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«Dalla vostra città stavano inviando le armi che avrebbero dovuto ammazzarmi»

Fonte: “La Prealpina” di Martedì 12 Aprile 2011

La testimonianza di Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, ora europarlamentare, che invita a non abbandonare chi prova a non farsi schiacciare

Gela e Busto Arsizio, per Rosario Crocetta, sono quasi la stessa cosa. Oggi lui è eurodeputato, ma fino a un anno fa era sindaco della città siciliana. «Proprio dalla vostra città – dice agli studenti al Fratello Sole – stavano per partire le armi che avrebbero dovuto ammazzare me e un imprenditore scomodo alla delinquenza. Quando venni al congresso nazionale del Pd, dissi alla Questura che il pericolo che correvo era identico a quello presente a casa mia».

Eppure è felicissimo dell’occasione offerta da «Legalitàlia». Infatti, aggiunge: «Non essere mai passato da Busto era un dispiacere, perché tanti miei concittadini sono venuti in questa zona a lavorare e voglio essere vicino a loro. Purtroppo, assieme alle tante persone perbene, è arrivato anche il malaffare. Eppure la rivolta è possibile, anzi è già cominciata, pure nella vostra tera». In fondo per Crocetta la mafia ha una sola forza: «Si alimenta con la nostra paura, sfrutta la solitudine di chi si ribella. Perciò, considerando i recenti arresti, al vostro territorio dico di non lasciare solo chi sta provando a non farsi schiacciare». L’ex sindaco ribadisce un concetto: «Oggi il pizzo lo chiedono anche ai bustesi, ma non bisogna lasciare che le cosche controllino il sistema. Io ho messo le mani dove non volevano, per tre volte hanno tentato di farmi esplodere, ma non mi pento. E non ho paura». Quindi, una battuta: «Credo che la mafia avrebbe il diritto di denunciarmi per mobbing, considerando tutti i bastoni fra le ruote che le ho messo».

Il suo discorso segue quello di Giuseppe Lumia, già componente della commissione parlamentare antimafia. Anche per lui è un orgoglio parlare ai giovani. Anche lui ricorda operazioni Bad Boys e Fire Off («Ma la realtà è che Gela, da territorio disperato, è diventato simbolo di riscatto») e agli ascoltatori consegna un messaggio: «La legalità si ripristina con la cultura del rispetto e delle regole. E’ un lavoro lungo, che richiede la partecipazione di tutti. Busto sta dando una risposta forte, però in ciascuno di voi deve passare il concetto che il territorio non si pulisce con un temporale – fa un gran rumore, ma dura poco – bensì con una pioggia positiva e costante che ogni giorno ricopra la società in cui vivete».

Al sindaco Gigi Fariolinon fa piacere che la sua città sia bollata come terra del malaffare. E dice: «Troppo spesso si spazia dall’estremizzazione al negazionismo. Invece gli studi che ho fatto in medicina mi insegnano che, per non ammalarsi, si deve potenziare il sistema immunitario. E’ ciò che i giovani stanno facendo».

Marco Linari

Legalità anche al nord, tremila giovani a scuola di antimafia

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Per la prima volta la manifestazione si sposta da Reggio Calabria e viene ospitata a Busto Arsizio. Mattinata di lezioni per gli studenti e trenta relatori – tra giornalisti, testimoni e politici – per studiare insieme un percorso di cittadinanza attiva

“L’antimafia deve passare prima di tutto dalla cultura di base. Bisogna imparare a essere cittadini attivi”. Dall’impegno civile alla trasparenza nel voto elettorale, 3.500 studenti hanno discusso con 30 relatori dei diversi aspetti della legalità. Tutta Busto Arsizio è stata coinvolta nella prima edizione fuori sede di ‘Legalitàlia‘. L’iniziativa si tiene da quattro anni a Reggio Calabria, in occasione dell’anniversario della morte del giudiceAntonio Scopelliti, ucciso dalla ‘ndrangheta nell 1991 e, secondo alcuni pentiti, su richiesta di Cosa Nostra. ‘Legalitàlia in Primavera – giovani uniti contro le mafie‘ è il primo tentativo di esportare al nord la giornata. Non in una città qualunque, ma proprio a Busto Arsizio, dove lo scorso 29 marzo sono stati arrestati cinque presunti esponenti del clan Madonia di Gela e dove è in corso il processo ‘Bad Boys’ a diversi uomini della ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo-Legnano. “Lavoriamo a questa giornata da tre anni”, spiega Massimo Brugnone, coordinatore del movimento regionale di ‘Ammazzateci Tutti’. “Prima non sarebbe mai riuscita, ma i progetti portati avanti ogni giorno con i ragazzi hanno dato i loro frutti”. Partendo, ad esempio, dallo studio dellaCostituzione.

Stamattina più di 3mila studenti hanno fatto delle lezioni un po’ speciali. Divisi in nove teatri cittadini, hanno incontrato diverse figure impegnate a vari livelli nel rispetto e nell’applicazione della legalità. I ragazzi più grandi hanno discusso di come fare antimafia con le proprie forze, tutti i giorni, attraverso le testimonianze di Aldo Pecora – presidente di ‘Ammazzateci Tutti’ -,Lorenzo Frigerio – referente di Libera Lombardia –, Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana, coordinati dal giornalista Mario Portanova. Naturale evoluzione del dibattito: il ruolo della politica. L’ex presidente della commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia, ha parlato ai giovani elettori di domani degli strumenti che la politica potrebbe mettere in atto per contrastare le mafie. Potrebbe, ma non lo fa. E’ piaciuta agli studenti l’autocritica di un parlamentare che ha spronato tutti i partiti – compreso il proprio, il Pd – a fare di più. Prima di tutto, a prestare attenzione a chi inseriscono nelle proprie liste, così come i ragazzi dovranno stare attenti nel momento del voto. Insieme a Lumia, anche l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Una presenza a cui gli organizzatori tenevano in modo particolare, “perché le due città sono in qualche modo gemellate”, spiega Brugnone. “Non solo per gli arresti e la criminalità, ma soprattutto perché a Busto Arsizio abita una colonia di 30mila gelesi”.

Gli studenti delle terze e quarte classi si sono fatti travolgere dal carisma di Pino Maniaci, il direttore della piccola tv di Partinico ‘Telejato’, quel piccolo uomo con i baffi che sfotte i mafiosi a viso aperto. “Perché la risata è liberatoria”, dice sempre. Insieme a lui, il direttore de ‘Il Fatto Quotidiano.it’, Peter Gomez per discutere del ruolo dell’informazione nelle battaglie per la legalità.

Per i più piccoli, invece, sono stati pensati degli incontri di base, con le testimonianze di chi le mafie le ha viste da vicino. Su tutti, Rosaria Scopelliti – la figlia del giudice – e Vincenzo Conticello, l’imprenditore proprietario dell”Antica Focacceria San Francesco’, partita da Palermo e subito vessata dalle richieste di pizzo. Sempre denunciate.

Per concludere il percorso, anche gli incontri con chi mette in campo gli strumenti pratici dell’antimafia: magistrati e sindaci – che hanno a che fare con il fenomeno spesso sottovalutato delle mafie al nord – e le forze dell’ordine. “Perché è importante capire che bisogna avere fiducia in loro”, ha commentato Massimo Brugnone. Così un agente della squadra Catturandi di Palermo ha coinvolto i ragazzi raccontando dell’arresto di Bernardo Provenzano.

A conclusione delle lezioni, mille studenti in corteo sono confluiti dai diversi teatri fino al parco del Museo tessile di Busto Arsizio. A sfilare con loro anche i cittadini. Tutti riuniti per riascoltare i relatori e tirare le fila di questa fitta mattinata. “Il nostro progetto”, spiega Brugnone, “è quello di toccare con ‘Legalitàlia’ tutte le stagioni e tutta Italia”. D’estate l’appuntamento è già a Reggio Calabria. La primavera se l’è aggiudicata il Nord. “Magari si potrebbe fare l’autunno nel Centro Italia e l’inverno nelle isole”.

di Claudia CampeseAlessandro Madron

“L’indifferenza è mafiosa”: 3500 studenti in corteo

Fonte: http://www.ilgiorno.it

Sei scuole superiori in corteo per le strade di Busto Arsizio per un’iniziativa che mira a tenere alta l’attenzione sul problema dell’infiltrazione mafiosa nel nord Italia. Tra i relatori, il senatore Giuseppe Lumia

Busto Arsizio (VA), 11 aprile 2011 – “L’indifferenza è mafiosa”, “Fuori la mafia dalla politica”, sono alcuni dei cartelli esposti da 3500 studenti che hanno sfilato in corteo per le strade del centro di Busto Arsizio. Gli alunni di sei scuole superiori hanno preso parte all’iniziativa “Legalità in primavera – giovani uniti contro le mafie”, organizzata dal movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti”.

Dopo il corteo i giovani si sono radunati nel Museo del tessile, dove hanno partecipato a un dibattito. Fra i 30 relatori l’ex sindaco antimafia di Gela Rosario Crocetta e il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia: entrambi vivono sotto scorta per le continue minacce della mafia.

A parlare c’era anche Aldo Pecora, fondatore di “Ammazzateci tutti”, e Rosanna Scopelliti, la figlia del giudice calabrese assassinato nel 1992 per ritorsione della criminalità contro il verdetto del maxiprocesso. ‘’Quest’anno abbiamo voluto organizzare la manifestazione a Busto Arsizio per lanciare un forte messaggio al Nord Italia’’, ha spiegato Massimo Brugnone, il coordinatore lombardo che guida il movimento dal 2007. L’appuntamento, che negli ultimi quattro anni si è sempre svolto a Reggio Calabria, fa tappa quest’anno nella cittadina del varesotto.

‘’La mafia si espande ma, allo stesso tempo, cresce anche la consapevolezza e le iniziative per contrastare il fenomeno – ha precisato Brugnone – Noi lavoriamo per portare una cultura della legalità fra i giovani che devono essere i protagonisti del cambiamento’’.

Dalle vie di Busto si alza il grido “No alla mafia”

Fonte: http://www.varesnews.it

E’ stata un successo l’iniziativa organizzata dalle scuole superiori della città insieme ad Ammazzateci Tutti. Oltre 3500 ragazzi hanno partecipato alle assemblee e oltre duemila al corteo che ha colorato le vie del centro

E’ stata un successo Legalitalia Primavera, la grande iniziativa antimafia organizzata a Busto Arsizio dalle scuole superiori cittadine e dall’associazione Ammazzateci Tutti grazie soprattutto all’entusiastica partecipazione degli studenti bustocchi. In oltre tremila hanno seguito i dibattiti organizzati in tutti i teatri e gli auditorium della città e in almeno duemila hanno partecipato al corteo e agli interventi finali all’interno del quadrilatero del Museo del tessile.

I ragazzi hanno percorso le vie centrali della città lasciando basiti i cittadini bustocchi che hanno osservato dalle finestre e dai negozi l’evolversi del corteo. Striscioni, magliette e tanti slogan hanno scandito la manifestazione che non ha precedenti negli ultimi vent’anni a Busto Arsizio. Grande successo hanno avuto anche le varie assemblee, momenti di formazione vera e propria per i ragazzi che hanno ascoltato le parole di personaggi come l’ex-sindaco antimafia di Gela Rosario Crocetta, di Giuseppe Lumia, Peter Gomez, Rosanna Scopelliti, Pino Maniaci, Giuseppe Gennari, il leader e fondatore di Ammazzateci Tutti Aldo Pecora, Massimo Brugnone e molti altri ospiti intervenuti sui vari palchi.

Dopo il corteo la manifestazione si è conclusa con l’urlo dei duemila che hanno voluto gridare “no alla mafia” davanti ai sindaci del territorio, tutti presenti a partire dal sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli insieme ai colleghi della Valle Olona Giorgio Volpi di Olgiate, Marco Roncari di Fagnano, Giuseppe Migliarino di Gorla Minore, Fabrizio Caprioli di Gorla Maggiore e il primo cittadino di Marnate Celestino Cerana.

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