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Mafia e disinformazione, il capolavoro di Annozero. Da imputato di ‘ndrangheta a vittima delle cosche

Fonte: http://www.milanomafia.com

Si è parlato di mafia nell’ultima puntata di Annozero. Di Cosa nostra, delle stragi del ’92 e ’93, di depistaggi, trattative e strane entità politiche che avrebbero manovrato e progettato il terrore di quegli anni. In fondo nulla di nuovo. E invece no. Perché quasi all’esordio del programma, uno dei giornalisti di Michele Santoro (foto) ha intervistato un imprenditore lombardo. Un tipo robusto, vestito di nero, con i capelli ben impomatati. Maurizio Luraghi, il nome e il cognome. Professione: ras dell’edilizia, nello specifico del movimento terra, campo che da tempo ingolosisce la ‘ndrangheta. Ma non si doveva parlare di trattative, servizi segreti, seguendo l’esternazioni di Ciancimino junior? Sì, ma questo di Luraghi è solo un intermezzo. Per dire cosa? Che la mafia a Milano esiste. E ci mancherebbe. Che la mafia nella ex capitale morale d’Italia fa affari e ricicla denaro. In fondo, non una notizia. Che la ‘ndrangheta oggi qui al nord, nella futura casa di Expo 2015, chiede il pizzo agli imprenditori. E chi lo dice? Il buon Luraghi che usa il microfono come una clava. Lui fa nomi e cognomi. Dice dei Papalia, famiglia mafiosa, approfondisce, chiarisce. Racconta di Rocco Papalia e Salvatore Barbaro, mafiosi che lo hanno sfruttato, vessato, minacciato, ieri e oggi. E oggi ci sono telefonate anonime, mezzi bruciati, a lui, alla moglie, alla figlia. Una vittima. Luraghi sembra una vittima. Anzi lo è. E tutto grazie ad Annozero che concede telecamere, inquadrature e microfoni. E allora via contro il sindaco Moratti che non fa nulla e al sottosegretario Mantovano pure lui inerte. E’ grande giornalismo. Forse. Anzi no. Per niente. Perché il giornalista di Annozero prima o dopo aver lasciato la scena a Luraghi avrebbe dovuto doverosamente annotare che questo imprenditore oggi è imputato di mafia, accusato di aver fatto affari con la ‘ndrangheta. Per lui il pm Alessandra Dolci, magistrato tosto e tenace della Dda di Milano, ha chiesto sette anni di carcere. Di più: Michele Santoro o il suo giornalista dovevano dare un’altra informazione. Ad esempio che Luraghi oggi è anche imputato per bancarotta fraudolenta assieme, guarda caso, ai giovani padrini della ‘ndrangheta. E poi magari sarebbe stato corretto riportare una delle centinaia di intercettazioni che inchioderebbero Luraghi alle sue responsabilità mafiose. Questa ad esempio. Quando Luraghi, in auto, con Mario Miceli, cognato di Salvatore Barbaro, dice: “Ma tu Mario non hai visto quello che abbiamo costruito qui, io e Domenico Barbaro assieme a Rocco Papalia”. Già perché “io collaboro con Domenico e ancora prima con Rocco Papalia da 25 anni”. (dm)

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4 Risposte

  1. probabilmente un chiarimento sarebbe stato necessario, ma questo non sminuisce il fatto che siano stati fatti i nomi degli ‘ndranghetisti che a milano chiedono il pizzo.

  2. Concordo pienamente con darkfender.
    E anzi l’articolo non dice che lo stesso Luraghi ha detto di essere sotto processo per mafia. Ha aggiunto, e` vero, che secondo lui la sua colpa e` solo stata quella di aver avuto paura di denunciare. Questa paura originaria lo ha reso ovviamente complice di mafia avendolo fatto collaborare con le persone che accusa per molti anni. Ovvio che ci sono state intercettazioni. Ovvio che sia accusato per mafia. E` la scoperta dell’acqua calda.
    Sicuramente si potrebbe fare un processo alle intenzioni: e` ovvio che uno nella sua posizione cerchi di enfatizzare il suo originario essere stata vittima costretta a collaborare facendo passare in secondo piano il fatto che ha collaborato. E` altresi` ovvio che il programma non analizzi ogni minima sfaccettatura del problema, ma solo quelle cose che sono di maggiore interesse (non facciamo gli ipocriti, Santoro sara` anche un po’ fazioso, ma non e` certo l’unico. Mi stupisco sempre di come tutti parlino male di lui e nessuno dica una parola di Emilio Fede, reo di una faziosita` incredibilmente superiore a quella del conduttore di Annozero che, se non altro, precisa di continuo che cio` che dice e` solo frutto di un’opinione personale).
    Tutto questo comunque non toglie, ma casomai conferma ulteriormente, il fatto che la mafia al nord esiste in quantita` massiccia nonostante quanto ci venga detto dalle alte sfere per rassicurare gli elettori della Lega, cosi` giustificati a sentirsi superiori e piu` civili rispetto agli abitanti del sud.
    In ultima analisi vorrei far notare che Luraghi non ha affatto accusato il comune di Milano, ma le istituzioni in generale. La polizia, che per altro comprende nella sua parziale noncuranza visto che effettivamente i poliziotti hanno altre cose a cui pensare nella capitale commerciale d’Italia oltre ai mezzi della figlia dello. Le accuse che l’imprenditore ha mosso sono contro le istituzioni ad un piu` alto livello; al fatto che lo stato in queste circostanze non c’e`. La Moratti e` solo il sindaco, chi l’ha messa in mezzo e` chiaramente andato oltre in maniera illecita e insensata.
    Nel leggere articoli del genere non posso fare altro che rammaricarmi, perche` sembra davvero che chi scrive non abbia nemmeno visto la trasmissione.

  3. Anch’io sono sulla riga di Darkfender e Raen86.
    Sono un simpatizzante del movimento Ammazzatecitutti, ma trovo fuorviante questo commento sull’intervista di Annozero a Luraghi. Lo scopo di Annozero, a mia impressione, non era di evidenziare che Luraghi è un mafioso, o che è accusato come tale – si comprende dal contesto. Ma di richiamare l’attenzione del telespettatore – senza distrazioni – sulla presenza della mafia a Milano. E ciò lo ha voluto fare non tramite bla bla da bar, ma andando a scovare uno che le cose le sa.
    Né purtroppo vale dire, come dite “Che la mafia a Milano esiste. E ci mancherebbe!”
    Non vale perché la generalità delle persone non riesce a pensare che Milano possa ospitare la mafia, immaginandola ancora la città di un tempo.
    Purtroppo il vs movimento non ha voce diffusa, perché è seguito solo da appassionati come me. Mentre Santoro, che la mafia esiste a Milano lo ha detto a tutti con efficacia. Un saluto a tutti- Giosal

  4. premetto che non ho visto la trasmissione ma se quello che dice l’articolo è vero un minimo di trasparenza da parte di Santoro non sarebbe stata male o scegliere qualche altro imprenditore più pulito. Ciancimino almeno lo ha sempre ammesso di essere indagato per frode o cose del genere, non nè va fiero ma lo dice, comunque l’importante è la testimonianza, che avrà fatto irritare non poco la mortisia

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