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I boss calabresi al Ciglione: nuove accuse al processo Bad Boys

Fonte: http://www.varesenotizie.it

Gli atti dell’indagine il crimine entrano nel processo per ‘Ndrangheta in corso a Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO – La riunione al “Crossodromo” di Cardano e il colloquio, avvenuto a Malpensa, tra il maggiore dei Carabinieri di Crotone e Cataldo Aloisio, poi ucciso a Legnano il 27 settembre del 2008. Questi alcuni dei nuovi atti d’indagine che questa mattina sono entrati nel processo Bad Boys contro la locale di ‘Ndrangheta di Legnano – Lonate in corso a Busto Arsizio.

 

FAVOREGGIAMENTO DELLA LATITANZA

Un nuovo capo d’imputazione che tiene contro dei documenti che al tempo degli arresti di Bad Boys erano stati secretati perché parte dell’indagine “Il Crimine”. E’ questa la novità dell’udienza che si è tenuta questa mattina nel tribunale di Busto Arsizio. Il pm della Dda di Milano, Mario Venditti, ha depositato nuovi atti d’indagine che vanno ad integrare quelli già prodotti per l’inchiesta Bad Boys. Tra i nuovi capi d’imputazione figurano il favoreggiamento della latitanza dei due boss di Cirò Marina, e l’estorsione continuata, nonché il favoreggiamento mafioso, accusa contestata a tutte le persone chiamate a rispondere del tentato omicidio di Barbara Valdiana. I nuovi atti riguardano l’incendio di un’autovettura contestato a Ernestino Rocca, la compravendita tra la società Ebe e Crimisa di De Castro e Filippelli, ai danni di Augusto Agostino, oggi collaboratore e l’usura ai danni di Fabio Lonati.

I BOSS IN RIUNIONE A CARDANO

Tra i nuovi documenti non più secretati spiccano quelli che riguardano la riunione avvenuta al Crossodromo di Cardano e la registrazione del colloquio tra Cataldo Aloisio e il maggiore dei Carabinieri di Crotone. Come ha spiegato in aula lo stesso Venditti, “La riunione al Crossodromo riveste particolare importanza perché a quella riunione presero parte anche Silvio Farao e Cataldo Marincola, capi della cosca di Cirò Marina”. Il colloquio tra il maggiore dei Carabinieri e Aloisio avvenne invece a Malpensa nel maggio del 2008. In quell’occasione l’uomo avrebbe esternato all’ufficiale i suoi timori riguardo alla propria sicurezza e avrebbe indicato gli uomini che al Nordcoprivano la latitanza del boss Cataldo Marincola. I timori di Aloisio di rivelarono fondati, se si considera il fatto che pochi mesi dopo l’uomo venne ucciso e fatto trovare vicino al cimitero di San Vittore Olona, dove è sepolto Carmelo Novella. Nella nuova formulazione del capo d’imputazione, che assorbe e integra i documenti che sono stati oggetto dell’inchiesta Infinito, trova quindi spazio anche l’accusa di favoreggiamento della latitanza dei due capi di Cirò Marina.

GLI IMPUTATI CHIEDONO IL GIUDIZIO ABBREVIATO

Gli avvocati della difesa, già a conoscenza di questi atti, proprio perché oggetto dell’operazione “Il crimine”, hanno espresso la volontà di avvalersi del giudizio abbreviato. La richiesta è già stata presentata dai legali di Vincenzo Rispoli, Pasquale Rienzi, Antonio Esposito, Emanuele De Castro, Francesco Filippelli, Nicodemo Filippelli, Ernestino Rocca, Stefano Giordano, Antonella Leto Russo, Carlo Avallone, Nicola Ciancio. I legali degli altri imputati hanno invece chiesto i termini della difesa e si sono riservati la possibilità di accedere al giudizio abbreviato dalla prossima udienza. Nel caso in cui il collegio giudicante accettasse le richieste degli avvocati, si profilerebbe un processo totalmente basato sugli atti, anche se alcuni degli imputati hanno chiesto di poterrilasciare dichiarazioni spontanee. Con le nuove integrazioni l’impianto accusatorio sembra acquisire ancor più solidità. Da parte dei legali della difesa si esprime invece la volontà di valutare, all’interno del processo, quelle che sono le reali responsabilità, diverse da imputato a imputato. Un conto sono le indagini, un conto le responsabilità accertate, lascia intendere Michele D’Agostino, l’avvocato che difende Vincenzo Rispoli, secondo l’accusa il grande capo della locale di Legnano – Lonate. Si torna in aula il 21 dicembre. In quell’occasione il giudice Toni Novik, che presiede il collegio giudicante, scioglierà la riserva riguardo alle richieste di giudizio abbreviato.

tiziano.scolari@yahoo.it

 

Il pm affonda l’attacco contro l’ndrangheta

Fonte: http://www.varesnews.it

Almeno undici indagati hanno già fatto richiesta di essere ammessi al rito alternativo, gli altri li seguiranno nella prossima udienza. Il pubblico ministero Venditti ha contestato nuove estorsioni, l’aggravante mafiosa per un tentato omicidio e il favoreggiamento di latitanti

Nuove contestazioni direttamente dall’indagine Infinitoper i 25 imputati del processo in corso a Busto Arsizio con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, arrestati nell’ormai famosa operazione Bad Boys contro la locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. 

Il pubblico ministero Mario Venditti (foto a sin.) ha tolto gli omissis alle parti dell’ordinanza Bad Boys, poi rientrate nell’indagine Infinito di Ilda Bocassini, e così agli imputati verranno ora contestate le riunioni dei boss al crossodromo di Cardano al Campo, nuove estorsioni come la compravendita tra la società Ebe e la Crimisa di De Castro Filippelli (ai danni dell’imprenditore, oggi collaboratore, Augusto Agostino), un incendio autovettura contestato a Ernestino Rocca, il tentato omicidio di Barbara Viadana con l’aggravante del favoreggiamento del sodalizio mafioso e, infine, Venditti ha fatto rientrare anche la copertura data alla latitanza di Silvio Farao e Cataldo Marincolal’usura ai danni di Fabio Lonati (al quale fecero letteralmente mangiare le cambiali). Il pm ha anche depositato gli atti del colloquio registrato tra un maggiore dei Carabinieri di Crotone e Aloisio Cataldoucciso e fatto ritrovare nei campi dietro il cimitero di San Vittore Olona. Quel colloquio avvenne a Malpensa: l’Aloisio diceva di sentirsi in pericolo e faceva nomi e cognomi di chi comandava nella ‘ndrangheta lombarda, poco dopo fu ucciso.

Il quadro accusatorio, a questo punto, si fa granitico nei confronti di molti degli imputati e la conseguente riapertura dei termini, richiesta da Venditti al collegio giudicante con a capo il giudice Toni Adet Novik, permette alle difese di richiedere il rito abbreviato secco o condizionato per la maggior parte di loro. La richiesta di abbreviato è stata fatta dai difensori di Vincenzo Rispoli, Pasquale Rienzi, Antonio Esposito, Emanuele De Castro, Francesco Filippelli, Nicodemo Filippelli, Ernestino Rocca, Stefano Giordano, Antonella Leto Russo, Carlo Avallone, Nicola Ciancio. Per gli altri la richiesta dell’abbreviato verrà, probabilmente, inoltrata nella prossima udienza del 21 dicembre. In quell’occasione, infatti, il collegio dovrà decidere se accogliere le richieste di rito abbreviato per gli 11 che hanno già presentato la richiesta. Si profila per gli imputati, dunque, la possibilità di essere processati due volte, una volta qui a Busto e una seconda a Milano in quello che si configurerà come un maxi-processo alla ‘ndrangheta lombarda.

 

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