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Caso Penati, trovati 20mila euro nello studio dell’architetto Magni

Fonte: http://www.repubblica.it

Nuovi sviluppi sul professionista accusato di distribuire le tangenti a Sesto San Giovanni: ad accusarlo anche due giovani architetti. Secondo l’accusa, avrebbe creato fondi all’estero per pagare tangenti

di SANDRO DE RICCARDIS

MILANO – È stato definito “l’architetto degli oneri conglobati”, il professionista che avrebbe nascosto nei suoi preventivi, proprio sotto la voce “oneri conglobati”, le tangenti da pagare all’assessore all’Edilizia Antonino Di Leva. Nello studio di Marco Magni gli uomini della Guardia di finanza, oltre alla documentazione su pratiche urbanistiche, hanno sequestrato anche ventimila euro in banconote di grosso taglio.

Se quei contanti sono parte del denaro necessario per “oliare la macchina comunale” come ha denunciato il grande accusatore del “Sistema Sesto” Piero Di Caterina, ricordando un suo dialogo con Magni, o “soldi nella normale disponibilità di un professionista per pagamenti più che leciti” come assicura l’avvocato di Magni, Bruno Peronetti, lo stabiliranno le indagini.

È un fatto che i pm Walter Mapelli e Franca Macchia hanno proceduto al sequestro delle banconote del professionista, indagato per corruzione e considerato la longa manus dell’assessore Di Leva, la cui figlia lavora proprio nel suo studio.

Ad accusare Magni, anche due giovani architetti sestesi. Finché erano nel team di Magni, hanno lavorato senza problemi. “Poi però – hanno detto ai pm – ci siamo messi in proprio e le pratiche urbanistiche hanno iniziato a subire strani ritardi”. Sono stati loro e Di Caterina a portare la Gdf a due società estere, la svizzera Getraco e l’inglese Shorelake usate da Magni “per strane consulenze”.

Secondo l’accusa, avrebbe creato fondi all’estero per pagare tangenti, spedendo i progetti in Inghilterra e facendoli tornare in Italia come fossero consulenze acquistate dall’estero e poi fatturate dallo studio. Un sistema che gli avrebbe permesso di creare 420mila euro off-shore fino al 2008. Del sistema di tangenti ai politici, consolidato negli anni dell’amministrazione di Filippo Penati e portato avanti anche durante la sua presidenza in Provincia, l’architetto Magni sarebbe uno snodo centrale. “Magni in più occasioni mi ha detto che sugli interventi edilizi da lui progettati venivano pagati corrispettivi all’assessore Di Leva – ha ricordato Di Caterina – . Il denaro veniva mascherato con la formula “oneri conglobati”, lui mi ha detto che servivano per “far girare la macchina”.

La procura sta lavorando anche per decrittare i codici e le sigle consegnate da Di Caterina, che celano i beneficiari delle tangenti. Proprio alcuni di questi – come “Bruno” e “big Bruno” – portano l’attenzione della procura ad appalti nei trasporti pubblici in comuni come Segrate e Cinisello, e ai loro ex amministratori per tangenti pagate dalla fine degli anni ’90.

Intanto ieri il sindaco di Sesto Giorgio Oldrini ha difeso l’immagine della città, ricordando come “abbia vissuto una delle maggiori riqualificazioni della storia d’Italia. Sesto non è la periferia di Katmandu”.

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