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Da San Luca a Milano: gli affari di Antonio Pelle

Fonte: http://www.milanocronaca.com

A Buccinasco un summit di mafia e con i fratelli Papalia e Giuseppe Morabito

Chi è?
Antonio Pelle, detto Gambazza viene catturato all’osperdale di Polistena dopo 9 anni di latitanza.
Ma gli affari di ‘Ntoni Gambazza arrivano fino a Milano. Ecco cosa accade il primo febbraio del 1988 a Buccinasco.

La sua terra è San Luca, eppure a partire dagli anni Ottanta, Antonio Pelle sceglie il nord Italia per tessere i propri affari. E’ il periodo dei sequestri di persona. Lui gestisce una batteria di affiliati che agiscono tra Torino e Milano. Il 18 gennaio 1988 a Pavia viene rapito Cesare Casella e solo un anno prima a Torino scompare Marco Fiora, un bimbo di sette anni. Gli investigatori indagano su Pelle ma anche sui platioti che vivono a Milano. A testimonianza di quanto il capoluogo lombardo sia luogostrategico per Gambazza, il primo febbraio 1988 ai tavolini di un bar di Buccinasco va in scena uno storico summit di mafia. Protagonisti oltre a Pelle, Antonio Papalia, il referente della ‘ndrangheta per il nord Italia e Giuseppe Morabito, detto u tiradrittu, capo bastone delle cosche di Africo.
Ecco cosa succede quel mattino di 21 anni fa: attorno alle undici Antonio Papalia esce dalla sua villa bunker di via Fratelli Rosselli e va al bar Lyons di Buccinasco. Contemporaneamente Giuseppe Morabito esce dall’hotel Siena, in zona Città Studi. Niente coppola o giaccone usato, il capo assoluto della ‘ndrangheta di Africo non deve fuggire come nel 2004, ma andare a un appuntamento d’affari. Come lui, anche Antonio Pelle, detto gambazza. Classe ’32, nato a San Luca, nel 1988 Pelle non è ancora latitante. Lo diventerà più avanti. Un capo, invece, lo è da sempre. Indiscusso, anche. Lui è il re nero delle cosche di San Luca, le più potenti di tutta la ‘ndrangheta. Gambazza arriva da Torino, dove è andato a trovare un nipote. La città dove viene rapito Marco Fiora. Morabito e Pelle, pur giungendo da luoghi diversi, hanno una destinazione comune: il bar Lyons di Buccinasco. In quella stessa mattina, anche l’ispettore Carmine Gallo ha una meta precisa: il bar Lyons di Buccinasco. L’ispettore, però, nemmeno immagina quello che da lì a poco andrà a filmare. Lui in via dei Mille ci va perché sta seguendo l’indagine sul sequestro Casella.

In quella straordinaria giornata a Buccinasco arrivano anche i Ros per un traffico di droga che coinvolge Antonio Papalia in contatto con un fornitore turco. Da alcune intercettazioni, i militari hanno tratto una quasi certezza: quel primo febbraio la moglie del turco, soprannominato Manolo, tale Amneris Campostrini si recherà al Lyons per ritirare 340 milioni in contanti, evidentemente il pagamento per una partita di eroina. Poco dopo mezzogiorno, la berlina scura di Morabito svolta in via dei Mille, supera un benzinaio e si ferma di fronte al bar. Quasi contemporaneamente dalla parte opposta sbuca la mercedes di Rocco Papalia. Il boss in doppiopetto scende. Con lui c’è anche Antonio Pelle. Ecco il racconto del teste Zanini: “Quando è arrivato Giuseppe Morabito tutti sono andati a salutarlo. Anzi, una persona gli ha anche baciato la mano. Io ero lì che filmavo e fotografavo, ho visto che quando Morabito è arrivato tutti si sono avvicinati e l’hanno salutato, han fatto l’inchino”.

Ancora più sorpreso Carmine Gallo. Lui quei boss in giacca e cravatta li conosce tutti. Conosce il loro passato. Sa cosa fanno e quanto siano potenti. Col tempo ha mandato a memoria volti, espressioni, smorfie. Racconta: “Non si era mai verificata una cosa del genere, un summit storico. Abbiamo visto i 3 personaggi principali delle tre maggiori organizzazioni criminali operanti in Calabria e in Lombardia, credo che sia una cosa che mai più si è verificata. L’incontro tra Antonio Papalia, che era il referente della ‘ndrangheta in Lombardia, con Giuseppe Morabito che era il capo indiscusso delle cosche di Africo e Antonio Pelle, capo assoluto delle cosche di San Luca, penso che sia una cosa investigativamente ai massimi livelli. Noi stavamo indagando per i sequestri di Marco Fiora e Cesare Casella. Quest’ultimo verificatosi a Pavia e nel quale erano coinvolti alcuni personaggi vicini sia ai Papalia e sia ai Pelle”. Cosa succede in quei minuti che hanno fatto la storia della ‘ndrangheta a Milano? Mentre i tre capi chiacchierano fuori dal bar, arriva la moglie del turco. La donna entra nel locale per uscirvi poco dopo con una scatola di scarpe in mano: i 340 milioni dell’eroina. Di più: il denaro prima viene consegnato da Morabito a Papalia che poi lo dà alla moglie del trafficante. Un particolare? Non per il giudice Lodovici per il quale questo passaggio indica il profondo legame tra le cosche di Platì e di Africo che operano a Milano. (dm)

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