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Spari contro i negozi, proprietaria ferita alla spalla da un colpo

Fonte: http://www.milano.corriere.it

I proiettili esplosi da uno scooter in corsa. La vittima è una nigeriana. Il movente non è ancora chiaro

MILANO – Poteva scapparci il morto ieri pomeriggio in via Leoncavallo per una serie di colpi di pistola che hanno centrato le vetrine di due negozi. Un proiettile ha raggiunto alla spalla una donna nigeriana di 45 anni che si trovava all’interno dell’esercizio di proprietà del marito. Le sue condizioni, fortunatamente, non sono gravi. Milano, ieri, per una manciata di minuti, è piombata in un clima che non ricordava da tempo. Le sparatorie che hanno insanguinato la città, che riportano a regolamenti di conti o a intimidazioni sono un lontano pensiero che tutti vogliono confinare nell’album dei cattivi ricordi.

Erano le 18, minuto più minuto meno, quando all’angolo tra piazza Durante e via Leoncavallo 6, è scoppiato il finimondo. Facendosi largo nel traffico caotico che caratterizza la zona, una moto è schizzata davanti al negozio sul quale spicca la scritta «Alimentari dal mondo». Testimonianze ancora incerte non specificano se sul mezzo a due ruote c’erano uno o due persone. Certo, a sparare è stato uno solo con il volto coperto da un casco integrale. Tre colpi sparati in rapida successione: due hanno centrato la vetrina del negozio di alimentari, il terzo l’attigua immobiliare.

Proiettili che hanno trapassato i cristalli e uno dei quali si è conficcato nella spalla della moglie del proprietario (un italiano di 36 anni con piccoli precedenti) dell’«Alimentari dal mondo». Poi la moto (uno scooter Yamaha) è sparita. Immediatamente il centralino della questura è stato subissato da segnalazioni di una sparatoria. In via Leoncavallo si sono precipitati numerosi equipaggi. Un’ambulanza ha soccorso la donna che è stata caricata e trasportata alla vicina clinica Città Studi. Il movente non è ancora chiaro. Gli agenti della squadra mobile hanno portato in questura numerosi testimoni tra cui il marito della nigeriana. «Pensiamo a un’intimidazione» dicono gli investigatori. «Se avessero voluto uccidere qualcuno sarebbero entrati nel negozio».

Alberto Berticelli
15 ottobre 2010

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