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Milano non dimentica Paolo Borsellino

La legalità deve essere l’argomento di questo Paese: inizia così la serata in ricordo del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, organizzata a Milano dall’associazione “Facciamo Rete”, il 18 Luglio, in quella che vent’anni fa fu la sera prima della strage di via D’Amelio.

Sul palco, davanti a cittadini di ogni età riuniti presso le Colonne di San Lorenzo, si sono alternate varie personalità che si sono distinte nell’impegno contro le mafie: dal giornalista Mario Portanova, a Daniele Biacchessi, presidente dell’associazione “Ponti di memoria”, fino a David Gentili, Presidente della Commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano.

Gli interventi degli ospiti sono stati intervallati da letture e testimonianze dirette raccontate dai ragazzi di Facciamo Rete, scritte da chi ha conosciuto il giudice e ha vissuto con lui gli ultimi giorni della sua vita, come il figlio.

I messaggi, lanciati verso giovani e anziani, esprimono il bisogno di verità e sono un invito alla partecipazione: bisogna “accorciare le distanze” tra Paolo Borsellino e tutti quei cittadini che credono ancora che la lotta alla mafia sia solo per gli eroi, uno sforzo eccezionale di pochi anziché l’impegno quotidiano di tutti.

Finché continueremo a ragionare in questo modo la sconfitta della mafia sarà un miraggio irraggiungibile: del resto gli stessi Falcone e Borsellino erano convinti dell’importanza della prevenzione e dell’informazione, come ricordato da Mario Portanova.

La lotta culturale contro la mafia parte dal basso e deve diventare un dovere morale come lo è diventata per Borsellino, che non scelse di occuparsi di mafia, ma continuò perché “la gente gli moriva intorno”. Solo così il suo sacrificio e di tutti coloro che hanno perso la vita per la giustizia sarà un valore e non una perdita senza senso. Solo in questo modo, pretendendo la verità sulla trattativa stato-mafia e sui membri delle istituzioni coinvolte, potremo riprenderci questi ultimi venti anni della nostra storia. Solo facendo diventare la legalità una priorità di questo Paese e ci passeremo il testimone del ricordo per non far morire mai queste storie, raggiungeremo il traguardo della verità e respireremo finalmente il fresco profumo di libertà.

 

Alice Bertola
Referente Comitato Ammazzateci Tutti Liceo Agnesi

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