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Settimana contro le mafie a Milano

La Settimana contro le mafie a Milano sta per tornare, con sette giorni di appuntamenti dedicati ai temi della legalità, dell’antimafia e della cittadinanza attiva. Mercoledì 12 maggio, alle ore 11.30, la Focacciera San Francesco (via San Paolo, 15, MM1 San Babila) ospiterà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione 2010. Giornalisti, blogger e cittadini sensibili alla causa sono invitati a partecipare.

Nel frattempo… dove eravamo rimasti? Alcune domande ad Alessio, uno degli organizzatori.

Com’è nata l’idea di organizzare una”Settimana contro le mafie a Milano”?

L’idea della “Settimana” è nata lo scorso anno dal desiderio di realizzare una manifestazione trasversale fra tutti i gruppi e le associazioni della città di Milano interessati alla lotta alle mafie e alla promozione di iniziative di cittadinanza attiva: è risultato piuttosto naturale, da subito, fare fronte comune rispetto a questa tematica. Con in mente l’esempio dei ragazzi che a dicembre 2008 avevano organizzato la bella giornata, a Milano, a Roma e in altre città, di “Io sono Saviano”, abbiamo spinto per allargare la rete organizzativa il più possibile. Così, da tre associazioni iniziali (Grilli di Milano, Legalità Organizzata e Ammazzateci Tutti) siamo arrivati al coinvolgimento di molte altre e nel gruppo organizzatore e di coordinamento delle attività sono entrati anche semplici cittadini. Lavoriamo letteralmente in rete, a progetto. Abbiamo ricevuto poi l’adesione esterna di altre realtà associative, come Libera Milano, Addio Pizzo, Legal-mente Buccinasco e altre. Anche quest’anno. per la seconda edizione, il sostegno di diverse realtà locali si sta facendo sentire: abbiamo ricevuto l’adesione di Arci Lombardia, per esempio. Insomma: si fa fronte comune, e questo per noi è un grosso risultato che speriamo prosegua, nel tempo, in altri progetti. La sinergia reale e trasparente fra le parti della società civile è un potente mezzo per arrivare a dei cambiamenti. Lo sviluppo del progetto in sette giorni è stato voluto sia per connotare in maniera forte e distintiva l’iniziativa, sia perché puntiamo a proporre eventi vari fra di loro, che sfruttino modalità e canali diversi, in modo da arrivare a tutti i pubblici e sensibilità. Il tempo di una settimana intera risultava e risulta, anche per quest’anno, perfetto.

Perché proprio a Milano?

Parlare di mafie a Milano può ancora stupire? Forse sì. I fatti sono, però, abbastanza chiari e ce lo confermano molte indagini della magistratura, molti casi di cronaca e tante testimonianze dirette, di amministratori locali, specie dell’hinterland milanese, e di cittadini comuni. La Lombardia è una delle regioni italiane con le maggiori infiltrazioni mafiose e una delle prime per beni confiscati alla mafia. A Milano le mafie, ‘ndrangheta in testa, hanno uno dei loro porti sicuri per il riciclaggio, e fanno affari d’oro, a volte purtroppo con la connivenza della politica e del mondo imprenditoriale. La crisi economica e l’Expo 2015 – da tempo lo denunciano personalità competenti come Nando Dalla Chiesa e Salvatore Borsellino –  rappresentano due occasioni pericolosissime sul fronte delle infiltrazioni mafiose per un territorio che non ha grandi antidoti per questo tipo di criminalità, anzi. Milano deve fare i conti con questo suo lato particolarmente odioso, mai sopito e oggi in piena ascesa. Per questo decisioni come quella di bocciare la Commissione comunale antimafia da parte della maggioranza, in consiglio, sono totalmente non condivisibili: uno schiaffo alla città, crediamo.

Qual’è stato il feedback da parte del pubblico, lo scorso anno? E di quello più giovane?

E’ stato positivo, parecchio positivo. Ci sono stati momenti più riusciti e momenti meno riusciti, dal punto di vista dell’affluenza del pubblico, ma in generale la “Settimana” 2009 è stata un ampio successo, con centinaia, migliaia di contatti. Hanno partecipato anche molti giovani, il pubblico è stato trasversale e fedele. In diversi non hanno perso una serata, tanto che, a fine settimana, più di un volto era diventato famigliare. Credo che la “Settimana” sia riuscita nel suo intento: compattare i cittadini, informarli, farli discutere di un problema che è anche un riflesso dell’indifferenza, dell’omertà, dell’emorragia di etica pubblica. E’ stata una vittoria della Milano che vuole restare vigile. Speriamo di replicare anche quest’anno.

Ideali ispirazionali?

Naturalmente ci siamo mossi nel ricordo della vita e del lavoro di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, visto anche che proprio il 23 maggio, giornata di chiusura della nostra “Settimana”, venivano inaugurati, nel 1992, con l’uccisione del giudice Falcone, della moglie e dei suoi agenti di scorta, alcuni dei mesi più buii della storia italiana. Uno degli eventi paralleli alla “Settimana” 2009 è stata, poi, una mostra fotografica legata alla figura di Peppino Impastato, che – è forse banale dirlo – rimane per tutti noi un esempio per chiunque creda nel valore della legalità e della lotta democratica. Quest’anno la mostra fotografica della “Settimana” ha l’onore di raccogliere una selezione di fotografie di Letizia Battaglia, esposte all’Università Statale. Anche il suo esempio è un grande motivo di ispirazione. Da un lato ci guidano un senso di unità civica, che garantisce una collaborazione concreta ed energica; dall’altro ci muove la voglia di promuovere l’idea che ogni singolo cittadino può fare la differenza: non solo denunciando esso stesso certe realtà sommerse, ma anche pretendendo il rispetto dell’etica pubblica, da parte tanto dagli amministratori quanto del vicino di casa qualunque. Bucare il fisco, offrire lavoro in nero, chiudere un occhio su questa o quella piccola corruzione, raccomandare e farsi raccomandare… in fondo anche questi sono tutti modi per legittimare, anche in piccolo, modi di fare mafiosi. Si parte da sé stessi. Contiamoci.

Aspettiamo di vedervi dal 17 al 23 maggio!

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