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“Fuori la mafia dalla mia città”: il cambiamento è adesso

Fonte: http://www.varesenews.it

Successo per la serata antimafia con Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, organizzata da Sinsitra Ecologica Libertà con Ammazzateci Tutti

Il cambiamento, è adesso. La nuova generazione che avanza. La speranza di un’Italia migliore, la certezza che si può dare l’esempio. Riassunto forse ottimistico ma doveroso di una bella serata di partecipazione su un tema difficile: la mafia. Che da queste parti, poi, il più delle volte vuol dire ‘ndrangheta, perchè oggi come oggi è la mala “calabrese”, che poi in terra “padana” alligna e vive alla grande, a fare notizia.
Mafia e ‘Ndrangheta: Fuori dallo Stato! Fuori dalla nostra Città!” la serata al Museo del Tessile organizzata da Sinistra Ecologia Libertà, e che ha visto la partecipazione, dietro invito, di Ammazzateci Tutti. Assente ogni rappresentanza delle istituzioni, ospite gradito il giornalista Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it, venuto a portare la sua competenza su scandali e nequizie portati alla superficie grazie al lavoro di magistati, poliziotti, giornalisti. A introdurre, il giornalista e regista Gilberto Squizzato e Luca Ruggiero per SEL; ad affiancare Gomez erano per Ammazzateci Tutti il coordinatore regionale, il bustocco Massimo Brugnone, e quello cittadino Davide Borsani, appena sedicenne e già in grado di sciorinare fatti e situazioni dei delitti e delle inchieste successive che hanno “inquadrato” la locale ‘ndranghetista detta di Legnano-Lonate. In sala, nel centinaio abbondante di intervenuti, anche vari studenti che hanno avuto modo in mattinata di assistere ad una udienza del processo in corso sulle risultanze dell’operazione “Bad boys”. E anche alcuni militanti di Giovane Italia, ragazzi del PdL, a far presente alla stampa come «il tema della lotta alla mafia non è sentito solo a sinistra: anche noi siamo sensibili». Giusto quindi, sia pure “in trasferta”, esserci.

«A Monza si stima che il 97% degli esercenti paghi il pizzo», spara Gilberto Squizzato. Una mazzata.«Altro che padroni a casa nostra: c’è gente che viene da fuori, e a suon di soldi sporchi compra terreni, bar, si insedia. Eppure non è possibile per le mafie prosperare senza complicità: senza avvocati, commercialisti, tecnici, bancari pronti a prestarsi». Senza fare troppe domande. «Un furto di bene comune» quello perpetrato dalle mafie anche per Luca Ruggiero.

Peter Gomez andava al sodo: cherchez l’argent. Il denaro è la chiave di tutto: i suoi movimenti, la possibilità di farlo, più o meno illegalmente, purchè tanto, in fretta e soprattutto senza faticare. Il governo di centrosinistra voleva una maggiore tracciabilità dei pagamenti, mossa rimasta però a metà. «Bisogna ridurre la circolazione del denaro “caldo”; magari tornando a punire il falso in bilancio».
«La mafia è tale quando ha rapporti con la politica, altrimenti è gangsterismo» avverte Gomez, che si dilunga su corruzione e reati contro la pubblica amministrazione con nomi e cognomi di arrestati, condannati, assolti e prescritti. Perchè le mafie «cercano almeno al Nord di usare meno violenza per non attirare attenzioni sgradite». Andava spiegato ai killer di Lonate, Ferno, San Vittore Olona. «Le mafie non necessariamente spacciano, rubano, estorcono: fanno tutto quello che può rendere denaro e potere, anche mettere mano a speculazioni finanziarie, o truccare un piano regolatore». Indebolita l’attenzione sui reati contro la pubblica amministrazione, complice anche il conflitto tra classe politica e magistratura, abbondano comportamenti che o non costituiscono reato o sono difficilissimi da dimostrare.
Eppure si deve giudicare, e dai partiti i cittadini «devono esigere la selezione della classe dirigente. Un assolto, archiviato, non processato, non è per questo un onesto. La politica deve darsi altri parametri». Invece vale solo quella di saper portare consensol’allarme è venuto dallo stesso ex ministro degli Interni Pisanu, nelle liste di amministrative e politiche si trovano persone già poste all’attenzione della magistratura. E i cittadini non possono più nemmeno scegliere, data la legge elettorale, almeno alle politiche. Gomez cita esempi bipartisan di condannati per reati gravi (false dichiarazioni al pm, corruzione di pubblici ufficiali) eletti in Parlamento. O casi scottanti, recenti e non: un consigliere regionale del Pavese fotografato con un uomo legato alla ‘ndrangheta; un noto politico dell’Ennese filmato mentre si abbracciava e baciava con quello che si sarebbe poi scoperto come un influente boss. Entrambi “illibati” giudiziariamente; l’ultimo ora è in Parlamento. «È aumentata la mafiosità, al nord come al sud. Ci sono partiti più e meno infetti, ma la febbre ce l’ha tutta la società italiana. Nei regimi si può solo applaudire il potere, nelle democrazie si può fischiare. Ferma restando la non violenza, bisogna far sentire loro il fiato sul collo. Loro difficilmente molleranno. E noi nemmeno» la chiusa in “stile Grillo”.

«Molto è cambiato in Lombardia in tre anni» riconosceva Massimo Brugnone per Ammazzateci Tutti: «nel sentire della gente, nell’azione della magistratura». Il fatto che gli imputati del processo Bad Boys chiedano il rito abbreviato testimonia la solidità delle prove. Le conoscenze sulla ‘ndrangheta calabrese e lombarda hanno subito una vera rivoluzione copernicana quest’anno, sono emerse strutture piramidali prima insospettate, tra cui una “commissione” regionale lombarda. E, avverte Brugnone, il nuovo capitolo da affrontare è «quello del “secondo livello” tra ndrangheta, politica, massoneria, cioè la ‘Santa’». Ingranaggio di un malaffare più vasto, più ramificato, furbo nello scegliersi i contatti. Omertà e collusione sono ormai patrimonio anche dei lumbard doc. E anche il voto amministrativo può essere teatro di manipolazioni: «Attenzione ai cambi di residenza prima delle elezioni, si sono già viste cose strane». I giovani di Ammazzateci Tutti vigilano: hanno giurato, un patto tra uomini e donne liberi, si stanno preparando. Laddove nessuno seguiva, c’è una tensione nuova. Sono già alla seconda generazione, si stanno laureando, chi vuole entrare in polizia, chi essere uomo di legge. Hanno seminato. Ci saranno. Il cambiamento è qui.

13/10/2010

Stefano D’Adamo
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