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Mancuso Luigi

Chi è Mancuso Luigi?

Da ordinanza Infinito, “nato a Cirò Marina è di fatto domiciliato in Busto Arsizio e la sua presenza in Lombardia risale agli inizi del 2000.

Il 23.04.2009 veniva tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare poiché ritenuto partecipe del locale di Legnano–Lonate Pozzolo.”

Scrivono i giudici di Busto Arsizio: “Mancuso, cugino di Rispoli, opera attivamente nel Locale di Legnano – Lonate Pozzolo, ma mantiene saldi legami anche con quello di Cirò. Ha un forte legame con Marincola Cataldo, la cui moglie, Sestito Felicia, ha assunto fittiziamente nell’autosalone Meli auto (con sede a Busto Arsizio in via Amalfi n° 6 n.d.r.), e ne è diventato successivamente socio nella gestione dell’autosalone. È il tramite di Marincola per i contatti con la moglie durante la latitanza.
La posizione di Mancuso all’interno del Locale è forte, in ragione dei suoi collegamenti con i capi di Cirò. È lui che si occupa, su richiesta di Rispoli, di ospitare appartenenti all’associazione nell’albergo S. Anna di Solbiate Olona, evitandone la registrazione, e partecipa agli incontri riservati nel bar Gaia con altri esponenti mafiosi che vede riuniti uomini legati alle famiglie Rispoli, Mancuso e Novella.
Mancuso infine partecipa ai reati posti in essere dall’associazione e al summit presso il crossodromo.

Dall’ordinza Infinito “l’indagato vanta parentele eccellenti poiché è nipote di FARAO Giuseppe, capo storico della cosca FARAO-MARICOLA e cugino di RISPOLI Vincenzo, capo del “Locale”.
MANCUSO Luigi, in stretto contatto con FILIPPELLI Nicodemo, effettua un intensa attività di riciclaggio attraverso un reticolo di attività economiche e di società, al quale erano addette in qualità di prestanome, persone di sua fiducia, come il cognato CHIARELLI Francesco e LANDONI Marco (gestore per conto del gruppo dell’attività commerciale denominata negozio d’abbigliamento DESIRE), D’ELISO Marco (intestatario dei locali STOMP e BILIARD CAFE’ riconducibili a RISPOLI e MANCUSO). La stessa opera di riciclaggio viene effettuata da MANCUSO utilizzando l’attività “MELI AUTO” autosalone, di cui era formalmente intestataria la moglie. Tutte le operazioni di riciclaggio vengono effettuate grazie anche ai vari appoggi di compiacenti funzionari di istituti di credito.

La figura di MANCUSO Luigi è emersa in occasione della partecipazione al summit di motocross di Cardano al Campo del 3 maggio 2008, ove NOVELLA Carmelo ha investito della “CROCIATA” MANNO Alessandro e MALGERI Roberto, alla presenza anche dei due latitanti della cosca di Cirò Marina, uno dei quali, FARAO Silvio, cugino di RISPOLI, mentre l’altro in stretti rapporti con MANCUSO Luigi. È proprio dalla BMW condotta da MANCUSO Luigi che scende un uomo, solo in un secondo momento individuato nel latitante FARAO Silvio.

Vengono in considerazione le dichiarazioni rese dal Maggiore DI SANTO il 11.12.2008 circa il contenuto di un suo colloquio con ALOISIO Cataldo, ucciso nei pressi di Legnano il 27 settembre 2008, che raccontava tra l’altro all’ufficiale dei due latitanti FARAO eMARINCOLA che si nascondevano in un piccolo paese ai confini con la Francia e che per la loro latitanza si appoggiavano a uomini di RISPOLI quali i fratelli BENEVENTO e MANCUSO Luigi. I due latitanti, a suo dire, periodicamente si recavano a Legnano e proprio in quei giorni erano probabilmente presenti in Lombardia.

Merita rilievo anche la presenza di MANCUSO Luigi alla riunione del 28.01.2009, presso il bar STOMP di Legnano, alla quale partecipano, tra gli altri, RISPOLI, BENEVENTO Antonio e FILIPPELLI Nicodemo, che è importante perché dalla intercettazione della conversazione preparatoria dell’evento risultava che tale riunione veniva contrapposta a quella del giorno 20 e cioè di coloro che MANCUSO Luigi definisce come “lombardi”. La precisazione è importante perché ci fa capire che MANCUSO luigi sa che la sera precedente si è riunita la “Lombardia”, circostanza che può essere nota solo a chi è affiliato.
È significativo che alla riunione presso il bar STOMP abbia partecipato anche CASTELLANO Vito detto Ciccio, esponente del Locale di Cirò.
La sua partecipazione alla riunione del 28.01.2009 era preceduta dalla telefonata il 27.01.2009 di MANCUSO Luigi a tale MAGARACI Alessandro, detto“ALE”, al quale impartiva l’ordine di andare a prendere in serata Castellano Vito, detto Ciccio, che si stava recando in Lombardia. Si deve sottolineare in proposito che MANCUSO Luigi aggiungeva nelle istruzioni ad “ALE” che doveva accompagnare CASTELLANO Vito dal fruttivendolo di Legnano e cioè intendendo da RISPOLI Vincenzo. Presumibilmente Castellano Vito era latore di informazioni o direttive (le c.d. novità) per RISPOLI Vincenzo.

Dall’attività di intercettazioni risulta che il bar STOMP, come pure il BILIARD CAFFE’, sono gestiti anche per conto di RISPOLI da MANCUSO Luigi per il tramite di D’ELISO Marco, ai quali entrambi erano formalmente intestati.

Dalla intercettazione del 26.11.2008 emerge l’interesse per il bar STOMP da parte di MANCUSO Luigi, che viene richiesto dal D’ELISO Marco di intervenire nei confronti di avventori che arrecavano disturbo. Segno evidente non solo dell’effettiva titolarità del locale in capo al MANCUSO, ma anche della sua capacità di incutere timore:

Le successive conversazioni documentano come MANCUSO Luigi si occupasse di gestire per conto del sodalizio il BILIARD CAFE’.
Nella conversazione del 14/10/2008 ore 01:11, MANCUSO Luigi verifica se e quali dipendenti (Sonia, Ale, Elisa, oltre Franco) fossero al lavoro presso il BILIARD CAFFE’.
Nella conversazione del 14/10/2008 ore 22:54, MANCUSO Luigi esprime a ZOCCHI Fabio la sua preoccupazione per un controllo presso il BILIARD CAFFE’, dal quale in quel momento non gli risponde nessuno.
Tra l’ altro risulta che i due locali sono luogo di ritrovo abituale per il gruppo RISPOLI.

Nelle indagini dei CC di Varese era emerso come MANCUSO Luigi fosse dedito all’attività di usura insieme a FILIPPELLI Nicodemo in danno di diversi soggetti.

In epoca successiva alla data del 25 agosto 2008, analizzando le dichiarazioni delle vittime e quel che emerge dal contenuto delle conversazioni intercettate è che i vari usurai, NOVELLA, MANCUSO, DE CASTRO, ZOCCHI, agiscono solo in apparenza singolarmente, ma in realtà di concerto.

E’ pacifica per quanto precede la partecipazione del MANCUSO al delitto associativo.

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