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Il gioco della Legalità – intervista a Massimo Brugnone

clicca sull’immagine per vedere l’intervista completa pubblicata su “Terre di mezzo”

Bustocchi a Legalitàlia: “L’Italia si unisce qui contro le mafie”

Fonte: www.varesenews.it

Alcuni giovani, in rappresentanza dei tanti che hanno partecipato all’evento che si era tenuto in primavera a Busto Arsizio, stanno partecipando alla quattro giorni in Calabria insieme a migliaia di altri ragazzi

L’edizione 2011 di Legalitalia che ogni si svolge a Reggio Calabria in memoria del giudice Antonino Scopelliti, del cui assassinio ricorre il ventesimo anniversario, vede protagonisti anche alcuni studenti della provincia di Varese legati al movimento Ammazzateci Tutti. Si tratta di una delegazione degli oltre tremila che hanno partecipato al grande evento organizzato in primavera a Busto Arsizio. Il gruppo è capitanato da Massimo Brugnone, coordinatore lombardo dell’associazione. In questi 4 giorni, oggi è l’ultimo, si sono susseguiti incontri, dibattiti, concerti, presentazioni di libri con personaggi di spicco del mondo della politica, della magistratura, della società civile e della musica ai quali hanno partecipato migliaia di giovani da tutta Italia e molti calabresi.

Il bustocco Marco Reni, ad esempio, racconta così la sua prima esperienza a Legalitalia: «Scendere per la prima volta a Reggio Calabria per partecipare al meeting si sta confermando essere una grande possibilità e occasione di crescita e confronto, non solo per i workshop e gli incontri con grandi esponenti della lotta alla criminalità organizzata che si stanno susseguendo sui due palchi, ma anche per la possibilità di raffronto diretto con ragazzi e ragazze provenienti dalle differenti realtà delle regioni in cui il movimento opera attivamente e che permette uno scambio personale fra giovani della stessa generazione che si trovano ad affrontare e contrastare lo stesso problema, costretti ad una metodologia diversa, ma in una sinergia nazionale siamo certi potrà risultare forse un giorno vincente».

Agostino Nicolò è, invece, di Luino. Tra i primi ad aderire al movimento in Lombardia ha già fatto diverse esperienze: «Anche quest’anno, ho partecipato attivamente al meeting “Legalitalia” organizzato dal movimento di cui faccio parte dal 2007 “Ammazzateci Tutti”. Queste occasioni danno la possibilità a noi, attivisti del movimento, di incontrarci, confrontarci e soprattutto di formarci culturalmente. Grazie agli eventi che si sono succeduti in questi giorni con ospiti autorevoli quali magistrati, giornalisti, politici e autori di libri contro le mafie le nostre conoscenze in ambito giuridico, politico e giornalistico si sono arricchite maggiormente. Tutto ciò porta alla consapevolezza di lavorare con peculiarità in tutto il territorio della Lombardia, scuole e teatri, per sensibilizzare i giovani a lottare contro qualsiasi comportamento mafioso e a spiegare come la ‘ndrangheta, non solo incida economicamente a livello locale in Calabria, ma si sia anche ramificata nel nostro territorio».

Davide Borsani (Busto Arsizio) è anche lui alla prima esperienza: «Quest’anno ho partecipato per la prima volta a Legalitàlia e si sta rivelando un’esperienza significativa da diversi punti di vista:  in primis la commemorazione del ventennale del giudice Scopelliti; l’incentivo di riproporre a Busto Arsizio Legalitàlia in primavera, dopo aver vissuto 4 giorni con i ragazzi di Ammazzateci Tutti, attivisti in tutta Italia che hanno stimolato, ancora una volta, la voglia di Legalità e giustizia; il confronto con gli esperti e la raccolta di esperienze con i ragazzi del movimento che ci danno spunti su come migliorare l’attività sul nostro territorio e altresì arricchiscono il mio baglio culturale».

La conclusione è del coordinatore regionale al bustese Massimo Brugnone: «Nel 2007 mi trovavo qui come attivista di questo movimento che dalla Calabria si stava espandendo pian piano in tutto lo stivale. Oggi, a cinque anni, per la città di Reggio Calabria, Legalitàlia è diventato un punto fermo che, nonostante la vicinanza alla settimana di ferragosto, riesce a gremire una piazza che ha voglia di confrontarsi e parlare di contrasto alle mafie, di legalità, di sviluppo e che non è più chiusa nel confine della propria regione, ma si apre verso una nazione intera.
La differenza fondamentale fra il 2007 ed oggi, oltre ad una presenza sempre maggiore di ragazzi che da tutta Italia si muovono per partecipare al meeting, è una ormai forte consapevolezza che il problema della ‘ndrangheta non è più solo calabrese, ma nazionale se non internazionale; come il problema delle mafie non è solo la ‘ndrangheta, ma anche cosa nostra, camorra, sacra corona unita e, soprattutto, corruzione».

Sotto la guida attenta di Aldo Pecora, Presidente di “Ammazzateci Tutti”, e di Rosanna Scopelliti, figlia del compianto giudice e presidente della Fondazione Antonino Scopelliti, anch’essa promotrice del meeting, Legalitàlia è divenuto momento di crescita personale per ragazzi che già a 15 anni decidono di ritagliare un pezzo delle proprie vacanze per investirlo nella cultura e nella negazione di qualsiasi forma di illegalità. Il programma di quest’anno ha potuto vedere non solo il patrocinio, ma la partecipazione diretta delle Istituzioni nella presenza del ministro della Gioventù Giorgia Meloni, di alti magistrati quali il procuratore della DDA di Reggio Calabria Nicola Gratteri ed il Presidente onorario della Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato, in un dibattito acceso con il susseguirsi di importanti giornalisti impegnati ogni giorno quali Rosaria Capacchione, da anni sotto scorta, Pino Maniaci, Enrico Bellavia e Roberta Mani; l’arricchimento di esperienze personali come quella di Pino Masciari, imprenditore che si è ribellato alla ‘ndrangheta, IMD, poliziotto che ha contribuito alla cattura di Bernardo Provenzano ed infine questa sera (9 agosto) di Gian Carlo Caselli e Don Luigi Ciotti, insegnanti di dignità

«Da qui partono i nuovi mille contro la mafia»

Fonte: “La Prealpina” di Martedì 12 Aprile 2011

Un fiume di studenti grida «Legalitàlia»: per una mattina Busto capitale culturale della lotta alla ciminalità

E’ semplice e dirompente il messaggio di uno dei tanti striscioni che gli studenti srotolano sotto il sole dell’ora di pranzo una volta arrivati nel giardino quadrato del Museo del Tessile. Soprattutto, riassume in cinque parole una mattina da grandi numeri (5 cortei, 6 istituti superiori, 9 auditorium, 10 moderatori, 30 relatori, 3.500 ragazzi tra i 14 e i 20 anni uniti dallo stesso scopo) che, per una volta, rendono davvero Busto Arsizio capitale, e cioè: «Anche il silenzio è mafia». Per questo dopo cinque intense ore di approfondimenti, incontri e sfilate per le strade cittadine nessuno sta zitto. E dal palco, durante gli interventi conclusivi, viene ribadita – in qualche caso gridata – la rivendicazione di «libertà», «legalità», «responsabilità», «scelta di parte». Quella giusta.

E’ tutto questo e parecchie altre emozioni ancora «Legalitàlia». La ricca mattinata di ieri contro ogni delinquenza organizzata – si chiami mafia, ‘ndrangheta, camorra o sacra corona unita – fortissimamente voluta dalle superiori bustocche. Gli artefici sono  i ragazzi del liceo artistico «Candiani», dell’Itc «Tosi», del liceo classico «Crespi» e del liceo scientifico «Tosi», tramite i loro rappresentanti, che con il sostegno di professori e presidi svuotano le aule per dare un massiccio corpo all’articolata iniziativa. A loro si aggiungono delegazioni dell’Ipc «Verri» e dell’Isis «Facchinetti». L’aiuto fondamentale nel coordinamento del programma arriva dal movimento «Ammazzateci Tutti», guidato in città da Massimo Brugnone. Mentre il patrocinio è della Provincia e dei comuni di Busto, Gorla Maggiore, Fagnano Olona e Olgiate Olona. Ma, al di là del notevole sforzo organizzativo, sono le parole a pesare. Nei vari appuntamenti a tema e nell’oretta conclusiva al Museo del Tessile tra musica, stand, panini, applausi, orgoglio giovanile e interventi dal palco. A cominciare da quello di Brugnone che, presentando i vari ospiti chiamati al microfono, trova il tempo per la sottolineatura capace di far esplodere il boato: «Alla faccia di chi dice che siamo dei bamboccioni».

No, questi studenti non lo sono. Come non lo è il giovane presidente nazionale di «Ammazzateci tutti», il calabrese Aldo Pecora, che dopo aver imitato alla perfezione il Cetto Laqualunque di antonio Albanese («Perché la mafia va presa per il culo») torna nella sua voce e arringa: «Tutti i giorni dobbiamo stare accanto agli amministratori pubblici che rischiano sulla loro pelle. Non sto a fare i conti di quanti siamo qui oggi, ma dico che siamo i nuovi Mille che da Busto cominciano il loro percorso per liberare tutte le regioni dalle mafie». E come non lo è la giovane Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino ucciso il 9 agosto 1991 da Cosa Nostra, che esorta: «Mio padre è stato un uomo, un magistrato, una persona libera sino all’ultimo minuto. Non abbiate mai paura di scegliere da che parte stare e di mandare a quel paese la mafia».

Poi c’è chi è sempre in prima linea. Il giornalista Pino Maniaci di Telejato (Partinico) urla dal palco: «I partiti ci parlano di legalità e poi portano in Parlamento corrotti, condannati e collusi con la mafia. Bisogna cominciare a minare questi partiti dalla base – e non faccio distinzioni tra destra e sinistra – affinché facciano pulizia al loro interno». Mentre il primo dirigente del Commissariato cittadino, Giovanni Broggini, ricorda a margine della mattinata: «Un’iniziativa organizzata in modo perfetto. L’ulteriore risposta alla recente operazione della polizia che è riuscita a dare un colpo pesante al giro d’affari dei malavitosi insediati a Busto. La prossima settimana parteciperò a una cena dell’insediamento gelese in città, del quale il 99 per cento è composto da gente onestissima».

Così, con l’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta che ricorda i risultati delle denunce della sua associazione antiraket (950 arresti in cinque anni) e il preside Andrea Monteduro che ringrazia i ragazzi («voi ci state guidando»), Gigi Farioli può ribadire una volta in più il suo leit motiv. «Oggi Busto è davvero capitale», scandisce il primo cittadino al microfono. «E’ il centro dell’Italia per libertà, dignità e onestà». Quindi, rivolto agli studenti: «Insieme con voi è stata scritta una pagina di cultura contro il pendolo che oscilla tra il negazionismo conigliesco e il professionismo dell’antimafia».

Angelo Perna

Legalità anche al nord, tremila giovani a scuola di antimafia

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Per la prima volta la manifestazione si sposta da Reggio Calabria e viene ospitata a Busto Arsizio. Mattinata di lezioni per gli studenti e trenta relatori – tra giornalisti, testimoni e politici – per studiare insieme un percorso di cittadinanza attiva

“L’antimafia deve passare prima di tutto dalla cultura di base. Bisogna imparare a essere cittadini attivi”. Dall’impegno civile alla trasparenza nel voto elettorale, 3.500 studenti hanno discusso con 30 relatori dei diversi aspetti della legalità. Tutta Busto Arsizio è stata coinvolta nella prima edizione fuori sede di ‘Legalitàlia‘. L’iniziativa si tiene da quattro anni a Reggio Calabria, in occasione dell’anniversario della morte del giudiceAntonio Scopelliti, ucciso dalla ‘ndrangheta nell 1991 e, secondo alcuni pentiti, su richiesta di Cosa Nostra. ‘Legalitàlia in Primavera – giovani uniti contro le mafie‘ è il primo tentativo di esportare al nord la giornata. Non in una città qualunque, ma proprio a Busto Arsizio, dove lo scorso 29 marzo sono stati arrestati cinque presunti esponenti del clan Madonia di Gela e dove è in corso il processo ‘Bad Boys’ a diversi uomini della ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo-Legnano. “Lavoriamo a questa giornata da tre anni”, spiega Massimo Brugnone, coordinatore del movimento regionale di ‘Ammazzateci Tutti’. “Prima non sarebbe mai riuscita, ma i progetti portati avanti ogni giorno con i ragazzi hanno dato i loro frutti”. Partendo, ad esempio, dallo studio dellaCostituzione.

Stamattina più di 3mila studenti hanno fatto delle lezioni un po’ speciali. Divisi in nove teatri cittadini, hanno incontrato diverse figure impegnate a vari livelli nel rispetto e nell’applicazione della legalità. I ragazzi più grandi hanno discusso di come fare antimafia con le proprie forze, tutti i giorni, attraverso le testimonianze di Aldo Pecora – presidente di ‘Ammazzateci Tutti’ -,Lorenzo Frigerio – referente di Libera Lombardia –, Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana, coordinati dal giornalista Mario Portanova. Naturale evoluzione del dibattito: il ruolo della politica. L’ex presidente della commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia, ha parlato ai giovani elettori di domani degli strumenti che la politica potrebbe mettere in atto per contrastare le mafie. Potrebbe, ma non lo fa. E’ piaciuta agli studenti l’autocritica di un parlamentare che ha spronato tutti i partiti – compreso il proprio, il Pd – a fare di più. Prima di tutto, a prestare attenzione a chi inseriscono nelle proprie liste, così come i ragazzi dovranno stare attenti nel momento del voto. Insieme a Lumia, anche l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Una presenza a cui gli organizzatori tenevano in modo particolare, “perché le due città sono in qualche modo gemellate”, spiega Brugnone. “Non solo per gli arresti e la criminalità, ma soprattutto perché a Busto Arsizio abita una colonia di 30mila gelesi”.

Gli studenti delle terze e quarte classi si sono fatti travolgere dal carisma di Pino Maniaci, il direttore della piccola tv di Partinico ‘Telejato’, quel piccolo uomo con i baffi che sfotte i mafiosi a viso aperto. “Perché la risata è liberatoria”, dice sempre. Insieme a lui, il direttore de ‘Il Fatto Quotidiano.it’, Peter Gomez per discutere del ruolo dell’informazione nelle battaglie per la legalità.

Per i più piccoli, invece, sono stati pensati degli incontri di base, con le testimonianze di chi le mafie le ha viste da vicino. Su tutti, Rosaria Scopelliti – la figlia del giudice – e Vincenzo Conticello, l’imprenditore proprietario dell”Antica Focacceria San Francesco’, partita da Palermo e subito vessata dalle richieste di pizzo. Sempre denunciate.

Per concludere il percorso, anche gli incontri con chi mette in campo gli strumenti pratici dell’antimafia: magistrati e sindaci – che hanno a che fare con il fenomeno spesso sottovalutato delle mafie al nord – e le forze dell’ordine. “Perché è importante capire che bisogna avere fiducia in loro”, ha commentato Massimo Brugnone. Così un agente della squadra Catturandi di Palermo ha coinvolto i ragazzi raccontando dell’arresto di Bernardo Provenzano.

A conclusione delle lezioni, mille studenti in corteo sono confluiti dai diversi teatri fino al parco del Museo tessile di Busto Arsizio. A sfilare con loro anche i cittadini. Tutti riuniti per riascoltare i relatori e tirare le fila di questa fitta mattinata. “Il nostro progetto”, spiega Brugnone, “è quello di toccare con ‘Legalitàlia’ tutte le stagioni e tutta Italia”. D’estate l’appuntamento è già a Reggio Calabria. La primavera se l’è aggiudicata il Nord. “Magari si potrebbe fare l’autunno nel Centro Italia e l’inverno nelle isole”.

di Claudia CampeseAlessandro Madron

Le voci di Legalitàlia inneggiano ai nuovi “mille”

Fonte: http://www.varesenews.it

Tanti e focosi interventi sul palco del Museo del tessile. Da Aldo Pecora che elegge i giovani a “nuovi garibaldini” a Pino Maniaci di teleJato che invita a diffidare dai politici che “non fanno piazza pulita nei partiti”

Sono tanti, sono colorati, sono rumorosi. Sono i giovani di “Legalitàlia” che oggi hanno invaso le vie della città per la grande manifestazione contro la mafia. Dopo le conferenze nei 9 teatri della città, l’appuntamento era alle 12.30 in piazza Santa Maria da dove un lungo serpentone si è snodato lungo le vie del centro cittadino tra canti, balli, slogan e molti striscioni fino al parco del museo del tessile.  «Siete bellissimi». E’ con queste parole che Massimo Brugnone, responsabile di Ammazzateci Tutti in Lombardia, accoglie i giovani che vanno lentamente a riempire il prato del quadrilatero del museo davanti al palco che accoglie alcuni degli oltre 30 ospiti che hanno animato la mattinata. «Sogno un’Italia governata da giovani come voi» conclude Brugnore prima di lasciare la scena a Gigi Farioli.

Il sindaco di Busto, parlando anche a nome dei colleghi della zona, si lancia in un’appassionato elogio della città «capitale del paese grazie a voi che siete la nostra speranza». Ma l’entusiasmo dei giovani si infiamma non appena prende la parola Aldo Pecora, fondatore e leader del movimento Ammazzateci Tutti. «Dobbiamo avere il coraggio di stare vicino a tutti quelli che combattono la mafia sulla loro pelle» dice riferendosi ad amministratori locali, agenti di polizia e magistrati annunciando poi che «oggi è solo un inizio» perchè da Busto Arsizio «inizia oggi il percorso di liberazione delle regioni oppresse dalla mafia. Siamo noi i nuovi 1000!». Ad ascoltarlo, in realtà, ci sono molto più di mille ragazzi, quasi il doppio si ipotizzerà a fine manifestazione.

E tocca a Pino Maniaci, carismatico direttore di Tele Jato (una tv locale siciliana che tratta quasi esclusivamente di mafia), incitare gli animi di questi “moderni garibaldini”. Acclamato come una star, ricorda subito a tutti che «oggi è il vostro giorno» invitando così a diffidare da quei politici “da passerella” che «esaltano la legalità e poi sostengono certi parlamentari indagati nei loro partiti». «Dobbiamo scardinare -continua il direttore- questa classe politica minando i partiti alla base per obbligarli a fare pulizia al loro interno». Il microfono scivola ora nelle mani di Rosanna Scopelliti,figlia del magistrato assassinato dalle cosche, che ricorda come «5 anni fa (quando è nato ammazzateci tutti, ndr) non avrei mai potuto immaginare una cosa del genere». Ricorda l’esempio del padre che «ha detto no alla mafia sapendo a cosa sarebbe andato incontro» ma che così facendo «ha dato un insegnamento a me e ad ognuno di voi: scegliere la legalità, sempre!». Con un velo di emozione esorta gli studenti a «non avere paura di scegliere da che parte stare: dite alle mafie che la vostra libertà, la vostra dignità, non sono in vendita».

Infine, è Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e oggi eurodeputato a portare la sua testimonianza di come, poco dopo essere stato eletto, stavano progettando il suo assassinio «con armi provenienti proprio dalla vostra città». Ma oltre a raccontare la sua storia, l’onorevole Crocetta tiene a ricordare il «grande atto di responsabilità» accettato dai ragazzi di Legalitàlia che «da oggi non potranno più far finta di non vedere quello che accade intorno a voi».  Forse, però, sono le parole del Preside del liceo Candiani, Andrea Monteduro, a stigmatizzare al meglio il senso della giornata. «oggi -ha detto il preside- voi avete dimostrato che qui non c’è trippa per mafiosi». Nella partita contro la mafia, oggi la legalità ha segnato un punto molto importante. La strada da fare è ancora lunga ma a giudicare dall’entusiasmo travolgente dei giovani studenti, vincere è possibile.

11/04/2011

Dalle vie di Busto si alza il grido “No alla mafia”

Fonte: http://www.varesnews.it

E’ stata un successo l’iniziativa organizzata dalle scuole superiori della città insieme ad Ammazzateci Tutti. Oltre 3500 ragazzi hanno partecipato alle assemblee e oltre duemila al corteo che ha colorato le vie del centro

E’ stata un successo Legalitalia Primavera, la grande iniziativa antimafia organizzata a Busto Arsizio dalle scuole superiori cittadine e dall’associazione Ammazzateci Tutti grazie soprattutto all’entusiastica partecipazione degli studenti bustocchi. In oltre tremila hanno seguito i dibattiti organizzati in tutti i teatri e gli auditorium della città e in almeno duemila hanno partecipato al corteo e agli interventi finali all’interno del quadrilatero del Museo del tessile.

I ragazzi hanno percorso le vie centrali della città lasciando basiti i cittadini bustocchi che hanno osservato dalle finestre e dai negozi l’evolversi del corteo. Striscioni, magliette e tanti slogan hanno scandito la manifestazione che non ha precedenti negli ultimi vent’anni a Busto Arsizio. Grande successo hanno avuto anche le varie assemblee, momenti di formazione vera e propria per i ragazzi che hanno ascoltato le parole di personaggi come l’ex-sindaco antimafia di Gela Rosario Crocetta, di Giuseppe Lumia, Peter Gomez, Rosanna Scopelliti, Pino Maniaci, Giuseppe Gennari, il leader e fondatore di Ammazzateci Tutti Aldo Pecora, Massimo Brugnone e molti altri ospiti intervenuti sui vari palchi.

Dopo il corteo la manifestazione si è conclusa con l’urlo dei duemila che hanno voluto gridare “no alla mafia” davanti ai sindaci del territorio, tutti presenti a partire dal sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli insieme ai colleghi della Valle Olona Giorgio Volpi di Olgiate, Marco Roncari di Fagnano, Giuseppe Migliarino di Gorla Minore, Fabrizio Caprioli di Gorla Maggiore e il primo cittadino di Marnate Celestino Cerana.

Le scuole di Busto Arsizio unite contro la mafia

Fonte: http://www.varesenews.it

Lunedì 11 aprile spazio a “Legalitàlia in primavera”: in mattinata dibattiti e incontri con la partecipazione di 3500 studenti, poi un grande corteo e una manifestazione aperta a tutti al Museo del Tessile

“Vorremmo che Busto Arsizio diventasse la capitale dell’antimafia al Nord”. È con queste parole che Massimo Brugnone, coordinatore per la Lombardia dell’associazione Ammazzateci Tutti, presenta il progetto “Legalitàlia in primavera”:un’iniziativa senza precedenti in Lombardia, che lunedì 11 aprile coinvolgerà i sei istituti scolastici superiori cittadini, oltre 3500 studenti e 9 location cittadine in un meeting contro il fenomeno della mafia e della criminalità organizzata. In cantiere già da dicembre con la collaborazione dei rappresentanti degli studenti del liceo scientifico Tosi, del liceo artistico Candiani, dell’ITC Tosi e dei licei Crespi(classico, linguistico e delle scienze umane), il progetto ha ricevuto in seguito anche l’adesione dell’IPC Verri e dell’ITIS Facchinetti ed è stato identificato con il marchio Legalitàlia, proprio come la grande manifestazione che Ammazzateci Tutti organizza ogni anno a Reggio Calabria, a partire dal 2007, in ricordo del giudice Antonino Scopelliti. “L’anno scorso – ha spiegato Brugnone – abbiamo deciso di utilizzare questo nome anche per altre iniziative al di fuori della Calabria, e speriamo che dopo la giornata di lunedì possa essere esportato anche altrove”.

Nella mattinata di lunedì, a partire dalle 8.30, gli studenti degli istituti coinvolti saranno suddivisi per fasce di età: le terze, quarte e quinte superiori prenderanno parte a due distinti momenti di dibattito con la partecipazione di ospiti del mondo dell’informazione, della politica e dell’associazionismo, mentre prime e seconde classi assisteranno alla proiezione di un film sul tema della criminalità organizzata (“Gomorra” e “I cento passi” tra gli altri) che a sua volta, dalle 11, lascerà spazio al dibattito. Tra gli ospiti più attesi ci sono i giornalisti Peter Gomez, Cesare Giuzzi e Pino Maniaci, ma anche il giudiceGiuseppe Gennari e gli esponenti politici locali Maurizio Carbonera e Tiziano Garbo, dai comuni di Buccinasco e Desio in cui il fenomeno mafioso è particolarmente diffuso. Previsto anche unintervento del sindaco Gigi Farioli.

Tutto questo in 9 diverse sedi sparse su tutto il territorio cittadino, dall’ITC Tosi ai Molini Marzoli, passando per cinema, teatro e auditorium. Una volta terminati i dibattiti, intorno alle 12.30, gli studenti partiranno a piedi da ciascuna delle sedi per formare un corteo che andrà via via ingrossandosi e attraverserà il centro cittadino fino a raggiungere il parco del Museo del Tessile: qui, a partire dalle 13.30, si concentreranno gli interventi di alcuni dei relatori più rappresentativi, dall’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta a Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino, fino ad Aldo Pecora, presidente di Ammazzateci Tutti. Nel parco troveranno posto anche gli stand delle principali realtà associative del territorio bustocco: “Vogliamo che la manifestazione non sia autoconclusiva – ha detto Brugnone – ma che diventi un punto di partenza per l’impegno sociale dei ragazzi di Busto Arsizio, non necessariamente sul tema della criminalità”. Il corteo e la manifestazione saranno naturalmente aperti al coinvolgimento del pubblico e dell’intera cittadinanza.

Alla presentazione hanno partecipato i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti: Andrea Monteduro per il liceo artistico, Cristina Boracchi per il liceo Crespi, Giulio Ramolini per il liceo scientifico eMassimo Tosi in qualità di vicepreside dell’ITC. “È un evento che non mira a fare audience – ha commentato Monteduro – ma a occuparsi di un problema che abbiamo in prima persona: la mafia non è lontana, è nelle nostre case. Il fatto che questo problema venga affrontato direttamente dai ragazzi, e gli adulti vi si aggreghino, è un messaggio di una forza devastante, un modo per dire no all’omertà e alla collusione. Speriamo, inoltre, che la manifestazione sia anche un saluto e un segnale di solidarietà per tutte le persone originarie del Sud che vivono a Busto e che hanno sempre lavorato onestamente e osservato la legge: per loro questo è un periodo difficile”. “Questa iniziativa – ha aggiunto Cristina Boracchi – è la dimostrazione che la scuola può lavorare con le realtà che stanno al di fuori e collaborare con la cittadinanza sulla base di valori condivisi. I ragazzi stanno trovando una sintonia forte sul piano culturale e questo non può che essere un bene”. 

Legalitàlia in primavera ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Varese, dell’Associazione Scuole di Varese (che comprende più di 100 istituti in tutta la provincia), dell’Ufficio Scolastico Provinciale e dei Comuni di Busto Arsizio, Castellanza, Fagnano Olona, Gorla Maggiore e Olgiate Olona.

6/04/2011
Eugenio Peralta redazione@varesenews.it
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