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Stroncati gli affari della ‘ndrangheta

Fonte: http://www.varesenews.it

Finiscono sotto sequestro altri 7 milioni di euro di beni tra locali pubblici, imprese, ville e appartamenti nella disponibilità dei presunti esponenti della “locale” di ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo-Legnano, attualmente alla sbarra a Busto

Possedevano ancora una pompa di benzina, due locali, vari appartamenti, due ville e diversi conti correnti per un valore complessivo di 7 milioni di euro i presunti appartenenti alla locale di ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo-Legnano, attualmente a processo a Busto Arsizio, e su questi beni i carabinieri del comando provinciale di Varese, in collaborazione con il Tribunale di Varese e con con la Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano, sono riusciti a mettere le mani per toglierli dalla disponibilità dei membri del clan.

Dopo il sequestro avvenuto nel marzo scorso, che aveva portato alla luce beni per un valore che superava i 20 milioni di euro, nella giornata di ieri, 5 novembre, le forze dell’ordine, hanno dato esecuzione nelle Province di Varese e Milano a 3 decreti di sequestro di beni ai fini della confisca adottati dai Tribunali di Varese e Milano su richiesta della Dda di Milano nei confronti di altrettanti componenti il vertice della compagine criminale di stampo mafioso riconducibile alla “’ndrangheta” denominata “Locale di Lonate Pozzolo”, affiliata alla cosca Farao-Marincola della provincia di Crotone, operante principalmente in Provincia di Varese ed in particolare nelle zone di Lonate Pozzolo, Busto Arsizio, Gallarate, Malpensa, nonchè Legnano.

Il provvedimento è frutto di indagini patrimoniali condotte nell’ambito di attività investigativa denominata, dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, “Bad Boys”, avviata dal Reparto Operativo di Varese nel 2005 e coordinata dal sostituto procuratore Mario Venditti, che rappresenta l’accusa nel processo in corso a Busto Arsizio contro i presunti mebri della “Locale di Legnano – Lonate Pozzolo”. Il sodalizio, grazie alla forza derivante dal vincolo associativo con la cosca madre di Cirò Marina (KR), era arrivato a controllare gran parte delle varie attività criminose nella zona e il“condizionamento” di imprenditori e commercianti, acquisendo – direttamente o indirettamente – la gestione di attività economiche nei settori del commercio, dell’edilizia e del mercato immobiliare.

Nella conferenza stampa di questa mattina, sabato, è stato sottolineato da tutti presenti (il presidente del tribunale di Varese Emilio Curtò, il procuratore capo della Repubblica di Varese Maurizio Grigio e il comandante provinciale dei Carabinieri De Marco) come l’operazione si inserisce nella strategia di contrasto alle infiltrazioni della “’ndrangheta” in Lombardia con particolare riferimento alla aggressione dei patrimoni risultanti da attività di estorsione e usura, predisposta dalla Dda di Milano e che ha visto in prima linea il Comando Provinciale di Varese collegare e approfondire alcuni filoni investigativi insorgenti da altre indagini condotte con le Procure di Varese e Busto Arsizio. Tutti questi filoni sono confluiti dapprima nell’indagine Bad Boys del marzo 2009 e in seguito alla maxi-inchiesta che ha portato a 300 arresti, nel luglio scorso, tra Lombardia e Calabria.

I patrimoni oggetto di sequestro consistono in quote societarie, beni mobili e immobili, conti correnti bancari, stimati – al momento – in un valore complessivo di circa 7 milioni di euro. In particolare, sono stati sottratti alla disponibilità dell’organizzazione criminale – anche se fittiziamente intestate a familiari e prestanome – le quote di 2 società operanti nel campo edilizio e immobiliare (la Mavisa e la Gangi, riconducibili ad Emanuele De Castro), utilizzate nell’attività di riciclaggio del danaro proveniente da estorsioni e usura, 1 stazione di servizio a Lonate Pozzolo, 2 ville (una a disposizione di Vincenzo Rispoli in quel di Arenzano e una nella disponibilità di Nicodemo Filippelli a Lonate Pozzolo), 6 appartamenti, 4 box, 1 magazzino, numerosi conti correnti bancari e 2 esercizi commerciali (lo Stomp di Legnano e il Billiard di Busto Arsizio), uno dei quali teatro di numerosi “vertici” tra i componenti dela cosca.
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