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Affari truccati, l’architetto scaricato “Tagliato fuori perché non pagavo

IL RACCONTO

Angelo Lonati, 57 anni, svela i retroscena dell’inchiesta che ha portato al coinvolgimento
del leghista Boni. E adesso spuntano sospetti anche sui cantieri lombardi della Brebemi

fonte: http://www.milano.repubblica.it

Affari truccati, l'architetto scaricato "Tagliato fuori perché non pagavo"

Il pdl Franco Nicoli Cristiani

CASSANO D’ADDA – Architetto, possiamo leggerle un verbale d’interrogatorio? Angelo Lonati, 57 anni, capelli lunghi e jeans, apre la porta dello studio super-ecologico, nelle verdi e piatte campagne di Groppello d’Adda. E ascolta le parole di un imprenditore ai magistrati milanesi: “Il sindaco Sala (Edoardo, ex dc, ora pdl, inquisito e sommerso da indizi) ci aveva imposto, in buona sostanza, che per l’approvazione del progetto era necessario abbandonare l’architetto Lonati… “.

Lonati, a sentire il suo nome, impallidisce. Proseguiamo la lettura: abbandonato lui e altri professionisti di Cassano d’Adda, questi imprenditori dovevano rivolgersi “all’architetto Ugliola. Pur di vedere realizzato il nostro progetto  –  si legge nel verbale  –  acconsentimmo all’imposizione del sindaco”. Ma in un incontro successivo la “trattativa prese una piega inaspettata”: per realizzare il progetto “era necessario elargire denaro”.

“Finito?” domanda Lonati, e maschera l’amarezza dietro un sorriso: “Un po’ lo immaginavo, ma apprenderlo così, nero su bianco, mi fa effetto. Hanno lavorato per tagliarmi fuori, all’improvviso non s’è fatto più vivo nessuno”. Mostra cartine e foto: “Il Linificio Canapificio Nazionale era una fabbrica famosa, con la corderia più lunga d’Europa, tanto sono state fatte lì le cime per l’Amerigo Vespucci, che erano lunghe 480 metri. Ora è un’area dismessa, bellissima, io sono nato a Cassano e so che lì si gioca il futuro della nostra cittadina. Il 21 dicembre 2004 il Comune l’aveva approvato, ma poi… “. Il documento è facile da trovare: tra i firmatari a favore c’era Sala, che poi, diventato sindaco, rema contro.

C’è una questione cruciale da non tacere. In questa zona della metropoli che arriva sino a Segrate approderà la nuova Bre-be-mi, l’autostrada nuova tra Milano e Brescia. Forse qualcuno ricorderà Piero Di Caterina, della Caronte, come l’accusatore principale di Filippo Penati, ds. Ma Di Caterina aveva raccontato anche di una mazzetta al sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, pdl: 40mila euro in un cesto d’alta gastronomia, tra caviale e champagne. Reale o inventato che sia quel “contributo”, chi oggi va in giro per le sette frazioni di Segrate sente parlare soprattutto di “terreni” che cambiano destinazione d’uso. Che da agricoli diventano edificabili. E andando in giro tra la statale rivoltana e la paullese, gli operai dei cantieri confermano che fervono iniziative per i nascenti centri commerciali, quelli che il bresciano Franco Nicoli Cristiani, arrestato per una mazzetta consegnata nel ristorante Da Berti, auspicava. Qui si capisce meglio perché i magistrati parlino di un sistema Pdl-Lega.

Ieri abbiamo pubblicato parte dei verbali esplosivi dell’architetto-mazzetta Michele Ugliola, in cui ammette “sei o sette buste” piene di denaro consegnate durante il 2008 nell’ufficio del presidente del consiglio regionale, il leghista Davide Boni. Pare interessante apprendere che il primo lavoro eseguito da Ugliola a Cassano sia l’ampliamento della Casa di riposo. Quando? “Ma quando è sindaco un leghista. E adesso, quando il sindaco è diventato l’ex dc Edoardo Sala, dilagava”, dice un consigliere comunale.

Se Ugliola sembrava un anello di congiunzione tra Franco Nicoli Cristiani, allora assessore alle attività produttive, e Davide Boni, allora assessore al Territorio, le sue tracce non sono chiare. Però si scopre che anche ad un altro imprenditore di Cassano fosse stato chiesto di mollare quell’architetto Lonati. A differenza dei primi, quelli del Linificio, non accetta. Si chiama Battista Benigni e credeva  –  ex presidente del Monza e vice dell’Atalanta  –  di avere le spalle forti. Voleva che tutti i lavori del suo albergo fossero firmato da Lonati. Risultato: “So che sono venuti qui, ma per favore non mi chieda chi, e gli hanno fatto una “tirata”. Il principale  –  racconta uno che lavora con lui  –  credeva esagerassero, ma il tempo passa e ancora non gli danno l’agibilità dell’ultimo piano. Ha sanato, pagato, era tutto condonato, niente da fare, resta inagibile”.

Questo è anche il potere della tangente: cancella la meritocrazia (Lonati) e aggiunse sopruso a sopruso (l’albergo inagibile). Ugliola, carneade dell’architettura, gran parlatore, aveva dunque un potere misterioso in Lombardia. Perché, altrimenti, dargli un bell’incarico di consulenza all’Aler, e cioè dell’ex istituto case popolari di Milano, con tanto di ufficio interno? Non è cosa da poco, Aler: è uno dei più giganteschi proprietari immobiliari d’Europa, conta moltissimo. Solo nel 2010, quando i “boatos” cominciavano a sentirsi, l’attuale presidente Loris Zaffra, ex socialista, ora pdl, gli ha chiuso questa consulenza. Se l’era trovato già lì (sempre dai tempi della Lega). E Aler non ha solo caseggiati, ha anche terreni. E quello dei terreni, in questa zona tra Milano e Bergamo, così dicono, viene considerato “l’affare” del nuovo millennio. Altro che Expo.

(09 marzo 2012)

dal nostro inviato PIERO COLAPRICO

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