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Mafia a Busto, decapitati due clan

Fonte: http://www.varesenews.it

Dopo l’operazione di marzo scorso la mobile di Varese, insieme alla Dda di Caltanissetta, hanno eseguito 63 ordinanze di custodia cautelare tra Gela e la città del Basso Varesotto. Sequestrati beni per 10 milioni di euro

E’ ancora in corso dalle prime ore di questa mattina, mercoledì, una vasta operazione antimafia condotta dalla dda di Caltanissetta e dalle squadre mobili del capoluogo nisseno e di Varese, insieme allo Sco di Roma. Sono stati spiccati dal giudice per le indagini preliminari 63 ordini di arresto a carico di altrettanti esponenti dei clan Rinzivillo, Emanuello e della stidda gelese. Gli uomini della Polizia hanno anche posto sotosequestro beni riconducibili ai clan per un valore complessivo che supera 10 milioni di euro. Si tratta di imprese edili, conti correnti, una barca di 14 metri  appartamenti e ville nella piena disposizione del clan. I beni finiti sotto sequestro sono sparsi tra  Busto Arsizio e Roma, dove uno degli arrestati disponeva di un’impresa e di una villa con piscina. A capo del’organizzazione c’è sempre Piddu Madonia, in carcere dal ’92 ma ancora in grado di dirigere gli affari di famiglia. L’inchiesta denominata tetragona ha fatto luce sui forti legami tra gli uomini dei clan al sud e sui loro referenti nel nord-Italia. A capo del ramo bustocco dell’organizzazione Rosario Vizzini, coadiuvato da Fabio Nicastro, entrambi già in carcere in seguito all’operazione di fine marzo, condotta sempre dalla squadra mobile di Varese e denominata Fire Off.

Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti e riscontri video, hanno messo in luce in particolare un giro vasto di estorsioni ai danni di imprenditori gelesi operanti a Busto Arsizio ai quali venivano chiesti soldi per il mantenimento delle famiglie dei carcerati o venivano acquistate auto, case e altri beni che non venivano pagati. Lo schema è quello emerso con l’operazione “Fire Off”: il gruppo da una parte reinvestiva i capitali delle famiglie di provenienza e dall’altro metteva a segno estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti gelesi. I soldi ricavati, poi, dovevano tornare nel capoluogo nisseno per soddisfare le esigenze dei clan. Oltre ai cinque arresti di fine marzo (Rosario Vizzini, Fabio Nicastro, Dario Nicastro, Rosario Bonvissuto, Emanuele Napolitano) sono stati arrestati anche Angelo Vizzini, Aldo Pione, Nunzio Tallarita, Pietro Caielli, Sergio De Bernardi e Claudio Conti (quest’ultimo, residente nella bergamasca, faceva da tramite con Santo Domingo per i grossi carichi di cocaina). Gli altri, invece, sono stati arrestati tra la Sicilia, la Calabria, la Liguria e a Milano. In cima all’organizzazione c’erano Crocifisso Rinzivillo e Alessandro Emanuello.

A carico dei 63 anche la disponibilità di armi e il traffico di sostanze stupefacenti che si avvaleva di canali piccoli, medi e grossi per lo spaccio di cocaina. In un caso è stato accertato anche un carico di diversi chili importato da Santo Domingo via mare ma del quale si sono perse poi le tracce in Inghilterra. A commissionarne l’acquisto Fabio Nicastro che, in base alle esigenze, metteva n moto i suoi canali. I dettagli di questa ennesima operazione, la quarta contro le mafie in Lombardia negli ultimi tre anni, sono stati resi noti questa mattina dal questore di Varese Marcello Cardona insieme ai capi delle squadre mobili di Varese e Genova (Sebastiano Bartolotta e Gaetano Bonaccorsio) e il dirigente dell Servizio Centrale Operativo di Roma Gilberto Calderozzi.

Dalla limousine al fuoribordo, la bella vita di Vizzini e i suoi

Fonte: http://www.varesenews.it

Gli ingenti introiti delle attività illecite permettevano agli esponenti dei clan gelesi in città una vita lussuosa. Otto le imprese edili con sede a Busto Arsizio finite sotto sequestro

Estorsioni, traffico di droga, traffico di armi. Gli esponenti del clan Rinzivillo-Emanuello non si facevano mancare nulla, neanche la Limousine e il ristorante di lusso di Orta San Giulio dove, tra gli applausi di parenti e picciotti, sfilava Rosario Vizzini con la piccola figlia in braccio nel giorno del battesimo. Era questa la vita di chi poteva dirsi parte della famiglia. Vacanze gratis a carico di imprenditori e commercianti estorti, macchine di lusso acquistate e mai pagate in una nota concessionaria di Busto Arsiziocene e pranzi senza corrispondere nemmeno un centesimo. E guai a chi si lamentava. I mafiosi di Busto Arsizio vivevano sulle spalle di tanta gente onesta che da quella Gela erano scappati, ignari di trovarne una copia nel profondo nord.

GLI AFFARI – Ai tanti episodi di estorsione dell’inchiesta Fire Off se ne aggiungono altri tre in questa nuova indagine denominata “Tetragono” ai danni di una concessionaria di auto, ad un’azienda che produce calcestruzzo, sempre di Busto, e ad un imprenditore meccanico che ha l’attività a Legnano. Fortunatamente molti hanno denunciato, almeno una quindicina, di essere vittime della mafia ai quali sottraeva ingenti capitali e la serenità familiare. Le minacce, infatti, erano all’ordine del giorno e il gruppo poteva disporre di armi che, seppur non ancora trovate fatta eccezione per una pistola, emergono nelle intercettazioni. Qualcuno di loro aveva avuto contatti anche con coloro che dovevano uccidere l’ex-sindaco di Gela Rosario Crocetta. Anche la droga rientrava tra i canali di finanziamento e gli inquirenti sono riusciti, almeno in un caso, a seguire un carico di droga da Santo Domingo di almeno 40 mila euro di valore.

I SEQUESTRI – A Vizzini sono state sequestrate due auto, una villa in costruzione, un appartamento, una società edile (la Save di Busto) e un magazzino. A Fabio Nicastro è stata sequestrata l’impresa edile Imprefin con sede sempre a Busto, una villa, due appartamenti e due auto. A Nunzio Tallarita sono state bloccate due società edili (la Iris e la Aurora, entrambe a Busto) oltre ad una villa, un appartamento, un box, due terreni, 4 auto. Ad un altro esponente, ancora ricercato, sono stati sequestrati un appartamento, due ville e due terreni mentre ad un altro esponente è stata posta sotto sequestro una barca ormeggiata a Lisanza, tre veicoli, due appartamenti, una villa, 4 depositi, un terreno e tre società edili la Sima e la Ics a Busto e la Nonsoloedilizia a Roma.

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