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Case popolari, il racket si allarga al Giambellino

fonte: http://www.milanocronaca.com

Nuovo video dell’associaizone Sos racket e usura. La testimonianza di un abitante di via Vespri Siciliani

La denuncia

In un video realizzato dall’associazione Sos racket e usura Giovanna Pesco, 57 anni, soprannominata la Gabetti, contratta la vendita di un appartamento da occupare abusivamente
La donna, che fa parte della famiglia di origini siciliane Pesco-Priolo-Cardinale, illustra tutto il business del racket di Niguarda. Per un appartamento da occupare si chiedono dai 1.500 ai 3 mila euro
Il capostipite della famiglia, Francesco Pesco (deceduto), era sospettato di avere legami con la mafia palermitana

Un’altra pagina, un altro video sul racket delle case popolari a Milano. Dopo il caso di Niguarda con la signora Gabetti di via Padre Luigi Monti, l’associaizone Sos racket e usura ha realizzato un nuovo video sulla situazione delle occupazioni abusive. Un filmato che risponde alle affermazioni del vicesindaco Riccardo De Corato che in una conferenza stampa aveva contestato i dati dell’associazione e parlato di “balle e falsità destituite di ogni fondamento”. “In questo video – spiega il presidente dell’associazione Frediano Manzi, che nei giorni scorsi è stato pubblicamente minacciato dagli affittacase di Niguarda (la famiglia Pesco-Priolo-Cardinale) – è stata raccolta la testimonianza drammatica di una donna anziana che vive a Milano nel ghetto di Via Vespri Siciliani, 71″.

Nei prossimi giorni sul sito dell’associazione Sos racket e usura, saranno pubblicati altri video nei quartieri popolari di Milano, “portando così all’identificazione certa che, in almeno cinque zone di Milano (ma sono molte di più…), esistono organizzazioni criminali che da anni controllano sia l’assegnazione delle case popolari agli abusivi che lo spaccio di sostanze stupefacenti“.Per l’associazione, ora servono risposte “da tutta quella classe politica Milanese che negli ultimi vent’anni ha permesso e tollerato che tutto ciò accadesse negli appartamenti di proprietà della pubblica amministrazione.
Sono stati creati dei ghetti, delle zone franche, delle terre di nessuno, senza mai intervenire”. “I quartieri che abbiamo girato a Milano – prosegue Manzi  – sono immersi nel degrado, nell’abbandono, nell’incuria e nella mala gestione dovuta all’assenza delle Istituzioni. Le uniche “istituzioni” che abbiamo incontrato erano gli uomini e le donne dei “clan”, quelli che dettano le regole ed impongono la “legge”. Sono gli uomini e le donne dell’Antistato. Non eravamo a Milano quando parlavamo con le persone ma eravamo a Scampia, al Brancaccio, allo Zen”.

E l’associazione ha raccolto le voci dei residenti, spesso anziani: “Ci hanno raccontato il loro terrore, di non poter andare in ospedale, in ferie, per paura che gli occupassero la casa. Ci hanno chiesto perché i loro nipotini non possono giocare nei cortili come tutti i bambini dei quartieri ricchi di Milano, perché nei loro si spaccia davanti a tutti”.

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