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Buccinasco, la replica degli ex assessori: “I lavori di via Resistenza precedenti alla giunta Carbonera. Pronti ad essere sentiti dai magistrati”

Fonte: http://www.milanomafia.com

Giambattista Maiorano (Bilancio) e Rino Pruiti (Ambiente) rispondono alle dichiarazioni di Rosario Barbaro. “I nostri rapporti con le loro aziende sono cristallini”

La vicenda rifiuti tossici

Sul sito dell’Istituto superiore di sanità si legge: «Il cromo esavalente o cromo VI è un pericolo per la salute umana». Bene, nel 2003 il cromo viene trovato in un terreno comunale di Buccinasco. L’area è quella di via Resistenza, un pratone di oltre 7 mila metri quadrati. Da allora è bloccata, in attesa di bonifica. «Sul terreno di via Resistenza», scrivono i tecnici dall’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia), «sono stati individuati due focolai di contaminazione diffusa. Un mix di veleni che penetra nel terreno e finisce nella falda acquifera.

Chi li ha scaricati nel pratone di via Resistenza? L’allora sindaco di Buccinasco, Maurizio Carbonera manda un esposto contro ignoti alla Procura di Milano. I magistrati archiviano. Senza risposte anche un’interrogazione parlamentare .
Dopo cinque anni, nel 2008, viene ritrovata una lettera che proverebbe le responsabilità dell’inquinamento: la scrive al Comune Rosario Barbaro, il fratello maggiore di Salvatore Barbaro. La lettera è datata 8 maggio 2003. È una richiesta di soldi: «Durante i mesi estivi dello scorso anno, la mia ditta ha cominciato a trasportare a discarica vari materiali di risulta e poi ha immesso nell’area di via Resistenza 5 centimetri di terra di coltivo». Barbaro pretende il pagamento di «26.339.000 euro, pari a 170 viaggi di camion». I viaggi sono avvenuti, ammette la lettera, nell’estate 2002, quindi prima della scoperta dell’inquinamento da cromo. A confermare l’ipotesi anche l’attuale funzionaria comunale Gregoria Stano: «Barbaro ha lavorato in via Resistenza. Tutti lo sanno, ma nessuno parla o prende provvedimenti».
Rosario Barbaro non è nuovo a questo metodo. In passato ha avuto a che fare con la giustizia per fatti simili: nel 2003 i vigili avevano scoperto una discarica abusiva, inquinata da amianto, in via Trecastelli, zona Barona dentro il perimetro del Parco sud Milano, area strettamente vincolata. Sul verbale di polizia giudiziaria si legge: «L’episodio deve essere inquadrato in un piano organizzato di realizzazione di una discarica abusiva». Il tutto aggravato perché realizzato dentro i confini di un parco. Gli investigatori sospettano i Barbaro «di voler così cambiare la destinazione d’uso dell’area». Anche in questo caso, però, il pubblico ministero fa richiesta di archiviazione. In realtà, Rosario Barbaro viene riconosciuto colpevole di aver creato una discarica abusiva, reato che però può essere estinto pagando un’ammenda. Il 25 maggio, lo stesso tribunale attesta il pagamento di 13 mila euro da parte di Rosario Barbaro. Il caso è chiuso. (dm)

Milano, 5 febbraio 2010 – Rosario Barbaro durante la sua deposizione in aula, durata poco meno di un’ora, ha parlato dei legami delle imprese di famiglia con l’ex amministrazione comunale di Buccinasco, ha parlato degli appalti ottenuti direttamente dal Comune e ha giurato di non aver preso un soldo per tutti gli interventi. Alle sue parole, oggi rispondono alcuni dei diretti interessati, l’ex assessore al Bilancio Giambattista Maiorano e quello all’Ambiente Rino Pruiti.

Rosario Barbaro ha lavorato con i propri camion in via Resistenza (nella foto), un terreno oggi inquinato dal cromo esavalente. Quali sono stati i passaggi che hanno portato l’Amministrazione ad affidare l’incarico alla società di Rosario Barbaro?

“Al di là di quanto afferma Barbaro, c’è da precisare che tutte le attività di movimento terra registrate in via Resistenza sono antecedenti all’insediamento dell’Amministrazione Carbonera avvenuta nel giugno del 2002”.

E quindi a quando risale l’inizio dei lavori?

“Tutti i lavori sono databili al periodo della Giunta Lanati (2000-2001) e successivamente nel periodo del commissariamento, a riprova di questo esistono due interrogazioni consiliari del Consigliere Giampietro Camito di Rifondazione Comunista (corredate di foto), interrogazioni che sono state ignorate sia dal Presidente del consiglio comunale dell’epoca (Luigi Iocca: che ha dichiarato di non averle mai viste) che dal commissario di Governo che è succeduto al Sindaco dopo il commissariamento (che non era obbligato a valutarle). Molto verosimilmente le autorizzazioni, per altro soltanto verbali, sono state date dai dirigenti degli uffici comunali dell’epoca. Del resto, qualora ci fossero dubbi, esiste una lettera protocollata dalla Edil Company dei Barbaro dove descrivono la cronistoria di quanto accaduto facendo nomi e cognomi”.

I Barbaro non vennero pagati, quindi…

R: I Barbaro o meglio l’impresa Edil Company dei Barbaro (anche se la fattura è stata emessa da Barbaro Rosario), per le attività svolte, presentò una fattura dell’importo di 38.000 mila euro. Il documento è girato parecchio tra l’ufficio tecnico e la ragioneria generale.

E lei, Maiorano vide quella lettera?

“Nella mia qualità di assessore al bilancio (Giambattista Maiorano), quando mi fu sottoposta, dopo reiterate sollecitazioni alla struttura da parte dell’impresa, avendo verificato la mancata copertura della spesa e l’inesistenza di qualsiasi documento, determina o delibera, che potesse giustificare i lavori, diedi esplicito ordine di non pagare. Così come l’Assessore all’ambiente dell’epoca (Rino Pruiti) aveva rifiutato agli uffici comunali il visto per mandare avanti la determina/delibera con gli stessi motivi (luglio 2002)”.

C’è stato contenzioso con la famiglia Barbaro?

“No. Né risultano azioni legali in fase successiva. Immagino invece che tali azioni possano essere state sostituite da atti di provocazione, avvertimenti e di intimidazioni sia nei confronti del personale (vedi denuncia dell’arch. Fregoni per i danni causati alla sua autovettura) che del Sindaco Maurizio Carbonera”.

I Barbaro tuttavia hanno sempre respinto queste accuse, ossia di aver avviato atti intimidatori o minacce nei confronti dell’amministrazione.

“Ovvia, mi sembra la posizione espressa dai Barbaro. Un sospetto non è una prova. Saranno la magistratura e le forze dell’ordine a scoprire l’arcano. Una cosa è certa: auto bruciate, croci e proiettile non possono essere un regalo del cielo!”

Rosario Barbaro ha parlato di due incontri con l’allora sindaco Carbonera. Avete mai saputo di questi incontri?

“Non sono mai stato presente (Maiorano + Pruiti). Li ritengo possibili e del tutto plausibile la risposta in merito a via Resistenza dopo l’esito dei carotaggi. Ovvio che la motivazione non poteva essere soltanto questa, ma, come detto nella risposta su via Resistenza, la disposizione da me data in mancanza di qualsiasi elemento di prova dell’affidamento”.

Quando e come si seppe di quella vicenda, mi sembra di capire quando Lanati era ancora in carica?

“Non sapevamo della vicenda nel 2000, infatti, l’opposizione fece appunto un’interrogazione consiliare per “sapere” che cosa stava accadendo in via Resistenza”.

Le dichiarazioni in aula da parte di Rosario Barbaro sono state molto nette.

“Mi spiace che da parte del Pm Dolci possa non esserci stato alcun dubbio circa la dichiarazioni di Barbaro”.

Tuttavia è giusto ricordare che le dichiarazioni di un imputato non hanno alcun valore per il procedimento…

“Sono pronto (insieme all’ex Assessore Rino Pruiti) , ovviamente, a fornire la mia versione dei fatti al fine di ristabilire ciò che è una verità storica anche per non distorcere, come si è fatto da parte di Cereda & C., l’impegno di Maurizio Carbonera”. (cg/dm)

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