• Archivi

  • Foto Ammazzatecitutti Lombardia

Malpensa, Busto, Varese: le nuove terre di ndrangheta al Nord

Fonte: www.corriere.it

Affari, sangue, morte e intimidazioni agli imprenditori che non cedono – di Ruben H Oliva

Tra paura e omertà nel cuore industriale della Lombardia. La storia di Pasquale “ Nunzio” Novella, il boss che volle creare la ndrangheta lombarda e fu punito insieme ai suoi uomini di fiducia con la morte, ucciso dai Killer della ndrina calabrese di origine.

16 dicembre 2011 (modifica il 18 dicembre 2011)

Milano Mafia

Museo del Tessile, via Volta n. 6 – Busto Arsizio

“Proiezione e discussione del documentario MM Milano Mafia”

ore 21: anteprima del documentario “MM Milano Mafia” di Gianni Barbacetto e Bruno Oliviero, 2011, prodotto da Invisible film.

ore 22.15: Massimo Brugnone, coordinatore lombardo del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti” dialogherà con Gianni Barbacetto su politica e criminalità organizzata oggi a Milano e dintorni.

Un viaggio che ripercorre le strategie dell’infiltrazione mafiosa nel territorio milanese e lombardo.
Con le testimonianze di sindaci, economisti, magistrati, sindacalisti, politici impegnati contro la criminalità.
Il racconto sconvolgente della progressione del crimine organizzato a Milano attraverso il traffico di droga, i sequestri, il delitto Ambrosoli, il pizzo, il riciclaggio, il ricatto sull’edilizia e sulla politica in vista di una forma diretta di occupazione del territorio.
Capire cosa sono oggi mafia e ‘ndrangheta nella nostra regione per comprendere quello che accade anche nella zona di Busto, Legnano e Malpensa.

Aveva 7 chili di coca in valigia ventenne arrestata a Malpensa

Fonte: www.milano.repubblica.it

La giovane spagnola era in arrivo dalla Repubblica Dominicana ed è stata fermata dalla guardia di finanza per un controllo. La droga era nascosta in un doppiofondo del bagaglio

Nascondeva sette chili e 300 grammi di cocaina nei bagagli una spagnola di 20 anni arrestata dalla Guardia di finanza all’aeroporto di Malpensa. La giovane, sbarcata con un volo proveniente da La Romana, nella Repubblica Dominicana, è stata fermata dalle Fiamme gialle per un controllo nell’area arrivi internazionali. Aveva nascosto la cocaina nel doppiofondo di una valigia appena ritirata dal nastro trasportatore.

Droga dal sud America, in manette dipendente della Blu Panorama

Fonte: http://www.varesenews.it

L’uomo, che lavorava nel carico e scarico, aveva appena ricevuto 180 mila euro, sequestrati dalla Gdf, a saldo della collaborazione nel traffico internazionale di stupefacenti. L’indagine è della Dda di Torino

Da dipendente della Blu Panorama (compagnia aerea attiva a Malpensa) aveva accesso libero alle stive degli aerei che provenivano dall’aeroporto dominicano de La Romana, per questo si sarebbe messo a collaborare con una grossa organizzazione che importava droga dal sud America formata da 18 persone e sgominata nel marzo scorso dalla Dda di Torino con l’operazione “Giove”. Al suo vertice c’era un 46enne di Bricherasio con diversi contatti con i cartelli della droga d’oltreoceano. L’organizzazione piemontese utilizzava due metodi per importare la cocaina dal sud America: un canale via mare con barche a vela che facevano la spola tra il Brasile e Capo Verde e gli aerei diretti a Malpensa da Santo Domingo nelle cui stive viaggiavano contenitori alimentari imbottiti di polvere bianca. Ogni viaggio erano 20-25 kg di sostanza stupefacente.

Dopo gli arresti di marzo, però, uno dei componenti della banda ha svelato che all’interno dell’aeroporto avevano un basista che intascava mille euro per chilo di coca smistato. In base a queste rivelazioni la Dda ha chiesto l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del soggetto dipendente della compagnia aerea gallaratese che la Procura della Repubblica di Busto ha eseguito sabato scorso, 2 luglio. Il giorno prima, infatti, era stata rinvenuta dalla Guardia di Finanza di Malpensa una borsa contenente 180 mila euro, sequestrata, e che sarebbe il provento dell’attività illecita messa in atto dal dipendente infedele. Se i calcoli non sono sbagliati l’uomo avrebbe ricevuto quei soldi a saldo dell’avvenuta consegna di almeno 180 kg di cocaina. Ora l’uomo è detenuto presso la casa circondariale di Busto Arsizio a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Una sentenza lo certifica: «Attorno a Malpensa agiva la ‘ndrangheta»

Fonte: http://www.milano.corriere.it

Tentato omicidio, estorsione, rapina: prime condanne contro la cosca dei Farao Marincola, del crotonese

BUSTO ARSIZIO (Varese) – Da ieri c’è una sentenza di primo grado che non ammette equivoci: intorno a Malpensa, negli anni scorsi, agiva una cosca di stampo mafioso che, minacciando imprenditori ha cercato di conquistare il territorio di una ricca provincia lombarda, alla vigilia dell’Expo. A Lonate Pozzolo, in particolare, si era installata una ‘ndrina, ovvero una filiale al nord di una cosca del crotonese, i Farao Marincola, originari di Cirò Marina; strutturati con colonnelli residenti proprio nel paese, e guidati da un referente a Legnano, Vincenzo Rispoli, a sua volta uomo di fiducia dei calabresi.

Il collegio del tribunale di Busto Arsizio, presieduto da Adet Toni Novik, ha condannato 13 imputati e ne ha assolti 3, coinvolti nell’inchiesta Bad Boys. A tutti era contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati che vanno dal tentato omicidio, all’estorsione, usura e rapine per finanziare il gruppo. Ma l’importanza della sentenza è data anche dal fatto che per sette imputati, i più attivi e pericolosi, il tribunale ha inoltre riconosciuto il 416 bis, ovvero l’associazione di stampo mafioso. I giudici hanno comminato condanne complessive a 86 anni di carcere, pene singole che vanno dai 2 anni agli 11 anni (c’era però il rito abbreviato), e confische per 125mila euro.
L’inchiesta, condotta dal pm Mario Venditti della Dda di Milano (in aula c’era il sostituto Giovanni Narbone), ha scoperchiato un sistema di terrore che nessuno osava denunciare. Sono pochissime infatti le dichiarazioni raccolte durante l’indagine. È anche per questo che in paese, a Lonate Pozzolo, dopo la paura si sta facendo strada la necessità di parlare di quanto successo: il consiglio comunale ha creato un apposito consiglio della legalità. Dopo la sentenza un parente degli imputati ha insultato e minacciato i ragazzi dell’associazione «Ammazzateci tutti» presenti in aula.

Roberto Rotondo

Io il “giullare” che recita la mafia in piazza

Fonte: Correriere della Sera

Finanziere incorruttibile smaschera un giro da 100 chili di coca

Fonte: http://www.varesenews.it

Cinque arresti questa mattina. Le fiamme gialle di Varese smantellano un gruppo di operai pronti ad agire. Era coinvolto anche un finanziere di Malpensa: ha cercato di coinvolgere un collega, che ha dato il via alle indagini

Una organizzazione pronta ad agire, fatta di persone che lavoravano nel settore merci di Malpensa: l’ha scoperta la Guardia di Finanza di Varese, grazie alla segnalazione di un militare delle fiamme gialle in servizio a Malpensa, “avvicinato” da un collega disonesto che voleva introdurlo nel giro.
Nella mattinata di giovedì sono scattate le manette per cinque persone, quattro italiani ed un senegalese, accusati di aver organizzato, in combutta tra loro, un’operazione di importazione di cocaina dalla Repubblica Dominicana presso l’aeroporto di Malpensa, di fatto non realizzata, all’ultimo momento, pur essendo stata pianificata nei minimi particolari, per sopravvenuti ripensamenti da parte dei promotori e finanziatori dell’iniziativa illecita.
Gli arrestati sono un operaio aeroportuale, un addetto alla “spunta” delle merci che arrivano per via aerea nell’area cargo di Malpensa, un “mulettista” impiegato nei magazzini di temporanea custodia, il promotore dell’attività illecita ed un militare della Guardia di Finanza, appartenente al Gruppo di Malpensa, che avrebbe dovuto agevolare l’uscita della partita di droga dagli spazi doganali.

L’indagine è stata indotta dal comportamento onesto di un altro finanziere di Malpensa, che il militare corrotto aveva cercato di coinvolgere nell’affare losco, prospettandogli la possibilità di un lauto guadagno facile, dando il “passo alla merce”. Il finanziere non solo ha rifiutato l’offerta illecita, ma ha informato subito i propri superiori, fornendo intanto una finta disponibilità al collega per non creare sospetti nel gruppo di aspiranti trafficnati. In questo modo le indagini hanno smascherato il “sistema”, che avrebbe dovuto partire dalla simulazione di un errore nella fase di “spunta” delle merci scaricate dagli aerei: operai e impiegati avrebbero  spostato le casse contenenti la droga fuori dall’area destinata ai controlli doganali, sostituendole con altre di identica fattura ed aspetto esteriore. A quel punto la droga – si parla di una partita di 100 chili di coca – sarebbe uscita senza controlli.

Il disegno illecito, attentamente pianificato, non si è concretizzato, nonostante i promotori del traffico internazionale avessero già versato un “acconto” agli “operatori aeroportuali”, che dovevano, nei diversi ruoli, occuparsi materialmente di far uscire la droga dall’area cargo di Malpensa.  Le indagini sono state condotte, su delega della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Varese. Sono state eseguite, contestualmente agli arresti, dieci perquisizioni domiciliari.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: