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I testimoni di mafia agli studenti: vietato il silenzio

Fonte: Gazzetta di Mantova

SUZZARA

«Leggete, informatevi, tenete d’occhio le pagine dei giornali che parlano dei vari fenomeni mafiosi: dalle infiltrazioni negli appalti pubblici, agli attentati, alle estorsioni ai morti amazzati. A Cosa Nostra e all’ Ndrangheta non piace che si parli dei loro loschi affari. Non vogliono clamore ma solo omertà e silenzio. Alle mafie da fastidio che si parli di mafia». Questo l’invito rivolto dal giornalista e scrittore Aldo Pecora, fondatore del movimento “E adesso ammazzateci tutti” autore del libro “Primo Sangue” in cui ha ricostruito l’assassinio del giudice Antonino Scopelliti, avvenuto il 9 agosto 1991, e che, di fatto, ha aperto la stagione delle stragi di mafia culminata con l’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino. “Dalla testimonianza all’azione”, era infatti il titolo dell’iniziativa che si è svolta ieri all’istituto Manzoni di Suzzara al quale sono intervenuti oltre ad Aldo Pecora, la figlia del giudice ucciso 20 anni fa, Rosanna Scopelliti e Massimo Brugnone, coordinatore del movimento “Ammazzateci tutti” della regione Lombardia che segue i processi dei boss mafiosi nelle aule di giustizia. Una giornata di impegno e di sensibilizzazione civile contro le mafie, ed in modo particolare contro l’Ndrangheta che ha posato i suoi tentacoli anche nel nord Italia: colletti bianchi, avvocati, professionisti al soldo dei boss mafiosi per infiltrarsi negli appalti pubblici. Gli studenti si sono divisi in vari gruppi: in aula magna si è svolto il dibattito con la drammatica testimonianza di Rosanna Scopelliti che a soli 7 anni, ha saputo dell’omicidio del padre dalla televisione; nell’aula 63, Claudio Meneghetti, autore del libro “Ndrangheta” ha tenuto un laboratorio sul tema “L’infiltrazione mafiosa a Mantova” attraverso l’analisi e il collegamento degli articoli pubblicati negli ultimi 20 anni dalla Gazzetta di Mantova e Reggio; nell’aula 55 è stato proiettato il film di Marco Tullio Giordana “I Cento Passi” che racconta dell’omicidio di Peppino Impastato; nell’aula 64, Luisa Ravagnini, criminologa, ricercatrice dell’Università di Brescia ha tenuto un laboratorio su “Criminologia e applicazione della pena e delle responsabilità sociali” ed infine, l’associazione “Libera” di Mantova, nella palestra dell’ala storica, ha trattato il tema “Dalla mafia alla legalità”. (m.p.)

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