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Consulta antimafia: “Un’opportunità da non perdere”

Fonte: l’Inform@zione del 11 ottobre 2012

di Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO – “Busto è contro la mafia”. Massimo Brugnone, coordinatore lombardo di “Ammazzateci tutti, chiede alle istituzioni di schierarsi contro il fenomeno della criminalità organizzata, attraverso una delibera pubblica che si esprima in modo chiaro: “La politica deve entrare in campo e lanciare un messaggio forte. Già questo sarebbe un importante primo passo”.
Nel corso dell’incontro, organizzato la sera di mercoledì 10 ottobre, presso la Galleria Boragno, Brugnone ha ribadito le  potenzialità legate alla creazione di una Consulta antimafia, rispondendo punto per punto alle obiezioni che sono state mosse da parte di chi ha mostrato contrarietà alla realizzazione di tale organismo anche qui a Busto Arsizio (in primis, Lega Nord e PdL, ndr).
“La consulta è un’opportunità che la città di  Busto  non può perdere”, afferma Brugnone, commentando le recenti dichiarazioni di Franco Novati, Dirigente del Commissariato, in Commissione Sicurezza .
“Novati  ha dichiarato che negare l’esistenza di fenomeni mafiosi sarebbe assurdo – continua il coordinatore lombardo – Ha inoltre affermato che torna utile qualsiasi tipo di collaborazione perché non ci sono denunce. Ciò significa che i cittadini non si fidano abbastanza delle Forze dell’Ordine. Proprio per questo motivo deve entrare in campo la politica che ha il dovere di prevenire determinati fenomeni”.
Alla serata, moderata dal giornalista Orlando Mastrillo, hanno partecipato come relatori, ancheDavid Gentili, consigliere comunale PD e Presidente della Commissione Antimafia del Comune di Milano, e Gennaro Portogallo, Assessore Comunale alla Sicurezza e componente del “Gruppo della Legalità” del Comune di Lonate Pozzolo.
Il dibattito è partito dai  fatti di cronaca del giorno stesso che hanno visto l’arresto di un Consigliere regionale lombardo: “È  stata una giornata campale per il contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso”, ha esordito Mastrillo, facendo poi riferimento alle inchieste che hanno avuto come sfondo la città di Busto, concluse con dure condanne per gli esponenti dei clan Rinzivillo e Madonia che hanno tenuto a lungo sotto scacco gli imprenditori di origine gelese della zona.
“Già nel 2007, il giudice Caselli, ospite al Teatro Sociale, confermò l’esistenza di fenomeni legati alla criminalità organizzata in città. Dopo cinque anni, ci troviamo a metterlo ancora in dubbio”, ha sottolineato Brugnone: “Alcune forze politiche si sono volute impegnare in prima persona per parlare dell’argomento mafia. Noi, all’inizio, siamo rimasti attenti osservatori ma c’è stato un momento in cui ci siamo sentiti di entrare a gamba tesa nella discussione. È stato quando il Presidente della Commissione Sicurezza Unfer, ha affermato che non si paga il pizzo. Negare questo fenomeno è assurdo”.
Secondo Brugnone, la Consulta antimafia potrebbe assolvere, innanzitutto, ad una funzione dieducazione alla legalità: “Ci vuole un po’ di umiltà da parte di chi governa nel saper riconoscere l’utilità di un appoggio esterno”. E suggerisce la formazione di un organismo formato da politici e cittadini esterni di fiducia: “Ad esempio Carlo Stelluti, ex-Sindaco di Bollate che ha saputo prevenire infiltrazioni mafiose nel proprio Comune”.
Quanto all’organizzazione concreta, Brugnone sottolinea che esiste già, un regolamentocomunale risalente al 1995, che stabilisce i criteri per la formazione di una consulta: “Basta applicarlo”. E annuncia che presenterà al Sindaco una richiesta affinchè sia adottata anche a Busto Arsizio la “Carta di Pisa”, un regolamento etico per gli amministratori locali

“Caro Farioli perchè non fare una consulta antimafia?”

fonte: VareseNews del 11 ottobre

Così l’assessore pidiellino alla sicurezza del Comune di Lonate Pozzolo durante la serata organizzata da Ammazzateci Tutti sul tema alla galleria Boragno. Brugnone: “Il regolamento c’è già dal ’95”

«Caro Gigi perchè no?» – a dirlo è Gennaro Portogallo, assessore pidiellino alla Sicurezza di Lonate Pozzolo, dunque compagno di partito del sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, in merito all’opportunità di creare una consulta antimafia a Busto Arsizio. La frase è stata pronunciata ieri sera, mercoledì, durante la serata organizzata da Ammazzateci Tutti alla Galleria Boragno di via Milano. Proprio Pdl e Lega Nord, infatti, sono i due partiti che in seno al consiglio comunale bustocco si stanno opponendo alla realizzazione di un organo di questo tipo. La serata, moderata dal giornalista di Varesenews Orlando Mastrillo, ha visto come protagonisti il presidente della Commissione Antimafia milanese David Gentili, l’assessore lonatese che fa parte del Gruppo della Legalità nato dopo le inchieste sulla ‘ndrangheta di Legnano-Lonate eMassimo Brugnone, coordinatore regionale dell’associazione.

A MILANO – David Gentili ha spiegato il funzionamento della commissione consiliare milanese dedicata al tema: «Lungi da noi pensare di fare indagini o intralciare il lavoro della magistratura ma, ad esempio, la commissione antimafia ha proposto l’adozione della carta di Pisa come codice etico del Comune di Milano, ha permesso la costituzione di parte civile del Comune in due processi per mafia, lavora a stretto contatto con le associazioni di categoria per far emergere casi di estorsione attraverso questionari anonimi». Gentili ha anche specificato che nel caso di Milano «la politica ha voluto prendersi questa responsabilità di contrastare il fenomeno mafioso» e, in parallelo, «ha creato un comitato scientifico sul fenomeno mafioso, formato da esterni esperti che indirizzano l’azione della commissione antimafia».

A LONATE – Gennaro Portogallo ha, invece, portato l’esempio di Lonate dove «per superare i problemi legati alla creazione di una commissione si è creato un gruppo di lavoro trasversale e misto, formato sia da consiglieri comunali di tutti i partiti (compresi Lega e Pdl)  che da esterni – e poi ha proseguito – abbiamo realizzato tante iniziative importanti e sono orgoglioso di poter dire che la sede di Ammazzateci Tutti Lombardia è a Lonate Pozzolo. Cari colleghi di Busto, chiamatela come volete ma fatela».

Massimo Brugnone, inoltre, ha portato una delibera del Comune di Busto Arsizio, datata 1995, che istituisce le consulte e le regolamenta: «Lo strumento per crearla c’è già – spiega – va solo applicato. Cosa che, credo, non sia mai stata fatta» e indica anche un possibile presidente: «Perchè non coinvolgere Carlo Stelluti, ex-sindaco di Bollate e candidato sindaco a Busto Arsizio. Vorrei ricordare che lui le infiltrazioni della ‘ndrangheta le ha respinte davvero quando era sindaco». Diversi e articolati gli interventi del pubblico presente, composto da cittadini e da alcuni consiglieri del centrosinistra come Walter Picco Bellazzi e Valerio Mariani (Pd), Marco Cirigliano (Sel), Marta Tosi (Manifattura Cittadina) oltre ad alcuni aderenti del Movimento 5 Stelle e Giacomo Buonanno(consigliere Pd a Lonate). Nessun rappresentante, invece, da parte di Lega e Pdl, compreso il sindaco che aveva annunciato la sua presenza, almeno per un saluto.

A BUSTO – Farioli si è giustificato dicendo che «a causa di altri impegni istituzionali non ha potuto partecipare» ma ha rilanciato annunciando che «a breve potrebbe arrivare una controproposta sul tema che dovrebbe fare uscire dall’impasse il lavoro della commissione sicurezza su questo tema». Sempre Farioli ha annunciato che la commissione europea antimafia verrà a Busto nelle prossime settimane, come ampiamente annunciato durante l’edizione 2012 di Legalitàlia in Primavera dell’aprile scorso.

Mafia: all’ITC scende in campo “l’esercito della cultura”

Fonte: http://www.informazioneonline.it

BUSTO ARSIZIO –  “Certo che voglio l’esercito in Sicilia: un esercito di insegnanti, perché la mafia teme la cultura”; proprio queste parole, che sarebbero da attribuire a Giovanni Falcone, assassinato vent’anni fa a causa del suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata, rappresentano in modo perfetto quanto è avvenuto mercoledì 23 maggio, nel ventennale della strage di Capaci, all’ITC “Enrico Tosi” di Busto Arsizio.
Mentre alcuni studenti, che hanno compiuto il viaggio sulla Nave della Legalità (leggi qui), stavano partecipando alle celebrazioni che si svolgevano a Palermo, una rappresentanza di ogni classe ha assistito ad un incontro organizzato dalla scuola in collaborazione con l’Associazione Ammazzateci Tutti, per ricordare quell’evento che sconvolse l’Italia intera ormai vent’anni fa.

“Ancora oggi non si è trovata una risposta per molti dei quesiti nati allora – ha spiegato ai ragazzi il giornalista Orlando Mastrillo, moderatore dell’assemblea – ed anche per questo è importante parlare di quest’anniversario.
Fu un atto di una violenza inaudita; mai la mafia aveva fatto qualcosa del genere, e a spingerla fu il fatto che le indagini erano arrivate ad un punto di svolta, si erano create le basi della lotta alla criminalità organizzata così come la conosciamo oggi”.

Ospiti di questo momento di riflessione sono state Roberta Colangelo, Sostituto Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, e Nicoletta Guerrero, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Busto Arsizio, che hanno vissuto entrambe un’esperienza lavorativa in Sicilia, seppur in anni diversi, e che hanno voluto raccontare ai presenti le impressioni e il proprio vissuto in quegli anni.

“Ho lavorato presso la Procura di Caltanissetta – ha detto Roberta Colangelo – una delle quattro procure antimafia presenti in Sicilia; quello che mi ha colpito molto è che fin da subito, parlando con la gente, in tanti ci raccontavano di sentirsi oppressi, senza via d’uscita, vessati dalle richieste di pagamento del pizzo a cui dovevano far fronte.
In procura, però, non c’era quasi nessuna denuncia, e, anche quando scoprivamo qualcosa attraverso le nostre indagini, erano molti gli imprenditori che negavano la realtà, arrivando a preferire le sanzioni giudiziarie a quella “fisiche” a cui li avrebbe sottoposti la criminalità organizzata se fossero stati sinceri.
Per combattere la mafia è necessaria una assunzione di consapevolezza da parte della gente, qualche passo è stato fatto in questi anni, e se tutti arriveranno a reagire e ad svolgere il proprio dovere si potranno avere dei grandi risultati; non possono ammazzarci tutti, è questa la nostra forza”.

“La mia esperienza in Sicilia risale alla fine degli anni ottanta – ha dichiarato Nicoletta Guerrero – in quegli anni, appena uscita dall’università, erano in molti i magistrati che venivano mandati in quella Regione, senza la consapevolezza della situazione con cui ci si sarebbe trovati a fare i conti.
Eravamo ragazzini che venivano mandati lì allo sbaraglio, quella generazione che lo stesso Presidente Scalfaro ha definito “dei giudici ragazzini”, ai quali tutti dicevano che ormai la mafia non esisteva più.
Mi ricordo quando arrivai in Sicilia, alla ricerca della procura in cui avrei lavorato, le persone a cui chiedevo indicazioni stradali non mi rispondevano nemmeno; più tardi avrei scoperto che lo facevano per paura che chi domandava stesse andando a fare del male a qualcuno, e non volevano essere coinvolti.
La sensazione era di solitudine, la gente non parlava, non collaborava, non c’era partecipazione. Per fortuna, oggi, le cose sono cambiate”.

L’incontro si è poi concluso con la costituzione di un comitato di Ammazzateci Tutti all’interno dell’istituto, formato da ragazzi che si ripropongono di portare avanti e diffondere i valori della legalità anche all’interno di quella comunità che è la scuola.

“La battaglia più forte ed efficace che si può portare avanti – ha concluso il Sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli – è culturale ed educativa; oggi è un giorno purtroppo indimenticabile, ma per fortuna indimenticato, ed è importante che le celebrazioni che stanno avvenendo all’interno dell’aula bunker vengano diffuse in molte altre scuole.
È fondamentale avere una formazione alla cultura della legalità, ed evitare di cadere nella trappola del dire “che tanto le cose stanno così” o “che è un problema di qualcun altro”, continuando per tutta la vita, invece, a porsi delle domande e a cercare di trovare le risposte”.

Loretta Girola 
pubblicato il: 23/05/2012

Magistrati all’Itc per insegnare l’antimafia

Fonte: La Prealpina – Giovedì 24 Maggio 2012

L’esperienza del gip Guerrero accanto a Livatino e del pm Colangelo a Caltanissetta

E due. Ammazzateci tutti si arricchisce di un nuovo comitato cittadino. L’associazione impegnata sul fronte dell’antimafia l’ha tenuto a battesimo ieri mattina, nell’aula magna dell’Itc Tosi, dove si è riunita l’assemblea degli studenti. La data scelta è l’anniversario della strage di Capaci. A vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone, della moglie e degli uomini della scorta, il coordinatore lombardo Massimo Brugnone ha salutato i cinque componenti del secondo comitato. Se il 9 maggio il liceo artistico Candiani era stato protagonista, ancora una volta sono gli studenti a rispondere presente. A guidare il comitato dell’Itc sarà Davide Borsani, da tempo collaboratore di Brugnone. Così va in porto un  progetto di vecchia data: «Era da un anno che ne parlavamo», ricorda Borsani. Il nuovo capitolo di Ammazzateci tutti  e dei suoi comitati cittadini non sarà l’ultimo: «Aspettiamo a breve che anche il liceo scientifico Tosi si aggiunga alla lista», ha affermato Brugnone. Intanto, c’è una ricorrenza da onorare. A metà mattinata, in collegamento telefonico, l’aula magna di viale Stelvio sbarca a Palermo. Il tramite è la delegazione che anche quest’anno partecipa alla Nave della Legalità. E’ con emozione che Simone PastoriDeborah Colombo, 3AI-Clil, annunciano il discorso del presidente Napolitano dal carcere dell’Ucciardone.

A Busto sono invece il pubblico ministero Roberta Colangelo e il giudice Nicoletta Guerrero a riferire la propria esperienza oltre lo stretto, per entrambe a inizio carriera. Lì conobbe il giudice ragazzino, Rosario Livatino. «In realtà il ragazzino non era lui ma noi, giovani magistrati di 26 anni al primo incarico. Ricordo che lavorava tantissimo, non si staccava mai dalle carte, nemmeno per un caffè», ha raccontato il gip Guerrero. Per il pm Colangelo, il ricordo più vivido è quando disse un mafioso a un agente, certo di essere incorruttibile: «Il tuo prezzo sono mille lire, il costo di una pallottola», gli risponde quello. Neppure il sindaco Gigi Farioli ha voluto mancare all’appuntamento con «una battaglia culturale ed educativa, che impone alla società civile di rifiutare le offerte dei mafiosi, il riciclaggio di denaro sporco, per fronteggiare la crisi». Infine, la preside Nadia Cattaneo si è rivolta ai ragazzi con un augurio: «Che possiate evitare sempre di cedere ai compromessi».

Carlo Colombo

Presidio di solidarietà per Brindisi. Ammazzateci Tutti in corteo per Busto

VIDEOCRONACA: GIOVANI E NON UNITI CONTRO LA STRAGE

Fonte: www.informazioneonline.it

BUSTO ARSIZIO – La strage di Brindisi, davanti all’Istituto professionale Morvillo Falcone della mattina di sabato 19 maggio, riporta chiaro e forte come la lotta alla criminalità organizzata (anche se restano ancora da accertare le responsabilità) sia ancora un problema incombente nel nostro paese.

A Busto Arsizio, il Movimento Antimafia Ammazzateci Tutti ha organizzato un presidio in piazza Santa Maria: “Non possiamo dire se il gesto sia riconducibile alla mafia, ma vogliamo comunque condannarlo”. Lo stesso è stato fatto in moltissime altre piazze di tutta la Provincia. “Le associazioni, i cittadini, le forze politiche, sociali, economiche non possono far vincere la violenza, l’illegalità, il buio”. Nella foto in apertura, Melissa Bassi, prima vittima dell’attentato.

BUSTO SOLIDALE

Anche la città di Busto Arsizio si è stretta intorno al dolore della strage di Brindisi avvenuta la mattina del 19 maggio. Organizzatore del presidio è stato il Movimento Antimafia Ammazzateci Tutti, che con un appello lanciato nel primo pomeriggio è riuscito a radunare un folto gruppo di persone, per lo più giovani, in piazza Santa Maria. Sono intervenuti anche dei ragazzi dell’Istituto Grassi di Saronno. Il segnale di solidarietà e rabbia di fronte a queste ingiustizie è quindi forte. Rimane comunque la nota dolente dell’indifferenza delle persone non direttamente coinvolte nella manifestazione. 

“Siamo solidali con le vittime di questa mattina (sabato, ndr) – spiega Valentino Magliaro, attivista di Ammazzateci Tutti – non sappiamo ancora se sia stata veramente la mafia o meno la responsabile, ci stringiamo attorno al dolore delle vittime perché è giusto così. È molto strano quanto è accaduto, la mafia generalmente non colpisce così, non usano bombe e bombole a gas, o siamo di fronte a una evoluzione tecnologica purtroppo raccapricciante o hanno voluto lanciare un forte segnale. In ogni caso stanno perdendo tanto consenso nelle scuole grazie all’informazione e quindi cercano di intervenire così”.

Per il primo momento di riflessione ha preso la parola Davide Borsani del movimento antimafia di Lonate Pozzolo: “Il nostro è un segno di ribellione sana per non far ripetere queste cose. Questo attacco è come impedire il futuro ai giovani”. Davide ha successivamente letto la riflessione di Silvia Milani, una ragazza pugliese di Ammazzateci Tutti. È intervenuta anche l’europarlamentare Lara Comi, della commissione antimafia europea, sottolineando la vicinanza alle vittime della strage.

Il presidio si è poi trasformato in corteo, dirigendosi verso il Tempio Civico dove è stato allestito un simbolico ricordo di tutte le vittime, Melissa Bassi in primis: un lenzuolo bianco, con una cartella a terra e un libro. Delle rose e una targa ricordo, hanno coronato la scena. Ad attendere il corteo presso il Tempio Civico, il Sindaco Farioli, che non ha esitato a dedicare, tra le tante manifestazioni in città, il proprio tempo per il tragico accaduto e, invitando i partecipanti ad un minuto di silenzio, non sono mancati i momenti di forte commozione.

Oltre ai numerosi giovani, sono intervenuti anche diversi esponenti del mondo politico cittadino. Valerio Mariani, Walter Picco Bellazzi, Sergio Barletta, Erica D’Adda, Emanuele Antonelli. Presenti anche alcuni esponenti del mondo scolastico come l’ex preside dell’ITC Tosi, Benedetto Di Rienzo. Si è stretto attorno al dolore delle vittime anche il famoso vignettista bustocco Tiziano Riverso e Massimo Lamperti del comitato antifascista, visibilmente commosso e profondamente turbato per l’accaduto: “Quanto è successo è assurdo, tutto ciò ci fa stare troppo male”.

Valentina Colombo
pubblicato il: 19/05/2012

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