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O.C.C. Fire Off – Capo 1

Rosario BONVISSUTO, Fabio NICASTRO, Dario NICASTRO, Emanuele NAPOLITANO, Rosario VIZZINI
Capo 1)
del delitto p. e p. dall’art. 416 bis commi 1, 3, 4, 5 c.p. per aver fatto tutti parte unitamente a Salvatore D’ALEO (verosimilmente vittima di omicidio ed occultamento di cadavere) ed altri da identificare di una associazione per delinquere di stampo mafioso armata, diretta da Rosario VIZZINI e Fabio NICASTRO, finalizzata alla perpetrazione di una serie indeterminata di estorsioni, attentati incendiari ed azioni intimidatrici ai danni di imprenditori, anche di origini siciliana, operanti per lo più nel settore edile nella zona di Busto Arsizio e di tutta la provincia di Varese, nonché alla acquisizione e controllo anche indiretto di una serie di attività concernenti soprattutto il settore dell’edilizia;

in particolare, avvalendosi tutti della forza di intimidazione proveniente

a) dalla diffusa conoscenza, in particolare presso gli imprenditori di origine siciliana (che a loro volta ne rendevano edotti anche gli altri imprenditori) delle loro pregresse vicende giudiziarie e dei periodi di detenzione sofferti, nonché del collegamento (in particolare di Fabio NICASTRO e Rosario VIZZINI) a famiglie mafiose (quale quella dei RINZIVILLO) di origine gelese, nonché

b) della capacità di incutere timore anche attraverso il ricorso sistematico alle minacce, anche con armi ed agli attentati incendiari, e dalla conoscenza, presso gli ambienti imprenditoriali di Busto Arsizio e della provincia di Varese del ricorso sistematico alla violenza ed alla intimidazione posto in essere dagli indagati

c) dalla generale percezione presso la collettività o comunque presso il ceto imprenditoriale della zona di Busto Arsizio della loro efficienza nell’esercizio della coercizione sia come singoli che come gruppo criminale

costringevano tutti una serie di imprenditori (individuati e contattati in base alle direttive emanate da Fabio NICASTRO e Rosario VIZZINI):

– a corrispondere loro periodicamente somme di denaro (anche sotto forma apparente di prestiti o anticipi di denaro, che non venivano mai restituiti, ovvero di compensi per prestazioni mai svolte dagli indagati), destinate ad aiutare le famiglie in difficoltà dei carcerati, a finanziare le loro attività imprenditoriali,
– nonché a mettere a loro disposizione autovetture, buoni pasto,
– ovvero acedere loro rami di azienda, merci ed attrezzature senza che questi ne corrispondessero in tutto o in parte il prezzo, così operandosi tutti per acquisire anche in modo indiretto il controllo di alcune attività economiche, riguardanti soprattutto il settore dell’edilizia. 

In Busto Arsizio ed altri comuni della provincia di Varese, a partire dal 2003, lungo tutto il 2010, con permanenza.

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9 Risposte

  1. […] bis c.p., ed al fine di agevolare le finalità dell’associazione per delinquere contestata al capo 1), altresì approfittando delle circostanza che alle persone offese fossero noti il loro collegamento […]

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