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Commissione antimafia a Busto Arsizio?

10 ottobre 2012 – ore 21.00

Cartolibreria centrale “Boragno” – Via Milano, 4, Busto Arsizio (VA)

Commissione antimafia a Busto Arsizio?
Una serata per parlarne con:


David GENTILI

Presidente della Commissione antimafia del comune di Milano

Gennaro PORTOGALLO
Assessore, membro del Gruppo consiliare della legalità del comune di Lonate Pozzolo

Massimo BRUGNONE

Coordinatore regionale “Ammazzateci Tutti Lombardia”

Modera:
Orlando MASTRILLO
Giornalista di VareseNews

“La politica aiuti le vittime della mafia”

fonte: www.informazioneonline.it del 11 maggio 2012

LONATE POZZOLO – La nuova casa della legalità, inaugurata recentemente in quel di Lonate Pozzolo (via XXIV Maggio) da Ammazzateci Tutti Lombardia, apre tutti i sabato pomeriggio dalle ore 15 alle 18.

“Una volta instaurato un presidio di legalità in un territorio come quello di Lonate, vogliamo fare in modo che tutti i cittadini abbiano la possibilità di prendere attivamente parte alle iniziative promosse da Ammazzateci Tutti – si legge in una nota ufficiale del Coordinamento lombardo dell’Associazione – L’obiettivo è che questa sede diventi un luogo di scambio culturale e di aperto confronto rivolto alla diffusione della legalità e della lotta contro tutte le mafie, oltre che un punto di riferimento per tutti quei cittadini che si trovano ancora oggi oppressi dai diversi fenomeni illegali”.

All’interno della sede di Ammazzateci Tutti sarà data inoltre la possibilità di consultare materiale riguardante la criminalità organizzata. Si potrà attingere informazioni direttamente da fonti raccolte in questi anni dagli attivisti del movimento antimafia quali documenti giudiziari, articoli di giornale e libri concernenti il tema della criminalità organizzata semplice e di stampo mafioso.

Perché avete preso questa decisione? Lo abbiamo chiesto a Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci Tutti Lombardia.

“Per avere contatto sul territorio. Di Lonate abbiamo solo una ragazza. Siamo per la maggior parte di altri paesi. Vogliamo incominciare a parlare ai lonatesi e non solo nelle scuole come già facciamo. Vogliamo far capire che se vogliono venire qui noi ci siamo. Sia per chi passa e vuole dire quello che sa. Lonate sembra proprio un’altra realtà. Non è vero che non si possa vivere ma è comunque un posto diverso dal solito. Si entra nel mercato e si sente parlare solo calabrese. Oppure vedi gli anziani seduti a presenziare fuori dalle case, come al sud. E sappiamo che parecchia gente, non soltanto meridionale, è stata vittima della mafia. Quindi siamo aperti per chi vuole raccontarci qualsiasi cosa. E poi speriamo che possa diventare un centro per i giovani che vogliano ritrovarsi, discutere, creare idee o proporre iniziative. Siamo aperti a tutto”.

Come si combatte la mafia?

“La cosa migliore è l’educazione alla legalità, dai minimi dettagli. Si tratta di combatterel’illegalità che è l’humus della mafia. Altro fatto importante è informarsi. Prima non sapevamo nemmeno leggere la presenza della mafia, ora che conosciamo il fenomeno potremmo farlo. È fondamentale anche il lavoro di informazione, facendo conoscere i luoghi da non frequentare, bisogna boicottare i locali dove non si ha la certezza che siano puliti al cento per cento. È uno dei messaggi che mando ai ragazzi, solitamente. A Palermo fanno così, creano gli esercizi commerciali con l’adesivo pizzo free.

Inoltre, bisogna occuparsi della cosa pubblica, che significa anche interessarsi di se stessi. E si può cominciare a farlo già dagli organigrammi delle scuole superiori che rispecchiano perfettamente il sistema politico nazionale e la società. Ultimo punto, la denuncia, e lì si passa attraverso la possibilità di riuscire ad instaurare un rapporto di fiducia con le forse dell’ordine. Bisogna capire che i poliziotti rischiano la vita e lavorano per noi. Nessuna denuncia cade mai nel vuoto”.

Però la gente ha paura…

“Sì, questa paura c’è.  Addirittura, dopo aver letto le dichiarazioni di un pentito che raccontava di aver chiesto il pizzo agli imprenditori, uno di loro si ostinava ad affermare di non essere mai stato coinvolto in nessun modo, dicendo che faceva donazioni volontarie. Il pentito era in carcere e lui aveva addirittura paura di confermare gli eventi. Per questo c’è bisogno che la politica aiutiquesti imprenditori”.

Nel frattempo, proprio in queste ore, a Busto si è discusso della possibilità di istituire una consulta antimafia.

Perché è così importante farla?

“Un organo di questo tipo, composto da rappresentanti della società civile in grado di comprendere determinati fenomeni, sarebbe molto utile. Io stesso, sebbene mi interessi da anni di criminalità organizzata, non mi sentirei in grado di farne parte, perché occorrono esperti, ad esempio sindacalisti, che sappiano, tra l’altro, esaminare documenti tecnici e capire appieno il funzionamento dei subappalti. Questa istituzione costituirebbe un segnale importante e permetterebbe a queste persone di indagare. Potrebbe inoltre dare più coraggio ai cittadini di denunciare le situazioni di cui sono vittime”.

Valentina Colombo

DA VANZAGHELLO A GENOVA PER DIRE «NO ALLA MAFIA»

Vanzaghello –  «17 marzo per ricordare tutte le vittime di mafia, per dire no alla mafia». Deciso l’appello di Valentino Magliaro , esponente locale dell’associazione nata a Locri e diffusa in tutta Italia «Ammazzateci tutti», per essere uniti nella lotta contro la mafia; appello che è ancora più forte dopo che Valentino ha vissuto l’esperienza di partecipare a Genova a quella che è stata a tutti gli effetti una marcia della memoria organizzata dall’Associazione Libera di donLuigi Ciotti e ben sostenuta dai membri di Ammazzateci tutti: «Il pullman era pieno: eravamo in 37 solo della Lombardia e un ragazzo ci ha raggiunto là , quindi abbiamo partecipato alla manifestazione in 38. Eravamo in piazza e da Bari si sono presentate altre 48 persone di Ammazzateci tutti: quindi eravamo un bello squadrone! C’è stato un momento in cui abbiamo aperto il secondo corteo: è stato fantastico, abbiamo preso tutta la strada con le bandiere; e poi c’erano anche Aldo Pecora Rosanna Scopelliti …». Aldo è stato recentemente oggetto di gravi minacce, com’è stato questo incontro? «Lui ci ha fatto i complimenti per aver organizzato il pullman, è con noi e appogia le nostre iniziative; in merito alle minacce, abbiamo portato lo striscione con scritto “Siamo tutti Aldo Pecora” per firmare l’appello di vicinanza verso di lui promosso da don Luigi Ciotti Michele Cucuzza Nando Dalla Chiesa Maria Falcone Ferdinando Imposimato Pino Masciari , donLuigi Merola Rosanna Scopelliti ». Qual è il significato di questa marcia? «àˆ importante anche ricordare le vittime di mafia, essere più partecipi e non restare lì a guardare: c’è bisogno che si continui a credere di poter fare tutto nella lotta contro le mafie. Riporto le parole di don Ciotti: “La mafia va combattuta ma c’è bisogno di un aiuto forte da parte delle Istituzioni; da soli non ce la fa nessuno, è necessario un aiuto anche da parte loro”.  Da parte nostra, come associazione, l’intento di andare avanti con le nostre forze c’è e lo dimostra il fatto che abbiamo organizzato un pullman da soli; c’è il desiderio di avere un aiuto ma in ogni caso noi andiamo avanti lo stesso. A questo proposito vorrei ricordare che il 26 marzo si inaugurerà  la sede a Lonate Pozzolo, mentre il 23 aprile ci sarà  Legalitalia in Primavera che è la testimonianza di fare qualcosa di concreto sul nostro territorio e che coinvolgerà  le scuole di Busto Arsizio per oltre quattromila studenti». E il messaggio di Valentino è chiaro e deciso a non arrendersi: «àˆ stato bello incontrarsi tutti insieme: vuol dire che c’è la volontà  e siamo davvero tutti sempre insieme: da soli non ci prenderanno mai».

Articolo pubblicato il 23/03/2012 – Sara Riboldi


Il weekend della legalità invade l’intera provincia

Le associazioni antimafia puntano sul Mantovano: cinque eventi in tre giorni. A Suzzara e Dosolo la figlia del magistrato Scopelliti e il giornalista Pecora

fonte: Gazzetta di Mantova

di Vincenzo Corrado

SUZZARA. Dibattiti, cene, incontri pubblici. Discussioni, idee. Rosanna Scopelliti, Aldo Pecora. Per dire no alla mafia, che negli ultmi anni sta allungando i suoi tentacoli anche al Nord e nel Mantovano. Nel weekend la provincia sarà investita da un’ondata di legalità. Ad organizzare la tre giorni “Dalla testimonianza all’azione” è una rete di associazioni di cui fanno parte Libera, E adesso ammazzateci tutti, Arci e Anpi, con la collaborazione della Gazzetta.

«Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, che devono capire l’importanza delle regole e imparare a dire no a chi gli propone scorciatoie di qualsiasi tipo – spiega uno degli organizzatori, Stefano Amista –. Il nostro impegno per diffondere questi valori è iniziato qualche tempo fa all’istituto Manzoni di Suzzara e speriamo di allargarci in tutta la provincia».

A Pegognaga, Dosolo, Suzzara, Poggio Rusco e Mantova le testimonianze che dovranno scuotere la classe dirigente di domani. Per non ripetere gli errori del passato ed evitare che la malavita faccia affari in Italia, al nord come al sud. Anche Mantova ora ha la sua rete di associazioni antimafia.

Questo il programma completo della tre giorni. Venerdì alle 20.30 nella sala “Martini” della biblioteca comunale di Poggio Rusco interverrà Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonio, ucciso il 9 agosto 1991 in quanto pubblico ministero incaricato di istruire il maxi progesso contro Cosa Nostra.

Al fianco della Scopelliti ci sarà Aldo Pecora, giornalista di Rai educational, autore del libro inchiesta “Primo sangue” e fondatore del movimento “Adesso ammazzateci tutti”.

Sabato al liceo Virgilio di Mantova si terrà un’assemblea studentesca in memoria delle vittime innocenti di mafia. A parlare agli studenti del triennio saranno la Scopelliti, Pecora, Brugnone, Paolo Biondani, giornalista dell’Espresso famoso per le sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose al nord e Claudio Meneghetti, autore del libro “’Ndrangheta, all’assalto delle terre dei Gonzaga”. Sempre sabato alle 21 all’Arci Casbah di Pegognaga, in collaborazione con il Comune, si svolgerà la cena in memoria delle vittime delle mafie con interventi e dibattiti.

Domenica alle 17 nella sala consiliare di Dosolo, infine, organizzato da assessorato comunale alla cultura e “Adesso ammazzateci tutti”, si terrà il dibattito sul tema “La mafia al nord”. Interverranno la Scopelliti, Pecora e Meneghetti. Il moderatore sarà l’assessore alla cultura Patrizia Bergomi.

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