• Archivi

  • Foto Ammazzatecitutti Lombardia

Processo Cerberus, parla Rosario Barbaro: “Per il Comune lavorammo anche gratis”

Fonte: http://www.milanomafia.com

Il figlio di Mico l’australiano in aula racconta dei lavori di movimento terra eseguiti per conto dell’Amministrazione di Buccinasco. “Per via Resistenza non abbiamo ricevuto un soldo”

Rosario Barbaro è nato a Platì il 19 luglio 1972. E’ il fratello maggiore di Salvatore Barbaro finito nei guai dopo l’inchiesta Cerberus delle Fiamme gialle. Entrambi sono figli di Domenico Barbaro, Mico l’australiano

Rosario Barbaro era titolare di un’azienda individuale di movimento terra con sede in via Cadorna, 126 a Buccinasco, poi chiusa.

Insieme al padre è stato poi titolare della Mo.Bar con sede in via Concordia a Corsico. L’azienda si occupava di lavori di movimento terra

Il 10 luglio del 2008 è stato arrestato dal Gico della guardia di Finanza per associazione mafiosa insieme al padre Domenico e al fratello Salvatore

Attualmente è detenuto e imputato nel processo in corso alla Settima sezione penale del tribunale di Milano

Milano, 28 gennaio 2009 – “Dal Comune di Buccinasco non abbiamo mai preso un soldo. L’amministrazione ci incaricò dei lavori in via Resistenza ma non volle pagarci perché aveva contestato in nostro intervento dicendo che la terra utilizzata era inquinata. Ma in altre occasioni uomini del Comune ci chiesero di aiutarli per piccoli lavori che abbiamo eseguito gratuitamente”. Nell’aula della Settima sezione penale del Tribunale di Milano parla Rosario Barbaro, imputato con l’accusa di associazione mafiosa insieme al fratello Salvatore e al padre Domenico. Il pm Alessandra Dolci procede con l’esame dell’imputato che racconta i suoi inizi con ruspe e bilici. Dalla prima società, la ditta individuale Rosario Barbaro nei primi anni novanta, alla carcerazione per droga qualche anno più tardi. Poi la messa in liquidazione della società per motivi finanziari e l’ingresso nella Mo.Bar insieme al padre Domenico. Un’azienda che per anni s’è occupata del movimento terra nella zona di Buccinasco e di tutto l’hinterland di Milano e le cui vicende sono ora al centro dell’inchiesta Cerberus sul gruppo Barbaro-Papalia. Rosario, detenuto dal luglio del 2008, ha parlato anche dei lavori svolti per conto del Comune di Buccinasco. Dall’intervento di via Resistenza, dove l’amministrazione autorizzò la copertura con terra di coltivo di un’area verde, fino a “piccoli lavori” eseguiti a titolo gratuito.

In via Resistenza diede incarico ai Barbaro di ricoprire l’area con 5 centimetri di terra di coltivo, terreno vergine. “Poi l’allora sindaco Maurizio Carbonera attraverso il geometra che si occupava della pratica mi chiese di aumentare la copertura fino a 25 centimetri – ha raccontato Rosario Barbaro in aula -. A lavori finiti ci fu un contenzioso con il Comune: dissero che il terreno utilizzato era inquinato. Così non pagarono mai l’intervento svolto”. Lavori per circa 38 mila euro, bloccati dopo la scoperta di cromo esavalente fatta dai tecnici dell’Arpa tanto che l’area finì sotto sequestro. Rosario Barbaro sostiene di avere incontrato due volte in tutta la sua vita l’ex sindaco Carbonera, sempre e soltanto per questioni di lavoro.

Poi il maggiore dei fratelli Barbaro parla di un intervento eseguito con le proprie ruspe in via Salieri, la zona dove nel 2005 vennero ritrovati due bazooka nascosti accanto alla Tangenziale. “Un giorno incontrai l’ex sindaco Guido Lanati (in carica prima di Carbonera e in seguito assessore della giunta, ndr) che mi chiese se potevo dargli una mano: c’erano due mucchi di terra abbandonata e mi disse se potevo spianarli – racconta Barbaro -. Per me non c’erano problemi, gli chiesi l’autorizzazione ad accedere al cantiere. Gli dissi: fammi quattro o cinque giorni di permesso, e alla prima occasione vado. E così fece, dal Comune mi arrivò l’autorizzazione del capo dell’ufficio tecnico Fregoni ed eseguii i lavori”. Racconta l’imputato che per quell’incarco la sua azienda non venne pagata dall’amministrazione: “Era un favore e lavorammo gratuitamente”.

Tra le parole di Rosario Barbaro spunta l’ennesimo riferimento a Pasquale Papalia e ai suoi lavori nel cantiere di Buccinasco più. “Lui – dice il figlio di Mico l’australiano – non poteva lavorare perché aveva pochi camion, mi pare fossero due”. E dunque perché mai Adriano Pecchia volle a tutte i costi dare 24.000 euro al figlio del boss Antonio Papalia? Soprattutto facendo figurare quel denaro come manodopera effettivamente eseguita dalla Lavori stradali di Maurizio Luraghi. Ma Rosario Barbaro fa di più, confermando una frase detta dal fratello Salvatore, sul monopolio della ‘ndrangheta nel campo del movimento terra. “Prima di tutto devono lavorare i nostri camion”, sarebbero queste le parole dette da Salvatore Barbaro a Luraghi che po le riferisce a Rosario.(cg/dm)

Annunci

Una Risposta

  1. Commento eliminato perchè non conforme alle regole del blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: