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Milano, ripartirà da zero il processo per la pentita che fu sciolta nell’acido

Fonte: www.repubblica.it

La decisione dopo che il presidente Grisolia è passato al ministero. La figlia della vittima costretta a testimoniare di nuovo contro il padre. E a luglio 2012 scadranno i termini della custodia cautelare

I giudici della prima Corte d’assise di Milano, presieduta da Anna Introini che ha sostituito Filippo Grisolia, diventato capo di gabinetto al ministero della Giustizia, hanno deciso, accogliendo le richieste delle difese, che il processo con al centro la morte di Lea Garofalo, la pentita sciolta nell’acido, deve ripartire da zero. Questa decisione comporta  un problema non da poco a uno dei più delicati procedimenti milanesi. Nel quale una ragazzina di 19 anni, Denise – figlia della donna vittima di un caso di lupara bianca e del principale imputato, Carlo Cosco, costretta a vivere sotto tutela e che per prima ha denunciata la scomparsa della madre – ha avuto il coraggio di costituirsi parte civile contro il padre: adesso la ragazza dovrà ripetere la testimonianza contro il padre.

Il dover rifare da capo il processo comporta un altro problema: una corsa contro il tempo per arrivare entro luglio al giudizio di primo grado, in quanto per i sei imputati – Cosco, i suoi fratelli Vito e Giuseppe, Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino, accusati a vario titolo del sequestro e dell’omicidio della collaboratrice di giustizia e tutti in carcere – il prossimo luglio scadranno i termini di custodia cautelare: se non interviene la sentenza di primo grado, entro quella data potrebbero tornare in libertà.

Lea Garofalo, secondo le indagini, è stata uccisa a causa della sua decisione di collaborare con la giustizia e di offrire una testimonianza su alcuni fatti che riguardavano il clan al quale sarebbe affiliato l’ex convivente. Così fra il 24 e il 25 novembre di due anni fa è stata rapita a Milano, davanti all’Arco della Pace, poi torturata affinché raccontasse quello che aveva rivelato agli inquirenti e uccisa con un colpo di pistola alla nuca. Il cadavere venne sciolto nell’acido, questa l’ipotesi, in un terreno nel Comune di San Fruttuoso, non molto distante da Monza.

(01 dicembre 2011)

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