• Archivi

  • Foto Ammazzatecitutti Lombardia

«Conta il risultato: educare alla legalità»

Fonte: Prealpina – Mercoledì 25 Aprile 2012

Brugnone soddisfatto: problemi organizzativi, ma l’obiettivo è stato centrato. Tutti contro la criminalità

«Mi chiedete se ci sono stati intoppi? Si c’è stato qualche problema con l’assessore Mario Crespi. Ma quello che ci interessava, ovvero realizzare incontri educativi e un’iniziativa antimafia, è andato in porto e il successo va oltre le aspettative».
Massimo Brugnone, coinvolto nelle polemiche sulla regia di Legalitàlia, racconta la sua versione dei fatti e precisa di non voler dare eco alle critiche. «Ciò che conta – spiega il referente lombardi di Ammazzateci Tutti – è centrare l’obiettivo. E noi l’abbiamo centrato». Il corteo, lunedì, ha visto la partecipazione di 5mila ragazzi. «Ne prevedevamo molti di meno», rivela.

Gli studenti hanno accettato di autofinanziare l’evento. Hanno versato tre euro a testa?
«C’è chi ha dato 5 e chi 2. In tutto, come donazioni spontanee, sono arrivati quasi 9mila euro che, uniti ai fondi di sponsor privati, ci hanno permesso di coprire le spese».

Veniamo al cuore della questione: niente fondi dal Comune. Com’è andata?
«Ci siamo presentati a settembre da Crespi per proporre il progetto educativo da realizzare nelle scuole. E’ stato valutato in una riunione coi dirigenti scolastici. Crespi mi disse che, se volevo il finanziamento, intorno ai 4.300 euro, dovevo realizzare anche la manifestazione. Noi proponiamo in tutta Italia i progetti “Liberiamoci dalle mafie”, Legalitàlia è un’altra cosa. Lui voleva ripetere la manifestazione del 2011, ben venga, ma il budget si sarebbe alzato. In dicembre si è parlato di una cifra unitaria sui 10mila euro: mi è stata richiesta la proposta formale perché la giunta di fine anno potesse deliberare».

Nessuna Risposta?
«Silenzio totale, benché ci fosse una sorta di accordo a procedere con le scuole. Ai primi di  febbraio Crespi ci ha invitato in una riunione sui progetti. Convocazione via mail, con il coinvolgimento di Stoà, Comunità Giovanile e Fondazione Blini. Nessun problema a collaborare, ma vogliamo dialogare con tutti. Da qui la mia proposta a coinvolgere Comitato Antifascista e 26 per 1. Il primo ha spiegato, in una lettera, di “non voler sedere accanto a certi personaggi e associazioni”. 26 per 1 non ce l’avrebbe fatta per la quasi concomitanza con il 25 aprile».

E la delibera, ancora nulla?
«Crespi voleva un’unica delibera. Io avevo urgenza di far partire i progetti educativi. Qui sono iniziate le difficoltà. L’assessore mi ha proposto 4.200 euro per i progetti educativi e 1.500 per Legalitàlia».

Gli altri 3.300 euro?
«Disse che andavano alle altre associazioni. Va benissimo allargare le collaborazioni, ma in genere si amplia il budget, non lo si diminuisce. Lui aveva 10mila euro e toglieva parte dei fondi a noi».

Cosa si è deciso?
«Di trasformare gli incontri educativi in conferenze da tenere all’inizio della mattinata, prima della manifestazione».

E le associazioni?
«Hanno convocato una riunione senza Crespi, che proponeva 6.000 euro per Ammazzateci Tutti e 4.000 per Aspettando Legalitàlia. Eravamo in ballo da settembre, senza nulla scritto. Io volevo due delibere separate, per far partire l’organizzazione. Non trovando risposte, ho protocollato la richiesta definitiva, puntando a ottenere 10mila euro come si diceva in dicembre».

Risultato?
«Patrocinio comunale, uso gratuito di Sala Tramogge, sala conferenze al Tessile e giardino quadrato. Niente fondi, ma c’era l’okay ad agire e mi andava bene anche a zero euro. I tre gruppi mi hanno mostrato i programmi di Aspettando Legalitàlia: non potevo che ringraziarli. E non ho chiesto se avessero ottenuto soldi».

Via con l’autofinanziamento?
«L’avremmo fatto comunque. Con l’aiuto del Comune avremmo fatto di più: questa è la differenze».

Poi si è parlato delle critiche di Crespi nei suoi confronti. Eppure sul palco ha chiesto un applauso tutto per lei…
«Io collaboro con le istituzioni, lì ci sono i nostri rappresentanti. Il sindaco ha sempre voluto sostenerci. Con Crespi abbiamo avuto problemi organizzativi, ma andiamo avanti. Ammazzateci Tutti è per l’educazione alla legalità. Ciò che distrae dall’obiettivo è deleterio. I ragazzi sono gente seria, hanno ascoltato per due ore magistrati, testimoni, giornalisti. Non c’è niente da aggiungere. I cittadini sanno che non ci sono stati finanziamenti: traggano le loro conclusioni».

Angela Grassi

Il sole della legalità batte la pioggia

NO ALLA MAFIA

Migliaia di studenti al corteo che unisce Sud e Nord in nome di una sincera voglia di cambiamento

Magliette contro la mafia (Blitz)

Magliette contro la mafia (Blitz)

Fonte: www.laprealpina.it – 24 aprile 2012

Busto Arsizio – Sono 2.500. Forse tremila. Saltellano, tutti insieme, sul prato del Parco del Muso del Tessile, al ritmo di “Chi non salta un mafioso è”. Gridano il loro “vaffa” alla mafia, danno voce a fischietti e vuvuzelas. Sono “il sole della legalità” in una giornata uggiosa. Sono la primavera che ridona speranza a chi lotta da anni e ora vede potenziato il no a logiche finora imperanti. Gli studenti delle scuole di Busto e dintorni sono i protagonisti di “Legalitalia in primavera”. Hanno ascoltato dibattiti in nove auditorium, hanno sfilato con adesivi stampati su fronti e guance e sono riuniti davanti al palco. “Vi aspettavamo in 5mila, ma sarete 10mila”, esagera Massimo Brugnone, di “Ammazzateci Tutti”, contando anche chi si è perso lungo il corteo. Quella marea di 16-18enni infonde entusiasmo. E lui la sollecita: “Combattere la mafia vuol dire combattere i comportamenti mafiosi!”. E via, la parola da Aldo Pecora, giornalista e presidente di “Ammazzateci Tutti”, forte di uno striscione che gli dà la carica: “Siamo tutti Aldo Pecora”. “Fatevi un applauso – dice ai giovani – perché ci avete messo la faccia. Vi siete esposti. Quando ho fondato il movimento, non pensavo di incontrare gente con dialetti diversi dal mio. Invece siamo qui”. L’invito è chiaro: «Non legatevi ai carrozzoni dei politici. Se sei pulito, vieni con noi. Se no, stai a casa. Noi siamo persone per bene. Non siamo antimafia, è la mafia che è contro di noi. Vogliamo dare speranza al Paese». Pecora ricorda che il 23 aprile di 4 anni fa scattarono le operazioni di Busto e Lonate. I Bad Boys aspettano l’appello. “Oggi siamo noi a ridere – continua – A voi ragazzi è stato impedito di seguire le udienze, ma era vostro diritto vederli in faccia”. Di fatto, non è così: dopo la prima udienza si passò al rito abbreviato, quindi senza pubblico in aula. Ma Pecora è lanciato e passa al piano personale: “Cercano di delegittimarmi, rubano dignità alla mia famiglia. Io so da che parte sto e la mia forza siete voi: non avranno mai tanto piombo e inchiostro per ammazzarci tutti”. Brugnone saluta i rappresentanti delle scuole superiori, che hanno lavorato a questo evento. L’onorevole Rosario Crocetta ricorda ancora chi negava la presenza della mafia al nord: “Con il vostro coraggio, in questa mobilitazione straordinaria, unite nord e sud. Vigilate su turbative d’asta e appalti. La Lega accusata di riciclaggio del denaro della ’ndrangheta è una vergogna! Ha detto per anni che la mafia stava al Sud e ora è accusata di affari sporchi…”. Dopo il mezzo minuto di silenzio chiesto dall’assessore Mario Crespi, il sindaco Gigi Farioli proclama il suo «no all’indifferenza». Poi tocca a Giulio Cavalli, consigliere regionale: “Dobbiamo farci una promessa, questa piazza non deve sciogliersi. Tutto questo nel 2005 era impensabile. I nostri padri hanno sbagliato a non accorgersi che la mafia era qui in Lombardia. Anche qui ci sono stati i morti, sono i ragazzi stroncati una generazione fa dalle overdose di droga”. Cavalli cita il pm Ilda Boccassini: “Dice che siamo in piena emergenza. E’ obbligatorio decidere da che parte stare!”. Rosanna Scopelliti, figlia del giudice ucciso nel 1991, commuove tutti: “Durante il corteo, sentivo mio padre in mezzo a voi. E’ nelle vostre idee, nel vostro coraggio di dire no. Non permettete mai che i prepotenti vi condizionino. Siamo persone oneste. Siamo la parte migliore di Lombardia. Nessuno venga mai a dirci di abbassare la testa. La ’ndrangheta se ne deve andare, questa terra è nostra!”. L’ovazione scatta da una platea sempre più ridotta da pioggia e freddo. L’assessore alla legalità della Provincia di Reggio Calabria, Eduardo Lamberti, invita Brugnone nelle scuole del sud. E annuncia la rivincita che parte dalla musica, con Riccardo Muti pronto a dirigere mille ragazzini di 8-9 anni. Il preside Giovanni Laruffa, del liceo Richici di Polistena cita il gemellaggio con il liceo Tosi. Chiude Sandro Chiaravalloti, per le forze dell’ordine. Ricorda che, a Roma, Pino Maniaci sta difendendo il futuro di “Telejato”. “Dove non arriva la mafia arrivano le leggi”. Un messaggio pesante. Tutto da ascoltare.

 Angela Grassi 

BUSTO CAPITALE DELLA RIFLESSIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

Fonte: www.informazioneonline.it

BUSTO ARSIZIO – Riflessioni. Dopo il no alla mafia e il sì alla legalità urlato da quasi diecimila giovani, lunedì 23 aprile, in piazza San Giovanni prima e poi al Museo del Tessile a Busto Arsizio, riceviamo e pubblichiamo la “riflessione” scritta di Palazzo Gilardoni.

“Nel corso della mattinata – si legge nella nota comunale – Busto Arsizio è stata letteralmente invasa da giovani e meno giovani che hanno fatto per il secondo anno consecutivo di Busto la capitale della riflessione contro tutte le mafie e per l’affermazione di un principio di legalità che non dimentichi mai la sua essenziale funzione di servizio all’uomo, alla sua libertà e dignità (“Non è l’uomo fatto per il sabato, il sabato per l’uomo).

Straordinario è stato il coinvolgimento delle scuole superiori cittadine. Ben nove sale sono state occupate a partire dalle ore 9 con la presenza di numerose personalità del mondo civile, associazionistico, culturale, scolastico, politico, istituzionale (amministrazioni, magistrati, forze dell’ordine).

L’iniziativa, di cui va riconosciuto il primato e la fondazione ad Ammazzateci tutti, coordinata da Massimo Brugnone, ha visto quest’anno un coinvolgimento se possibile ancor più ampio e significativo, andando al di là degli stretti ad angusti confini cittadini, ma ancora di più va sottolineato, insieme con il patrocinio, anche della Provincia presente con l’Assessore Bonfanti, l’adesione  e la collaborazione del consiglio scolastico provinciale giovanile e l’inserimento in una più complessiva azione di educazione alla legalità che, coordinata dall’Assessorato alla Cultura di Busto Arsizio, ha coinvolto in iniziative culturali, artistiche, sociali e creative, molte associazioni giovanili (basti ricordare Centro Stoà, Comunità giovanile e Fondazione Blini).
Fondamentale è stata la presenza di parlamentari europei, tra cui l’on. Crocetta e l’on. Comi; importante è stato poi il radunarsi presso il giardino quadrato del Museo del Tessile, laddove, sempre coordinati da Massimo Brugnone, hanno avuto l’opportunità di prendere la parola molti relatori e testimoni, tra i quali l’Assessore alla Cultura Mario Crespi e il Sindaco Gigi Farioli.

In particolare, l’Assessore ha voluto sottolineare, nel complimentarsi con Ammazzateci tutti, Massimo Brugnone e anche con tutte le altre associazioni, la necessità di dare costanza a questo impegno e, soprattutto, frequentando professionalmente i tribunali, ha voluto evidenziare l’opera meritoria dei giudici, degli operatori di giustizia e delle forze dell’ordine del territorio. Il Sindaco, unendosi ai ringraziamenti, ha voluto in particolare sottolineare l’orgoglio che Busto Arsizio, le sue associazioni e i suoi giovani hanno avuto modo di dimostrare e vogliono dimostrare, non solo in alcune giornate, ma con continuità, per la realizzazione di una cittadinanza attiva e responsabile.
Ha inoltre ricordato come il fatto che la meritoria azione di Ammazzateci tutti sia stata accompagnata in questi giorni e nel corso dell’anno dall’attenta partecipazione di altre associazioni giovanili, di molte scuole, e significative realtà del territorio, indichi la provvidenziale contagiosità del bello, del buono e del giusto e soprattutto la pervasività di questi concetti al di là di ogni collocazione, identità, intolleranza, pregiudizio ed esclusivismo.
Ha poi sottolineato, con particolare soddisfazione, quanto ricordato dall’onorevole Crocetta, e cioè il riconoscimento ad Ammazzateci tutti di Busto Arsizio, ma soprattutto l’annuncio dell’on. Lara Comi di voler far tenere proprio a Busto Arsizio una seduta della commissione antimafia del Parlamento europeo. Ciò ovviamente perché Busto non è la capitale dei problemi mafiosi, ma lo è e lo può diventare della battaglia contro tutte le mafie. Per costruire quegli anticorpi che, come medicina e fisiologia  insegnano, sono attivi e vincenti solo se sono in grado di riconoscere e attaccare i virus. Il Sindaco ha in oltre proposto, in linea con quanto già discusso a suo tempo col Prefetto e altri primi cittadini, che venga elaborato un protocollo contro ogni infiltrazione mafiosa”.

“Legalitàlia”: Busto è la città dei giovani antimafia

Fonte: www.informazioneonline.it

BUSTO ARSIZIO – Circa diecimila studentisono intervenuti lunedì mattina, 23 aprile, per la seconda edizione di “Legalitàlia in Primavera”, il meeting antimafia ideato da Aldo Pecora e promosso dal Movimento “Ammazzateci tutti”.
 
Dopo un’intensa prima parte di mattinata che ha coinvolto quattordici scuole della provincia di Varese, con workshop e seminari organizzati in nove teatri cittadini per discutere di mafia (25 relatori intervenuti per l’occasione), i ragazzi si sono ritrovati, alle 11, in piazza San Giovanni, pieni di grinta, rabbia ed anche di sano entusiasmo per quello che sembra essere solo il secondo capitolo di un evento che durerà negli anni. Oltre ai tantissimi striscioni, altrettanti sono stati gli sfottò e i cori organizzati (Mafia, Mafia… vaffanculo oppure Noi la Mafia non la vogliamo) dall’immensa folla che ha letteralmente invaso la città (qui il collegamento alla galleria fotografica).
 
Coordinati da Davide Borsani, studente dell’ITC e membro di “Ammazzateci Tutti”, i ragazzi hanno raggiunto il Museo del Tessile per ascoltare i più prestigiosi relatori della mattinata.
Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci Tutti Lombardia, ha presentato l’evento, dando la possibilità a tutti gli intervenuti di parlare al giovane pubblico.
Primo a salire sul palco, il Presidente Nazionale di Ammazzateci Tutti, Aldo Pecora: “Qualsiasi cosa ci faranno, non avranno mai tanto piombo e tanto inchiostro per ammazzarci tutti”, ha dichiarato fermamente.
 
“Non scassateci la minchia!” ha urlato Giulio Cavalli, Consigliere regionale di SEL (Sinistra Ecologia Libertà), come sempre senza mezzi termini, diretto chiaramente a quella faccia dell’antipolitica che costituisce il male del nostro paese. “Non permettete che vi tolgano la bellezza” ha detto il Consigliere (e attore) ai giovani, “pretendete che tutto sia chiaro attorno a voi! In questa situazione di emergenza, dobbiamo essere tutti partigiani”.
 
È intervenuto anche Pino Masciari, imprenditore calabrese costretto a “fuggire di notte” dalla sua terra “per mettere in salvo la vita”.
Grande commozione nelle parole di Rosanna, la figlia di Antonino Scopelliti, Presidente dell’omonima Fondazione, che ha ringraziato tutti i giovani presenti: “Guardando il corteo ho sentito mio padre insieme a voi, nella vostra grandissima forza di dire no alla mafia – e ha concluso – abbiate sempre il coraggio di decidere da che parte stare. Se ne devono andare! Questa terra è nostra!” grida generando un boato di approvazione fra tutti i presenti.
Hanno preso la parola sul palco anche Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla legalità della provincia di Reggio Calabria, il professore Giovanni Laruffacapofila del gemellaggio antimafia Calabria-LombardiaSandro Chiaravallotti, segretario Siap Romagnolo, gli onorevoli Rosario Crocetta (vice-Presidente commissione parlamentare antimafia europea e Sindaco di Gela) e Lara Comi e Giulio Del Balzo, Presidente degli studenti di Varese.
 
A portare i saluti della città, il Sindaco Gigi Farioli e l’Assessore alla Cultura e politiche giovanili, Mario Crespi che ha coinvolto i ragazzi con 30 secondi di silenzio (leggi qui la nota comunale).

Brugnone: “La consulta? Determinanti poteri e persone”

Fonte: l’Inform@zione

IL PARERE DEL COORDINATORE DI “AMMAZZATECI TUTTI”

BUSTO ARSIZIO –  “Una consulta antimafia a Busto? Ben venga”. La proposta delle forze di centrosinistra (leggi qui) viene accolta positivamente da Massimo Brugnone, coordinatore per la Lombardia del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”. L’importante, però, è che non si tratti di un’istituzione fine a se stessa.

Qual è la sua opinione su un’iniziativa di questo tipo?
“Tutto dipende dalle funzioni che il Consiglio comunale darà alla consulta. Già il fatto di istituirla sarebbe positivo, però occorre ragionare sui poteri e su chi ne farà parte. Servono persone in grado di leggere e interpretare certi fenomeni, di cercare gli atti necessari, sindacalisti esperti. La consulta in sé non basta. Io stesso non mi sentirei sufficiente per un’istituzione del genere”.

Qualcuno le ha già proposto di farne parte, qualora il progetto partisse?
“C’è stato un confronto con i promotori, nel quale ci siamo trovati d’accordo sul fatto che quello della consulta sembra essere lo strumento migliore (mentre all’inizio si parlava di una commissione), perché il Consiglio comunale può stabilire come utilizzarla senza ristrettezze. Poi è partita la raccolta firme, a cui noi di “Ammazzateci Tutti” abbiamo preferito rimanere estranei perché ci faceva piacere che se ne occupasse la politica. Se in futuro dovessero chiederci un contributo, noi saremo disponibili”.

A Busto la politica fa abbastanza a proposito di lotta alla mafia?
“Finalmente si sta facendo qualcosa. In questi giorni abbiamo definito con l’Assessore Crespi un importante progetto educativo che coinvolgerà gli istituti superiori della città. Però il Comune è ancora indietro: le carte giudiziarie parlano chiaro e l’educazione alla legalità non basta”.

Altre città del territorio hanno attivato consulte o organi analoghi?
“A Milano ci sono due commissioni, mentre a Lonate Pozzolo esiste il ‘Gruppo consigliare della Legalità’, composto da due persone per ogni gruppo presente in Consiglio comunale. Organizzano, anche insieme a noi, iniziative di vario tipo. A Lonate sono intervenuti Nando Dalla Chiesa e Giulio Cavalli e lì avremo una nostra sede”.

L’istanza per la creazione della consulta ha ricevuto solo 350 firme. I promotori parlano di disinformazione e timori legati alla mafia. Lei cosa ne pensa?
“Non conosco le modalità esatte con cui sono state raccolte le firme. Certo è che a Busto, ma il discorso vale per tutto il nord, c’è ancora una certa ignoranza. Va però detto che noi di Ammazzateci Tutti lavoriamo molto con i giovani, che si dimostrano particolarmente attenti a questi temi, mentre da parte degli adulti riscontro una maggiore reticenza e ignoranza. Ma non importa se le adesioni raccolte non sono tante; ciò che conta è fare le cose. Noi vogliamo fare crescere consapevolmente le nuove generazioni, che fra dieci anni o più saranno la classe dirigente del Paese. Se quella attuale non dimostra lo stesso interesse, peccato, ma questo non ci deve fermare”.

Riccardo Canetta
pubblicato il: 25/02/2012

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: