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La mappa delle ‘ndrine calabresi nel mondo

Fonte: http://www.milanomafia.com

La presenza delle famiglie mafiose nei cinque continenti elaborata sulla base dell’ultimo rapporto dei carabinieri di Reggio Calabria redatto dopo l’attentato agli uffici della Procura generale di Reggio

Sono in Sud America, in buona parte dell’Europa, ma anche in Africa e in Australia. Le cosche calabresi hanno conquistato il mondo. MilanoMafia.com vi propone la nuova mappa della presenza delle cosche della ‘ndrangheta elaborata sulla base dell’ultimo report dei carabinieri di Reggio Calabria, redatto proprio poche ore dopo l’attentato agli uffici giudiziari di Reggio Calabria. Cliccare sulla mappa qui a fianco per ingrandirla. Per la versione english cliccare qui

EUROPA. Si parte dal Belgio dove sono presenti le cosche Ascone e Bellocco di Rosarno. Famiglie attive a Bruxelles soprattutto nel riciclaggio di denaro e nel traffico di droga. Ma è l’Olanda la capitale europea del traffico di cocaina (insieme all’Italia). Qui sono presenti le famiglie Belfiore, Nirta-Strangio e Ursini. Insieme al traffico di cocaina c’è anche quello di ecstasy e di Lsd. L’Olanda negli ultimi decenni è diventata anche una delle mete preferite per i latitanti e per reinvestire i contanti del traffico di coca comprando immobili e imprese. Neppure l’Inghilterra è al riparo dalla ‘ndrangheta. Nella zona londinese sono presenti uomini delle famiglie Macrì e Ursini, esperti nel traffico e nello spaccio di droga. La vicina Irlanda è invece stata colonizzata da uomini della cosca Morabito di Africo che hanno stretto affari con uomini dell’Ira per la vendita di armi ed esplosivi. Non si salva neppure il Lussemburgo, dove i Pelle hanno una rete di riciclaggio di denaro sporco, mentre in Polonia sono gli uomini della famiglia Iamonte a controllare gli investimenti. Se Bulgaria e Croazia sono interessate dal traffico di droga, anche in accordo con le bande slave, la Romania e in particolare la capitale Bucarest negli ultimi anni è diventata una meta ambita per le attività industriali e il riciclaggio di denaro con le famiglie Pino e Sena. L’Ucraina è invece terra dei trafficanti di rifiuti tossici, mentre la Russia e in particolare Mosca è stata meta della famiglia Mazzaferro. Nella capitale russa le ‘ndrine hanno acquistato immobili, banche, alberghi, casinò, imprese e si occupano di riciclaggio di denaro e contraffazione di rubli e dollari. Sempre secondo il rapporto 2010 dei carabinieri, la Francia con le città di Clermont, Ferrand, Marsiglia, Nizza, Tolone, Tolosa, e tutta l’area della costa Azzurra, è una zona privilegiata per l’acquisto di immobili, il riciclaggio e il traffico di cocaina in alleanza con i clan marsigliesi. La vicina Spagna è invece lo storico porto verso l’Europa per i trafficanti di droga sudamericani, in particolare nella provincia di Cadice e a Ibizia e Marbella. Qui sono presenti i clan Di Giovine, Talia e Ferrazzo. Clan Ferrazzo che è attivo anche in Svizzera non solo per il riciclaggio, ma anche per il traffico d’hashish e di armi, insieme ancora ai Di Giovine, ai Mazzaferro e ai Paviglianiti. Traffico di hashish ed eroina che riguarda anche la Grecia, rotta di passaggio verso le coltivazioni di papavero del Medio Oriente. Ma è la Germania, che si conferma capitale europea della ‘ndrangheta d’esportazione. Molte le città interessate dalle infiltrazioni mafiose: Aachen, Blaustein, Bochum, Bous, Deizisau, Dortmund, Duisburg, Essen, Hagen, Krefeld, Francoforte, Lipsia, Monaco di Baviera, Mannheim, Mulheim an der Ruhr, Munster, Neukirchen-Vluyn, Stoccarda, e le zone del Baden-Wurttemberg, della Turingia e del Warstein. Non è un caso quindi che sia proprio Duisburg il teatro della più sanguinaria strage della ‘ndrangheta oltre confine, il 15 agosto del 20007. Le infiltrazioni in Germania sono molte e hanno radici antiche. Si va dall’acquisto di beni immobiliari, alla compravendita di negozi e alla partecipazione nel mondo dell’industria dell’acciaio. Ma insieme al traffico di cocaina, a quello delle armi e ai sequestri di persona, c’è anche il mercato della contraffazione e il controllo del traffico di immigrati. Qui sono presenti le famiglie Carelli, Cariari, Critelli, Farao, Giampaolo, Giorgi, Grande Aracri, Iamonte, Mazzaferro, Mollica, Morabito, Vottari, Nirta, Pelle, Romeo e Strangio.

AFRICA. C’è la droga, ma ci sono anche i rifiuti, il traffico di diamanti e quello di materie prime. Nel continente africano uno dei Paesi a maggiore infiltrazione della criminalità calabrese è il Marocco, storico approdo dei carichi di droga dal Sud America e porta privilegiata verso l’Europa per il traffico di hashish e marijuana. In Marocco sono presenti uomini del clan Coluccio, e delle famiglie Di Giovine, Sergi, Marando e Morabito. In Togo, nel cuore dell’Africa centrale, sono presenti le cosche Mancuso e Pesce di Rosarno che si occupano di traffico di cocaina. Il mercato delle materie prime è invece al centro delle infiltrazioni nella zona della Repubblica democratica del Congo (ex Zaire) dove si estrae il coltan, un minerale molto costoso utilizzato dall’industria delle nanotecnologie. Non sono perché la ‘ndrangheta gestirebbe anche il traffico del materiale radioattivo insieme ai clan della criminalità locale. E il business dei rifiuti è una risorsa importante della mafia in Africa con lo smaltimento di sostanze tossiche in Kenya e in Somalia. In Sudafrica, e in particolare nella zona di Città del capo, Pretoria e Johannesburg, i clan si sono infiltrati nel mercato dei diamanti.

ASIA – OCEANIA. Il Medio Oriente è la capitale mondiale della produzione di oppio. In Libano sono presenti gli uomini del potentissimo clan reggino dei De Stefano che curano il traffico di eroina e hashish. Mentre nella vicina Siria sono gli esponenti dei clan Di Giovine e Morabito a controllare il mercato dell’eroina brown sugar. Ma la ‘ndrangheta è presente anche nel tumultuoso Pakistan dove si cura il traffico di cocaina verso l’Europa, mentre in Turchia le cosche Aquino, Papalia, Paviglianiti e D’Agostino controllano il traffico di eroina e hanno stretti rapporti con i baba, la potente mafia turca che si occupa del trasporto e dell’importazione della droga. In Thailandia sono invece presenti uomini delle ‘ndrine Bastoni e Ianni che trafficano cocaina. La fascia dell’Indonesia è invece utilizzata per il riciclaggio di denaro. Terra di immigrati è invece l’Australia, storica meta delle ‘ndrine calabresi. Qui la presenza delle famiglie della Locride è stata confermata anche da numerose inchieste negli anni Ottanta e Novanta. Tra le città segnalate ci sono Adelaide, Canberra, Griffith, Michelago, e le zone dell’Australia occidentale, del Nuovo Galles, di Queensland, di Perth, Victoria e Yelardin. Le cosche si occupano della coltivazione della canapa, ma anche del controllo della prostituzione, dello spaccio di denaro falso, del gioco d’azzardo, e del traffico di armi e di eroina. L’Australia è talmente colonizzata dalle cosche calabresi da far registrare anche fenomeni di racket e di estorsione. Molte le famiglie presenti, dal ceppo Barbaro-Papalia, Sergi, Perre, Trimboli, Violi, Musitano, Zappia, lo stesso radicato anche nella provincia di Milano, fino alle cosche Condello, Alvaro, Agresti, Giorgi, Ielasi, Romeo, Polifroni, Polimeni, Rizzotto, Tremarchi.

AMERICA. Negli Usa la ‘ndrangheta è attiva nel traffico di cocaina e di eroina. Uomini dei clan Sergi, Commisso, Racco e Archino, sono presenti nelle zone di New York, di Chicago, Las Vegas, e nel New Jersey, in Florida e nel Connecticut. La presenza dei clan calabresi nel continente americano si concentra poi in Canada, dove – non è un caso – nell’agosto 2008 viene catturato il latitante Giuseppe Coluccio. Il boss di Marina di Gioiosa Ionica è stato arrestato a Toronto, ma le ‘ndrine calabresi sono presenti anche nelle zone di Montreal, Ontario, Vancouver, Vaughan, Hamilton, British Columbia e Québec. Molte le famiglie calabresi presenti nel territorio canadese: Commisso, Costa, Musitano, Papalia, Cotroni, Di Giovine, Gentile, Gallo, Rizzuto e Violi. Tra le attività più importanti il riciclaggio di denaro sporco, il traffico di eroina, cocaina e armi. In Messico gli emissari delle cosche hanno invece stretto rapporti con i temibilissimi Los Zetas e gli affari dei clan Aquino, Coluccio, Macrì, Schiripa sono entrati in numerose inchieste, non ultima l’operazione Solare della Dda di Catanzaro. In mezzo tonnellate di cocaina trafficate con le bande messicane. Nello stato di El Salvador, in Centro America, è invece presente la cosca Nirta attiva nel traffico di cocaina. Ai Caraibi, nella Repubblica dominicana sono invece presenti uomini del clan Cataldo specializzati nel commercio di droga.

SUD AMERICA. Il continente sudamericano è l’area più calda per il traffico di droga, e la ‘ndrangheta ha qui i suoi feudi più importanti. Si inizia dalla Colombia, il maggior produttore di cocaina del mondo. In Colombia sono presenti gli uomini delle cosche Anello, Aquino, Libri, Marando, Mazzaferro, Molè, Mollica, Morabito, Nirta, Paviglianiti, Piromalli, Sergi, Talia, Tolone. In Colombia i clan – scrivono i carabinieri – si occupano di acquisto di cocaina con la collaborazione delle Unità di autodifesa della Colombia e hanno rapporti con il cartello di Cali. La presenza degli emissari della ‘ndrangheta interessati al traffico di cocaina è segnalata anche in Ecuador, Paraguay, Cile e Uruguay. In Bolivia, altro Paese a grande produzione di coca, le cosche hanno basi operative nella zona di Santa Cruz de la Sierra. Anche un paradiso naturale come le Antille olandesi però può nascondere gli uomini delle cosche. In particolare quelli del clan Mazzaferro attivi nell’acquisto di cocaina. Il Venezuela è invece una zona di investimento per i clan calabresi in particolare per le famiglie Aquino, Coluccio, Tuozzolo. I calabresi qui, secondo il rapporto dell’Arma, hanno contatti con il temuto clan di Cosa nostra Cuntrera-Caruana attivissimo nel traffico di droga. Ma insieme al narcotraffico, in Venezuela la ‘ndrangheta si occupa di riciclaggio, costruzioni edili e di investimenti nel mondo delle fabbriche industriali. In Perù, sempre per quanto concerne il traffico di coca, sono presenti uomini della cosca Paviglianiti, mentre in Brasile e in particolare a Fortaleza risiedono uomini delle cosche Morabito e Mazzaferro, sempre attivi nel narcotraffico. Ma gli affari con i narcos si fanno anche in Argentina dove sono presenti ancora uomini delle cosche Morabito e Mazzaferro insieme ai Piromalli e ai Talia, storici alleati dei Morabito. In particolare il cartello del narcotraffico calabrese si concentra nella zona di Moròn, (cg)

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Una Risposta

  1. […] A Mosca le ‘ndrine hanno acquistato immobili, banche, alberghi, casinò, imprese e si occupano di riciclaggio di denaro e contraffazione di rubli e dollari. Qui è la famiglia Mazzaferro a comandare, mentre in Polonia sono gli uomini della famiglia Iamonte a controllare gli investimenti. Kiev è diventata un centro per i trafficanti di rifiuti tossici, mentre Bucarest una meta ambita per le attività industriali delle famiglie Pino e Sena (fonte: “Ammazzateci tutti Lombardia“). […]

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