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La Finanza al Pio Albergo Trivulzio. Inchiesta sul patrimonio immobiliare

Fonte: http://www.milano.corriere.it

Contestati i reati di turbativa d’asta, truffa aggravata e abuso d’ufficio, a vario titolo, per vendite sospette di immobili

Bandi lampo pubblicati in agosto, gare sospette con acquirenti illustri o amici dei potenti, pezzi pregiati inseriti a comando nell’elenco degli immobili da vendere. Nell’ambito dell’inchiesta nata da Affittopoli cresce il filone di «Svendopoli» e per le case di lusso del Trivulzio cedute a prezzi inferiori a quelli di mercato e con aste dai confini incerti la Procura indaga gli ex vertici della Baggina oltre ad alcuni immobiliaristi. A otto persone vengono contestati a vario titolo i reati di turbativa d’asta, truffa aggravata e abuso d’ufficio e ieri mattina sono scattate nuove perquisizioni ed acquisizioni di documenti nelle abitazioni dei sospettati.

Ma gli investigatori della Guardia di Finanza sono tornati anche al Pio Albergo Trivulzio (Pat) dove hanno esaminato una montagna di carte. La presidente del cda, Laura Ferro, ne ha dato notizia via mail a tutti i componenti del nuovo consiglio, sottolineando che ci sono «diversi indagati». Il fascicolo dei procuratori aggiunti Alfredo Robledo e Maurizio Romanelli, infatti, non è più a carico di ignoti. Tra gli indagati c’è l’ex presidente in quota Pdl, Emilio Trabucchi. E c’è il direttore generale del Pat, Fabio Nitti, oggi a un passo dalla pensione. Sotto la lente di ingrandimento sono finite, oltre ai contratti d’affitto low cost stipulati tra il 2006 e il 2010 e ad alcune consulenze, una decina di vendite. In particolare le cessioni degli immobili di piazza Santo Stefano 12 e di vicolo Santa Caterina 3, tra i pezzi (ormai ex pezzi) più splendenti dell’argenteria della storica casa di riposo, due palazzi in centro comparsi nell’elenco delle dismissioni con procedura a dir poco insolita. Tra gli indagati il gioielliere con la passione del mattone Stefano Spremberg, dell’Immobiliare Santo Stefano srl, che nel 2010 si aggiudicò la gara. Indagati anche l’immobiliarista Stefano Durelli e il costruttore Andrea Bezzicheri.

Tra le carte dell’indagine che intende far luce sulla gestione di un patrimonio di circa 1.500 appartamenti, frutto della generosità dei benefattori milanesi, spunta anche una lettera inviata al Pat proprio dall’Immobiliare Santo Stefano srl. Nel documento, datato 16 giugno 2010, si fa riferimento alle vendite del Trivulzio. «Da una ricerca effettuata presso i registri dell’Agenzia del territorio – si legge – abbiamo notato con estremo stupore che diversi immobili di pregio sono di vostra proprietà. A questo punto ci preme manifestare la totale disponibilità all’acquisto dei seguenti immobili: piazza Santo Stefano 12 e vicolo Santa Caterina 3/5». Formalizzata anche una proposta di prezzo d’acquisto (7 milioni per il primo, un milione per il secondo) e la precisazione che «la nostra offerta è subordinata all’acquisto di entrambi gli interi stabili».
La spregiudicatezza della manifestazione d’interesse dell’immobiliare, su stabili non inseriti nel piano di dismissioni e poi stranamente messi in vendita, aveva colpito il consigliere comunale Basilio Rizzo, che più volte aveva espresso perplessità in aula. «Era evidente – ricorda oggi – come fossimo davanti ad un bando fatto ad hoc. Il mio auspicio di allora era stato proprio che se ne occupasse la magistratura».

Anche il Pdl, prima firma Vincenzo Giudice, aveva presentato un’interrogazione criticando tempi e modi del bando, salvo poi registrare la retromarcia del capogruppo, Giulio Gallera, dopo aver raccolto i chiarimenti del direttore generale Fabio Nitti.
Oggi tutti quei dubbi tornano d’attualità. «Spero che l’indagine vada avanti senza guardare in faccia a nessuno – dice l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – per accertare se ci sono stati illeciti. Per quanto ci riguarda, approviamo lo sforzo del nuovo cda di ricostruire il Pat sul piano finanziario e della trasparenza».

Rossella Verga 5 luglio 2012 (modifica il 6 luglio 2012)

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