul delittoE’ un delitto apparentemente inspiegabile quello di Antonio Dubini, 67 anni, imprenditore comasco ucciso sotto casa, sul cancello di un elegante residence di Carate Urio, affacciato sul lago di Como. Dubini è stato assassinato con una decina di coltellate, inferte con notevole violenza in varie parti del corpo da un uomo apparentemente giovane, dopo una breve discussione. L’aggressione è maturata nell’arco di pochissimi minuti verso le 16.30: l’assassino sembra che abbia citofonato all’imprenditore il quale è sceso, in pantofole, dalla sua villetta sino al cancello. Lì, sul ciglio della strada, è nata la discussione e sempre lì, come testimoniato dalle ampie chiazze di sangue rimaste sull’asfalto, sono state inferte le coltellate mortali.


Dubini, nel tentativo di fuggire dall’aggressore, si è rifugiato oltre il cancello,. inutilmente. Davanti all’ingresso è rimasta una pantofola della vittima, intrisa di sangue. Dell’assassino si sa che è piuttosto robusto: è stato notato da un motociclista di passaggio. L’assassino, in sella a una moto, si è diretto verso Como. All’arrivo dei carabinieri e dei soccorritori, l’imprenditore era già morto. Sposato, con due figli, nativo della Brianza, Dubini negli ultimi anni era attivo nel comparto edile, dopo una serie di esperienze imprenditoriali in vari settori. La vittima viveva da una decina di anni con la moglie in una villetta del residence, in una splendida posizione panoramica, nascosto dalla strada. La dinamica dell’accaduto lascia pensare che Antonio Dubini conoscesse la persona che ha suonato al campanello, ma al momento non sarebbero emersi elementi tali da giustificare un movente.

(22 agosto 2009)
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