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Vincenzo Rispoli

Chi è Vincenzo Rispoli?

Da ordinanza Infinito è “nato a Cirò Marina (KR) il 15.12.1962 e residente a San Giorgio sul Legnano (MI). Già pregiudicato per reati concernenti l’illegale detenzione di armi e la violazione della disciplina sugli stupefacenti, viene arrestato il 23.04.2009 e scarcerato il 04.11.09 con ordinanza della Corte di Cassazione. Arrestato di nuovo nel corso dell’operazione “Infinito” con ordinanza del Tribunale di Milano il 13.7.2011.

Risultano cointeressenze in una serie di esercizi commerciali che fanno capo a società le cui quote sociali sono intestate alla moglie Michela Geraci, ovvero a prestanome quali Marco D’Eliso; ci si riferisce in particolare ai locali pubblici “Stomp”, sito in Legnano e “Biliard Cafè di Busto Arsizio, che sulla base di conversazioni telefoniche intercorse tra Marco D’Eliso e Rispoli, possono essere ricondotti ai beni di famiglia. Ufficialmente risulta essere commerciante di frutta e verdura.”

Così scrivono i giudici di Busto Arsizio: “promotore e organizzatore del sodalizio denominato “Locale di Legnano-Lonate Pozzolo” in forza dei rapporti diretti e dei legami anche familiari con il vertice della cosca FARAO-MARINCOLA dominante il “Locale di Cirò”; partecipava alle riunioni funzionali agli scopi del sodalizio con soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta; in occasione di una di tali riunioni, avvenuta in data 03.05.2008 presso il crossodromo di Cardano al Campo, si occupava dell’accoglienza e dell’ospitalità dei latitanti Farao Silvio (condannato a 10 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso dalla Corte d’Assise d’appello Catanzaro) e Marincola Cataldo, (colpito da ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale di Milano in data 07.02.2007, dovendo espiare la pena di anni uno mesi, cinque e giorni dieci di reclusione per omicidio, associazione di tipo mafioso e altro), capi dell’associazione a delinquere denominata “locale di Cirò”, salutandoli familiarmente e presentandoli a diversi altri esponenti della ‘ndrangheta convenuti nella località e partecipando egli stesso all’incontro, al fine di agevolare l’attività dell’associazione a delinquere di stampo mafioso sopra citata.

Le dichiarazioni dei collaboratori che lo hanno indicato come il capo indiscusso del Locale di Legnano–Lonate Pozzolo trovano ampia conferma nelle acquisizioni del processo. Dalle conversazioni intercettate si evince che tutte le attività legate alle estorsioni, alle fatture false e all’usura, sono concordate e approvate da Rispoli, che gli associati incontrano a Legnano presso il bar “GAIA CAFE’” di Legnano, di cui è titolare la moglie, o presso altri locali destinati agli incontri di gruppo.
Inoltre Rispoli cura i rapporti con i gelesi che vogliono insediarsi a Legnano ed interviene autorevolmente per sedare contrasti, aiutare compaesani o punire appartenenti che non rispettano le regole.
Per inquadrare poi l’importanza del locale di Legnano-Lonate Pozzolo nell’ambito regionale, bisogna spiegare i rapporti creati fra Vincenzo Rispoli e Carmelo Novella, il “secessionista” ucciso dalla ‘ndrangheta perché voleva staccarsi dalla casa madre calabrese.

I rapporti RISPOLI-NOVELLA erano documentati dalla costituzione negli anni ‘80 di una società tra Giuseppe Rispoli (deceduto) e Carmelo Novella per la costruzione di alcune unità immobiliari in Legnano. Legami che venivano rafforzati tramite Raffaele Giorgio Rispoli, fratello minore di Vincenzo, che andava a convivere con Grazia Novella, sorella di Carmelo Novella, rimasta vedova a seguito della scomparsa, verosimilmente per “lupara bianca”, del marito Salvatore Cimino.
A questo nucleo famigliare faceva riferimento lo zio di Vincenzo Rispoli, Giuseppe Farao, capo dell’omonima cosca, quando dal 6.7.2004 al 26.8.2004 beneficiava degli arresti domiciliari presso l’abitazione della sorella Grazia Faraomadre di Vincenzo Rispoli, e attualmente detenuto. Nei comuni di Lonate Pozzolo e Ferno si erano intanto stabilite le famiglie, sempre cirotane, dei FILIPPELLI, CASOPPERO, CILIDONIO, MURANO, DE NOVARA e RUSSO, ed a Busto Arsizio i MANCUSO.

L’appartenenza di Vincenzo Rispoli alla ‘ndrangheta risulta anche da alcuni accertamenti evidenziati nella informativa conclusiva della indagine Bad Boys” dove si riferiva l’esito di un controllo effettuato in data 30.4.1999 presso la pensione “Scacciapensieri” di Nettuno. In quell’occasione Rispoli era in compagnia dei principali esponenti della ‘ndrangheta in Lombardia, tra cui BARRANCA Cosimo, GALLACE Giuseppe, BARBARO Domenico, detto “l’AUSTRALIANO”, NOVELLA Carmelo, padre di Alessio, MOLLUSO Giosafatto, MINASI Saverio , MANDALARI Vincenzo, PANETTA Pietro Francesco, MANDALARI Nunziato, LAVORATA Vincenzo, BELCASTRO Pierino e PANETTA Salvatore.

Come accennato nell’ambito dell’indagine Infinito ha trovato conferma il ruolo di Rispoli quale capo del locale di Legano-Lonate Pozzolo ed è emerso il suo coinvolgimento in una struttura di ‘ndrangheta sovraordinata ai locali e denominata “Lombardia”.

Già si è parlato dei rapporti di parentela con la cosca Farao di Cirò Marina e con la famiglia Novella. Rispoli è inoltre cugino di Nicodemo Filippelli e di Luigi Mancuso.

Aggiungono i giudici che “nel contesto ‘ndranghetistico la parentela di fatto tra Rispoli e Novella è universalmente riconosciuta, tant’è che in molte conversazioni si fa riferimento a Alessio Novella, come il nipote di “ compare ENZO”. Che quello tra Rispoli e novella non sia un semplice legame di parentela è reso evidente dalla loro comune presenza a quelli che possono essere definiti summit di ‘ndrangheta risalenti ad oltre 10 anni fa, a partire summit del 30 maggio 1998 agli “orti” di Novate Milanese. In ragione del forte legame che li univa, Rispoli è da annoverare tra i principali alleati di Novella.

Vincenzo Rispoli è in possesso di una dote elevata e ciò emerge dalla conversazione nel corso della della quale PANETTA Pietro Francesco e MANDALARI Vincenzo fanno un esplicito riferimento ad una “carica di ‘ndrangheta che balla”, ossia che è rimasta vacante dopo la morte di BARBARO Pasquale. In ragione di ciò, MUSCATELLO Salvatore, RISPOLI Vincenzo e BRUNO Longo, viste le loro elevate “doti” e la loro “anzianità” come capi nei rispettivi locali, vengono indicati come i naturali successori del defunto BARBARO Pasquale.

Rispoli è tra i presenti al summit presso il ristorante “Il Borgo Antico” di Legnano del 15.02.2008 e vi ha preso parte unitamente al fidato DE CASTRO Emanuele. Tra i partecipanti troviamo oltre a NOVELLA Carmelo, MINASI Saverio, MANNO Alessandro, PISCIONERI Giuseppe, MAIOLO Cosimo, PORTARO Marcello Ilario, FICARA Giovanni, SANFILIPPO Stefano e ROSSI Cesare. La cena è stata organizzata da NOVELLA Carmelo per definire gli equilibri all’interno dei locali di Bresso e Cormano.

Il 22.02.2008 viene documentato un importante incontro di Vincenzo Rispoli con i rappresentanti dei locali di Desio, di Erba e di Pioltello. Nella mattinata del 22 febbraio veniva predisposto un servizio di o.c.p. che consentiva di documentare l’incontro presso il piazzale di un supermercato sito all’uscita 10 della Milano – Meda tra PISCIONERI, che giungeva in auto con RISPOLI Vincenzo, PIO Domenico e MINNITI Nicola, del locale di Desio, MANNO Alessandro e MAIOLO Cosimo del locale di Pioltello. Dopo pochi minuti PISCIONERI Giuseppe e RISPOLI Vincenzo si dirigono al maneggio di ERBA di VARCA Pasquale.

Tali incontri sono espressione della comunanza di interessi delle famiglie calabresi e di quell’attività di ausilio reciproco che consente di ricondurre tutte le locali nell’unica struttura nonché centro di interessi rappresentato dalla Lombardia.

Sempre in tale ottica va vista la partecipazione di Vincenzo Rispoli alla cena organizzata il 26.02.2008 presso il ristorante “Il Palio” di Legnano.

Il 23.04.2008 Rispoli partecipa alla cena presso il ristorante “Il Borgo Antico” di Legnano. Da una conversazione tra MEDICI Giuseppe e MINASI Saverio registrata immediatamente dopo la fine della riunione si apprende che motivo del summit era quello di discutere della posizione di PANETTA Pietro Francesco che non intendeva allinearsi alle direttive di NOVELLA sull’assetto organizzativo della Lombardia .

Rispoli, in qualità di capo del locale di Legnano viene altresì invitato a presenziare alla cena presso il ristorante “Antica Fornace” di Solaro del 26 aprile 2008 per festeggiare la “dote” della “Crociata” concessa a FICARA Giovanni, ma non partecipa per impegni familiari.

Il 3 maggio del 2008 si registra un importantissimo summit della LOMBARDIA per conferire la dote della “CROCIATA” a MANNO Alessandro ed a MALGERI Roberto. Al summit prende parte ovviamente RISPOLI.

Non può non sottolinearsi la presenza dei due latitanti della cosca di Cirò Marina, uno dei quali, FARAO Silvio, cugino di RISPOLI. A ciò si aggiunga che i due hanno raggiunto il crossodromo accompagnati da BENEVENTO Antonio e MANCUSO Luigi, due uomini di RISPOLI.

Il matrimonio tra ELIA Francesco e MURANO Anna, organizzato dallo zio della sposa, RISPOLI Vincenzo si è celebrato il 7 giugno 2008 in provincia di Novara. Le conversazioni telefoniche e l’analisi delle celle radio base permettono di provare la presenza di numerosi personaggi in rappresentanza delle locali lombarde. Una conversazione di PISCIONERI e MANNO Alessandro sulla via del ritorno dà atto che durante il pranzo si sono trattati argomenti di ‘ndrangheta.

RISPOLI, in ragione dello stretto legame, è uno dei soggetti più colpiti dall’omicidio NOVELLA ed è anche l’unico sostegno di NOVELLA Alessio.

Dopo l’evento del 14 luglio 2008 si apre la lunga fase della successione che ha inizio con una serie di incontri preliminari che coinvolgono soprattutto gli affiliati “anziani”.

MANDALARI in numerose conversazioni con PANETTA afferma che per prendere il posto di NOVELLA ha assolutamente bisogno dell’appoggio di LAVORATA Vincenzo, comunque si è rivolto anche a RISPOLI. In questo periodo comunque RISPOLI viene messo un po’ in disparte, non solo in ragione del suo legame con la famiglia NOVELLA ed in particolare con il figlio della vittima, ma anche perché cominciano a circolare voci sul fatto che il gruppo di Legano sia oggetto di investigazioni.

Gli uomini della “Lombardia” si riuniscono il 20 gennaio 2009 al Crossodromo di Cardano al Campo per discutere il da farsi. Si tratta di una riunione molto importante cui prendono parte anche RISPOLI Vincenzo con i suoi uomini DE CASTRO Emanuele e BENEVENTO Antonio. I presenti fanno importantissimi discorsi sull’assetto della “Lombardia” e di nuovo emergono “i distinguo” rispetto a come deve essere interpretato il legame con la Calabria. La registrazione del summit offre il resoconto della riunione e dall’ascolto emerge che RISPOLI Vincenzo è uno dei principali protagonisti della discussione, segno questo evidente della sua autorevolezza nel contesto ‘ndranghetistico lombardo.

Nel contesto del discorso si fanno chiari e testuali riferimenti a termini e a strutture organizzative proprie della ndrangheta, come “locali”, “copiata”, “doti”, “Piana”, “Ionica”, “andare sopra alla montagna”.

Emerge, innanzitutto, che si tratta di una riunione di personaggi di vertice dell’organizzazione, depositari del potere di conferimento di gradi (“doti”) agli associati, che intervengono su quello che era il tema di attualità ancora a diversi mesi di distanza dalla morte di NOVELLA Carmelo e cioè il rapporto dei “locali” della “Lombardia” con la casa madre calabrese.

Sembra anche che vi sia discordanza se delegare una o più persone a rappresentare in Calabria i “locali” della “Lombardia”. Il punto che sembra controverso è a chi o cosa debba rapportarsi la “Lombardia”, se alla “Ionica”, come è sempre avvenuto per tradizione ed origine, ovvero alla “Piana” o a “Reggio”. Si presuppone ovviamente l’esistenza della “Lombardia”, come associazione sovraordinata a singoli “locali”, tra i quali quello di “Legnano-Lonate Pozzolo”. Dal resoconto della riunione è possibile trarre un altro dato e cioè che non tutti intervengono nella discussione, ma parlano solo i “capi”. Gli altri, i meri partecipi, come DE CASTRO Emanuele e BENEVENTO Antonio, si limitano ad assistere senza prendere la parola. Anche se la loro presenza ad una importante riunione al massimo livello è comunque indice non solo della partecipazione al sodalizio, ma soprattutto del ruolo fiduciario di cui sono investiti dal loro capo RISPOLI Vincenzo. RISPOLI Vincenzo parla del suo rapporto con il “locale di Cirò”, con il quale vi è comunque sempre il rischio di scontrarsi “giù” oppure “qua”. Ma è soprattutto significativo il richiamo di RISPOLI Vincenzo alla ragione, al buon senso e il riferimento ai partecipanti alla discussione come “i responsabili”, confermando con ciò il suo ruolo di vertice dell’organizzazione, insieme con gli altri interlocutori:

Il ruolo e l’importanza di RISPOLI Vincenzo sono confermati dalla intercettazione del 08/03/2009, a bordo del veicolo di MANDALARI, nella quale gli viene riconosciuto il potere di conferimento delle “doti” agli affiliati. Nella conversazione infatti si evidenzia come gli OPPEDISANO di Rosarno abbiano inviato in Lombardia alcune doti attraverso ASCONE Rocco o RISPOLI Vincenzo, da distribuire ad alcuni degli esponenti della locale di Bollate, tra i quali MANDALARI Vincenzo. Nel corso della loro conversazione MANDALARI e PANETTA concordano sul fatto che questa sia stata una autonoma iniziativa degli OPPEDISANO e che tali doti abbiano una valenza limitata.

Come si è detto Vincenzo Rispoli, viene poi arrestato il 23 aprile 2009 e ritorna in libertà il 4 novembre 2009. Ovviamente è “impedito” a partecipare al summit del 31 ottobre, ma PANETTA e MANDALARI ne fanno menzione quando discutono della possibile partecipazione di NOVELLA Alessio e ciò a conferma del saldo legame che ancora unisce RISPOLI all’erede di NOVELLA Carmelo.

2 Risposte

  1. […] Rispoli Vincenzo: 11 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso; […]

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