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Pirellone, nuova bufera sul Pdl indagato l’assessore La Russa

Fonte: www.milano.repubblica.it

Il titolare della delega alla Sicurezza nella giunta Formigoni è accusato di finanziamento illecito ai partiti nell’inchiesta Aler: “Volantini e materiale elettorale in cambio degli appalti”
Nell’inchiesta è coinvolto anche il genero di La Russa, il consigliere comunale Osnato

di EMILIO RANDACIO

Una nuova bufera giudiziaria si è abbattuta sul Pdl lombardo e sul Pirellone. L’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Romano La Russa (fratello dell’ex ministro Ignazio), è indagato per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul caso Aler, l’Azienda regionale edilizia residenziale. Lo si evince dall’avviso di chiusura delle indagini nei confronti di 12 persone indagate a vario titolo per turbativa d’asta, corruzione e illecito contributo elettorale. Fra gli indagati ci sono anche Marco Osnato, consigliere comunale pdl a Palazzo Marino e genero dello stesso La Russa, e l’ex consigliere comunale pdl Gianfranco Baldassarre.

“Contributi per 10mila euro”. Nel corso dell’inchiesta – condotta dai pubblici ministeri Maurizio Romanelli e Antonio Sangermano – è emerso che due dirigenti dell’Aler avrebbero eluso, in concorso con cinque service manager, “gare a evidenza pubblica operando il frazionamento degli affidamenti a diverse ditte”, mentre l’illecito finanziamento riguarda il contributo elettorale di oltre 10mila euro corrisposto da un imprenditore per finanziare candidature alle elezioni regionali 2010 e municipali milanesi nel 2011. Tra i beneficiari del finanziamento illecito ci sarebbero sia La Russa sia Osnato. Nell’elenco degli indagati figura anche Anna Bubbico, dirigente responsabile della segreteria della presidenza Aler nonché responsabile del settore Comunicazione. Le vengono contestati a vario titolo i reati di turbativa d’asta e corruzione impropria: quest’ultima ipotesi è stata ipotizzata solo nei confronti della Bubbico in concorso con Andrea De Donno, rappresentante legale della Nsa Italia, il quale, dopo aver ricevuto incarichi dall’Aler, avrebbe ricambiato la dirigente con lavori di manutenzione all’impianto di allarme alla sua villa e operazioni di bonifica per l’eventuale rilevazione di microspie nel suo ufficio o presso lo studio del marito.

Non solo santini. Non solo i cosiddetti ‘santini’ (le cartoline elettorali) e i manifesti per la candidatura alle ultime elezioni regionali. A La Russa un service manager dell’Aler avrebbe finanziato anche la campagna elettorale per le elezioni provinciali di Vercelli nel 2010, scrivono i pubblici ministeri nell’avviso di chiusura dell’inchiesta. A pagare le fatture sarebbe stato Giuseppe Luca Reale Ruffino, amministratore di un plesso condominiale Aler, che a Osnato avrebbe pagato anche degli eventi legati alla sua campagna elettorale. Reale Ruffino è inoltre accusato di turbata libertà degli incanti (articoli 353 e 353 bis del codice penale) insieme con Osnato (quest’ultimo in qualità di direttore dell’area gestionale dell’Aler).

La Russa: “Una cosa da ridere”. La Russa ha detto al sito Affaritaliani.it di essere stato indagato per una vicenda relativa a “manifesti per la campagna elettorale della Provincia di Vercelli… una cosa da ridere”. Per il momento, sostiene, non c’è niente di cui preoccuparsi. “Però è il mio primo avviso di garanzia, devo ancora capire…”. L’assessore parla di interessamento “eccessivo” nei confronti della giunta regionale lombarda. “Questo è fuori discussione – sostiene – Non si può dire che i giudici non debbano indagare. E’ giusto che lo facciano. Ma che vi sia un’attenzione particolare negli ultimi tempi sulla Regione mi pare fuori discussione. A torto o a ragione lo vedremo. Venuto meno l’obiettivo ‘romano’ tocca a noi…”.

Il decimo sotto inchiesta al Pirellone. Con l’indagine che coinvolge La Russa sale a dieci (su 80) il numero di consiglieri regionali sotto inchiesta giudiziaria in Lombardia. Mercoledì scorso accuse di corruzione e di finanziamento illecito dei partiti sono state rivolte ad Angelo Giammario (Pdl). Prima di lui erano finiti sotto accusa, in indagini diverse tra loro, il presidente del consiglio regionale Davide Boni (Lega, per corruzione), sempre per un presunto giro di tangenti, e i due vicepresidenti eletti assieme a lui Filippo Penati (Pd, ora al gruppo misto) e Franco Nicoli Cristiani (Pdl). L’ex consigliere segretario Massimo Ponzoni (Pdl) è stato arrestato invece per bancarotta. Risultato: quattro componenti sui cinque iniziali dell’ufficio di presidenza del Pirellone sono stati indagati. A questi casi si aggiungono quelli dei consiglieri pdl Gianluca Rinaldin (corruzione) e Nicole Minetti (favoreggiamento della prostituzione). E quelli degli assessori leghisti Daniele Belotti (per una vicenda di tifo violento) e Monica Rizzi (accusata di dossieraggio ai danni di avversari politici interni al partito).

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