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Ordinanza Fire Off: Dichiarazioni di BERNASCONE Angelo – Parte 1

L’11.11.2010, anche l’ex collaboratore di giustizia BERNASCONE Angelo, già coinvolto nell’operazione denominata “Tagli pregiati” dell’AG nissena, veniva sentito dal PM in qualità di imputato in procedimento connesso e dichiarava di conoscere Rosario Vizzini dal 2002 e di aver pagato a lui il pizzo per conto dei Rinzivillo sino al 2006 quando si era determinato sporgere denuncia dalla quale era poi scaturita l’operazione “tagli pregiati” che l’aveva visto per un periodo collaboratore di giustizia sottoposta programma di protezione.

Precisava che oltre a dover dare a Vizzini somme di denaro e assegni fino a coprire quasi totalmente gli incassi della sua attività veniva anche costretto ad assumere persone che gli venivano segnalate dal Vizzini e che quanto Vizzini era stato arrestato gli era subentrato tale Salvatore Fiorito.

Il Bernascone quantificava la somma complessivamente versata la Vizzini in circa € 650.000 e specificava che gli assegni che gli aveva consegnato gli erano stati dati per l’incasso ai numerosi soggetti gelesi quali Massimo INCORVAIA, Fabio NICASTRO (che vivevano a Busto Arsizio), Domenico SEQUINO, AGATINO Pasqualino, Salvatore CASSARA’ (che venivano da Gela).

Riferiva poi riguardo agli altri imprenditori della zona di Busto Arsizio costretti a pagare il pizzo.

Per completezza e per consentire di apprezzare il livello di dettaglio cui giungevano le sue conoscenze anche al fine di valutarne la credibilità, si riportano le testuali parole del Bernascnoe sul punto:

Il gruppo riscuoteva il pizzo è formato da Rosario VIZZINI (capo del gruppo) Massimo INCORVAIA, Fabio NICASTRO, Dario NICASTRO, un cognato di Fabio NICASTRO (mi ricordo che è calvo, alto e robusto), Rosario SCIBONA. Poi si aggiunsero Salvatore Gianpiccolo detto CAFFETTERA ed Emanuele ITALIANO … OMISSIS … Uno degli imprenditori taglieggiati è F. L. (costruttore edile) che diede 50.000 euro a Massimo INCORVAIA, destinati a Rosario VIZZINI. Fabio NICASTRO gli ha bruciato un cantiere a Busto Arsizio (era un condominio in costruzione) per costringerlo a pagare. I 50.000 euro servivano per far cadere in Cassazione un processo a carico di Rosario VIZZINI, Salvatore Gianpiccolo CAFFETTERA, Antonio RINZIVILLO, Salvatore RINZIVILLO. In Cassazione questi avevano qualcuno che per 50.000 euro e con una ritrattazione dei collaboratori di giustizia che avevano accusato Rosario VIZZINI, Salvatore Giampiccolo CAFFETTERA, Antonio RINZIVILLO, Salvatore RINZIVILLO, avrebbe fatto “cadere” il processo. Rosario VIZZINI si incontrò infatti una volta con Salvatore RINZIVILLO, Beppe SALVO e Salvatore COLLODORO in un bar del paesino vicino Busto Arsizio dove abita VIZZINI. VIZZINI disse a Salvatore RINZIVILLO di andare dalla famiglia TRUBIA, in quanto gli accusatori erano di quella famiglia e di fare cambiare versione. In effetti i due collaboratori di giustizia della famiglia TRUBIA, Nunzio e Peppe (detto PECORA ZOPPA) ritrattarono ed il processo cadde.

So queste cose perché ero presente all’incontro presso il bar. Massimo INCORVAIA e Rosario VIZZINI mi hanno raccontato della estorsione a F. L., in una occasione in cui ho portato del denaro per pagare il pizzo, in un bar di Busto Arsizio. Ho sentito tra l’altro Fabio NICASTRO dire personalmente che aveva bruciato il cantiere di L.. La vicenda risale verso la fine del 2004, inizio 2005, prima comunque dell’arresto di VIZZINI per la condanna definitiva. I soldi di L. vennero pagati in contanti, dopo essere stati prelevati dalla banca. Ho già riferito di tale vicenda alla Procura di Caltanissetta … OMISSIS …

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Ordinanza Fire Off: Atti PM parte 2 – La spartizione delle attività illecite

Seconda parte, che segue la prima, delle osservazioni del giudice in merito all’applicazione dell’ordinanza di custodia cautelare, a partire dai fatti risultanti dagli atti trasmessi dal Pubblico Ministero. 

Con nota trasmessa il 24.2.2011 il PM integrava la richiesta con il verbale dell’interrogatorio reso in data 23.2.2011 dal collaboratore di giustizia Crocifisso SMORTA, relativo a vicende risalenti al 2005. Dalle dichiarazioni di Smorta, già condannato per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., emergono ulteriori indizi dell’esistenza, nel territorio di Busto Arsizio, di un gruppo criminale mafioso che fa riferimento a Rosario VIZZINI.

Questi viene indicato quale uomo d’onore direttamente legato alla famiglia RINZIVILLO, mentre Fabio NICASTRO quale semplice appartenente a COSA NOSTRA.

Dichiara il collaborante che nel 2005 le famiglie di cosa nostra EMMANUELLO-RINZIVILLO erano alleate tra loro ed avevano raggiunto accordi per la spartizione dei proventi delle attività illecite anche con i gruppi storicamente contrapposti della STIDDA (“Nel 2002, a fronte dell’esigenza di fare fronte alla STIDDA … OMISSIS … , venne deciso, con il pieno assenso di Antonio RINZIVILLO che Daniele EMMANUELLO, allora libero, sarebbe stato responsabile della famiglia di Gela … … Non venne nominato un capo decina, perché all’epoca non vi erano molti uomini d’onore in libertà. In base all’intesa raggiunta, tutti gli introiti delle attività illecite svolte nel territorio di Gela, sia dagli uomini dei Rinzivillo, sia dagli uomini degli Emmanuello, dovevano essere consegnati a Daniele EMMANUELLO e versati al reggente da lui nominato, per quanto riguarda le estorsioni, … Quando sono stato stato reggente, ero io a ricevere i soldi e li distribuivo sulla base delle indicazioni di Daniele EMMANUELLO. La famiglia di Gela aveva affiliati anche al Nord Italia, parlo di OMISSIS e Busto Arsizio”).

Con particolare riferimento ai rapporti della famiglia con la Stidda e dei proventi delle estorsioni effettuate in territorio bustocco SMORTA ha riferito:

“All’epoca avevamo raggiunto un accordo con la stidda di dividere gli introiti al cinquanta per cento. Ebbi occasione di discutere con OMISSIS della tentata estorsione ai danni di C. e OMISSIS mi chiese conto di tutte le estorsioni su Busto Arsizio, rivendicando il cinquanta per cento degli introiti che spettavano alla stidda. Io feci presente che dalle estorsioni non aveva ricavato nulla in quanto Vizzini aveva preteso ed ottenuto grosse somme dagli imprenditori Gelesi, senza versare la parte agli EMMANUELLO.

Tali dichiarazioni da un lato avvalorano quanto riferito da Angelo BERNASCONE ove afferma che Rosario Vizzini e quelle del suo gruppo (Fabio NICASTRO, Emanuele ITALIANO, Dario NICASTRO, il cognato di Fabio NICASTRO, Rosario SCIBONA) sono tutti collegati ad Antonio RINZIVILLO, nonché a Salvatore e Gino RINZIVILLO, che sono di cosa nostra. Che mi risulti loro non hanno niente a che fare con la stidda;

dall’altro spiegano quanto affermato da Carmelo MENDOLIA quando afferma che “A Gela i NICASTRO sono molto influenti come famiglia. Si tratta comunque di STIDDARI. A Gela cosa nostra non esiste almeno da vent’anni. NICASTRO e VIZZINI hanno ancora rapporti con le famiglie di STIDDARI a Gela. Alcuni esponenti di stiddari gelesi, ad es. della famiglia MADONIA sono in stretto contatto con i NICASTRO e con Rosario VIZZINI e talvolta sono venuti a Busto Arsizio. Hanno comuni interessi a Busto nell’edilizia e nel pagamento del PIZZO … VIZZINI è legato anche ai RINZIVILLO. Anche esponenti dei RINZIVILLO sono venuti a Busto Arsizio. MADONIA e RINZIVILLO hanno rapporti anche per quanto riguarda attività da compiere a Busto Arsizio. Ogni attività dei RINZIVILLO e dei MADONIA a Busto viene svolta chiedendo prima l’appoggio di VIZZINI e con la collaborazione di questi. Sto parlando dei settori di edilizia e delle estorsioni nell’edilizia. Il settore edilizio viene ritenuto più sicuro rispetto alla droga. Busto Arsizio è di Rosario VIZZINI. VIZZINI è lo stiddaro più importante sia a Gela che nella zona di Busto Arsizio. Tutti gli altri gelesi che stanno in Lombardia devono ubbidire a Rosario VIZZINI.

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