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Salvatore D’Aleo: la mancanza dei fatti

La scomparsa dei fatti: questo il titolo di un libro di Marco Travaglio che denunciava la scomparsa di fatti all’interno dell’informazione italiana e la predominanza di sole opinioni.
Credo che un buon giornalista abbia il dovere di esprimere opinioni, ma partendo dai fatti. E se questi fatti, si nascondono ai lettori, allora la verità viene travisata, completamente mutata, rigirata come la frittata che ci mostra la sua bella faccia: quella delle opinioni.

Martedì scorso, 7 agosto, compariva un articolo sul quotidiano La Prealpina dal titolo: “Beni della mafia alla famiglia D’aleo. I parenti della vittima di lupara bianca chiedono risarcimenti.”
Dopo un elenco dei beni confiscati alla cosca Rinzivillo di Busto Arsizio, guidata dall’ormai pentito Rosario Vizzini, la giornalista ci racconta del coraggio della mamma di Salvatore D’Aleo nell’essersi costituita parte civile e nel chiedere risarcimento alla mafia per l’uccisione del proprio figlio, vittima della criminalità organizzata. Veniamo a sapere che l’avvocato Domenico Margariti ha chiesto la trasmissione degli atti del processo in questione al fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura. Fin qui tutto normale. Anzi, come ci raccontano su La Prealpina purtroppo nel nostro Paese è fuori dal normale che la famiglia di una vittima di mafia trovi il coraggio di costituirsi parte civile e quindi accusare e cercare di intaccare i beni dei mafiosi.
C’è solo una cosa che non torna in questo articolo: il fondo è costituito per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura. Ed allora: chi era Salvatore D’Aleo? Da una minima ricostruzione dei fatti, in realtà semplice per chi ha seguito il processo, ecco la vittima divenire carnefice.

Nel capo 1 dell’ordinanza di custodia cautelare, che ha poi visto la cosca mafiosa di Busto Arsizio condannata, si legge che i vari soggetti sono imputati “per aver fatto tutti parte unitamente a Salvatore D’Aleo (verosimilmente vittima di omicidio ed occultamento di cadavere) ed altri da identificare di una associazione per delinquere di stampo mafioso armata, diretta da Rosario Vizzini e Fabio Nicastro, finalizzata alla perpetrazione di una serie indeterminata di estorsioni, attentati incendiari ed azioni intimidatrici ai danni di imprenditori”.

Nella stessa ordinanza ritroviamo le dichiarazioni di Mendolia Carmelo, il quale, riferendosi alle attività del gruppo criminale, afferma: “mi risulta che abbiano anche fatto collocare bombe carta ed altri ordigni per intimidire gli imprenditori. Salvatore D’Aleo era quello solitamente incaricato di compiere questi attentati, utilizzando anche benzina.

Il collaboratore di giustizia, Bernascone Angelo, di fronte all’immagine di Salvatore D’Aleo ne riconosce la persona che “con Fabio Nicastro andava a chiedere il pizzo agli imprenditori e spacciava per conto di Fabio Nicastro. Anche quando Fabio Nicastro è venuto da me a chiedere il pizzo, era presente quello della foto.

Infine è un imprenditore di Busto Arsizio che riferisce del pagamento di un “contributo”, consegnato direttamente nelle mani di Salvatore D’Aleo: “Io, non appena incontrai Salvatore D’Aleo, gli consegnai soltanto la somma di 1.500 euro perché, a mio giudizio, 3.500 euro erano troppi e i soldi si guadagnano lavorando. Incontrai D’Aleo sotto i portici di via Cavallotti nei pressi del bar Oscar. Gli diedi la somma senza nessuna spiegazione, perché lui già sapeva cosa fare.

Data la richiesta della famiglia D’Aleo saranno i giudici a esprimersi e verificare se effettivamente abbiano diritto o meno ad un risarcimento: non è questo l’oggetto di cui trattiamo. Anche se, per assurdo, è come se i familiari di Carmelo Novela, numero uno della ‘ndrangheta in Lombardia ucciso per le sue idee secessioniste, chiedessero per tale motivo i danni alla mafia calabrese. Ma quel che mancava qui, a Busto Arsizio, semplicemente, erano i fatti.

Massimo Brugnone

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8 Risposte

  1. salvatore d’aleo mafioso non era e per quanto mi risulta non era come gli altri che erano tutti pregiudicati.non puo’ tornare dal paradiso e dire che non lo e’.ma per lo piu’ lo possono accusare di tutti i reati che hanno commesso loro approfittandone della morte.i fatti ci sono:era incensurato e per non fare dare una lira alla famiglia la gente lo riconosce senza che ne ha mai visto la foto.questa e’ la fine del mondo:la cattiveria del popolo.

  2. A bsto garolfo vi é in un solo isolato collegamento stretto a neri balzan denaro mamone vizzini pizzo capra bignami raimondi e mafie del nord. usano armi ad energia diretta ed incastrano cc dopo averli fatti divertire ed usati

  3. I vizzini e pizzo (pizzi capizzi pizzolatto) a canegrate hanno parwnti vicini della scazzi morta in puglia. armi ad energia diretta ed omicidu condizionati emozioni sollecitate. psichiatria neurologia biofisica

  4. Vizzini hanno trovato nuovi partner in pinciroli e rizzo oltre a zanzottera

  5. I vizzini e pizzo hanno trovato nuovi partner in busto garolfo. mammone carlesi pinciroli zanzottera rizzo costantino

  6. I vizzini e pizzo hanno trovato nuovi partner in busto garolfo. mammone carlesi pinciroli zanzottera rizzo costantinoi balzan raimondi

  7. Forse puntavano a bignami in parlamento

  8. Forse puntavano a bignami in parlamento

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