• Archivi

  • Foto Ammazzatecitutti Lombardia

    Altre foto

Pullman della legalità Busto Arsizio – Firenze – XVIII Giornata della memoria in ricordo delle vittime delle mafie

In occasione della XVIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera a Firenze per il giorno 16 marzo 2013, il Coordinamento provinciale di Ammazzateci Tutti Varese ha organizzato anche quest’anno il Pullman della legalità con tratta Busto Arsizio – Firenze.

PARTENZA:
ore 5:00 – Liceo Scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio (VA)
RITORNO:
ore 18:00 da Firenze ed arrivo al Liceo Scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio (VA)

COSTO: 20€ andata e ritorno!

PER ISCRIVERSI basta compilare il modulo di iscrizione al link seguente:
https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dGxoV1FsMFI2MGdIb0VyelZGWEc4T0E6MQ#gid=0

Locandina16marzo2013

«Per combatterli ci vuole una struttura europea»

Fonte: La Provincia di Varese – 19 Ottobre 2012

Busto Arsizio – «Questi arresti sono l’ennesima dimostrazione della collaborazione tra cosa nostra e ‘ndrangheta nel nostro territorio». Massimo Brugnone, giovane bustese coordinatore regionale dell’associazione antimafie “Ammazzateci Tutti”, commenta con preoccupazione il grosso traffico internazionale di droga con l’aggravante della finalità mafiosa che ha avuto anche un importante risvolto bustese: nell’indagine, infatti, trovano posto esponenti di spicco della cosca gelese Emanuello e Rinzivillo che la rappresentavano nel territorio di Busto, quali Salvatore Fiorito e il figlio di quest’ultimo, Cosimo. E ribadisce la necessità di una consulta antimafia in città.

Non una sola organizzazione
«Non si può più parlare di una mafia piuttosto che un’altra – ribadisce Brugnone – le mafie devono essere trattate univocamente». L’altro aspetto rilevante, sui cui Brugnone intende aprire una riflessione, è la responsabilità dei cittadini: «Il traffico di stupefacenti – sottolinea il giovane – è la più grande fonte di reddito per le mafie. E lo è perché ci sono i consumatori di cocaina che sono i principali fornitori di denaro per la criminalità organizzata. E’ con questi soldi che poi i vari esponenti dei clan si possono permettere di fare estorsioni a imprenditori aumentando il loro potere». Questa operazione conferma inoltre che il traffico di droga a livello internazinoale è controllato dalle mafie italiane e, proprio per questo motivo, secondo Brugnone, è ancora più importante «ragionare su un’antimafia europea».

Un problema culturale
Un ragionamento che non esula dalla necessità di un’azione capillare, politica e culturale che può e deve partire dal territorio.
«Il traffico internazionale di droga, come si evince da queste indagini, è gestito anche dalla mafia di Busto – sottolinea Brugnone – Le famiglie Emmanuello e Rinzivillo sono potentissime. E’ da anni ormai che Ammazzateci Tutti porta avanti iniziative e progetti culturali e di sensibilizzazione sul tema coinvolgendo soprattutto i giovani delle scuole. Ogni mese o due, riceviamo dei segnali d’allarme e questa operazione è l’ennesima conferma della necessità di una consulta antimafia a Busto Arsizio, come proposto dalle opposizioni in consiglio comunale». Proposta ancora al vaglio della commissione sicurezza: «O c’è la volontà politica di contrastare il fenomeno mafioso o non riesco a capire di cosa stiamo discutendo – commenta – Venerdì prossimo alle 18.30 sarò ascoltato dalla commissione sicurezza proprio su questo tema». V. Ari.

Consulta antimafia: “Un’opportunità da non perdere”

Fonte: l’Inform@zione del 11 ottobre 2012

di Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO – “Busto è contro la mafia”. Massimo Brugnone, coordinatore lombardo di “Ammazzateci tutti, chiede alle istituzioni di schierarsi contro il fenomeno della criminalità organizzata, attraverso una delibera pubblica che si esprima in modo chiaro: “La politica deve entrare in campo e lanciare un messaggio forte. Già questo sarebbe un importante primo passo”.
Nel corso dell’incontro, organizzato la sera di mercoledì 10 ottobre, presso la Galleria Boragno, Brugnone ha ribadito le  potenzialità legate alla creazione di una Consulta antimafia, rispondendo punto per punto alle obiezioni che sono state mosse da parte di chi ha mostrato contrarietà alla realizzazione di tale organismo anche qui a Busto Arsizio (in primis, Lega Nord e PdL, ndr).
“La consulta è un’opportunità che la città di  Busto  non può perdere”, afferma Brugnone, commentando le recenti dichiarazioni di Franco Novati, Dirigente del Commissariato, in Commissione Sicurezza .
“Novati  ha dichiarato che negare l’esistenza di fenomeni mafiosi sarebbe assurdo – continua il coordinatore lombardo – Ha inoltre affermato che torna utile qualsiasi tipo di collaborazione perché non ci sono denunce. Ciò significa che i cittadini non si fidano abbastanza delle Forze dell’Ordine. Proprio per questo motivo deve entrare in campo la politica che ha il dovere di prevenire determinati fenomeni”.
Alla serata, moderata dal giornalista Orlando Mastrillo, hanno partecipato come relatori, ancheDavid Gentili, consigliere comunale PD e Presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano, e Gennaro Portogallo, Assessore Comunale alla Sicurezza e componente del “Gruppo della Legalità” del Comune di Lonate Pozzolo.
Il dibattito è partito dai  fatti di cronaca del giorno stesso che hanno visto l’arresto di un Consigliere regionale lombardo: “È  stata una giornata campale per il contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso”, ha esordito Mastrillo, facendo poi riferimento alle inchieste che hanno avuto come sfondo la città di Busto, concluse con dure condanne per gli esponenti dei clan Rinzivillo e Madonia che hanno tenuto a lungo sotto scacco gli imprenditori di origine gelese della zona.
“Già nel 2007, il giudice Caselli, ospite al Teatro Sociale, confermò l’esistenza di fenomeni legati alla criminalità organizzata in città. Dopo cinque anni, ci troviamo a metterlo ancora in dubbio”, ha sottolineato Brugnone: “Alcune forze politiche si sono volute impegnare in prima persona per parlare dell’argomento mafia. Noi, all’inizio, siamo rimasti attenti osservatori ma c’è stato un momento in cui ci siamo sentiti di entrare a gamba tesa nella discussione. È stato quando il Presidente della Commissione Sicurezza Unfer, ha affermato che non si paga il pizzo. Negare questo fenomeno è assurdo”.
Secondo Brugnone, la Consulta antimafia potrebbe assolvere, innanzitutto, ad una funzione dieducazione alla legalità: “Ci vuole un po’ di umiltà da parte di chi governa nel saper riconoscere l’utilità di un appoggio esterno”. E suggerisce la formazione di un organismo formato da politici e cittadini esterni di fiducia: “Ad esempio Carlo Stelluti, ex-Sindaco di Bollate che ha saputo prevenire infiltrazioni mafiose nel proprio Comune”.
Quanto all’organizzazione concreta, Brugnone sottolinea che esiste già, un regolamentocomunale risalente al 1995, che stabilisce i criteri per la formazione di una consulta: “Basta applicarlo”. E annuncia che presenterà al Sindaco una richiesta affinchè sia adottata anche a Busto Arsizio la “Carta di Pisa”, un regolamento etico per gli amministratori locali

“Caro Farioli perchè non fare una consulta antimafia?”

fonte: VareseNews del 11 ottobre

Così l’assessore pidiellino alla sicurezza del Comune di Lonate Pozzolo durante la serata organizzata da Ammazzateci Tutti sul tema alla galleria Boragno. Brugnone: “Il regolamento c’è già dal ’95”

«Caro Gigi perchè no?» – a dirlo è Gennaro Portogallo, assessore pidiellino alla Sicurezza di Lonate Pozzolo, dunque compagno di partito del sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, in merito all’opportunità di creare una consulta antimafia a Busto Arsizio. La frase è stata pronunciata ieri sera, mercoledì, durante la serata organizzata da Ammazzateci Tutti alla Galleria Boragno di via Milano. Proprio Pdl e Lega Nord, infatti, sono i due partiti che in seno al consiglio comunale bustocco si stanno opponendo alla realizzazione di un organo di questo tipo. La serata, moderata dal giornalista di Varesenews Orlando Mastrillo, ha visto come protagonisti il presidente della Commissione Antimafia milanese David Gentili, l’assessore lonatese che fa parte del Gruppo della Legalità nato dopo le inchieste sulla ‘ndrangheta di Legnano-Lonate eMassimo Brugnone, coordinatore regionale dell’associazione.

A MILANO – David Gentili ha spiegato il funzionamento della commissione consiliare milanese dedicata al tema: «Lungi da noi pensare di fare indagini o intralciare il lavoro della magistratura ma, ad esempio, la commissione antimafia ha proposto l’adozione della carta di Pisa come codice etico del Comune di Milano, ha permesso la costituzione di parte civile del Comune in due processi per mafia, lavora a stretto contatto con le associazioni di categoria per far emergere casi di estorsione attraverso questionari anonimi». Gentili ha anche specificato che nel caso di Milano «la politica ha voluto prendersi questa responsabilità di contrastare il fenomeno mafioso» e, in parallelo, «ha creato un comitato scientifico sul fenomeno mafioso, formato da esterni esperti che indirizzano l’azione della commissione antimafia».

A LONATE – Gennaro Portogallo ha, invece, portato l’esempio di Lonate dove «per superare i problemi legati alla creazione di una commissione si è creato un gruppo di lavoro trasversale e misto, formato sia da consiglieri comunali di tutti i partiti (compresi Lega e Pdl)  che da esterni – e poi ha proseguito – abbiamo realizzato tante iniziative importanti e sono orgoglioso di poter dire che la sede di Ammazzateci Tutti Lombardia è a Lonate Pozzolo. Cari colleghi di Busto, chiamatela come volete ma fatela».

Massimo Brugnone, inoltre, ha portato una delibera del Comune di Busto Arsizio, datata 1995, che istituisce le consulte e le regolamenta: «Lo strumento per crearla c’è già – spiega – va solo applicato. Cosa che, credo, non sia mai stata fatta» e indica anche un possibile presidente: «Perchè non coinvolgere Carlo Stelluti, ex-sindaco di Bollate e candidato sindaco a Busto Arsizio. Vorrei ricordare che lui le infiltrazioni della ‘ndrangheta le ha respinte davvero quando era sindaco». Diversi e articolati gli interventi del pubblico presente, composto da cittadini e da alcuni consiglieri del centrosinistra come Walter Picco Bellazzi e Valerio Mariani (Pd), Marco Cirigliano (Sel), Marta Tosi (Manifattura Cittadina) oltre ad alcuni aderenti del Movimento 5 Stelle e Giacomo Buonanno(consigliere Pd a Lonate). Nessun rappresentante, invece, da parte di Lega e Pdl, compreso il sindaco che aveva annunciato la sua presenza, almeno per un saluto.

A BUSTO – Farioli si è giustificato dicendo che «a causa di altri impegni istituzionali non ha potuto partecipare» ma ha rilanciato annunciando che «a breve potrebbe arrivare una controproposta sul tema che dovrebbe fare uscire dall’impasse il lavoro della commissione sicurezza su questo tema». Sempre Farioli ha annunciato che la commissione europea antimafia verrà a Busto nelle prossime settimane, come ampiamente annunciato durante l’edizione 2012 di Legalitàlia in Primavera dell’aprile scorso.

Consulta Antimafia A Busto Arsizio: Perché No?

Fonte: StampoAntimafioso del 11 ottobore 2012
 
di Roberto Nicolini

Dare un segnale. “Creare una consulta antimafia è un segnale forte, è dire, con un atto pubblico, che Busto Arsizio è contro la mafia”. A parlare è Massimo Brugnone, il giovane rappresentante lombardo dell’associazione Ammazzateci Tutti. Molto attivi sul territorio,  i ragazzi di Ammazzateci Tutti hanno organizzato ieri una serata presso la Cartoleria Centrale Boragno di Busto Arsizio per discutere sulla possibile creazione di un organo comunale che si occupi del fenomeno mafioso nell’area bustocca. La necessità di tale organismo è stata sottolineata dai recenti fatti di cronaca, ricordati dal moderatore della serata, il giornalista di Varesenews Orlando Mastrillo, che hanno visto la città e alcuni suoi cittadini, seppur di origine siciliana come Rosario Vizzini e Fabio Nicastro rispettivamente collegati alle cosche Rinzivillo e Madonia ma anche calabrese, coinvolti nei vari processi come quelli scaturiti dalle inchieste Fire off e Tetragona. Quella di ieri è stata una serata che voleva funzionare da ulteriore stimolo alla politica bustocca ad agire, a schierarsi. Come ha spiegato Brugnone, inizialmente la proposta di una consulta o commissione antimafia è partita dalla politica, in particolare dai gruppi di opposizione, mentre Ammazzateci Tutti ne era rimasta fuori; però, si sono sentiti in dovere di agire dopo l’assenza di reazioni  da parte di quelli alle dichiarazioni del presidente della commissione sicurezza Adriano Unfer, secondo il quale a Busto il fenomeno del pizzo non esiste. La stessa commissione sicurezza attualmente sta tenendo delle audizioni per decidere il da farsi della consulta. Tra coloro che sono stati ascoltati c’è il dott. Franco Novati, primo dirigente del commissariato di Polizia di Busto, che ha messo in luce come la creazione di un organismo istituzionale potrebbe essere di notevole supporto alla Polizia, dato che Busto è una città in cui tendenzialmente non si denuncia in merito al fenomeno mafioso o ai suoi reati spia. Il dott. Novati ha anche sottolineato come sia comunque da tenere presente la questione della riservatezza in seno alla possibile consulta. Proprio per questo Brugnone ha spiegato che se si decidesse di creare una consulta anziché una commissione sarebbe comunque possibile garantire la necessità di riunioni chiuse all’esterno. Un po’ come avviene nella commissione antimafia del comune di Milano, il cui presidente David Gentili era presente ieri sera. Gentili ha fornito l’esempio di un modello funzionante di commissione antimafia, specificando che l’organismo istituito nel capoluogo lombardo prevede la possibilità di effettuare sedute riservate. In sintonia con gli altri interventi, anche Gentili ha ribadito l’importanza della politica nella lotta alla mafia e dunque la significatività di un gesto simbolico come la creazione di una commissione antimafia perché ” è il comune che gestisce gli appalti e la mafia è un problema locale”. Concorde poi il commento dell’ultimo relatore della serata, il quale ha riportato un esempio di organo comunale diverso da una commissione o da una consulta. Gennaro Portogallo è membro del gruppo della Legalità di Lonate Pozzolo, nonché assessore alla sicurezza. Il dibattito in merito alla questione se creare una commissione o una consulta e tutti i cavilli legislativi che questo comporta potrebbe condizionare la riuscita del progetto. A tal proposito l’appello di Brugnone: “quanto meno, fare una consulta che si occupi di educazione alla legalità e trasparenza”. In conclusione, l’annuncio che Ammazzateci tutti presenterà formalmente la richiesta di adesione del comune alla Carta di Pisa, il codice etico delle amministrazioni comunali. Per non lasciare che Busto entri nell’area metropolitana della mafia.

Commissione antimafia a Busto Arsizio?

10 ottobre 2012 – ore 21.00

Cartolibreria centrale “Boragno” – Via Milano, 4, Busto Arsizio (VA)

Commissione antimafia a Busto Arsizio?
Una serata per parlarne con:


David GENTILI

Presidente della Commissione antimafia del comune di Milano

Gennaro PORTOGALLO
Assessore, membro del Gruppo consiliare della legalità del comune di Lonate Pozzolo

Massimo BRUGNONE

Coordinatore regionale “Ammazzateci Tutti Lombardia”

Modera:
Orlando MASTRILLO
Giornalista di VareseNews

La mafia non va in vacanza

20 maggio: questa la data di quando Alessio Rudoni, segretario comunale della Lega Nord a Busto Arsizio, dichiarava inutile, dannosa e finanche pericolosa una commissione antimafia.

Per alcuni giorni, in quei giorni, le pagine dei quotidiani locali si sono riempite di commenti, suggerimenti, scontri, dibattiti. La creazione o meno di una commissione, o consulta, o di un qualcosa di comunale che portasse il nome di “antimafia” sembrava davvero al centro dell’attenzione. E come ogni volta, quando qualcosa è davvero al centro dell’attenzione, ecco che si scalpita, ci si preoccupa, si hanno le palpitazioni: sia mai che questa faccenda diventi seria.

Al di là di quelle che furono le polemiche di quel maggio più rovente del Caligola in arrivo e che videro il leghista Adriano Unfer, presidente della Commissione sicurezza, probabilmente anticipare i malesseri del caldo e riuscire ad affermare l’inesistenza del fenomeno del pizzo a Busto Arsizio per giustificare l’inutilità di una commissione antimafia, il problema oggi è uno solo: la mafia non va in vacanza. La mafia non va in vacanza e a Busto Arsizio invece si sta tentanto il più che conosciuto giochetto del non parlare per dimenticare.

In commissione sicurezza, lo scorso 11 maggio, si decise di convocare le così dette “realtà rappresentative” che si occupano del fenomeno mafia per poter approfondire l’argomento. Fu convocato il Procuratore della Repubblica Francesco Dettori che, non esprimendosi sulla volontà o meno di creare una Commissione antimafia – faccenda politica e non giuridica – si limitò a dire che se dovesse essercene una, dovrà essere composta da persone che sanno come evitare o fronteggiare le organizzazioni mafiose e preparate per dare consigli all’amministrazione comunale sul come comportarsi.
Non se la aspettava, forse, il presidente Unfer, che il capo della Procura di Busto Arsizio affermasse la necessaria umiltà da parte di un’amministrazione comunale che non si è mai occupata di mafia e che dovrebbe, invece, almeno iniziare a tentare di farlo, magari con l’aiuto di esterni. Ed allora: silenzio.

Il prossimo ottobre è previsto l’arrivo a Busto Arsizio della Commissione parlamentare europea antimafia dopo che il vicepresidente Rosario Crocetta, ex Sindaco di Gela, ha fatto tappa per due volte nella nostra città nelle edizioni di Legalitàlia in Primavera. Così, probabilmente, accadrà che mentre a Milano il Comitato scientifico antimafia guidato da Nando Dalla Chiesa e composto, tra l’altro, dal Procuratore di Varese, Maurizio Grigo, ha già stilato la sua prima relazione semestrale, a Busto Arsizio ci ritroveremo, ospitando l’equivalente organo più alto in grado a livello europeo, a dover ammettere che a qualcuno sembri dare fastidio l’istituzionalizzazione dell’antimafia.

E mentre tutti sono in ferie, la città è deserta, la mente di chi è rimasto volta al mare o a cercar riposo al lago nei week end estivi, la mafia non va in vacanza.
Nemmeno noi. Rialziamo la voce e chiediamo di nuovo al Sindaco di non dimenticarsi e occuparsi della vicenda.

Massimo Brugnone

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: