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La parola a chi sa come battere il racket

Fonte: La Prealpina – 20 Aprile 2012

Tutto pronto per Legalitàlia in Primavera: 14 scuole superiori in corteo

La mafia non passerà. Saranno 5mila o poco meno gli studenti che si riverseranno per le vie di Busto lunedì mattina. Sboccerà così la seconda edizione di Legalitàlia in Primavera, evento organizzato dal coordinamento lombardo dell’associazione E adesso ammazzateci tutti Ai vari cortei, che confluiranno al Museo del Tessile, prenderanno parte le scuole superiori statali cittadine e non solo. Si attendono ragazzi dai licei di Gallarate, Saronno, Tradate, Sesto Calende e Varese.

Ufficialmente sono quattordici le scuole. Altre ancora sono previsti in arrivo autonomamente. «Abbiamo voluto intendere l’evento antimafia come momento di confronto condiviso da varie realtà scolastiche: è la prima assemblea studentesca della provincia a cui partecipano così tante scuole», sottolinea il coordinatore della Consulta studentesca provinciale, Giulio del Balzo. A rendere nell’investimento sono soprattutto gli ospiti delle varie conferenze disseminate nei teatri cittadini, prima che il pubblico si converta in corteo per l’evento finale alle 11. Con inizio alle 8.30, ogni teatro ospiterà un incontro specifico.

Al Fratello Sole, Aldo Pecora, (presidente di Ammazzateci tutti) e Rosario Crocetta (ex sindaco di Gela, ora vicepresidente della commissione parlamentare antimafia a Bruxelles) spiegheranno come politica e giornalismo possano combattere la mafia. Al Teatro Sociale sarà tra gli altri Pino Masciari, imprenditore calabrese vittima di ritorsioni, a parlare di legislazione e cultura della denuncia. Un altro imprenditore, la cui famiglia è stata vittima di camorra, Luigi Vecchione, interverrà al Manzoni su racket e impresa sociale. All’auditorium Pro Busto, il ruolo delle donne nella mafia sarà affrontato da una giornalista e da una docente universitaria. L’attore Giulio Cavalli, protagonista di uno spettacolo a tema, già rappresentato a Busto, parlerà di mafia al Nord all’aula dell’Ipc Verri. Il capo della mobile di Varese, Sebastiano Bartolotta, interverrà al Sante’Edoardo sul ruolo delle forze dell’ordine. La figlia di Antonino Scopelliti, Rosanna, e il prete antimafia Aniello Manganiello parleranno al cinema Aurora di Borsano. Alcuni di loro, incluso il sindaco Gigi Farioli, saranno al microfono anche sul palco del Tessile a chiusura della manifestazione.

«Legalitàlia è questa, non altro», precisa l’organizzatore Massimo Brugnone, presidente lombardo di Ammazzateci tutti, con riferimento ad aspettando Legalitàlia. Sigla sotto cui alcune associazioni hanno inteso “tirare la volata” al corteo di lunedì. «E per questo le ringrazio», conclude Brugnone, prima di cedere la parola al dirigente scolastico Andrea Monteduro, in rappresentanza del coordinamento delle superiori bustocche, che invita a una critica a un modello socioeconomico che sottrae risorse alla comunità: «Come chiedere un futuro per i giovani, se tolleriamo che qualcuno sottragga risorse e li distribuisca iniquamente?».

Carlo Colombo

Professori venduti. Ve lo do io l’ elenco

Fonte: http://www.nandodallachiesa.it/

Scritto da Nando dalla Chiesa
Wednesday 24 November 2010

E’ andata bene ieri sera (lunedì), a Lonate Pozzolo, tana del lupo della ‘ndrangheta in provincia di Varese. Molta gente, proprio molta, anche se i rappresentanti della comunità di Cirò Marina non c’erano nemmeno in foto, pur essendo circa il 40 per cento dei residenti. Vuol dire che anche gli onesti hanno paura di esporsi. Che molti non percepiscono il pericolo e considerano tutto normale. Questa è la colonizzazione, ragazzi. Anche se ho visto molta voglia di reagire, pure da parte di alcuni esponenti dell’amministrazione locale (Pdl-Udc, la Lega è all’opposizione). Alla fine non c’è stata la presenza di alcun esponente delle forze dell’ordine. E siccome era stata annunciata, molti si sono spiegati la defezione con qualche pressione dall’alto. Varese è la provincia del ministro, in fondo, la culla elettorale della Lega. Bravissimi Massimo Brugnone (di “Ammazzateci tutti”, questo ragazzo ha stoffa), Orlando Mastrillo (Varesenews, idem) e Luigi Vecchione (pure, figlio di un imprenditore campano vittima degli sgherri camorristi). Bravi loro a sapere fare i nomi del posto. Quanto a me, sono stato più duro del solito, per dovere di fiuto e di esperienza. E perché è arrivato il momento di schiacciare in un angolo i complici, gli amici, i colletti bianchi che fanno le perizie utili. Vedevo che la sala reagiva, che provava quasi l’orgoglio di volere reagire. Lonate non si guasterà di sicuro la fama se farà una battaglia frontale contro i clan calabresi. Anzi, potrebbe passare alla storia come la Pontida (quella vera…) del Duemila.

Mi sta venendo voglia, in proposito, di affiggere fuori dalla mia stanza di Scienze Politiche i nomi dei miei insigni colleghi dell’università di Reggio Calabria che per qualche maialino e un po’ di olio, oltre che per un po’ di fifa, hanno consentito al rampollo dei Pelle di San Luca di farsi nove esami in un mese e mezzo. Di sedersi e prendere trenta in un esame di cui non conosceva nemmeno il nome. Dice: ma che se ne fa del titolo di architetto? Semplice: le perizie. Non ci avevate pensato? Rompere, bisogna rompere con i complici a qualsiasi titolo. Bisogna far sapere chi sono. Noi paghiamo per tutto quello che facciamo e diciamo, anche per le cose più piccole, e questi sfilano sempre belli immacolati, riveriti dai mafiosi e salutati dagli antimafiosi? Venerdì esce in libreria “La Convergenza”. Dopo “Delitto imperfetto”, i blogghisti lo sanno, è il libro più difficile della mia vita. E vorrei che servisse per fare un punto vero sulla nostra storia recente (per inciso: le dichiarazioni di Conso mi danno ragione…) così come per capire che strategie adottare nei tempi dell’afasia della politica. E’ l’ora della mobilitazione, davvero si sente un’aria diversa. Dopodomani lo presenterò in anteprima alla stampa estera a Milano. Mi sembra che i giornalisti stranieri siano più reattivi e che abbiano anche altri criteri di misura di persone e cose…

Intanto attrezzatevi per sabato. Al cinema Gnomo (via Lanzone) troverete dalle 11 a sera tutto quello che dovreste sapere sull’Aquila. Filmati, documentari e testimonianze. Ne vale la pena.

P.S. Per chi legge nelle prossime ore: alle 10.20 sono su Rai3. Tema: Cossiga.

 

Dalla Chiesa: “assieme possiamo sconfiggere la Mafia”

Fonte: http://www.varesenotizie.it

LONATE POZZOLO – “Dove comanda la mafia un terzo della società sta con loro. Per sconfiggerla gli altri 2 terzi si devono unire”. E’ un messaggio di speranza e unità quello che Nando Dalla Chiesa manda da Lonate Pozzolo, durante il primo incontro del gruppo di lavoro sulla Legalità.

ASSIEME PER DIFENDERE LA LEGGE

La stragrande maggioranza della popolazione è formata da gente onesta. Ma l’Ndrangheta può contare sul fatto che gli altri, la maggioranza, non si unisce. E’ questo, invece, il segreto per sconfiggere la Mafia. “Mettiamoci assieme, indipendentemente dalle sigle e dai partiti. Assieme per difendere il valore della legge e della democrazia”. Nando Dalla Chiesa parla davanti ad un folto pubblico, a Lonate Pozzolo. Tanti giovani, venuti soprattutto dai paesi vicini per ascoltare il professore, figlio del generale ucciso dalla Mafia.

CHI AIUTA I MAFIOSI DEVE PAGARE

I mafiosi fino ad ora hanno potuto contare sulla mancanza di reazione della società civile. Secondo Dalla Chiesa chi appoggia i mafiosi, chi è colluso, chi fa affari con loro, deve incontrare la sanzione morale della società. Parole molto dure: “chi copre e aiuta i mafiosi deve pagare. Se una persona ha aiutato i mafiosi, allora io devo togliergli il saluto. Se entra nel mio bar il caffè glielo faccio, ma con disprezzo”.Questo perché la mafia non colpisce solo con la violenza, ma anche lusingando, pagando di più.Perché non si riesce a denunciare? Chiede qualcuno dal pubblico. “Prima non c’era nessuna provvidenza per chi veniva colpito. Oggi ci sono aiuti, anche psicologici. Pensate a un bambino che torna a scuola dopo che gli hanno ucciso il padre. Si sente in colpa, incredibilmente è lui a vergognarsi”. Oggi invece si può non rimanere da soli. “C’è la possibilità di poter parlare a persone dello Stato di cui ti puoi fidare ciecamente”. Fondamentale, però, scegliere le persone giuste e individuare quelle di cui ci si può fidare.

LA SCUOLA PER EDUCARE ALLA LEGALITA’

Luigi Vecchione ha ricordato le telefonate anonime, le minacce, le difficoltà incontrate dal padre, imprenditore in Campania negli anni ’70. “C’era un ingegnere che aveva un metodo scientifico per vincere tutti gli appalti pubblici”.Il padre di Luigi non si è però dato per vinto. Nonostante le minacce di morte e gli attentati alla macchina, ha dato vita a Confapi in Campagna. “Non possiamo pensare di contrastare la mafia da soli, gli eroi non ci sono più. Tutte le persone oneste si devono unire”. Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci Tutti, sottolinea invece l’importanza della formazione e della scuola per educare alla legalità. Con la sua associazione da Febbraio farà incontrare ai ragazzi delle scuole le forze dell’ordine, i magistrati, i politici per vedere cosa fa lo Stato. “Un cittadino che ha denunciato è stato picchiato e costretto a mangiare cambiali. Qui dentro forse c’è qualcuno che sapeva e che non ha detto nulla. E’ stato zitto, probabilmente per paura. Facendo così siamo complici”.

LE PERSONE ONESTE NON SI SONO MAI CONTATE

Brugnone parla di un velo di omertà, presente a Lonate come a Busto Arsizio. “In Calabria ci sono 2 milioni di persone. Possibile che 2 mila mafiosi tengano in scacco 2 milioni di persone? Ma le persone oneste non si sono mai contate”. Il sindaco Migliarino, a chiusura della serata, lo dice chiaramente. “Abbiate fiducia dei magistrati giusti, lo Stato c’è. E se qualcuno ha qualcosa da denunciare, lo faccia senza paura”. Smettere di chiudere gli occhi, unire le forze, scegliere le persone giuste di cui fidarsi. Forse la strada, per sconfiggere la mafia, è già segnata.

tiziano.scolari@yahoo.it

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010 21:47 TIZIANO SCOLARI

Dalla Chiesa ai lonatesi: «Non esistono buoni rapporti con la ‘ndrangheta»

Fonte: http://www.varesenews.it

Pubblico nutrito e applausi per Nando Dalla Chiesa, ospite della serata organizzata dal gruppo di lavoro per la legalità insieme a Massimo Brugnone e Luigi Vecchione

Successo di pubblico per il primo incontro organizzato dal gruppo di lavoro per la legalità del Comune di Lonate Pozzolo nella sala conferenze del monastero di san Michele. La serata ha visto come protagonisti Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto e professore di sociologia della criminalità organizzata alla Statale di Milano e autore di moltissimi libri sul tema, Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci tutti Lombardia e Luigi Vecchione, presidente del Centro cattolico liberale e dei circoli Tocqueville, che ha riportato l’esperienza della sua famiglia con la camorra. Il tema “Legalità=Libertà, come riconoscere e contrastare i comportamenti mafiosi” è stato seguito in pieno dai relatori moderati dal giornalista di Varesenews Orlando Mastrillo. Quasi tutto il consiglio comunale era presente con gli assessori in prima fila, il sindaco subito dietro.

«I nemici si trattano come i nemici, come in guerra – ha detto in prima battuta Nando Dall Chiesa – a volte i comportamenti della società assumono tratti di complicità a volte involontaria e a volte meno. Le buone relazioni che spesso politici e imprenditori mantengono con questi personaggi magari non hanno nulla di penalmente rilevante ma vanno condannate moralmente». Una staffilata che colpisce nel segno in un paese di 12 mila anime che si è ritrovata un’immigrazione fortissima da Cirò Marina negli anni scorsi e che negli ultimi anni ha subito una sorta di condizionamento continuo delle sue attività economiche, politiche e sociali. Riprendendo anche la polemica di questi giorni Dall Chiesa affonda anche contro chi ha osato dire che la mafia al nord non esiste: «Chi parla così stende a questi signori un tappeto rosso – ha detto dalla Chiesa – per combattere un nemico la prima cosa da fare è ammetterne l’esistenza e poi denunciare perchè lo Stato c’è. L’appello accorato che faccio è quello di mettere insieme tutte le forze pulite di questa terra, da destra a sinistra, e questo gruppo di lavoro è una bella risposta che produrrà risultati positivi. Bisogna avere il coraggio, però, di allontanare chi non è degno del ruolo che ricopre».

Massimo Brugnone, invece, ha parlato di come contrastare la mafia partendo dall’educazione dei ragazzi: «Oggi sono stato in una scuola di Lodi – ha detto Brugnone sventolando una cartella con una ricerca approfondita sulla mafia fatta dai ragazzi di prima superiore – sulla prima pagina di questa ricerca c’è scritto “Noi ci mettiamo la faccia e la testa”. Questi ragazzi hanno lavorato con i loro insegnanti per produrre questo documento che vale più di ogni altra cosa. Come Ammazzateci Tutti stiamo lavorando con le scuole per dedicare una parte del Piano di offerta formativa proprio alla legalità e al contrasto alle mafie». A Busto ci sono già riusciti al liceo Tosi e, dopo una lezione sul funzionamento della giustizia, sono andati in aula per seguire un’udienza del processo alla ‘ndrangheta di Lonate: «Alcuni di quei ragazzi sono qui stasera senza che nessuno li abbia costretti – spiega Brugnone – questo significa che questa iniziativa ha funzionato».

 

Toccante infine la testimonianza di Luigi Vecchione che non è riuscito a trattenere le lacrime durante il suo racconto: «Mio padre negli anni ’70 se l’è dovuta vedere con Carmine Alfieri che nel nolano, la zona dove vive e opera la mia famiglia – racconta Vecchione – lui stava cercando di ingrandire la sua impresa in maniera legale e aveva anche fondato la Confapi campana. Di fronte alle richieste di pagamenti “per garantirsi l’incolumità” ha sempre detto no e ha anche cercato di parlare con questi personaggi. Lentamente sono iniziate prima le minacce di morte, poi gli attentati ai mezzi, infine le pressioni sui nostri operai che uno ad uno se ne sono andati. Oggi lavoriamo ancora ma la nostra azienda si è dovuta ridimensionare. Giù dalle mie parti non c’è la libertà d’impresa di cui si parla nell’articolo 41 della Costituzione italiana».

La serata si è conclusa con gli interventi finali dell’assessore alla cultura e presidente del gruppo di lavoro Simontacchi che ha annunciato la prossima iniziativa contro il bullismo nelle scuole «che è il primo sintomo della prevaricazione e del disprezzo delle regole tipico della mafia» e con il saluto finale del sindaco Piergiulio Gelosa.

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