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Mafia, allarme dei costruttori “Cresce il richio infiltrazioni”

Fonte: http://www.milano.repubblica.it

L’Assimprendil si dà un codice: chi non denuncia i reati sarà espulso dall’associazione
Il presidente De Albertis: “Dobbiamo fermare la corsa patologica ai ribassi, altera il mercato”

di ILARIA CARRA

«Sta saltando il banco, il rischio di infiltrazioni mafiose c´è ed è un problema ormai gravissimo». L’associazione dei costruttori milanesi, Assimpredil Ance, lancia un allarme pesante contro il rischio sempre più alto che le imprese, colpite dalla crisi economica e con problemi di liquidità, diventino sempre più terreno fertile per la criminalità organizzata. E alza così le barriere per difendersi: un piano di regole «per garantire legalità e trasparenza alle imprese». Un codice antimafia che tutti gli iscritti dovranno rispettare. Primo punto, il più importante: l´obbligo per gli imprenditori di denunciare i reati che «ne limitino la libertà economica a vantaggio di imprese o persone riconducibili a organizzazioni criminali», pena l´espulsione dall´associazione.

Così i costruttori milanesi, per alimentare un circuito economico sano, si allineano al modello già introdotto da Confindustria nel Mezzogiorno: via le imprese condannate per mafia, ma anche chi tace. Un provvedimento che risponde alla denuncia fatta nei mesi scorsi dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia milanese, Ilda Boccassini, sulla troppa omertà diffusa tra gli imprenditori. La paura, però, è tanta: anche per questo viene creato uno sportello all´associazione con legali pronti a fornire assistenza con la massima riservatezza.

Il rischio di infiltrazioni è più alto con le imprese in crisi: gli operai iscritti alla cassa edili di Milano, Lodi e Monza sono scesi a 58mila dai 70mila del 2008, e un problema è anche il calo delle gare bandite dal Comune, quasi dimezzate. Tra le nuove misure del regolamento c´è anche una stretta sui requisiti per iscriversi all´associazione: il certificato camerale antimafia dovrà essere presentato da tutti i soci di un´impresa e non più soltanto dal legale rappresentante come finora. Poi una maggior trasparenza richiesta alle “stazioni appaltanti” sui dati dei lavori assegnati, un fondo alimentato con i risparmi degli sconti nelle gare per intensificare la legalità e una rete d´impresa sul controllo di tutta la filiera.

E sarà utile anche il nuovo accordo quasi pronto con il Comune di Milano, che permetterà la tracciabilità dei mezzi in entrata e in uscita da un cantiere: un “telepass” che Palazzo Marino ha voluto più per motivi anti-inquinamento, ma con cui si risale a posizione e dati del proprietario e del mezzo. La battaglia va condotta, però, anche contro il sistema: «La corsa patologica ai ribassi nelle gare deve finire – denuncia Carlo De Albertis, presidente di Assimpredil- il mercato è troppo alterato alla base». Non solo, l´auspicio è che presto vengano formate le “white list” pensate dal ministro Maroni con l´elenco delle imprese “pulite”: «Ce n´è bisogno – ammette De Albertis – ma la prefettura dice che non c´è abbastanza personale per realizzarle».

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