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«No alla mafia» nel nome di Scopelliti. Oltre cinquemila studenti sfilano in città

Fonte: Il Giorno – Martedì 24 aprile 2012

BUSTO ARSIZIO – AL MUSEO DEL TESSILE LA FIGLIA DEL GIUDICE UCCISO NEL 1991

di Rossella Formenti

«HO SENTITO davvero mio padre in mezzo a voi, nelle vostre idee, nella vostra forza, nel vostro coraggio di dire no alla mafia». Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti, ucciso nel 1991, è sul palco nel giardino del Museo del Tessile, dove è confluito il lunghissimo corteo di studenti delle scuole superiori della provincia che ieri mattina hanno partecipato alla seconda edizione di «Legalitàlia» in primavera. Rosanna aveva sette anni quando il padre venne assassinato; ora è una giovane donna coraggiosa, impegnata contro la mafia, una giovane donna che ieri ha invitato gli oltre 5.000 studenti che hanno partecipato alla manifestazione promossa da Ammazzateci Tutti e hanno sfilato in corteo, quello che lei ha definito «un fiume meraviglioso», a «tenere alti i valori e non permettere a nessuno di farci abbassare la testa». Commuove il suo grazie agli studenti, scandito quattro volte; e loro, i ragazzi, di fronte a quella giovane così coraggiosa rispondono con un caloroso applauso, con un abbraccio avvolgente.

HANNO ASCOLTATO le sue parole con attenzione, un messaggio che lascia il segno come tutti gli interventi dei relatori che ieri hanno partecipato all’iniziativa che grazie ai giovani ha visto per un giorno Busto Arsizio cuore della mobilitazione contro la mafia. Una mattinata intensa nella quale nei diversi teatri cittadini si sono alternati numerosi relatori, da Aldo Pecora, presidente nazionale di Ammazzateci Tutti, a Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e vice-presidente della Commissione parlamentare antimafia a Bruxelles, dall’attore Giulio Cavalli a Pino Masciari, imprenditore che ha avuto il coraggio di reagire al potere mafioso. Gli studenti intorno alle 11 sono poi confluiti in piazza San Giovanni Battista, dalla quale è partito il lunghissimo corteo che esibendo striscioni e scandendo slogan contro la mafia ha raggiunto il Museo del Tessile, dove si è conclusa la manifestazione promossa da Ammazzateci Tutti in collaborazione con la Consulta provinciale degli studenti. Un forte coro «no alla mafia» è stato gridato ieri da Busto Arsizio, un no che unito Nord e Sud grazie a migliaia di giovani che condividono il coraggioso impegno di Aldo Pecora e di Ammazzateci Tutti, credendo in un futuro costruito sull’onestà, sulla trasparenza e suol diritto. Una grande manifestazione, un forte messaggio alla politica e alle istituzioni.

L’antimafia del nord sfila nel varesotto: cinquemila in piazza per Legalitàlia

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Il centro di Busto Arsizio attraversato da un corteo al grido di “Fuori la mafia dallo Stato” per l’iniziativa organizzata da Ammazzateci tutti. Quattordici scuole coinvolte in un territorio “colonizzato” dalla ‘ndrangheta crotonese e dalla mafia gelese. Tra gli ospiti, l’europarlamentare Rosario Crocetta e il consigliere lombardo Giulio Cavalli. Con contorno di “veleni” sui finanziamenti comunali

Migliaia di studenti in corteo a ritmare slogan come “Fuori la mafia dallo Stato”, “La mafia non ci compra”, o a urlare il più rabbioso “Ehi mafiosi, pezzi di merda”. Non a Locri o a Palermo, ma per le vie del centro di Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove 14 scuole superiori hanno partecipato alla seconda edizione di Legalitàlia in Primavera, un’iniziativa organizzata dall’Associazione “Ammazzateci tutti” che ha coinvolto circa cinquemila ragazzi e ragazze di Busto e dintorni.

Ne è venuta fuori una delle manifestazioni più fragorose e partecipate del nuovo movimento antimafia che si sta facendo strada nel Nord Italia “colonizzato” dalle organizzazioni criminali. Le mappe degli investigatori dicono che questa fetta del varesotto – come dire il nord del nord – è spartita fra la ‘ndrangheta di Cirò Marina, in provincia di Crotone, e la mafia di Gela, con la Statale del Sempione a fare da confine. Il boss delle ‘ndrine locali è indicato in Vincenzo Rispoli, commerciante di frutta e verdura nella vicina Legnano, condannato in primo grado per associazione mafiosa e arrestato anche nell’operazione Infinito del 2010.

A Lonate Pozzolo, altro paese del circondario, a ridosso dell’aeroporto di Malpensa, la ‘ndrangheta cirotana ha imperversato per un buon decennio con omicidi, pizzo, usura, intimidazioni plateali a commercianti e politici locali, poi svelate dal processo “Bad Boys”. Che si è svolto tra il 2010 e 2011 proprio a Busto, con gruppi di ragazzi delle scuole che andavano a presenziare alle udienze e conseguenti polemiche pubbliche sollevate sui giornali locali dai familiari degli imputati.

Questo per dire che oggi fare antimafia al Nord significa occuparsi, e preoccuparsi, del proprio territorio. Non come ai tempi di Falcone e Borsellino, quando gli studenti milanesi scendevano in piazza per manifestare solidarietà ai loro sfortunati coetanei del sud, “come se manifestassero contro l’apartheid in Sudafrica”, per usare le parole di Nando dalla Chiesa. Nel corteo di Legalitàlia i più duri negli slogan sono dei ragazzi di Tradate, dove nel lontano 1990 è stato ammazzato Roberto Cutolo, il figlio di don Raffaele, spacciato da un’efficiente joint venture fra ‘ndrangheta lecchese e camorra napoletana.

Così i ragazzi del profondo nord (siamo nella culla della Lega e dei suoi scandali, sui quali grava l’ombra della criminalità calabrese) si abbeverano alle parole di esponenti del movimento antimafia saliti dal Sud, come l’europarlamentare ed ex sindaco di Gela Rosario Crocetta (da Busto sono partite le armi destinate a farlo fuori, intercettate per tempo), il testimone di giustizia calabrese Pino Masciari, il giovanissimo presidente di Ammazzateci tutti – sorta a Locri nel 2005 dopo l’assassinio di Francesco Fortugno – Aldo Pecora, che di recente ha denunciato minacce e oscure manovre ai suoi danni, e Rosanna Scopelliti, figlia del giudice ucciso in Calabria nel 1991. Che hanno parlato, nei teatri cittadini e nel comizio finale al Museo del Tessile, insieme a esponenti del movimento antimafia nordico doc, come il lodigiano Giulio Cavalli, attore e consigliere regionale da diversi anni sotto scorta per le minacce ricevute.

La storia dei movimenti antimafia, però, non è mai indolore. E anche nella preparazione di Legalitàlia sono circolati piccoli veleni, legati ai finanziamenti dell’amministrazione comunale, retta dal sindaco pidiellino Gigi Farioli. Degli ottomila euro stanziati per l’inziativa, Ammazzateci Tutti non ha visto un soldo, pur essendo il vero motore di Legalitàlia (qui la cronaca della prima edizione). A beneficiarne sono state invece sigle politicamente più consone, come la Fondazione Blini, con radici nell’estrema destra e un presente apparentemente più “ecumenico”.

Nei teatri di Busto la lotta alla mafia spiegata ai giovani

Fonte: http://www.varesenews.it

Sono state nove le diverse assemblee che hanno animato la mattina di oltre 4.000 studenti bustocchi. Nove teatri gremiti di giovani per ascoltare le parole dei grandi protagonisti della lotta alla mafia che tutti i giorni lottano contro questo potere

9 teatri diversi per parlare di 9 tematiche diverse. “Legalitàlia in primavera” non è solo una grande manifestazione di piazza con gli oltre 6mila ragazzi che hanno partecipato al corteo ma è anche -e sopratutto- un momento di incontro e approfondimento culturale. L’incontro forse più atteso di tutti è andato in scena al teatro “Fratello Sole” dove Aldo Pecora, presidente di Ammazzateci Tutti, Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela e attuale vice presidente della commissione antimafia del parlamento europeo e l’assessore alla legalità della Calabria Eduardo Lamberti Castronuovo hanno discusso del rapporto tra politica e mafia. «Iniziamo a capire che i farabutti non sono solo da una parte e le persone oneste dall’altra» ha spiegato fin da subito Aldo Pecora, convinto anche del fatto che l’unica strada percorribile sia quella di «unire tutte le forze positive del Paese perchè dall’altra parte (quella mafiosa, ndr) sono molto compatti».

La preghiera che Pecora ha poi voluto rivolgere ai ragazzi è quella di non abbandonare l’Italia invitando tutti a «lavorare affinché quando sarete laureati voi questo Paese sia in grado di accogliervi e che non vi costringa a partire lasciando l’Italia nelle mani peggiori». E sul come la mafia sia arrivata al Nord, Rosario Crocetta spiega che «con le grandi migrazioni degli anni 60 con le brave persone sono arrivati anche i mafiosi» i quali, una volta approdati in terra padana, «non è che abbiano trovato grossi ostacoli ma anzi, spesso si è trattato di veri e propri comitati di benvenuto». Così, grazie al riciclaggio di denaro sporco, l’economia del Nord è ulteriormente prosperata a scapito di «un sud che è stato letteralmente saccheggiato». «Pensate -incalza Crocetta- che una ricerca del Censis certifica che senza le mafie il sud Italia avrebbe lo stesso sviluppo della Padania».

E chi, come Pino Masciari, è stato vittima di questo saccheggio parlava proprio negli stessi istanti a poche centinaia di metri di distanza davanti alla platea del teatro Sociale. Masciari era un imprenditore con grossi appalti in mezza Italia e «quando sono venuti nei miei cantieri a chiedermi il 3% del fatturato io ho subito detto “no” e ho denunciato tutti». Una scelta coraggiosa dettata dal fatto che «volevo rimanere un imprenditore libero» ma che è all’imprenditore è costata molto, sia economicamente che socialmente. «Quando io ho denunciato non ho trovato lo Stato pronto ad aiutarmi» e anche se il sostituto procuratore della DDA di Milano Mario Venditti (che si è occupato del celebre processo “Bad Boys”) sostiene che «la legislazione antimafia non è affatto arretrata» invitando quindi a superare il silenzio e denunciare, chi lo ha fatto non è poi così ottimista. «Oggi -spiega Masciari- lo Stato deve 90 miliardi agli imprenditori e molti di questi sono costretti a scendere a patti con la criminalità organizzata per sopravvivere».

E questa assenza dello Stato è evidente anche dal fatto che «a Palermo dal 2009 non ci sono più denunce per il pizzo». E’ Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria di Palermo e tra i primi a denunciare il racket delle estorsioni, a spiegare dal palco del teatro Manzoni come «molti preferiscano vivere pagando 300 euro al mese ma stando tranquilli» e che oggi la strada da percorrere per emanciparsi dal potere mafioso passa «sia attraverso una riforma burocratica sia, e sopratutto, della classe politica».

Alla base di tutto un ruolo di primo piano lo ricopre l’informazione con il suo dovere di ricostruire gli avvenimenti locali che odorano di criminalità organizzata. Orlando Mastrillo, giornalista di VareseNews, ha ripercorso con i ragazzi nell’auditorium del Museo del Tessile come l’indagine Bad Boys «sia partita da alcuni incendi che si credeva nascessero da screzi tra imprenditori» ma che poi hanno sollevato il velo sulla profonda infiltrazione mafiosa in queste zone.

23/04/2012
Marco Corso redazione@varesenews.it

L’antimafia calabrese conquista la Lombardia

Fonte: www.reggiotv.it

BUSTO ARSIZIO (VA) –Si è conclusa a Busto Arsizio (VA) la prima tappa di “Legalitàlia in Primavera”, il Meeting antimafia ideato da Aldo Pecora e promosso dal Movimento “Ammazzateci tutti”. Diecimila studenti, nove teatri per nove assemblee contemporanee, venticinque relatori da tutta Italia, quattordici scuole coinvolte. Sono questi gli importantissimi numeri della seconda edizione della kermesse antimafia a Busto Arsizio. Soddisfatto il Coordinatore lombardo di “Ammazzateci tutti” Massimo Brugnone <<abbiamo portato diecimila persone in piazza a Busto Arsizio a manifestare contro le mafie con facebook e con il passaparola. Questa manifestazione é infatti auto-finanziata, non é costata un solo euro alle tasche dei contribuenti bustocchi>>.

<<Il 23 aprile di quattro anni fa– ha affermato il Presidente nazionale di “Ammazzateci tutti” Aldo Pecora – magistratura e forze di polizia davano il via, tra Lonate Pozzolo e Busto Arsizio, all’operazione “Bad Boys”, portando alla sbarra decine di persone ritenute affiliate alla ‘ndrangheta. Ecco, noi tutti mandiamo a quei clan –ha continuato il giovane leader antimafia –il saluto di questa piazza, fatta da migliaia di cittadini liberi>>. Diverse sono state le testimonianze che si sono succedute nei teatri prima e sul palco in chiusura. Tra questi il testimone di giustizia Pino Masciari <<ho denunciato il pizzo che mi imponeva la mafia ed anche parte della classe politica. Ho contribuito –ha ricordato Masciari- a far arrestare decine di mafiosi. Sono felice di vedere tutti voi qui –ha concluso il testimone di giustizia-,perché avete l’età dei miei figli, e la vostra voglia di lottare è anche la mia>>

Rosario Crocetta, ex-sindaco di Gela e vice-presidente della nuova Commissione Antimafia al Parlamento europeo ha annunciato: «Quest’anno abbiamo deciso di assegnare il premio Chinnici ad Ammazzateci Tutti Lombardia per il grande impegno per la legalità e contro le mafie e annuncio che a Busto verrò con la Commissione Antimafia europea per approfondire il tema delle mafie al nord». Ringraziamenti per Massimo Brugnone, Aldo Pecora e l’intero Movimento “Ammazzateci tutti” sono arrivati dal Sindaco di Busto Arsizio Gianluigi Farioli che ha ricordato il lavoro prezioso che il Movimento porta avanti da anni sul territorio. Un invito all’unità arriva dall’attore e consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli: <<l’importante è che questa piazza continui ad essere piena anche dopo “Legalitàlia”, dobbiamo unirci perchè fa comodo a molti che rimaniamo divisi>>.

Rosanna Scopelliti, figlia del Giudice calabrese Antonino Scopelliti, ucciso da mafia e ‘ndrangheta nel ’91, ha chiesto etica e pulizia a tutta la classe politica, ed un impegno trasversale di tutti i partiti per far approvare dal Parlamento una vera ed incisiva legge contro la corruzione. Sul palco, inoltre, l’assessore alla legalità della Provincia di Reggio Calabria Eduardo Lamberti Castronuovo, che ha invitato i giovani a scendere in Calabria, Giovanni Laruffa, dirigente scolastico di un liceo calabrese che ha dato il via, con “Ammazzateci tutti”, al gemellaggio antimafia tra le due regioni, e il rappresentante del sindacato di Polizia SIAP Sandro Chiaravalloti. Il partecipato meeting lombardo di stamane è la prima tappa di un lungo percorso nazionale promosso dai ragazzi di “Ammazzateci tutti”, che nelle prossime settimane toccherà le più grandi città italiane da nord a sud, e che vedrà la partecipazione di tanti altri protagonisti e testimonial antimafia, nonché, soprattutto, di diverse decine di migliaia di giovani.

“Legalitàlia”: Busto è la città dei giovani antimafia

Fonte: www.informazioneonline.it

BUSTO ARSIZIO – Circa diecimila studentisono intervenuti lunedì mattina, 23 aprile, per la seconda edizione di “Legalitàlia in Primavera”, il meeting antimafia ideato da Aldo Pecora e promosso dal Movimento “Ammazzateci tutti”.
 
Dopo un’intensa prima parte di mattinata che ha coinvolto quattordici scuole della provincia di Varese, con workshop e seminari organizzati in nove teatri cittadini per discutere di mafia (25 relatori intervenuti per l’occasione), i ragazzi si sono ritrovati, alle 11, in piazza San Giovanni, pieni di grinta, rabbia ed anche di sano entusiasmo per quello che sembra essere solo il secondo capitolo di un evento che durerà negli anni. Oltre ai tantissimi striscioni, altrettanti sono stati gli sfottò e i cori organizzati (Mafia, Mafia… vaffanculo oppure Noi la Mafia non la vogliamo) dall’immensa folla che ha letteralmente invaso la città (qui il collegamento alla galleria fotografica).
 
Coordinati da Davide Borsani, studente dell’ITC e membro di “Ammazzateci Tutti”, i ragazzi hanno raggiunto il Museo del Tessile per ascoltare i più prestigiosi relatori della mattinata.
Massimo Brugnone, coordinatore regionale di Ammazzateci Tutti Lombardia, ha presentato l’evento, dando la possibilità a tutti gli intervenuti di parlare al giovane pubblico.
Primo a salire sul palco, il Presidente Nazionale di Ammazzateci Tutti, Aldo Pecora: “Qualsiasi cosa ci faranno, non avranno mai tanto piombo e tanto inchiostro per ammazzarci tutti”, ha dichiarato fermamente.
 
“Non scassateci la minchia!” ha urlato Giulio Cavalli, Consigliere regionale di SEL (Sinistra Ecologia Libertà), come sempre senza mezzi termini, diretto chiaramente a quella faccia dell’antipolitica che costituisce il male del nostro paese. “Non permettete che vi tolgano la bellezza” ha detto il Consigliere (e attore) ai giovani, “pretendete che tutto sia chiaro attorno a voi! In questa situazione di emergenza, dobbiamo essere tutti partigiani”.
 
È intervenuto anche Pino Masciari, imprenditore calabrese costretto a “fuggire di notte” dalla sua terra “per mettere in salvo la vita”.
Grande commozione nelle parole di Rosanna, la figlia di Antonino Scopelliti, Presidente dell’omonima Fondazione, che ha ringraziato tutti i giovani presenti: “Guardando il corteo ho sentito mio padre insieme a voi, nella vostra grandissima forza di dire no alla mafia – e ha concluso – abbiate sempre il coraggio di decidere da che parte stare. Se ne devono andare! Questa terra è nostra!” grida generando un boato di approvazione fra tutti i presenti.
Hanno preso la parola sul palco anche Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla legalità della provincia di Reggio Calabria, il professore Giovanni Laruffacapofila del gemellaggio antimafia Calabria-LombardiaSandro Chiaravallotti, segretario Siap Romagnolo, gli onorevoli Rosario Crocetta (vice-Presidente commissione parlamentare antimafia europea e Sindaco di Gela) e Lara Comi e Giulio Del Balzo, Presidente degli studenti di Varese.
 
A portare i saluti della città, il Sindaco Gigi Farioli e l’Assessore alla Cultura e politiche giovanili, Mario Crespi che ha coinvolto i ragazzi con 30 secondi di silenzio (leggi qui la nota comunale).

MAFIA: IN DIECIMILA A BUSTO ARSIZIO CON ‘AMMAZZATECI TUTTI’

Fonte: www.ansa.it

(ANSA) – BUSTO ARSIZIO (VARESE), 23 APR – Si e’ conclusa a Busto Arsizio (Varese) la prima tappa di ‘Legalitalia in Primavera’, il meeting antimafia ideato da Aldo Pecora e promosso dal movimento ‘Ammazzateci tutti’. Diecimila studenti, nove teatri per nove assemblee contemporanee, venticinque relatori da tutta Italia, quattordici scuole coinvolte: e’ questo, secondo una nota diffusa dagli organizzatori, il bilancio della seconda edizione della kermesse antimafia a Busto Arsizio. Diverse sono state le testimonianze che si sono succedute nei teatri prima e sul palco in chiusura. Tra questi il testimone di giustizia Pino Masciari. ”Ho denunciato il pizzo che mi imponeva la mafia ed anche parte della classe politica. Ho contribuito – ha ricordato Masciari – a far arrestare decine di mafiosi. Sono felice di vedere tutti voi qui – ha concluso – perche’ avete l’eta’ dei miei figli, e la vostra voglia di lottare e’ anche la mia”. (ANSA).

La parola a chi sa come battere il racket

Fonte: La Prealpina – 20 Aprile 2012

Tutto pronto per Legalitàlia in Primavera: 14 scuole superiori in corteo

La mafia non passerà. Saranno 5mila o poco meno gli studenti che si riverseranno per le vie di Busto lunedì mattina. Sboccerà così la seconda edizione di Legalitàlia in Primavera, evento organizzato dal coordinamento lombardo dell’associazione E adesso ammazzateci tutti Ai vari cortei, che confluiranno al Museo del Tessile, prenderanno parte le scuole superiori statali cittadine e non solo. Si attendono ragazzi dai licei di Gallarate, Saronno, Tradate, Sesto Calende e Varese.

Ufficialmente sono quattordici le scuole. Altre ancora sono previsti in arrivo autonomamente. «Abbiamo voluto intendere l’evento antimafia come momento di confronto condiviso da varie realtà scolastiche: è la prima assemblea studentesca della provincia a cui partecipano così tante scuole», sottolinea il coordinatore della Consulta studentesca provinciale, Giulio del Balzo. A rendere nell’investimento sono soprattutto gli ospiti delle varie conferenze disseminate nei teatri cittadini, prima che il pubblico si converta in corteo per l’evento finale alle 11. Con inizio alle 8.30, ogni teatro ospiterà un incontro specifico.

Al Fratello Sole, Aldo Pecora, (presidente di Ammazzateci tutti) e Rosario Crocetta (ex sindaco di Gela, ora vicepresidente della commissione parlamentare antimafia a Bruxelles) spiegheranno come politica e giornalismo possano combattere la mafia. Al Teatro Sociale sarà tra gli altri Pino Masciari, imprenditore calabrese vittima di ritorsioni, a parlare di legislazione e cultura della denuncia. Un altro imprenditore, la cui famiglia è stata vittima di camorra, Luigi Vecchione, interverrà al Manzoni su racket e impresa sociale. All’auditorium Pro Busto, il ruolo delle donne nella mafia sarà affrontato da una giornalista e da una docente universitaria. L’attore Giulio Cavalli, protagonista di uno spettacolo a tema, già rappresentato a Busto, parlerà di mafia al Nord all’aula dell’Ipc Verri. Il capo della mobile di Varese, Sebastiano Bartolotta, interverrà al Sante’Edoardo sul ruolo delle forze dell’ordine. La figlia di Antonino Scopelliti, Rosanna, e il prete antimafia Aniello Manganiello parleranno al cinema Aurora di Borsano. Alcuni di loro, incluso il sindaco Gigi Farioli, saranno al microfono anche sul palco del Tessile a chiusura della manifestazione.

«Legalitàlia è questa, non altro», precisa l’organizzatore Massimo Brugnone, presidente lombardo di Ammazzateci tutti, con riferimento ad aspettando Legalitàlia. Sigla sotto cui alcune associazioni hanno inteso “tirare la volata” al corteo di lunedì. «E per questo le ringrazio», conclude Brugnone, prima di cedere la parola al dirigente scolastico Andrea Monteduro, in rappresentanza del coordinamento delle superiori bustocche, che invita a una critica a un modello socioeconomico che sottrae risorse alla comunità: «Come chiedere un futuro per i giovani, se tolleriamo che qualcuno sottragga risorse e li distribuisca iniquamente?».

Carlo Colombo

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