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PER NON DIMENRICARE – 20° Anniversario delle stragi di Via D’Amelio e Capaci

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Presidio di solidarietà per Brindisi. Ammazzateci Tutti in corteo per Busto

VIDEOCRONACA: GIOVANI E NON UNITI CONTRO LA STRAGE

Fonte: www.informazioneonline.it

BUSTO ARSIZIO – La strage di Brindisi, davanti all’Istituto professionale Morvillo Falcone della mattina di sabato 19 maggio, riporta chiaro e forte come la lotta alla criminalità organizzata (anche se restano ancora da accertare le responsabilità) sia ancora un problema incombente nel nostro paese.

A Busto Arsizio, il Movimento Antimafia Ammazzateci Tutti ha organizzato un presidio in piazza Santa Maria: “Non possiamo dire se il gesto sia riconducibile alla mafia, ma vogliamo comunque condannarlo”. Lo stesso è stato fatto in moltissime altre piazze di tutta la Provincia. “Le associazioni, i cittadini, le forze politiche, sociali, economiche non possono far vincere la violenza, l’illegalità, il buio”. Nella foto in apertura, Melissa Bassi, prima vittima dell’attentato.

BUSTO SOLIDALE

Anche la città di Busto Arsizio si è stretta intorno al dolore della strage di Brindisi avvenuta la mattina del 19 maggio. Organizzatore del presidio è stato il Movimento Antimafia Ammazzateci Tutti, che con un appello lanciato nel primo pomeriggio è riuscito a radunare un folto gruppo di persone, per lo più giovani, in piazza Santa Maria. Sono intervenuti anche dei ragazzi dell’Istituto Grassi di Saronno. Il segnale di solidarietà e rabbia di fronte a queste ingiustizie è quindi forte. Rimane comunque la nota dolente dell’indifferenza delle persone non direttamente coinvolte nella manifestazione. 

“Siamo solidali con le vittime di questa mattina (sabato, ndr) – spiega Valentino Magliaro, attivista di Ammazzateci Tutti – non sappiamo ancora se sia stata veramente la mafia o meno la responsabile, ci stringiamo attorno al dolore delle vittime perché è giusto così. È molto strano quanto è accaduto, la mafia generalmente non colpisce così, non usano bombe e bombole a gas, o siamo di fronte a una evoluzione tecnologica purtroppo raccapricciante o hanno voluto lanciare un forte segnale. In ogni caso stanno perdendo tanto consenso nelle scuole grazie all’informazione e quindi cercano di intervenire così”.

Per il primo momento di riflessione ha preso la parola Davide Borsani del movimento antimafia di Lonate Pozzolo: “Il nostro è un segno di ribellione sana per non far ripetere queste cose. Questo attacco è come impedire il futuro ai giovani”. Davide ha successivamente letto la riflessione di Silvia Milani, una ragazza pugliese di Ammazzateci Tutti. È intervenuta anche l’europarlamentare Lara Comi, della commissione antimafia europea, sottolineando la vicinanza alle vittime della strage.

Il presidio si è poi trasformato in corteo, dirigendosi verso il Tempio Civico dove è stato allestito un simbolico ricordo di tutte le vittime, Melissa Bassi in primis: un lenzuolo bianco, con una cartella a terra e un libro. Delle rose e una targa ricordo, hanno coronato la scena. Ad attendere il corteo presso il Tempio Civico, il Sindaco Farioli, che non ha esitato a dedicare, tra le tante manifestazioni in città, il proprio tempo per il tragico accaduto e, invitando i partecipanti ad un minuto di silenzio, non sono mancati i momenti di forte commozione.

Oltre ai numerosi giovani, sono intervenuti anche diversi esponenti del mondo politico cittadino. Valerio Mariani, Walter Picco Bellazzi, Sergio Barletta, Erica D’Adda, Emanuele Antonelli. Presenti anche alcuni esponenti del mondo scolastico come l’ex preside dell’ITC Tosi, Benedetto Di Rienzo. Si è stretto attorno al dolore delle vittime anche il famoso vignettista bustocco Tiziano Riverso e Massimo Lamperti del comitato antifascista, visibilmente commosso e profondamente turbato per l’accaduto: “Quanto è successo è assurdo, tutto ciò ci fa stare troppo male”.

Valentina Colombo
pubblicato il: 19/05/2012

Non rompeteci i polmoni

Legalitàlia, oltre 5 mila studenti pronti a urlare “No alla mafia”

Fonte: www.varesenews.it

Lunedì 23 Busto Arsizio si trasformerà nella capitale del nord che non accetta il potere mafioso. Nove conferenze con magistrati, forze dell’ordine, giornalisti, scrittori che conoscono e combattono il fenomeno. Oltre 1000 gli studenti dal resto della provincia

Saranno molti di più dell’anno scorso gli studenti che quest’anno prenderanno parte a Legalitàlia in Primavera, la giornata dedicata alla lotta alle mafie organizzata per il secondo anno consecutivo da Ammazzateci Tutti e dai rappresentanti degli studenti di tutti gli istituti bustocchi. L’evento si svolgerà lunedì 23 aprile in due fasi: la prima prevede le conferenze negli auditorium cittadini di Busto e la seconda, dalle 11 in poi, prevede il corteo per le vie della città e il raduno nel quadrato del Museo del Tessile. 

Quest’anno, ad aumentare la portata dell’evento, ci sarà anche la Consulta studentesca provinciale che è riuscita a coinvolgere oltre mille studenti provenienti anche da altre realtà scolastiche della provincia che andranno ad aggiungersi ai 4000 studenti di Busto e dintorni. Giulio Del Balzo, studente gallaratese della consulta, ha coluto sottolineare il perchè della partecipazione: «Il ruolo della consulta è quello di valorizzare e diffondere le iniziative meritorie degli studenti – ha detto – per questo, avendo anche dei fondi a disposizione, abbiamo deciso di finanziarne una parte con un contributo di 2 mila euro». Proprio grazie agli incontri promossi in ogni scuola, tramite la consulta, molti studenti verranno da fuori: «Al corteo potrebbero esserci più di 5 mila persone – annuncia Massimo Brugnone, coordinatore lombardo dell’associazione antimafie – ma non sarà quello il momento più importante di Legalitàlia in Primavera anche se sarà quello più colorato e vivace. I momenti importanti verranno vissuti dai ragazzi nei 9 auditorium cittadini dove si svolgeranno gli incontri con i relatori». 

Una platea di tutto rispetto che riunisce le forze vive del Paese che non si inchina ai poteri mafiosi che prosperano in Italia alimentando una crisi che è fatta, in buona parte, proprio dal sistema corruttivo e asfissiante costruito dalle mafie italiane (cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra e sacra corona unita), come ha ricordato lo stesso preside del liceo Candiani Andrea Monteduro: «Questo sistema, così radicato in Italia, sta togliendo il futuro ai giovani inquinando l’economia legale e rendendola impotente davanti all’impresa mafiosa che non deve rispettare le regole e, quindi, fornisce servizi a prezzi molto più bassi». Tra i tanti ospiti ci sono molti amici di Ammazzateci Tutti come Giulio Cavalli, i giornalisti Mario Portanova e Cesare Giuzzi, magistrati del calibro di Mario Venditti(protagonista delle condanne della ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo), il capo della squadra mobile di Varese Sebastiano Bartolotta che ha sgominato due clan mafiosi a Busto Arsizio, l’eurodeputato Rosario Crocetta (già sindaco di Gela e ora vice-presidente della commissione antimafia del Parlamento Europeo), i testimoni di giustizia Pino Masciari (imprenditore) e Vincenzo Conticello (commerciante) e molti altri. Naturalmente ci saranno anche Aldo Pecora, fondatore e “inventore” del format Legalitàlia (nato a Reggio Calabria) e Rosanna Scopelliti, figlia del giudice vittima della mafia Antonino.

Infine ci saranno i ragazzi di Ammazzateci Tutti a organizzare il tutto, giovani che stanno crescendo dentro l’associazione come Valentino Magliaro, Davide Borsani, Francesco Fontana, Chiara Crepaldi e molti altri. Tutti giovani che da anni si impegnano nel movimento e da anni favoriscono con le loro idee e le loro azioni la crescita della cultura della legalità. Brugnone, infine, ci tiene a ringraziare le associazioni che hanno organizzato “Aspettando Legalitàlia”, una serie di appuntamenti che da questa sera, venerdì, fino a domenica scandiranno una sorta di countodown con mostre fotografiche, dibattiti e incontri dedicati al tema delle mafie.

20/04/2012

DA VANZAGHELLO A GENOVA PER DIRE «NO ALLA MAFIA»

Vanzaghello –  «17 marzo per ricordare tutte le vittime di mafia, per dire no alla mafia». Deciso l’appello di Valentino Magliaro , esponente locale dell’associazione nata a Locri e diffusa in tutta Italia «Ammazzateci tutti», per essere uniti nella lotta contro la mafia; appello che è ancora più forte dopo che Valentino ha vissuto l’esperienza di partecipare a Genova a quella che è stata a tutti gli effetti una marcia della memoria organizzata dall’Associazione Libera di donLuigi Ciotti e ben sostenuta dai membri di Ammazzateci tutti: «Il pullman era pieno: eravamo in 37 solo della Lombardia e un ragazzo ci ha raggiunto là , quindi abbiamo partecipato alla manifestazione in 38. Eravamo in piazza e da Bari si sono presentate altre 48 persone di Ammazzateci tutti: quindi eravamo un bello squadrone! C’è stato un momento in cui abbiamo aperto il secondo corteo: è stato fantastico, abbiamo preso tutta la strada con le bandiere; e poi c’erano anche Aldo Pecora Rosanna Scopelliti …». Aldo è stato recentemente oggetto di gravi minacce, com’è stato questo incontro? «Lui ci ha fatto i complimenti per aver organizzato il pullman, è con noi e appogia le nostre iniziative; in merito alle minacce, abbiamo portato lo striscione con scritto “Siamo tutti Aldo Pecora” per firmare l’appello di vicinanza verso di lui promosso da don Luigi Ciotti Michele Cucuzza Nando Dalla Chiesa Maria Falcone Ferdinando Imposimato Pino Masciari , donLuigi Merola Rosanna Scopelliti ». Qual è il significato di questa marcia? «àˆ importante anche ricordare le vittime di mafia, essere più partecipi e non restare lì a guardare: c’è bisogno che si continui a credere di poter fare tutto nella lotta contro le mafie. Riporto le parole di don Ciotti: “La mafia va combattuta ma c’è bisogno di un aiuto forte da parte delle Istituzioni; da soli non ce la fa nessuno, è necessario un aiuto anche da parte loro”.  Da parte nostra, come associazione, l’intento di andare avanti con le nostre forze c’è e lo dimostra il fatto che abbiamo organizzato un pullman da soli; c’è il desiderio di avere un aiuto ma in ogni caso noi andiamo avanti lo stesso. A questo proposito vorrei ricordare che il 26 marzo si inaugurerà  la sede a Lonate Pozzolo, mentre il 23 aprile ci sarà  Legalitalia in Primavera che è la testimonianza di fare qualcosa di concreto sul nostro territorio e che coinvolgerà  le scuole di Busto Arsizio per oltre quattromila studenti». E il messaggio di Valentino è chiaro e deciso a non arrendersi: «àˆ stato bello incontrarsi tutti insieme: vuol dire che c’è la volontà  e siamo davvero tutti sempre insieme: da soli non ci prenderanno mai».

Articolo pubblicato il 23/03/2012 – Sara Riboldi


«Ammazzateci tutti», altre minacce

Fonte: Settegiorni Alto Milanese
24 febbraio 2012

 LOTTA CONTRO LA MAFIA – L’associazione, nata a Locri e diffusa in tutta Italia, è sempre nel mirino

Velentino Magliaro, il rappresentante locale: «Non riusciranno a fermarci»

VANZAGHELLO (rds) «Non hanno tanto piombo per ammazzarci tutti, come ho commentato anche su facebook; non ce la faranno mai perché come Aldo Pecora e come me ce ne sono altri cento e nonostante le minacce ricevute facciamo sempre di più e non ci fermiamo. Non per nulla l’associazione si chiama così: è la nostra sigle, il nostro motto ed esprime quello che noi pensiamo». Questo il grido contro la mafia di Valentino Magliaro, giovane del paese che da qualche mese è a fianco del coordinatore regionale dell’associazione antimafia Ammazzateci tutti – nata a Locri nel 2005 all’indomani dell’omicidio Fortugno – Massimo Brugnone, quando ha appreso la notizia del messaggio minatorio anonimo lasciato lunedì 20 sull’auto di Aldo Pecora, 26 anni, presidente dell’associazione, insieme a due bossoli esplosi vicino alle ruote e che recitava: «Scopelliti ti aspetta a braccia aperte, farai la fine di Gratteri e Creazzo, boom». I commenti di Pecora su facebook sono giustamente concisi: «Spero si sia trattato di uno scherzo di carnevale, seppur di cattivo gusto e preferisco mantenere il riserbo dovuto sulla vicenda. Ringrazio comunque tutti per la vicinanza e la solidarietà»; ma l’indignazione di Valentino è abbagliante: «Glie è arrivato questo foglietto dove era scritto che avrebbe fatto la fine di Scopelliti, il giudice ammazzato nel 1991, quindi praticamente l’hanno condannato a morte; è un episodio molto grave, prima di tutto perché del consiglio direttivo nazionale fa parte anche la figlia del giudice, Rosanna Scopelliti, che collabora con noi e cosa ancora più grave è che questo messaggio è arrivato lo stesso giorno in cui a Reggio Calabria si doveva intitolare l’aula bunker proprio in memoria del giudice. Per questo il pullman che partirà da Busto Arsizio verso Genova il 17 marzo in occasione della giornata nazionale contro la mafia – per le cui prenotazioni basta scrivere a lombardia@ammazzatecitutti.org – assume un valore ancora più importante: vorremmo che si partecipasse numero: abbiamo messo un costo simbolico di dieci euro in modo che chiunque abbia la possibilità di partecipare ed è un’occasione per lasciare un messaggio forte: significa che noi non ci fermeremo e continueremo a fare molte più cose. Il messaggio? «Avvicinarsi al movimento, aiutarci a sostenere la lotta alla criminalità e informarsi per capire quello che succede in Italia ma anche sul nostro territorio e rendersi così conto che la mafia esiste anche al nord e che ci sono giovani – che devono essere aiutati dalle Amministrazioni e dagli stessi cittadini – che non vogliono crescere nella totale indifferenza e che sentono il valore vero della legalità».

Sara Riboldi

UN FISCHIETTO CONTRO TUTTE LE MAFIE

Fonte: www.altomilanese.settegiorni.it

IL PERSONAGGIO VALENTINO MAGLIARO DA POCO È MEMBRO DELL’ASSOCIAZIONE «AMMAZZATECI TUTTI»

Allenatore e arbitro di basket, porta avanti sul territorio le tante lotte contro questo fenomeno

Vanzaghello – Un fischietto contro la mafia. Questa la storia di Valentino Magliaro , un gio vanissimo con la passione del basket che combatte in prima linea contro i fenomeni del racket, con l’unica arma della forza di gridare ad alta voce quale sia la realtà e di portarla davanti agli occhi di tutti, a partire dai ragazzi, ai quali Valentino si dedica per insegnar loro il suo sport preferito: «Aiuto ad al lenare e sono arbitro: mi piace comunicare in maniera diversa a seconda delle persone e ar bitrare offre questa possibilità , anche quando accadono epi sodi non simpatici; una volta mi è capitato che un genitore ha minacciato di denunciarmi… io mi sono avvicinato con in mano la carta di identità e gli ho risposto di chiamare pure i Carabinieri; spesso le persone non conoscono il significato della parola «denuncia»: lo fai solo se credi nelle istituzioni e non si può denunciare una partita di basket!». E certamente il coraggio di opporsi al silenzio non manca a Valentino, che da poco è membro dell’Associazione «Ammazzateci tutti», al fianco di Massimo Brugnone – coordinatore regionale del movimento nazionale nato a Locri nel 2005 all’indomani dell’omicidio Fortugno – e di molti altri giovani: «Tutto è iniziato quest’anno, quando ho cono sciuto Massimo: mi sono piaciute la forza e la volontà di un gruppo che ha il coraggio di dire no a un fenomeno che abbiamo a due passi. Il nostro obiettivo è di andare nelle scuole e in segnare ai ragazzi cosa sia il fenomeno mafioso e cercare di aggirarlo con vari progetti, come la manifestazione della Legalitalia che abbiamo fatto ad aprile e che ha visto la par tecipazione di quattromila giovani! Andiamo anche nei tribunali con le magliette con la scritta «No alla mafia»: per esempio eravamo presenti alle condanne di Rispoli e Filippelli e tutta la ‘ndrangheta locale di Lonate Pozzolo e Legnano. Nei tribunali spesso si sentono commenti come “Adesso sì che vi ammazziamo” o “Adesso sì che rischiate grosso”, ma se uno ha voglia di fare deve anche tenere conto che può essere a rischio di eventuali minacce, ma sappiamo che possiamo contare sulle istituzioni: a noi interessa far crescere il senso di responsabilità e lanciare il messaggio che bisogna stare alla larga dal fenomeno mafioso, per esempio richiedendo sempre gli scontrini». Ora Valentino sta partecipando al corso Vivi le forze armate alla scuola di allievi marescialli dell’Aeronautica militare a Viterbo, ma il suo sogno è quello di diventare un Carabiniere, per tutelare la legalità : «Se tutti avessero la forza di deenunciare il fenomeno mafioso si dimezzerebbe, ma c’è bisogno che tutti lo facciano!».

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