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Da Locri a Lonate Pozzolo, “e adesso Ammazzateci Tutti”.

Fonte: Stampo Antimafioso

di Valerio Berra 

Locri, 19 ottobre 2005.  Nel paese si stanno celebrando i funerali di Francesco Fortugno, vicepresidente della regione Calabria, ucciso all’interno di un seggio elettorale per le primarie dell’Unione da un sicario vicino alla ‘ndrangheta. Davanti al corteo funebre alcuni ragazzi, guidati da Aldo Pecora, svolgono uno striscione con una scritta che sarà destinata a rimbalzare da un telegiornale all’altro per diversi giorni, portando la sua eco fino a noi. A caratteri neri e rossi su un lenzuolo bianco sono state tracciate poche ma chiare parole: “E adesso ammazzateci tutti”. Il riscontro mediatico è enorme, tanto da dare vita a un movimento che nel giro di pochi anni si diffonde in molte regioni italiane, arrivando anche in Lombardia. Dopo poco tempo Ammazzateci Tutti diventa un’associazione che si dà delle regole e degli scopi ben precisi. Un gruppo antimafia costituito da giovani, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta per la legalità. In Lombardia viene ufficialmente costituito l’8 ottobre 2007 a Busto Arsizio, con la benedizione di Sonia Alfano, Peter Gomez e Elio Veltri; a capo del coordinamento sarà posto Massimo Brugnone, che tutt’ora ricopre l’incarico. I primi passi mossi dalla divisione lombarda seguono il ritmo della protesta. Viene denunciata all’opinione pubblica la presenza mafiosa nel territorio attorno Varese, già segnalata dalle carte della DDA, si organizzano manifestazioni di solidarietà verso le vittime di mafia, come successo nel corso del processo Lea Garofalo. Alla denuncia viene però accompagnata un’altra fase, quella costruttiva dell’educazione alla legalità. Ammazzateci Tutti Lombardia comincia così ad entrare nelle scuole, sfruttando spesso le ore di cittadinanza e costituzione, un lascito positivo della riforma Gelmini. Proprio perché questo movimento è di origine giovanile è molto interessato a educare da subito i ragazzi alla legalità, creando una base culturale solida, dove si possa riconoscere nel rispetto per le istituzioni un valore necessario al bene di tutti. I coordinamenti regionali di Ammazzateci Tutti hanno continuato a lavorare insieme, tanto che il liceo scientifico A. Tosi di Busto Arsizio ha da poco concluso un gemellaggio con il liceo magistrale G. Rechichi di Polistena (RC). I ragazzi calabresi, valicato il Po, hanno così avuto modo di conoscere la realtà del nord, capendo di non essere soli nella lotta per la legalità. Dal 26 marzo Ammazzateci Tutti ha anche una sede fisica nel nostro territorio, a Lonate Pozzolo, paese nel varesotto segnato da fatti di mafia, già campo di battaglia per diverse iniziative dell’associazione. A sette anni dalla sua costituzione Ammazzateci Tutti, a cui va stretta la definizione di associazione, si definisce ancora come movimento. Non vuole infatti perdere la sua matrice dinamica e giovanile, per questo non vuole entrare nella costellazione delle associazioni antimafia, ma piuttosto definirsi come una scuola della legalità. Un’esperienza di passaggio nella vita dei giovani dove acquisire i valori della costituzione, per poi riportarli, una volta adulti, nella società.

Legalità anche al nord, tremila giovani a scuola di antimafia

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Per la prima volta la manifestazione si sposta da Reggio Calabria e viene ospitata a Busto Arsizio. Mattinata di lezioni per gli studenti e trenta relatori – tra giornalisti, testimoni e politici – per studiare insieme un percorso di cittadinanza attiva

“L’antimafia deve passare prima di tutto dalla cultura di base. Bisogna imparare a essere cittadini attivi”. Dall’impegno civile alla trasparenza nel voto elettorale, 3.500 studenti hanno discusso con 30 relatori dei diversi aspetti della legalità. Tutta Busto Arsizio è stata coinvolta nella prima edizione fuori sede di ‘Legalitàlia‘. L’iniziativa si tiene da quattro anni a Reggio Calabria, in occasione dell’anniversario della morte del giudiceAntonio Scopelliti, ucciso dalla ‘ndrangheta nell 1991 e, secondo alcuni pentiti, su richiesta di Cosa Nostra. ‘Legalitàlia in Primavera – giovani uniti contro le mafie‘ è il primo tentativo di esportare al nord la giornata. Non in una città qualunque, ma proprio a Busto Arsizio, dove lo scorso 29 marzo sono stati arrestati cinque presunti esponenti del clan Madonia di Gela e dove è in corso il processo ‘Bad Boys’ a diversi uomini della ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo-Legnano. “Lavoriamo a questa giornata da tre anni”, spiega Massimo Brugnone, coordinatore del movimento regionale di ‘Ammazzateci Tutti’. “Prima non sarebbe mai riuscita, ma i progetti portati avanti ogni giorno con i ragazzi hanno dato i loro frutti”. Partendo, ad esempio, dallo studio dellaCostituzione.

Stamattina più di 3mila studenti hanno fatto delle lezioni un po’ speciali. Divisi in nove teatri cittadini, hanno incontrato diverse figure impegnate a vari livelli nel rispetto e nell’applicazione della legalità. I ragazzi più grandi hanno discusso di come fare antimafia con le proprie forze, tutti i giorni, attraverso le testimonianze di Aldo Pecora – presidente di ‘Ammazzateci Tutti’ -,Lorenzo Frigerio – referente di Libera Lombardia –, Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana, coordinati dal giornalista Mario Portanova. Naturale evoluzione del dibattito: il ruolo della politica. L’ex presidente della commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia, ha parlato ai giovani elettori di domani degli strumenti che la politica potrebbe mettere in atto per contrastare le mafie. Potrebbe, ma non lo fa. E’ piaciuta agli studenti l’autocritica di un parlamentare che ha spronato tutti i partiti – compreso il proprio, il Pd – a fare di più. Prima di tutto, a prestare attenzione a chi inseriscono nelle proprie liste, così come i ragazzi dovranno stare attenti nel momento del voto. Insieme a Lumia, anche l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Una presenza a cui gli organizzatori tenevano in modo particolare, “perché le due città sono in qualche modo gemellate”, spiega Brugnone. “Non solo per gli arresti e la criminalità, ma soprattutto perché a Busto Arsizio abita una colonia di 30mila gelesi”.

Gli studenti delle terze e quarte classi si sono fatti travolgere dal carisma di Pino Maniaci, il direttore della piccola tv di Partinico ‘Telejato’, quel piccolo uomo con i baffi che sfotte i mafiosi a viso aperto. “Perché la risata è liberatoria”, dice sempre. Insieme a lui, il direttore de ‘Il Fatto Quotidiano.it’, Peter Gomez per discutere del ruolo dell’informazione nelle battaglie per la legalità.

Per i più piccoli, invece, sono stati pensati degli incontri di base, con le testimonianze di chi le mafie le ha viste da vicino. Su tutti, Rosaria Scopelliti – la figlia del giudice – e Vincenzo Conticello, l’imprenditore proprietario dell”Antica Focacceria San Francesco’, partita da Palermo e subito vessata dalle richieste di pizzo. Sempre denunciate.

Per concludere il percorso, anche gli incontri con chi mette in campo gli strumenti pratici dell’antimafia: magistrati e sindaci – che hanno a che fare con il fenomeno spesso sottovalutato delle mafie al nord – e le forze dell’ordine. “Perché è importante capire che bisogna avere fiducia in loro”, ha commentato Massimo Brugnone. Così un agente della squadra Catturandi di Palermo ha coinvolto i ragazzi raccontando dell’arresto di Bernardo Provenzano.

A conclusione delle lezioni, mille studenti in corteo sono confluiti dai diversi teatri fino al parco del Museo tessile di Busto Arsizio. A sfilare con loro anche i cittadini. Tutti riuniti per riascoltare i relatori e tirare le fila di questa fitta mattinata. “Il nostro progetto”, spiega Brugnone, “è quello di toccare con ‘Legalitàlia’ tutte le stagioni e tutta Italia”. D’estate l’appuntamento è già a Reggio Calabria. La primavera se l’è aggiudicata il Nord. “Magari si potrebbe fare l’autunno nel Centro Italia e l’inverno nelle isole”.

di Claudia CampeseAlessandro Madron

Dalle vie di Busto si alza il grido “No alla mafia”

Fonte: http://www.varesnews.it

E’ stata un successo l’iniziativa organizzata dalle scuole superiori della città insieme ad Ammazzateci Tutti. Oltre 3500 ragazzi hanno partecipato alle assemblee e oltre duemila al corteo che ha colorato le vie del centro

E’ stata un successo Legalitalia Primavera, la grande iniziativa antimafia organizzata a Busto Arsizio dalle scuole superiori cittadine e dall’associazione Ammazzateci Tutti grazie soprattutto all’entusiastica partecipazione degli studenti bustocchi. In oltre tremila hanno seguito i dibattiti organizzati in tutti i teatri e gli auditorium della città e in almeno duemila hanno partecipato al corteo e agli interventi finali all’interno del quadrilatero del Museo del tessile.

I ragazzi hanno percorso le vie centrali della città lasciando basiti i cittadini bustocchi che hanno osservato dalle finestre e dai negozi l’evolversi del corteo. Striscioni, magliette e tanti slogan hanno scandito la manifestazione che non ha precedenti negli ultimi vent’anni a Busto Arsizio. Grande successo hanno avuto anche le varie assemblee, momenti di formazione vera e propria per i ragazzi che hanno ascoltato le parole di personaggi come l’ex-sindaco antimafia di Gela Rosario Crocetta, di Giuseppe Lumia, Peter Gomez, Rosanna Scopelliti, Pino Maniaci, Giuseppe Gennari, il leader e fondatore di Ammazzateci Tutti Aldo Pecora, Massimo Brugnone e molti altri ospiti intervenuti sui vari palchi.

Dopo il corteo la manifestazione si è conclusa con l’urlo dei duemila che hanno voluto gridare “no alla mafia” davanti ai sindaci del territorio, tutti presenti a partire dal sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli insieme ai colleghi della Valle Olona Giorgio Volpi di Olgiate, Marco Roncari di Fagnano, Giuseppe Migliarino di Gorla Minore, Fabrizio Caprioli di Gorla Maggiore e il primo cittadino di Marnate Celestino Cerana.

Studenti per la legalità: più di tremila contro la mafia

Da “La Prealpina” di Giovedi 7 Aprile 2011

Dopo gil arresti di Fire Off, grande manifestazione elaborata con Ammazzateci Tutti: nove incontri e maxicorteo finale

BUSTO ARSIZIO – Lunedì prossimo l’urlo contro la mafia dei giovani bustesi sarà fortissimo. Perché per una mattina quattro scuole superiori si svuoteranno (altre due aderiranno con delle delegazioni) per riempire nove fra teatri e sale, ascoltando testimonianze eccezionali. Un progetto, quello studiato direttamente dagli studenti col sostegno dell’associazione “Ammazzateci Tutti“, che porterò prima in platea e poi in un corteo che raggiungerà il Museo del Tessile, ben 3 mila e 500 ragazzi. A loro parleranno trenta relatori di spessore, ospiti in un territorio che i recenti arresti all’interno dell’operazione “Fire Off” confermano non immune dal problema.

Si chiama “Legalitàlia in primavera” l’appuntamento illustrato dai rappresentanti degli istituti capofila, a cui si sono affiancati Ipc Verri e Isis Facchinetti: si tratta di Francesco Fontana (Artistico), Dario Chiari (Scientifico), Valentino Magliaro (Itc) e Pietro Milani (Classico). «Stavolta hanno fatto tutto loro» dice Massimo Brugnone, presidente di “Ammazzateci Tutti”, «e ciò significa che il discorso avviato tre anni e mezzo fa, sta dando frutti. Questa vuol essere la dimostrazione di un impegno forte che non si fermerà».

In nove luoghi, dalle 8.30, si ascolteranno parole chiare. I ragazzi di quinta superiore saranno al teatro Fratello Sole per ascoltare – tra gli altri – il presidente del movimento antimafia Aldo Pecora e l’ex sindaco gelese Rosario Crocetta («Da Busto partivano le armi che dovevano ammazzarlo», sottolinea Brugnone), quelli di terza e quarta si raduneranno al Sociale e al Manzoni dove ci sarà pure Peter Gomez, direttore de “Il Fatto online”. Per prime e seconde proposte variegate: alla Pro Busto ci sarà Rosanna Scopelliti, all’auditorium dell’Itc l’ex sindaco di Buccinasco («La Platì del nord»), al San Giovanni Bosco un poliziotto della catturandi di Palermo e il capo della squadra mobile varesina Sebastiano Bartolotta, al Tessile esperti di ecomafia, ai Molini Marzoli esponendi dell’antimafia civile e all’Aurora di Borsano il titolare dell’Antica focacceria di Palermo. Ma sono solo alcuni dei giornalisti, politici, esponenti delle associazioni, magistrati e via dicendo che racconteranno la loro sfida quotidiana. Chiusi i dibattiti, in più di 3 mila, verso le 12.30, attraverseranno la città fino al parco del Tessile, per il comizio finale aperto alla cittadinanza. Entusiasti i presidi delle scuole coinvolte, ovvero Giulio Ramolini dello Scientifico («Abbiamo iniziato presenziando al processo Bad Boys, ora l’impegno cresce»), Cristina Boracchi del Classico («Siamo ammirati ma non stupiti della proposta dei nostri giovani») e Massimo Tosi, vice dell’Itc («E’ un momento che dà forza»). Infine Andrea Monteduro dell’Artistico: «Questo non è un evento, ma l’analisi di una criticità reale. Perché la mafia abita e opera anche qui. Sarà dunque un messaggio dalla forza devastante».

Marco Linari

Le scuole di Busto Arsizio unite contro la mafia

Fonte: http://www.varesenews.it

Lunedì 11 aprile spazio a “Legalitàlia in primavera”: in mattinata dibattiti e incontri con la partecipazione di 3500 studenti, poi un grande corteo e una manifestazione aperta a tutti al Museo del Tessile

“Vorremmo che Busto Arsizio diventasse la capitale dell’antimafia al Nord”. È con queste parole che Massimo Brugnone, coordinatore per la Lombardia dell’associazione Ammazzateci Tutti, presenta il progetto “Legalitàlia in primavera”:un’iniziativa senza precedenti in Lombardia, che lunedì 11 aprile coinvolgerà i sei istituti scolastici superiori cittadini, oltre 3500 studenti e 9 location cittadine in un meeting contro il fenomeno della mafia e della criminalità organizzata. In cantiere già da dicembre con la collaborazione dei rappresentanti degli studenti del liceo scientifico Tosi, del liceo artistico Candiani, dell’ITC Tosi e dei licei Crespi(classico, linguistico e delle scienze umane), il progetto ha ricevuto in seguito anche l’adesione dell’IPC Verri e dell’ITIS Facchinetti ed è stato identificato con il marchio Legalitàlia, proprio come la grande manifestazione che Ammazzateci Tutti organizza ogni anno a Reggio Calabria, a partire dal 2007, in ricordo del giudice Antonino Scopelliti. “L’anno scorso – ha spiegato Brugnone – abbiamo deciso di utilizzare questo nome anche per altre iniziative al di fuori della Calabria, e speriamo che dopo la giornata di lunedì possa essere esportato anche altrove”.

Nella mattinata di lunedì, a partire dalle 8.30, gli studenti degli istituti coinvolti saranno suddivisi per fasce di età: le terze, quarte e quinte superiori prenderanno parte a due distinti momenti di dibattito con la partecipazione di ospiti del mondo dell’informazione, della politica e dell’associazionismo, mentre prime e seconde classi assisteranno alla proiezione di un film sul tema della criminalità organizzata (“Gomorra” e “I cento passi” tra gli altri) che a sua volta, dalle 11, lascerà spazio al dibattito. Tra gli ospiti più attesi ci sono i giornalisti Peter Gomez, Cesare Giuzzi e Pino Maniaci, ma anche il giudiceGiuseppe Gennari e gli esponenti politici locali Maurizio Carbonera e Tiziano Garbo, dai comuni di Buccinasco e Desio in cui il fenomeno mafioso è particolarmente diffuso. Previsto anche unintervento del sindaco Gigi Farioli.

Tutto questo in 9 diverse sedi sparse su tutto il territorio cittadino, dall’ITC Tosi ai Molini Marzoli, passando per cinema, teatro e auditorium. Una volta terminati i dibattiti, intorno alle 12.30, gli studenti partiranno a piedi da ciascuna delle sedi per formare un corteo che andrà via via ingrossandosi e attraverserà il centro cittadino fino a raggiungere il parco del Museo del Tessile: qui, a partire dalle 13.30, si concentreranno gli interventi di alcuni dei relatori più rappresentativi, dall’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta a Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino, fino ad Aldo Pecora, presidente di Ammazzateci Tutti. Nel parco troveranno posto anche gli stand delle principali realtà associative del territorio bustocco: “Vogliamo che la manifestazione non sia autoconclusiva – ha detto Brugnone – ma che diventi un punto di partenza per l’impegno sociale dei ragazzi di Busto Arsizio, non necessariamente sul tema della criminalità”. Il corteo e la manifestazione saranno naturalmente aperti al coinvolgimento del pubblico e dell’intera cittadinanza.

Alla presentazione hanno partecipato i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti: Andrea Monteduro per il liceo artistico, Cristina Boracchi per il liceo Crespi, Giulio Ramolini per il liceo scientifico eMassimo Tosi in qualità di vicepreside dell’ITC. “È un evento che non mira a fare audience – ha commentato Monteduro – ma a occuparsi di un problema che abbiamo in prima persona: la mafia non è lontana, è nelle nostre case. Il fatto che questo problema venga affrontato direttamente dai ragazzi, e gli adulti vi si aggreghino, è un messaggio di una forza devastante, un modo per dire no all’omertà e alla collusione. Speriamo, inoltre, che la manifestazione sia anche un saluto e un segnale di solidarietà per tutte le persone originarie del Sud che vivono a Busto e che hanno sempre lavorato onestamente e osservato la legge: per loro questo è un periodo difficile”. “Questa iniziativa – ha aggiunto Cristina Boracchi – è la dimostrazione che la scuola può lavorare con le realtà che stanno al di fuori e collaborare con la cittadinanza sulla base di valori condivisi. I ragazzi stanno trovando una sintonia forte sul piano culturale e questo non può che essere un bene”. 

Legalitàlia in primavera ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Varese, dell’Associazione Scuole di Varese (che comprende più di 100 istituti in tutta la provincia), dell’Ufficio Scolastico Provinciale e dei Comuni di Busto Arsizio, Castellanza, Fagnano Olona, Gorla Maggiore e Olgiate Olona.

6/04/2011
Eugenio Peralta redazione@varesenews.it

“Fuori la mafia dalla mia città”: il cambiamento è adesso

Fonte: http://www.varesenews.it

Successo per la serata antimafia con Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, organizzata da Sinsitra Ecologica Libertà con Ammazzateci Tutti

Il cambiamento, è adesso. La nuova generazione che avanza. La speranza di un’Italia migliore, la certezza che si può dare l’esempio. Riassunto forse ottimistico ma doveroso di una bella serata di partecipazione su un tema difficile: la mafia. Che da queste parti, poi, il più delle volte vuol dire ‘ndrangheta, perchè oggi come oggi è la mala “calabrese”, che poi in terra “padana” alligna e vive alla grande, a fare notizia.
Mafia e ‘Ndrangheta: Fuori dallo Stato! Fuori dalla nostra Città!” la serata al Museo del Tessile organizzata da Sinistra Ecologia Libertà, e che ha visto la partecipazione, dietro invito, di Ammazzateci Tutti. Assente ogni rappresentanza delle istituzioni, ospite gradito il giornalista Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it, venuto a portare la sua competenza su scandali e nequizie portati alla superficie grazie al lavoro di magistati, poliziotti, giornalisti. A introdurre, il giornalista e regista Gilberto Squizzato e Luca Ruggiero per SEL; ad affiancare Gomez erano per Ammazzateci Tutti il coordinatore regionale, il bustocco Massimo Brugnone, e quello cittadino Davide Borsani, appena sedicenne e già in grado di sciorinare fatti e situazioni dei delitti e delle inchieste successive che hanno “inquadrato” la locale ‘ndranghetista detta di Legnano-Lonate. In sala, nel centinaio abbondante di intervenuti, anche vari studenti che hanno avuto modo in mattinata di assistere ad una udienza del processo in corso sulle risultanze dell’operazione “Bad boys”. E anche alcuni militanti di Giovane Italia, ragazzi del PdL, a far presente alla stampa come «il tema della lotta alla mafia non è sentito solo a sinistra: anche noi siamo sensibili». Giusto quindi, sia pure “in trasferta”, esserci.

«A Monza si stima che il 97% degli esercenti paghi il pizzo», spara Gilberto Squizzato. Una mazzata.«Altro che padroni a casa nostra: c’è gente che viene da fuori, e a suon di soldi sporchi compra terreni, bar, si insedia. Eppure non è possibile per le mafie prosperare senza complicità: senza avvocati, commercialisti, tecnici, bancari pronti a prestarsi». Senza fare troppe domande. «Un furto di bene comune» quello perpetrato dalle mafie anche per Luca Ruggiero.

Peter Gomez andava al sodo: cherchez l’argent. Il denaro è la chiave di tutto: i suoi movimenti, la possibilità di farlo, più o meno illegalmente, purchè tanto, in fretta e soprattutto senza faticare. Il governo di centrosinistra voleva una maggiore tracciabilità dei pagamenti, mossa rimasta però a metà. «Bisogna ridurre la circolazione del denaro “caldo”; magari tornando a punire il falso in bilancio».
«La mafia è tale quando ha rapporti con la politica, altrimenti è gangsterismo» avverte Gomez, che si dilunga su corruzione e reati contro la pubblica amministrazione con nomi e cognomi di arrestati, condannati, assolti e prescritti. Perchè le mafie «cercano almeno al Nord di usare meno violenza per non attirare attenzioni sgradite». Andava spiegato ai killer di Lonate, Ferno, San Vittore Olona. «Le mafie non necessariamente spacciano, rubano, estorcono: fanno tutto quello che può rendere denaro e potere, anche mettere mano a speculazioni finanziarie, o truccare un piano regolatore». Indebolita l’attenzione sui reati contro la pubblica amministrazione, complice anche il conflitto tra classe politica e magistratura, abbondano comportamenti che o non costituiscono reato o sono difficilissimi da dimostrare.
Eppure si deve giudicare, e dai partiti i cittadini «devono esigere la selezione della classe dirigente. Un assolto, archiviato, non processato, non è per questo un onesto. La politica deve darsi altri parametri». Invece vale solo quella di saper portare consensol’allarme è venuto dallo stesso ex ministro degli Interni Pisanu, nelle liste di amministrative e politiche si trovano persone già poste all’attenzione della magistratura. E i cittadini non possono più nemmeno scegliere, data la legge elettorale, almeno alle politiche. Gomez cita esempi bipartisan di condannati per reati gravi (false dichiarazioni al pm, corruzione di pubblici ufficiali) eletti in Parlamento. O casi scottanti, recenti e non: un consigliere regionale del Pavese fotografato con un uomo legato alla ‘ndrangheta; un noto politico dell’Ennese filmato mentre si abbracciava e baciava con quello che si sarebbe poi scoperto come un influente boss. Entrambi “illibati” giudiziariamente; l’ultimo ora è in Parlamento. «È aumentata la mafiosità, al nord come al sud. Ci sono partiti più e meno infetti, ma la febbre ce l’ha tutta la società italiana. Nei regimi si può solo applaudire il potere, nelle democrazie si può fischiare. Ferma restando la non violenza, bisogna far sentire loro il fiato sul collo. Loro difficilmente molleranno. E noi nemmeno» la chiusa in “stile Grillo”.

«Molto è cambiato in Lombardia in tre anni» riconosceva Massimo Brugnone per Ammazzateci Tutti: «nel sentire della gente, nell’azione della magistratura». Il fatto che gli imputati del processo Bad Boys chiedano il rito abbreviato testimonia la solidità delle prove. Le conoscenze sulla ‘ndrangheta calabrese e lombarda hanno subito una vera rivoluzione copernicana quest’anno, sono emerse strutture piramidali prima insospettate, tra cui una “commissione” regionale lombarda. E, avverte Brugnone, il nuovo capitolo da affrontare è «quello del “secondo livello” tra ndrangheta, politica, massoneria, cioè la ‘Santa’». Ingranaggio di un malaffare più vasto, più ramificato, furbo nello scegliersi i contatti. Omertà e collusione sono ormai patrimonio anche dei lumbard doc. E anche il voto amministrativo può essere teatro di manipolazioni: «Attenzione ai cambi di residenza prima delle elezioni, si sono già viste cose strane». I giovani di Ammazzateci Tutti vigilano: hanno giurato, un patto tra uomini e donne liberi, si stanno preparando. Laddove nessuno seguiva, c’è una tensione nuova. Sono già alla seconda generazione, si stanno laureando, chi vuole entrare in polizia, chi essere uomo di legge. Hanno seminato. Ci saranno. Il cambiamento è qui.

13/10/2010

Stefano D’Adamo

La mafia è a Busto? La società civile è pronta a combatterla

Fonte: http://www.varesenotizie.it

MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE 2010 01:00 TIZIANO SCOLARI

BUSTO ARSIZIO – Morti ammazzati, interessi del 100% sui prestiti, traffico di armi. Sembra Gela e invece è Busto Arsizio. Una sala convegni del Museo del Tessile strapiena di gente ha ascoltato, ieri sera, gli interventi di Peter Gomez e dei ragazzi diAmmazzateci Tutti. “Qualcosa sta già cambiando”.

“Il cambiamento generazionale tanto caro a Paolo Borsellino sta già avvenendo, oggi”. Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci Tutti, parla all’incontro sulla Mafia organizzato dal circolo locale di Sinistra ecologia e libertà. C’è una nuova consapevolezza: “forse per la prima volta siamo qui a parlare di mafia con la consapevolezza che la mafia c’è anche a Busto, a Legnano, a Lonate Pozzolo”. Una realtà che presto potrebbe essere comprovata anche da una sentenza del tribunale di Busto Arsizio. “Alcuni degli imputati al processo chiederanno il rito abbreviato per avere lo sconto di un terzo della pena. Anche loro pensano che le prove del pm siano fondate”. Il cambiamento, però, si respira già nell’aria. Non fosse altro per la sala piena di gente, soprattutto ragazzi, in un martedì sera qualsiasi.

UNA MAFIA A STRUTTURA PIRAMIDALE

Brugnone parla anche di una nuova ‘Ndragheta che emerge dal processo di Busto. Una ‘Ndragheta a struttura piramidale e non orizzontale, con una “cupola” che raccoglie i capi delle 15 locali sparse per la Lombardia.Come la Cosa Nostra della Palermo degli anni degli attentati. La Mafia è quindi anche nella nostra Regione e la ‘Ndragheta è “un fiume in piena che unisce Calabria e Lombardia”. Bisogna quindi “accelerare i tempi” e iniziare ad aprire le bocche anche a Busto perché “anche in questa sala c’è qualcuno che paga il pizzo, che è omertoso”. Per evitare che anche in Lombardia si possa aver paura a girare per le strade, come accade in questi mesi in Calabria.

I RAGAZZI OSTACOLO ALLA CRIMINALITA’

La Mafia è in Lombardia. Taglieggia, chiede il pizzo, muove la terra e costruisce case e palazzi, agendo sui piani regolatori. Ha rapporti importanti, sostanziali, con il mondo politico. Secondo Peter Gomez è proprio il mondo politico a dover mandare segnali di sfida alla Mafia. Anche se spesso accade tutt’altro. Tutto perduto, allora? Per nulla. Prima di Brugnone parla Davide, 16 anni, di Ammazzateci Tutti Busto Arsizio. Racconta quello che ha fatto, dal 2005, la Locale di Legnano – Lonate. Parla di rapine, furti, morti ammazzati. Fa i nomi: Renzivillo, Emanuello, Rispoli, Filippello. Poi dà la soluzione al problema, semplice e concreta:perseguire e pretendere, tutti i giorni, Legalità.“Partendo dal chiedere lo scontrino al bar” perché“dobbiamo essere noi l’ostacolo alla criminalità”. Tra il pubblico erano presenti anche alcuni ragazzi della Giovane Italia, a riprova che la legalità debba essere un valore di tutti. E ancora Dario, che questa mattina erain tribunale con i compagni dello Scientifico per l’udienza contro la ‘Ndrangheta. “Oggi ho capito l’importanza di partecipare quando un processo è pubblico, per far capire che non siamo indifferenti. Oggi eravamo in 20, il 23 novembre (alla prossima udienza, ndr) dobbiamo essere in 40″. Allora forse non tutto è perduto. La mafia è in Lombardia e c’è da tempo. Ma qualcosa è già cambiato.

tiziano.scolari@yahoo.it

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