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«Conta il risultato: educare alla legalità»

Fonte: Prealpina – Mercoledì 25 Aprile 2012

Brugnone soddisfatto: problemi organizzativi, ma l’obiettivo è stato centrato. Tutti contro la criminalità

«Mi chiedete se ci sono stati intoppi? Si c’è stato qualche problema con l’assessore Mario Crespi. Ma quello che ci interessava, ovvero realizzare incontri educativi e un’iniziativa antimafia, è andato in porto e il successo va oltre le aspettative».
Massimo Brugnone, coinvolto nelle polemiche sulla regia di Legalitàlia, racconta la sua versione dei fatti e precisa di non voler dare eco alle critiche. «Ciò che conta – spiega il referente lombardi di Ammazzateci Tutti – è centrare l’obiettivo. E noi l’abbiamo centrato». Il corteo, lunedì, ha visto la partecipazione di 5mila ragazzi. «Ne prevedevamo molti di meno», rivela.

Gli studenti hanno accettato di autofinanziare l’evento. Hanno versato tre euro a testa?
«C’è chi ha dato 5 e chi 2. In tutto, come donazioni spontanee, sono arrivati quasi 9mila euro che, uniti ai fondi di sponsor privati, ci hanno permesso di coprire le spese».

Veniamo al cuore della questione: niente fondi dal Comune. Com’è andata?
«Ci siamo presentati a settembre da Crespi per proporre il progetto educativo da realizzare nelle scuole. E’ stato valutato in una riunione coi dirigenti scolastici. Crespi mi disse che, se volevo il finanziamento, intorno ai 4.300 euro, dovevo realizzare anche la manifestazione. Noi proponiamo in tutta Italia i progetti “Liberiamoci dalle mafie”, Legalitàlia è un’altra cosa. Lui voleva ripetere la manifestazione del 2011, ben venga, ma il budget si sarebbe alzato. In dicembre si è parlato di una cifra unitaria sui 10mila euro: mi è stata richiesta la proposta formale perché la giunta di fine anno potesse deliberare».

Nessuna Risposta?
«Silenzio totale, benché ci fosse una sorta di accordo a procedere con le scuole. Ai primi di  febbraio Crespi ci ha invitato in una riunione sui progetti. Convocazione via mail, con il coinvolgimento di Stoà, Comunità Giovanile e Fondazione Blini. Nessun problema a collaborare, ma vogliamo dialogare con tutti. Da qui la mia proposta a coinvolgere Comitato Antifascista e 26 per 1. Il primo ha spiegato, in una lettera, di “non voler sedere accanto a certi personaggi e associazioni”. 26 per 1 non ce l’avrebbe fatta per la quasi concomitanza con il 25 aprile».

E la delibera, ancora nulla?
«Crespi voleva un’unica delibera. Io avevo urgenza di far partire i progetti educativi. Qui sono iniziate le difficoltà. L’assessore mi ha proposto 4.200 euro per i progetti educativi e 1.500 per Legalitàlia».

Gli altri 3.300 euro?
«Disse che andavano alle altre associazioni. Va benissimo allargare le collaborazioni, ma in genere si amplia il budget, non lo si diminuisce. Lui aveva 10mila euro e toglieva parte dei fondi a noi».

Cosa si è deciso?
«Di trasformare gli incontri educativi in conferenze da tenere all’inizio della mattinata, prima della manifestazione».

E le associazioni?
«Hanno convocato una riunione senza Crespi, che proponeva 6.000 euro per Ammazzateci Tutti e 4.000 per Aspettando Legalitàlia. Eravamo in ballo da settembre, senza nulla scritto. Io volevo due delibere separate, per far partire l’organizzazione. Non trovando risposte, ho protocollato la richiesta definitiva, puntando a ottenere 10mila euro come si diceva in dicembre».

Risultato?
«Patrocinio comunale, uso gratuito di Sala Tramogge, sala conferenze al Tessile e giardino quadrato. Niente fondi, ma c’era l’okay ad agire e mi andava bene anche a zero euro. I tre gruppi mi hanno mostrato i programmi di Aspettando Legalitàlia: non potevo che ringraziarli. E non ho chiesto se avessero ottenuto soldi».

Via con l’autofinanziamento?
«L’avremmo fatto comunque. Con l’aiuto del Comune avremmo fatto di più: questa è la differenze».

Poi si è parlato delle critiche di Crespi nei suoi confronti. Eppure sul palco ha chiesto un applauso tutto per lei…
«Io collaboro con le istituzioni, lì ci sono i nostri rappresentanti. Il sindaco ha sempre voluto sostenerci. Con Crespi abbiamo avuto problemi organizzativi, ma andiamo avanti. Ammazzateci Tutti è per l’educazione alla legalità. Ciò che distrae dall’obiettivo è deleterio. I ragazzi sono gente seria, hanno ascoltato per due ore magistrati, testimoni, giornalisti. Non c’è niente da aggiungere. I cittadini sanno che non ci sono stati finanziamenti: traggano le loro conclusioni».

Angela Grassi

Il giorno dopo Legalitalia, diamo i voti

Fonte: www.varesenews.it

Dopo il successo del meeting degli studenti contro le mafie viene il momento di fare due conti e assegnare qualche voto. Bene gli studenti e le associazioni (tutte) che hanno partecipato, male (come sempre) la politica

Studenti e associazioni voto 10, politica voto 3. Il day after Legalitalia serve a mettere in chiaro alcune cose: passare due ore della propria mattina ad ascoltare come si porta avanti la lotta alla mafia in Italia non è una perdita di tempo, si chiama educazione civica. Secondo punto: le polemiche scatenate sul noto quotidiano locale La Prealpina hanno messo in luce che, a dispetto di quanto pensano coloro che hanno in mano le leve del potere in città, una consulta antimafia (proposta da alcune forze di opposizione) avrebbe permesso di condividere meglio tutti gli eventi che si sono susseguiti da venerdì sera a lunedì mettendo davvero insieme tutto e senza creare divisioni.

Cosa è successo prima di Legalitalia e Aspettando Legalitalia è certamente noioso ma piuttosto chiaro. A settembre del 2011  “Ammazzateci Tutti” annuncia all’amministrazione che avrebbe nuovamente proposto l’iniziativa “Legalitalia in Primavera”, a dicembre l’associazione viene sollecitata a presentare un progetto educativo per ottenere i contributi del Comune e questa risponde con una richiesta di 10 mila euro per realizzare gli incontri nelle scuole durante l’anno e la manifestazione ad aprile. A febbraio l’assessorato alla cultura convoca tre realtà giovanili (centro Stoà, Comunità Giovanile, Fondazione Blini) insieme ad Ammazzateci Tutti ma il coordinatore Brugnone chiede di convocare anche Comitato Antifascista e 26per1, due realtà di ispirazione politica diversa dalle tre convocate dall’assessorato che chiede a Brugnone di recedere dal suo intento. A questo punto comincia ad impantanarsi il dialogo tra Ammazzateci Tutti e l’assessorato anche se 26per1 partecipa ad un incontro senza alcun seguito.

A quel punto l’assessorato decide di stanziare circa 3400 mila euro per “21052 contro le mafie”(brand sotto il quale voleva riportare anche la stessa Legalitalia) così suddivisi: 3200 euro al centro Stoà per le spese sostenute per la mostra fotografica di Letizia Battaglia, 200 euro a titolo di rimborso spese per Comunità Giovanile; Fondazione Blini invece decide di basarsi su fondi propri. Restano in ballo circa 4600 euro che Ammazzateci Tutti, a questo punto, vorrebbe fossero assegnati con una delibera differente da quella con la quale si finanziava “Aspettando Legalitalia” ottenendo il diniego dell’assessore Mario Crespi. Così Legalitalia ha ottenuto il solo patrocinio del Comune e due sale gratuite per gli incontri del mattino mentre il resto dei costi dell’iniziativa è stato meritoriamente coperto dai tantissimi ragazzi che hanno contribuito mettendo circa 3 euro a testa.

Questa è la ricostruzione che siamo riusciti a fare ascoltando tutte le varie associazioni che hanno preso parte a questa tre giorni contro le mafie e che hanno seguito l’iter. Un successo, nonostante tutto, che è innegabile e chi lo vede non è mosso da sentimenti autentici. Legalitalia non è Massimo Brugnone, che pure ne è il motore, ma i tantissimi giovani che sono stati coinvolti nell’organizzazione, è la consulta studentesca, sono i tanti e qualificati relatori che hanno partecipato e sono le associazioni (Stoà, Comunità Giovanile, Fondazione Blini e Comitato Antifascista che hanno portato un contributo attivo ma anche le altre che hanno portato solo il banchetto) che non hanno voluto mancare, ognuno a suo modo, con la stessa finalità al di là delle barriere ideologiche. Sono la parte migliore di Busto, sono la parte migliore dell’Italia. 

24/04/2012
or.ma. orlando.mastrillo@varesenews.it

Il sole della legalità batte la pioggia

NO ALLA MAFIA

Migliaia di studenti al corteo che unisce Sud e Nord in nome di una sincera voglia di cambiamento

Magliette contro la mafia (Blitz)

Magliette contro la mafia (Blitz)

Fonte: www.laprealpina.it – 24 aprile 2012

Busto Arsizio – Sono 2.500. Forse tremila. Saltellano, tutti insieme, sul prato del Parco del Muso del Tessile, al ritmo di “Chi non salta un mafioso è”. Gridano il loro “vaffa” alla mafia, danno voce a fischietti e vuvuzelas. Sono “il sole della legalità” in una giornata uggiosa. Sono la primavera che ridona speranza a chi lotta da anni e ora vede potenziato il no a logiche finora imperanti. Gli studenti delle scuole di Busto e dintorni sono i protagonisti di “Legalitalia in primavera”. Hanno ascoltato dibattiti in nove auditorium, hanno sfilato con adesivi stampati su fronti e guance e sono riuniti davanti al palco. “Vi aspettavamo in 5mila, ma sarete 10mila”, esagera Massimo Brugnone, di “Ammazzateci Tutti”, contando anche chi si è perso lungo il corteo. Quella marea di 16-18enni infonde entusiasmo. E lui la sollecita: “Combattere la mafia vuol dire combattere i comportamenti mafiosi!”. E via, la parola da Aldo Pecora, giornalista e presidente di “Ammazzateci Tutti”, forte di uno striscione che gli dà la carica: “Siamo tutti Aldo Pecora”. “Fatevi un applauso – dice ai giovani – perché ci avete messo la faccia. Vi siete esposti. Quando ho fondato il movimento, non pensavo di incontrare gente con dialetti diversi dal mio. Invece siamo qui”. L’invito è chiaro: «Non legatevi ai carrozzoni dei politici. Se sei pulito, vieni con noi. Se no, stai a casa. Noi siamo persone per bene. Non siamo antimafia, è la mafia che è contro di noi. Vogliamo dare speranza al Paese». Pecora ricorda che il 23 aprile di 4 anni fa scattarono le operazioni di Busto e Lonate. I Bad Boys aspettano l’appello. “Oggi siamo noi a ridere – continua – A voi ragazzi è stato impedito di seguire le udienze, ma era vostro diritto vederli in faccia”. Di fatto, non è così: dopo la prima udienza si passò al rito abbreviato, quindi senza pubblico in aula. Ma Pecora è lanciato e passa al piano personale: “Cercano di delegittimarmi, rubano dignità alla mia famiglia. Io so da che parte sto e la mia forza siete voi: non avranno mai tanto piombo e inchiostro per ammazzarci tutti”. Brugnone saluta i rappresentanti delle scuole superiori, che hanno lavorato a questo evento. L’onorevole Rosario Crocetta ricorda ancora chi negava la presenza della mafia al nord: “Con il vostro coraggio, in questa mobilitazione straordinaria, unite nord e sud. Vigilate su turbative d’asta e appalti. La Lega accusata di riciclaggio del denaro della ’ndrangheta è una vergogna! Ha detto per anni che la mafia stava al Sud e ora è accusata di affari sporchi…”. Dopo il mezzo minuto di silenzio chiesto dall’assessore Mario Crespi, il sindaco Gigi Farioli proclama il suo «no all’indifferenza». Poi tocca a Giulio Cavalli, consigliere regionale: “Dobbiamo farci una promessa, questa piazza non deve sciogliersi. Tutto questo nel 2005 era impensabile. I nostri padri hanno sbagliato a non accorgersi che la mafia era qui in Lombardia. Anche qui ci sono stati i morti, sono i ragazzi stroncati una generazione fa dalle overdose di droga”. Cavalli cita il pm Ilda Boccassini: “Dice che siamo in piena emergenza. E’ obbligatorio decidere da che parte stare!”. Rosanna Scopelliti, figlia del giudice ucciso nel 1991, commuove tutti: “Durante il corteo, sentivo mio padre in mezzo a voi. E’ nelle vostre idee, nel vostro coraggio di dire no. Non permettete mai che i prepotenti vi condizionino. Siamo persone oneste. Siamo la parte migliore di Lombardia. Nessuno venga mai a dirci di abbassare la testa. La ’ndrangheta se ne deve andare, questa terra è nostra!”. L’ovazione scatta da una platea sempre più ridotta da pioggia e freddo. L’assessore alla legalità della Provincia di Reggio Calabria, Eduardo Lamberti, invita Brugnone nelle scuole del sud. E annuncia la rivincita che parte dalla musica, con Riccardo Muti pronto a dirigere mille ragazzini di 8-9 anni. Il preside Giovanni Laruffa, del liceo Richici di Polistena cita il gemellaggio con il liceo Tosi. Chiude Sandro Chiaravalloti, per le forze dell’ordine. Ricorda che, a Roma, Pino Maniaci sta difendendo il futuro di “Telejato”. “Dove non arriva la mafia arrivano le leggi”. Un messaggio pesante. Tutto da ascoltare.

 Angela Grassi 

«No alla mafia» nel nome di Scopelliti. Oltre cinquemila studenti sfilano in città

Fonte: Il Giorno – Martedì 24 aprile 2012

BUSTO ARSIZIO – AL MUSEO DEL TESSILE LA FIGLIA DEL GIUDICE UCCISO NEL 1991

di Rossella Formenti

«HO SENTITO davvero mio padre in mezzo a voi, nelle vostre idee, nella vostra forza, nel vostro coraggio di dire no alla mafia». Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti, ucciso nel 1991, è sul palco nel giardino del Museo del Tessile, dove è confluito il lunghissimo corteo di studenti delle scuole superiori della provincia che ieri mattina hanno partecipato alla seconda edizione di «Legalitàlia» in primavera. Rosanna aveva sette anni quando il padre venne assassinato; ora è una giovane donna coraggiosa, impegnata contro la mafia, una giovane donna che ieri ha invitato gli oltre 5.000 studenti che hanno partecipato alla manifestazione promossa da Ammazzateci Tutti e hanno sfilato in corteo, quello che lei ha definito «un fiume meraviglioso», a «tenere alti i valori e non permettere a nessuno di farci abbassare la testa». Commuove il suo grazie agli studenti, scandito quattro volte; e loro, i ragazzi, di fronte a quella giovane così coraggiosa rispondono con un caloroso applauso, con un abbraccio avvolgente.

HANNO ASCOLTATO le sue parole con attenzione, un messaggio che lascia il segno come tutti gli interventi dei relatori che ieri hanno partecipato all’iniziativa che grazie ai giovani ha visto per un giorno Busto Arsizio cuore della mobilitazione contro la mafia. Una mattinata intensa nella quale nei diversi teatri cittadini si sono alternati numerosi relatori, da Aldo Pecora, presidente nazionale di Ammazzateci Tutti, a Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e vice-presidente della Commissione parlamentare antimafia a Bruxelles, dall’attore Giulio Cavalli a Pino Masciari, imprenditore che ha avuto il coraggio di reagire al potere mafioso. Gli studenti intorno alle 11 sono poi confluiti in piazza San Giovanni Battista, dalla quale è partito il lunghissimo corteo che esibendo striscioni e scandendo slogan contro la mafia ha raggiunto il Museo del Tessile, dove si è conclusa la manifestazione promossa da Ammazzateci Tutti in collaborazione con la Consulta provinciale degli studenti. Un forte coro «no alla mafia» è stato gridato ieri da Busto Arsizio, un no che unito Nord e Sud grazie a migliaia di giovani che condividono il coraggioso impegno di Aldo Pecora e di Ammazzateci Tutti, credendo in un futuro costruito sull’onestà, sulla trasparenza e suol diritto. Una grande manifestazione, un forte messaggio alla politica e alle istituzioni.

Busto città dei giovani contro tutte le mafie

Fonte: www.varesenews.it

Oltre 6 mila studenti hanno partecipato al meeting anti-mafie più grande del nord-Italia organizzato da Ammazzateci Tutti, dalle scuole superiori cittadine e dalla consulta provinciale. Un caso che finirà al parlamento europeo

E’ stata la conferma di un progetto vincente e capace di muovere masse di giovani  non solo a Busto Arsizio e che potrebbe diventare modello in Europa grazie all’interessamento di almeno due eurodeputati. La seconda edizione di Legalitàlia in Primavera, il più grande meeting contro le mafie del nord-Italia che si svolge a Busto Arsizio, ha colpito nuovamente nel segno e ha visto raddoppiare gli studenti presenti rispetto alla prima edizione. Sono stati almeno 6 mila gli studenti che hanno preso parte alla giornata organizzata da Ammazzateci Tutti Lombardia, dai rappresentanti delle scuole superiori di Busto Arsizio e, per la prima volta, dalla Consulta studentesca provinciale che ha portato a Busto almeno 1000 ragazzi provenienti dalle scuole del resto della provincia di Varese.

Gli studenti hanno partecipato con grande attenzione agli incontri del mattino e hanno riempito praticamente tutti gli auditorium della città doveimportanti relatori hanno raccontato loro come inItalia si sta combattendo le mafie e come queste si siano ormai espanse in tutto il Paese ponendosi come principale freno alla crescita italiana: «La mafia e la corruzione costano ai cittadini qualcosa come 130 miliardi di euro ogni anno – ha detto lo scrittore e giornalista Orfeo Notaristefano – non possiamo permettercele, quindi dobbiamo stroncarle e si può fare, se voi giovani lo vorrete». Rosario Crocetta, ex-sindaco di Gela ed eurodeputato vice-presidente della nuova commissione antimafia al parlamento europeo, anche quest’anno non ha voluto mancare: «Quest’anno abbiamo deciso di assegnare il premio Chinnici(in memoria di un altro magistrato vittima della mafia, ndr) ad Ammazzateci Tutti Lombardia per il grande impegno per la legalità e contro le mafie e annuncio che a Busto verrò con la commissione antimafia europea per approfondire il tema delle mafie al nord». Crocetta è stato accompagnato durante il tragitto della manifestazione dalla collega Lara Comi del Pdl la quale ha confermato l’idea di portare la commissione antimafia europea in città.

Felicissimo Massimo Brugnone: «Non è la ripetizione di quanto fatto l’anno scorso, solo per il fatto che siamo il doppio» – ha detto il coordinatore lombardo di Ammazzateci Tutti. Per Giulio Cavalli l’importante è che «questa piazza continui ad essere piena anche dopo Legalitàlia,dobbiamo unirci perchè fa comodo a molti che rimaniamo divisi. Nel 2005 questa manifestazione non era nemmeno pensabile – continua Cavalli – ma perchè in questa regione ce ne siamo accorti così tardi, eppure i nostri morti li abbiamo avuti anche noi, abbiamo avuto 150 sequestri di persona, i morti di overdose da eroina negli anni ’80. Dobbiamo dirci che i nostri padri qualcosa l’hanno sbagliato». Sul palco finale anche il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, che ha parlato di Busto «capitale dell’antimafia e ben venga la commissione antimafia europea qui con il nostro quasi cittadino onorario Rosario Crocetta» e l’assessore alla cultura Mario Crespi che ha “incoronato” Massimo Brugnone «faro della legalità a Busto Arsizio» – a chiudere una polemica striscianteche ha accompagnato i giorni precedenti a Legalitàlia.

23/04/2012
or.ma. orlando.mastrillo@varesenews.it

L’antimafia del nord sfila nel varesotto: cinquemila in piazza per Legalitàlia

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Il centro di Busto Arsizio attraversato da un corteo al grido di “Fuori la mafia dallo Stato” per l’iniziativa organizzata da Ammazzateci tutti. Quattordici scuole coinvolte in un territorio “colonizzato” dalla ‘ndrangheta crotonese e dalla mafia gelese. Tra gli ospiti, l’europarlamentare Rosario Crocetta e il consigliere lombardo Giulio Cavalli. Con contorno di “veleni” sui finanziamenti comunali

Migliaia di studenti in corteo a ritmare slogan come “Fuori la mafia dallo Stato”, “La mafia non ci compra”, o a urlare il più rabbioso “Ehi mafiosi, pezzi di merda”. Non a Locri o a Palermo, ma per le vie del centro di Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove 14 scuole superiori hanno partecipato alla seconda edizione di Legalitàlia in Primavera, un’iniziativa organizzata dall’Associazione “Ammazzateci tutti” che ha coinvolto circa cinquemila ragazzi e ragazze di Busto e dintorni.

Ne è venuta fuori una delle manifestazioni più fragorose e partecipate del nuovo movimento antimafia che si sta facendo strada nel Nord Italia “colonizzato” dalle organizzazioni criminali. Le mappe degli investigatori dicono che questa fetta del varesotto – come dire il nord del nord – è spartita fra la ‘ndrangheta di Cirò Marina, in provincia di Crotone, e la mafia di Gela, con la Statale del Sempione a fare da confine. Il boss delle ‘ndrine locali è indicato in Vincenzo Rispoli, commerciante di frutta e verdura nella vicina Legnano, condannato in primo grado per associazione mafiosa e arrestato anche nell’operazione Infinito del 2010.

A Lonate Pozzolo, altro paese del circondario, a ridosso dell’aeroporto di Malpensa, la ‘ndrangheta cirotana ha imperversato per un buon decennio con omicidi, pizzo, usura, intimidazioni plateali a commercianti e politici locali, poi svelate dal processo “Bad Boys”. Che si è svolto tra il 2010 e 2011 proprio a Busto, con gruppi di ragazzi delle scuole che andavano a presenziare alle udienze e conseguenti polemiche pubbliche sollevate sui giornali locali dai familiari degli imputati.

Questo per dire che oggi fare antimafia al Nord significa occuparsi, e preoccuparsi, del proprio territorio. Non come ai tempi di Falcone e Borsellino, quando gli studenti milanesi scendevano in piazza per manifestare solidarietà ai loro sfortunati coetanei del sud, “come se manifestassero contro l’apartheid in Sudafrica”, per usare le parole di Nando dalla Chiesa. Nel corteo di Legalitàlia i più duri negli slogan sono dei ragazzi di Tradate, dove nel lontano 1990 è stato ammazzato Roberto Cutolo, il figlio di don Raffaele, spacciato da un’efficiente joint venture fra ‘ndrangheta lecchese e camorra napoletana.

Così i ragazzi del profondo nord (siamo nella culla della Lega e dei suoi scandali, sui quali grava l’ombra della criminalità calabrese) si abbeverano alle parole di esponenti del movimento antimafia saliti dal Sud, come l’europarlamentare ed ex sindaco di Gela Rosario Crocetta (da Busto sono partite le armi destinate a farlo fuori, intercettate per tempo), il testimone di giustizia calabrese Pino Masciari, il giovanissimo presidente di Ammazzateci tutti – sorta a Locri nel 2005 dopo l’assassinio di Francesco Fortugno – Aldo Pecora, che di recente ha denunciato minacce e oscure manovre ai suoi danni, e Rosanna Scopelliti, figlia del giudice ucciso in Calabria nel 1991. Che hanno parlato, nei teatri cittadini e nel comizio finale al Museo del Tessile, insieme a esponenti del movimento antimafia nordico doc, come il lodigiano Giulio Cavalli, attore e consigliere regionale da diversi anni sotto scorta per le minacce ricevute.

La storia dei movimenti antimafia, però, non è mai indolore. E anche nella preparazione di Legalitàlia sono circolati piccoli veleni, legati ai finanziamenti dell’amministrazione comunale, retta dal sindaco pidiellino Gigi Farioli. Degli ottomila euro stanziati per l’inziativa, Ammazzateci Tutti non ha visto un soldo, pur essendo il vero motore di Legalitàlia (qui la cronaca della prima edizione). A beneficiarne sono state invece sigle politicamente più consone, come la Fondazione Blini, con radici nell’estrema destra e un presente apparentemente più “ecumenico”.

La “marcia dei 6mila” invade il centro

Fonte: www.varesenews.it

Da piazza San Giovanni fino al Museo del Tessile un lungo corteo di oltre 6mila studenti ha invaso le vie della città gridando forte il proprio “no alla mafia”

Busto non è una città abituata a cortei e manifestazioni per strada. Ma grazie ai ragazzi di Legalitàlia, oltre 6mila studenti da tutta la provincia di Varese hanno invaso le vie della cittàper manifestare platealmente il proprio “no alla mafia”. Sono partiti poco dopo le 11 dai 9 teatri e auditorium della città in cui hanno tenuto le assemblee tematiche sul fenomeno della criminalità organizzata e si sono ritrovati tutti in piazza San Giovanni. «Non ho mai visto così tanta gente in questa piazza», gridava Davide Borsani di “Ammazzateci Tutti” al microfono del furgone in testa al corteo guardano la piazza traboccante di persone. Tutto intorno era un levarsi di cori e canti contro mafia, ‘ndrangheta e camorra. E i ragazzi hanno dato libero sfogo alla loro creatività creando dozzine di striscioni che, in modo diretto e ironico, prendevano di mira i mafiosi e la mentalità della criminalità organizzata.

Una volta aspettati anche gli ultimi studenti dai teatri più lontani, un lungo serpentone colorato si è snodato per le vie del centro raggiungendo poi il parco del Museo del Tessile. Sono stati molti anche i cittadini e commercianti che, richiamati da canti e slogan, si sono fermati ai margini delle vie invase dagli studenti appoggiando a loro volta gli studenti intonando -in qualche caso- anche gli slogan. «Diciamolo forte il nostro NO alla mafia» gridavano dal furgone i ragazzi di ammazzateci tutti mentre le casse inondavano le vie del centro delle più note canzoni contro la mafia.
«Ci aspettavamo 5mila persone ma siete molti di più» ha detto Massimo Brugnone dal palco del giardino quadrato del Museo del Tessile mentre il serpentone lentamente occupava ogni angolo del prato precisando poi che «questi numeri non potranno che aumentare in futuro».

23/04/2012
Marco Corso redazione@varesenews.it

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