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“Storie eccezionali e persone normali”

Fonte: http://www.informazioneonline.it

LONATE POZZOLO – Mancano due giorni, e i recenti fatti di cronaca, con le pene comminate alla “Bad Boys” e l’arresto del presunto esecutore dell’omicidio di Salvatore D’Aleo – una sorta di regolamento dei conti all’interno della cosca bustocca affiliata alla mafia gelese avvenuta nell’ottobre 2008 – non fanno altro che aumentare l’attesa e l’interesse per “Nomi, cognomi e infami” di Giulio Cavalli, il Consigliere regionale di SEL nonché fondatore de la “Bottega dei Mestieri Teatrali” di cui è autore, regista e interprete, in scena sabato prossimo, 9 luglio alle ore 21, in piazza Sant’Ambrogio a Lonate Pozzolo.
NOMI COGNOMI E INFAMI
Nomi, cognomi e infamiè racconto, cronaca e discussione per scoprire storie che “ci raccontano di mafia e di camorra, di soprusi, di ingiustizie, di violenza. Ma ci raccontano anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli ‘uomini d’onore’ perché l’onore, quello vero, è tutta un’altra cosa”.
Ѐ una riscoperta della parola, pura e semplice, una testimonianza diretta senza filtri tra palcoscenico e platea, è Cavalli che si racconta e racconta al pubblico queste storie attraverso il suo sguardo personale.
Giulio Cavalli narra in prima persona i fatti, i nomi, le facce di una vita che non ci appartiene e che non ha né onore, né dignità, una vita che stride di fronte a quella di personecome Don Peppe Diana, prete ucciso a Casal di Principe per il suo impegno contro la camorra.
Storie, per cercare di fare chiarezza intorno ai fatti che stanno dietro ad un omicidio tristemente noto, quello di Paolo Borsellino.
O ancora per riportare alla luce fatti forse meno conosciuti, ma non per questo meno carichi di significato, come quelli che hanno per protagonista il magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta per le sue indagini “troppo concentrate” sulle attività illegali sviluppatesi in Piemonte.
Un percorso legato da un filo conduttore unico per mantenere viva la memoria, certo, ma anche per informare con dati e nomi, per dare voce a chi quotidianamente combatte una battaglia che troppo spesso sembra persa in partenza, per non cadere nella “normalizzazione”, per risvegliare le coscienze di una società civile che non può permettersi di ignorare quanto accade, perché se ne parli sempre, non si dimentichi e non si volti mai la faccia dall’altra parte.
“Caro picciotto, o se preferisci, visto che hai imparato a pettinarti e vestirti pulito, caro estorsore, o, se preferisci, caro esattore. E poi caro al tuo capo ufficio, quello che sta seduto a contare i soldi quando alla sera raccoglie le mesate del mandamento, quei soldi che vi auguro che vi marciscano in mano.
E poi cari a tutti i falliti, perché è da falliti mangiare sulla metastasi dellapaura degli altri, oppure, per capirsi meglio, cari a tutti gli uomini d’onore, così ci capiamo meglio, così vi prendiamo dentro tutti e entriamo subito in tema. Sono un commerciante di parole, a volte me le pagano bene, e arrotondo sempre il peso prima di chiudere la vaschetta. […]
Questa seraapro la saracinesca fuori orario e vi vengo a cercare io, ma mica per i cinquecento euro così sto messo a posto, ma perché avrei, dico almeno, un paio di domande, una cosa da niente, mica per capire dove non c’è niente da capire, ma per togliermi il peso. Il peso di una curiosità che alla fine cercate sempre di farci pagare nel mercato della vigliaccheria di cui siete i detentori”.
Giulio Cavalli
Alessio Murace
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