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“Li chiamiamo eroi, sono morti facendo il loro dovere”

Fonte: http://www.varesenotizie.it

VENERDÌ 22 OTTOBRE 2010 15:54 TIZIANO SCOLARI

BUSTO ARSIZIO – Giuseppe Galli, a Busto Arsizio per l’inaugurazione del monumento alle vittime della Mafia, ricorda la figura del padre Guido, ucciso 30 anni fa. “Abbiamo ancora bisogno di esempi come questi”.

“Eroi che sacrificarono la vita per l’interesse di questo Stato e della collettività”. Queste le parole usate oggi da Antonino Mazzeo, presidente del Tribunale di Busto Arsizio. Guido Galli era magistrato e docente di criminologia. Il 19 marzo del 1980 fu assassinato a Milano da un commando di Prima Linea, noto gruppo armato che operò durante gli anni di piombo. Fu lui a concludere la prima maxi-inchiesta sul terrorismo partita nel settembre del 1978 dopo l’arresto di Corrado Alunni e il ritrovamento del covo di via Negroli, a Milano. C’è anche il suo nome sulla stele donata oggi dal consigliere Audio Porfidio alla città di Busto Arsizio che si trova davanti al palazzo della Procura. Un monumento per ricordare i magistrati uccisi per aver combattuto la Mafia e il terrorismo. Giuseppe Galli si dice contento della manifestazione di questa mattina e sottolinea l’importanza di ricordare quanto successo. “Questi uomini sono considerati degli eroi perché sono morti, ma in realtà facevano semplicemente il proprio lavoro. Oggi forse mancano esempi di questo tipo, perché fare il proprio dovere è sempre più l’eccezione, non la regola”.

LA MAFIA E’ ANCHE A BUSTO

Alla cerimonia di questa mattina era presente anche Massimo Brugnone, presidente Lombardo di Ammazzateci Tutti. Da parte sua la felicità di vedere come la Legalità stia diventando un tema sempre più frequente nel dibattito cittadino e una mano tesa all’amministrazione. “Sono contento che anche il sindaco abbia ammesso pubblicamente che la Mafia è presente a Busto Arsizio. E’ una consapevolezza che cresce sempre di più. Sono tre anni che andiamo in giro per le scuole ad educare alla Legalità. Fino ad oggi abbiamo lavorato solo con le nostre forze. Se l’amministrazione ora vorrà collaborare noi siamo pronti”.

tiziano.scolari@yahoo.it

 

Davanti alla Procura un monumento ai magistrati coraggiosi

Fonte: http://www.varesenews.it

E’ stata svelata la stele con i nomi dei giudici uccisi da mafia e terrorismo voluta dal consigliere Porfidio nell’aiuola di largo Giardino. Oltre alle autorità presenti anche i figli del magistrato Guido Galli, vittima degli anni di piombo

La lista dei magistrati uccisi dai poteri criminali,mafia e terrorismo in primis, è stata scolpita su di una stele che ha le fattezze di un libro, un libro che si spera non debba mai voltare pagina per due motivi: cristallizzare nella memoria comune quei nomi e quelle storie e non aggiungerne mai altri. Accanto campeggia la statua della dea della giustizia. E’ stata inaugurata questa mattina l’opera voluta dal consigliere comunale de “La Voce della Città” Audio Porfidio a conclusione di un lavoro durato alcune settimane e che ha visto la riqualificazione dell’aiuola di largo Giardino.

Ad inaugurare il monumento erano presenti tutte le autorità civili e militari della città, insieme a Carla e Giuseppe Galli, i figli del magistrato Guido Galli, ucciso da un commando di terroristi da un’organizzazione di estrema sinistra. Sono stati proprio loro a togliere i drappi tricolore che coprivano la stele e la statua mentre risuonavano nell’aria le note dell’inno di Mameli.

L’inaugurazione ha fermato per una mezz’ora i due palazzi della giustizia bustocca e tutti i magistrati, i giudici e i rappresentanti delle varie forze dell’ordine hanno presenziato alla cerimonia che ha visto gli interventi, in sequenza, del presidente del consiglio comunale Speroni che ha letto il messaggio di Audio Porfidio (visibilmente emozionato), del procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori, del presidente del tribunale Antonino Mazzeo e del sindaco Gigi Farioli che, alla fine del suo intervento, ha abbracciato il consigliere Porfidio. Il magistrato Valentina Margio, infine, ha letto i nomi presenti sulla stele.

Dettori ha ricordato la sua personale amicizia con Guido Galli, assassinato il 19 marzo 1980 a Milano, da un commando di Prima Linea (uno dei gruppi armati più sanguinari degli anni di piombo), a causa della sua azione da magistrato contro di essi. Fu lui infatti a concludere la prima maxi-inchiesta sul terrorismo partita nel settembre del 1978 dopo l’arresto di Corrado Alunni e il ritrovamento del covo di via Negroli, a Milano. Il presidente Mazzeo ha sottolineato la figura di Giovanni Falcone che conobbe personalmente ma ha anche ribadito l’esigenza di una maggiore attenzione a chi lavora per assicurare la giustizia ogni giorno. Importanti le parole del sindaco Farioli che ha sottolineato l’esigenza di dare adeguati mezzi a giudici e magistrati «come ha fatto il comune di Busto Arsizio nonostante avesse un bilancio in deficit».  Farioli ha anche svelato che uno dei giudici che per primo ha aperto la strada alla lotta alla mafia, Cesare Terranova, era lo zio dell’attuale assessore alla sicurezza Walter Fazio.

22/10/2010

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