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Il racket dei parcheggi abusivi da corso Como fino a San Siro

Fonte: www.milano.repubblica.it

Ciclabili trasformate in posteggi e richieste fino a 10 euro per auto. Il business è gestito da un paio di famiglie italiane, sempre le stesse da anni, con ‘dipendenti’ extracomunitari

di FRANCO VANNI

Tre chilometri di pista ciclabile trasformati in posteggio abusivo: da via Benedetto Croce a via Natta, passando per via Chiarelli e via Cambi. La scena si ripete ogni volta che allo stadio di San Siro c’è un concerto. E l’esercito dei falsi posteggiatori cresce: «Se vuoi lasciare la macchina devi pagare, altrimenti te la rigano», ripetono gli uomini in pettorina fluo a chi ha fretta di entrare al Meazza. Era così il 7 giugno, sera del live di Bruce Springsteen, lo è stato ieri, prima dello show di Madonna. «È intollerabile — dice Simone Zambelli, presidente del consiglio di Zona 8 — chiediamo al Comune di installare cordoli per proteggere la ciclabile dalla sosta e di fermare chi nell’illegalità continua a trarre un profitto che sfugge al fisco».

Le tariffe per il posteggio pirata “last minute” a San Siro variano in base a una serie di fattori, come i titoli in borsa: la vicinanza allo stadio, il tempo che manca all’inizio del concerto, il valore del veicolo. Si va dai 2 ai 10 euro per lasciare l’auto sulla ciclabile tracciata negli ultimi mesi, parte del “Raggio verde 6” che collegherà il Monte Stella con il Gallaratese. Ad abbordare le auto, già dalle 17, sono indiani, tunisini, marocchini. Tutti con permesso di soggiorno, per evitare guai in caso siano fermati da vigili e polizia. «Il giro in città è gestito da un paio di famiglie italiane, le stesse da anni», dice un vigile di Zona 8 che anni fa tentò con multe e denunce di contrastare il furto dello spazio pubblico da parte degli abusivi. «Sono arrivati a tracciare in terra false righe gialle — racconta il ghisa — le abbiamo rimosse, ma il problema peggiora».

Allo stadio fino a qualche mese fa a dare multe era l’Nttp, il nucleo dei vigili per la tutela del trasporto pubblico. Ora la palla è passata ai vigili di quartiere e il Comune promette «azioni massicce di contrasto». Ma non è facile. Nella zona di corso Como, i finti parcheggiatori sono al lavoro già alle 18.30, nonostante le denunce per estorsione e danneggiamento alle auto fatte dai residenti ai carabinieri, anche nei mesi scorsi. I rom, che hanno scalzato marocchini ed egiziani, considerano loro territorio viale Pasubio, via Crispi e via Monte Grappa. Stessa situazione in viale Alemagna, al Parco Sempione, dove ad avvicinare i clienti delle discoteche Old Fashion e Just Cavalli sono dieci nordafricani agli ordini di due italiani. Lì le tariffe, dalle 19 all’alba, sono fisse: 5 euro per le utilitarie, 10 per suv e auto sportive, 15 se si lasciano le chiavi al posteggiatore, nel caso tutti i posti siano occupati.

«Capita che gli abusivi vogliano entrare nel locale per restituire le chiavi ai proprietari, di fatto complici — racconta Roberto Cominardi, gestore dell’Old Fashion, che ha segnalato decine di volte il problema ai vigili — Palazzo Marino dovrebbe gestire in proprio i posteggi. Al limite, se non riesce a cacciare gli abusivi, faccia loro un patentino e li obblighi a dare parte dei soldi al Comune e a pagare le tasse». Se in viale Alemagna gli abusivi sono così radicati da non dovere nemmeno più rigare le auto come ritorsione nei confronti di chi non paga (tanto pagano tutti), le portiere sfregiate si vedono ancora in viale D’Annunzio, vicino al locale da aperitivo Bobino, dove a contendersi i proventi della sosta pirata in mezzo alla carreggiata sono tre diverse organizzazioni. I residenti e i clienti del locale chiamano i vigili.

«L’unica cosa che possiamo fare con gli abusivi è multarli per 726 euro, in nome dell’articolo 7 del codice della strada, ma nessuno paga i verbali — dice Daniele Vincini, del sindacato dei ghisa Suplm — Potremmo sequestrare loro i soldi, ma solo nel momento in cui vengono consegnati. E il conducente dovrebbe dichiarare che la somma è stata versata per il parcheggio». Dopo un periodo di “linea dura” senza risultati nel 2008 sotto la giunta Moratti, ora le multe agli abusivi si danno solo in seguito alle proteste.

(15 giugno 2012)

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